G7. Cosa proporranno gli europei a Trump sull’Ucraina: il piano in 5 punti e la risposta di Mosca


di Giuliano Longo (*)

 

Il G7 di Evian-les-Bains si apre oggi con l’Ucraina tornata al centro dell’agenda dopo l’accordo preliminare USA-Iran. Per l’Europa è il momento di fissare una linea comune e di presentarla a Donald Trump, che ha appena annunciato di volersi “focalizzare ora sulla fine della guerra in Ucraina” dopo aver parlato ieri con Putin e Zelensky.

 

Secondo fonti dell’amministrazione USA citate da Euractiv, l’obiettivo dichiarato dei leader europei è “stabilire una posizione unificata sul sostegno all’Ucraina”. L’Europa oggi finanzia e arma Kiev in quota maggioritaria, mentre gli aiuti militari bilaterali USA sono fermi, da qui nasce il piano che verrà discusso nella sessione di lavoro con Volodymyr Zelensky presente.

 

Il piano europeo in 5 punti. Cessate il fuoco immediato lungo l’attuale linea del fronte

 

Il cuore della proposta, messa a punto dai “paesi E3” – UK, Francia e Germania – insieme a Zelensky a Londra la settimana scorsa – è un cessate il fuoco immediato e completo lungo le linee attuali. Del fronte. Berlino definisce Kiev in “nuova posizione di forza”: l’Ucraina “tiene la linea e recupera parzialmente territorio”, mentre la Russia “sente il peso delle sanzioni e la sua economia di guerra non è mai stata così debole”.

 

I diplomatici europei vogliono convincere Trump che i piani finora discussi erano “troppo favorevoli a Mosca”.quindi sono disposti a parlare con Putin, ma alzando sanzioni e aumentando il  supporto militare a Kiev per dimostrare che è il Cremlino a bloccare il processo di pace.

 

Garanzie di sicurezza a Kiev con una  forza multinazionale

 

Il secondo pilastro è la sicurezza a lungo termine dell’Uc. Gli europei chiederanno a Trump di sostenere garanzie affidabili per Kiev, gestite da una forza multinazionale e la “Coalition of the Willing” già citata nel comunicato G7 del 24 febbraio 2026 è quella di “fornire garanzie di sicurezza solide e affidabili all’Ucraina”.

 

Von der Leyen a Evian ha sottolinateo che l’Ucraina “è diventata un produttore mondiale leader di equipaggiamenti militari d’avanguardia”. Per l’Europa ogni accordo deve evitare “limitazioni alle forze armate ucraine che la lascerebbero vulnerabile ad attacchi futuri”. I leader UE e Zelensky hanno già concordato che l’Ucraina deve avere “garanzie di sicurezza legalmente vincolanti, incluso il dispiegamento di una forza multinazionale”.

 

 Niente revoca delle sanzioni per Mosca finché non accetta

 

Punto non negoziabile: le sanzioni restano e si alzano. “Alzare le sanzioni alla Russia in questa fase sarebbe inappropriato” è la posizione che l’Italia ribadirà a Rubio. Von der Leyen ha ribadito che “Putin non può vincere militarmente e la sua economia è in difficoltà”. Gli asset russi congelati, secondo il piano UE, “rimarranno immobilizzati finché Mosca non avrà risarcito l’Ucraina per i danni causati dalla guerra”.

 

L’Europa prende la guida del processo diplomatico

 

Zelensky ha chiesto un ruolo europeo più forte, mentre Macron , con Merz e Starmer, hanno messo in campo un coordinandosi per definire “i parametri e le condizioni del dialogo”. Già il comunicato G7 del 24 febbraio 2026 riconosceva che “l’Europa ha un ruolo guida da svolgere in questo processo, insieme ad altri partner”. L’Italia porta una sua proposta specifica: individuare un mediatore europeo per Kiev e Giorgia Meloni è arrivata a Evian proprio con questo dossier.

 

Finanza, energia e ricostruzione come parte del negoziato

 

Gli europei vogliono allargare il tavolo oltre al cessate il fuoco. Il G7 di febbraio aveva già mobilitato “oltre 2500 generatori e mezzo miliardo di euro di nuovi impegni per il fondo di sostegno energetico ucraino. La tesi è che un sistema energetico resiliente è parte della deterrenza. Si lavora anche sulla sicurezza nucleare di Chernobyl e sulla riabilitazione del sarcofago di protezione con la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

 

La risposta russa tra apertura agli USA e rifiuto dell’Europa

 

Mosca non chiude la porta al dialogo, ma la apre solo con Washington. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha dichiarato lunedì che “la Russia è impegnata nelle proposte del presidente USA Donald Trump per porre fine alla guerra in Ucraina” e che è “desiderosa di sentire dagli inviati di Trump come verranno implementati gli accordi di pace basati sulle proposte USA”.

 

Sulla proposta europea, Lavrov è netto: “Gli europei, nel frattempo, stanno cercando di imporre i loro servizi di mediazione alla Russia, ma sbagliano ad assumere che la Russia stia perdendo la guerra e che possano lanciare ultimatum a Mosca”. È la stessa linea espressa dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che parla di “partito europeo della guerra” che continua a ostacolare gli sforzi USA e russi sull’Ucraina.

 

Il consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov ha riferito della telefonata di domenica tra Trump e Putin: Trump ha ribadito che “una cessazione delle ostilità era vitale” e si è detto pronto ad agire “con i partner europei e Kiev, anche nei colloqui al vertice del G7”. Putin ha risposto che l’intensificazione degli attacchi ucraini sui target russi “non cambierà la situazione sul campo di battaglia”. E proprio sul G7, Ushakov ha avvertito: “A Evian, gli europei e Zelensky cercheranno di presentare tutto come esattamente il contrario e proporranno idee volte a trascinare il conflitto e continuare le ostilità”.

 

Dal punto di vista militare, il Cremlino mantiene le sue richieste: controllo totale sulle regioni di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia, limiti alla dimensione dell’esercito ucraino e neutralità totale di Kiev senza alcuna propspettiva di adesione alla NATO, mentre è più cauto su quella alla UE,. Putin ha inoltre detto pubblicamente di non vedere ragioni per un incontro con Zelensky e che gli attacchi ucraini con droni a lungo raggio non rappresentano una minaccia economica.

 

I commenti dalla Russia e dai media internazionali

 

Gli analisti russi sono scettici sul valore aggiunto della proposta E3. Alexander Dynkin, presidente dell’Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali di Mosca e consigliere del ministero degli Esteri russo, afferma che “osservatori influenti a Mosca ripetono da sei mesi che lo spirito di Anchorage è morto; che i compromessi fatti in Alaska dovrebbero essere abbandonati e l’operazione militare dovrebbe continuare”. “Se l’obiettivo è lusingare la vanità di Zelensky, è un altro discorso. Soprattutto considerando l’umiliazione pubblica che ha subito prima nello Studio Ovale. Al Cremlino, un simile incontro sarebbe accolto con umorismo”.

 

Il think tank European Council on Foreign Relations riassume la posizione russa in tre categorie: “supporto, tolleranza, rifiuto”. Mosca sarebbe insoddisfatta anche della proposta  USA trapelata, definita vago e contraddittori, ma lo considera “la prima bozza scritta di un possibile finale” e quindi utile per capire cosa Mosca potrebbe sostenere, tollerare o rifiutare.

 

Secondo Iil Wall Street Journal, il Washington  Examiner e l’agenzia di stanpa Reuters Trump non prenderà una decsione chiara e definitiva, ma, senza rompere con gli europei, tenterà di guadagnare tempo prendendosi  la scena da pacificatore davanti alle telecamere a Versailles, sopratutto dopo il risultato ottenuto con il piano di pace con l’Iran.

 

Il WSJ scrive che dopo la Groenlandia gli europei hanno capito che per Trump gli USA sono “al meglio un partner gravoso, più probabilmente ostile”. Se Putin gli promettesse un annuncio shock come  “pace in 24 ore”, quindi  Trump bypasserebbe tranquillamente l’E3 dei volenterosi.

 

 

L’incognita finale

 

Il G7 produrrà un comunicato finale condiviso per evitare tensioni aperte, ma la “coerenza del G7 si è incrinata” da quando Trump è tornato alla Casa Bianca nel 2025. Gli europei temono che Washington possa spingere Kiev verso un “bad deal” prima delle elezioni di midterm a novembre.

 

Per ora al G7  giocano la carta dell’unità e del tempo eprobabilmente  suddivideranno  il piano di pace per l’Ucraina  in punti , nel tentatyivo c difarli digerire a Trump uno per uno. L’obiettivo dichiarato è semplice: convincere Washington che un negoziato ha senso solo se parte dal cessate il fuoco, passa per garanzie reali e non regala a Mosca ciò che non ha conquistato e forse qualcosa di più.

.

Comunque la  cena a Versailles tra Macron e Trump di mercoledì forse sarà il banco di prova. Lì si capirà se la “diplomazia del cavallo” di Macron riuscirà a tenere Europa e USA sullo stesso binario. Mosca intanto guarda solo a Washington, definendo l’Europa un ostacolo.

 

(*)Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

L’articolo G7. Cosa proporranno gli europei a Trump sull’Ucraina: il piano in 5 punti e la risposta di Mosca proviene da Ore12.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Redazione Ore 12

Source link

Di