I dati presentati a Venezia da Mastercard, main sponsor della Mostra del cinema. Nel maggio-agosto 2026 +9% le presenze internazionali. L’impennata in Calabria e Puglia. Il traino dei piccoli borghi
Per il turismo italiano è l’estate degli stranieri, in particolare in arrivo da Spagna, Turchia e Australia, aree che hanno fatto segnare il picco degli incrementi. Lo dicono i dati presentati a Venezia l’8 settembre da Mastercard, main sponsor della Mostra internazionale di arte cinematografica della Biennale, durante l’evento «Shaping the Future of Italian Tourism: Data, Innovation and Priceless Experiences». Per la multinazionale dei pagamenti è il decimo anno di sponsorizzazione della manifestazione. «Il 2026 è l’anno del turismo internazionale – dice Luca Corti, country manager di Mastercard Italia -. La spesa dei turisti stranieri è cresciuta del 9% nel periodo maggio-agosto rispetto all’anno precedente e copre il 61% dei valori complessivi. Le mete italiane sono sempre più apprezzate all’estero e i borghi più belli d’Italia hanno un impatto significativo sull’economia italiana del turismo. Un incremento del 9%, rispetto a un prodotto interno lordo che il ministero dell’Economia prevede quest’anno in crescita dell’1%, è un dato significativo».
I piccoli Comuni
In particolare sono aumentati anche i turisti nei borghi italiani. Si tratta di 382 piccoli borghi che, dice Fiorello Primi, presidente dell’associazione I Borghi più belli d’Italia, generano l’8% della spesa nazionale in turismo, con la componente internazionale in aumento anch’essa dell’8%, in linea con la media nazionale. «Nel 2025 erano 375 i borghi nostri associati, con una popolazione complessiva pari a 1,5 milioni di abitanti. Siamo in pratica una città diffusa, la seconda città del Paese per numero di abitanti. In questi borghi l’anno scorso sono stati registrati 7 milioni di arrivi con circa 22 milioni di pernottamenti, in aumento del 6%, mentre le presenze sono cresciute del 3% dal 2024. I posti letto sono saliti in media del 17% a 300 mila, in particolare al Sud dove sono aumentati del 31% Il turismo in queste aree comincia a funzionare bene ed essere un traino per l’economia del territorio, oltre che una leva per ridurre lo spopolamento. Vanno risolti però i problemi delle infrastrutture e del calo demografico». Tra le destinazioni preferite, provincia di Bolzano, Toscana, Liguria, Lombardia e Veneto. In alcune regioni, dice Mastercard, «i borghi rappresentano addirittura il vero motore turistico: in Umbria registrano il 27% della spesa turistica regionale, seguiti da Abruzzo e Valle d’Aosta (23% ciascuno), Alto Adige (17%), Liguria (16%), Marche (15%) e Calabria (13%)».
L’exploit spagnolo
Per origine del flusso turistico verso l’Italia, la Germania mantiene il primato degli arrivi («Vale quasi un quinto dei volumi turistici in Italia») , seguita da Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti, ma sono altre le regioni con l’incremento maggiore: Spagna (+32% in un anno), Turchia e Australia (+25% ciascuna). Diverse le matrici d’attenzione. Se i turisti tedeschi sono più orientati verso l’accoglienza (hotel e ristoranti), infatti, gli americani sono più interessati allo shopping, dice l’indagine 2026 di Mastercard, così come i turchi; per gli spagnoli, invece, la priorità è il cibo. Fra le destinazioni, in testa alla classifica per i turisti stranieri sono Lombardia (16% del volume internazionale sul totale Italia), Veneto (15%) e Toscana (11%), quindi Lazio (9%), Alto Adige (7%)e Campania (6%). «Tra le regioni – dice l’indagine – crescono sensibilmente Calabria (+25%), Puglia (+18%) e Trentino (+14%)». «Cresce anche il ricorso a Internet per l’acquisto del biglietto d’ingresso a musei e monumenti – dice Sergio Bellini, ceo di Midaticket che fra l’altro fornisce la biglietteria per il Colosseo o il Forte di Bard – La cultura è una forte motivazione per i turisti stranieri che visitano l’Italia».
I pagamenti digitali
«L’Italia conferma ancora la sua straordinaria capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo – dice Luca Corti -. Come Mastercard, il nostro impegno è mettere innovazione e tecnologia al servizio di questa attrattività, collaborando attivamente con chi lavora per valorizzare l’offerta turistica, consapevoli che il vero cambio di paradigma risiede nell’integrare tradizione, autenticità e innovazione in un’unica visione coerente. In questa prospettiva, la digitalizzazione non è un fine, ma deve diventare un alleato silenzioso che, attraverso percorsi fluidi, pagamenti immediati e interazioni naturali, crei le condizioni affinché chi visiti l’Italia possa preservare il tempo prezioso per ciò che conta davvero: vivere intensamente la bellezza e l’unicità dei nostri territori».
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