perché cambia la progettazione degli impianti


L’espansione dei data center procede a ritmi sostenuti, trainata dalla crescita del cloud, dall’intelligenza artificiale e dalla crescente digitalizzazione dei processi aziendali. Se fino a pochi anni fa l’attenzione era concentrata soprattutto sulla capacità di elaborazione, oggi il tema si sta spostando sempre più sull’infrastruttura che rende possibile questa potenza di calcolo: alimentazione elettrica, raffreddamento, distribuzione dell’energia e capacità di adattarsi rapidamente all’evoluzione delle esigenze operative.

Infrastrutture data center tra energia, raffreddamento e scalabilità

È una trasformazione che coinvolge l’intera filiera. «Mi piace smitizzare l’immagine del data center come un semplice capannone pieno di server; in realtà il data center è il motore elettrico della nostra società digitale», osserva Paolo Cornalba, Direttore Business Unit Energy di DKC, azienda specializzata nelle infrastrutture elettriche e nelle soluzioni per la distribuzione dell’energia.

La crescita degli investimenti sta infatti portando a un’evoluzione profonda dei modelli progettuali e costruttivi. Secondo Cornalba, il settore sta affrontando due sfide principali: l’aumento della densità energetica e la crescente complessità dei progetti.

L’AI spinge le infrastrutture data center verso nuove densità energetiche

L’arrivo dei workload legati all’AI sta accelerando una tendenza già in atto. I data center devono gestire quantità di energia sempre maggiori concentrate in spazi ridotti, con conseguenze dirette sulla progettazione degli impianti.

«Non serve solo potenza, ma uno tsunami di energia», sintetizza Cornalba. «Se in passato le densità di potenza per rack erano relativamente contenute, oggi il mercato sta già ragionando su configurazioni da 100 kW per singolo rack, con una prospettiva di crescita verso i 150 kW nei prossimi anni. Questo scenario rende il raffreddamento una variabile sempre più importante e impone una revisione delle infrastrutture di distribuzione elettrica».

La questione non riguarda soltanto la disponibilità di energia. Diventa fondamentale anche la capacità di trasportarla in modo efficiente, sicuro e facilmente scalabile all’interno delle strutture.

Per rispondere alla crescita della domanda, DKC sta pianificando ulteriori ampliamenti della propria capacità produttiva, affiancando agli investimenti industriali un’attività di engineering che interviene sempre più spesso già nelle fasi preliminari dei progetti.

Distribuzione elettrica e condotti sbarre nei data center

Uno degli ambiti in cui l’evoluzione appare più evidente riguarda appunto la distribuzione elettrica nei data center.

L’aumento delle potenze richieste e la necessità di riconfigurare rapidamente gli impianti stanno evidenziando alcuni limiti delle architetture tradizionali basate esclusivamente sul cablaggio.

La risposta arriva sempre più spesso dai sistemi a “condotti sbarre”, una tecnologia nata in ambito industriale e oggi utilizzata anche nei data center di nuova generazione.

«Funzionano come mattoncini elettrificati», spiega Cornalba. «Il principio è quello della modularità. I diversi elementi vengono assemblati direttamente in fase di installazione, consentendo di adattare rapidamente l’infrastruttura alle esigenze del sito». L’aggiunta di nuove derivazioni o l’espansione delle linee di alimentazione richiede tempi molto inferiori rispetto alle soluzioni tradizionali.

«All’interno dei condotti vengono utilizzate lame di rame in grado di gestire correnti elevate, fino a 1600 ampere, garantendo sicurezza, affidabilità e un’efficace dissipazione del calore», spiega Cornalba.

La personalizzazione resta comunque un elemento fondamentale. «Ogni anno realizziamo circa 10.000 pezzi speciali», sottolinea Cornalba, evidenziando come la standardizzazione debba convivere con la necessità di adattarsi alle specificità di ogni progetto.

Monitoraggio e affidabilità nelle infrastrutture data center

Con l’aumento della densità energetica cresce anche l’attenzione verso il monitoraggio delle infrastrutture.

«La continuità operativa rappresenta un requisito imprescindibile per i data center e ogni componente deve essere progettato per ridurre al minimo il rischio di interruzioni», osserva Cornalba. Stanno quindi emergendo nuove soluzioni per il controllo remoto delle condizioni operative, in particolare per quanto riguarda la temperatura delle linee di distribuzione.

L’obiettivo non è soltanto rilevare eventuali anomalie, ma fornire una visibilità costante sul comportamento dell’infrastruttura, contribuendo a migliorare la gestione operativa e la pianificazione degli interventi.

Edge Computing e data center centralizzati

Accanto allo sviluppo dei grandi campus destinati agli hyperscaler, continua a crescere l’interesse verso modelli distribuiti basati sull’edge computing.

Secondo Cornalba, non si tratta di due approcci alternativi, ma complementari. «Le due realtà non collidono ma si integrano».

I grandi data center continueranno a rappresentare il cuore delle infrastrutture digitali, mentre le architetture edge risponderanno a esigenze specifiche di latenza, continuità operativa e prossimità del dato.

Uno scenario che trova ulteriore impulso nella diffusione dell’intelligenza artificiale, sempre più spesso elaborata direttamente nei luoghi in cui il dato viene generato.

La filiera delle infrastrutture data center chiamata a crescere insieme

La realizzazione di un moderno data center coinvolge un numero crescente di soggetti: progettisti, società di installazione, general contractor, fornitori di tecnologie e operatori specializzati. Una complessità che, secondo Cornalba, richiede un coordinamento sempre più stretto fin dalle prime fasi dei progetti. «La flessibilità e la disponibilità sono le nostre parole chiave», spiega. «L’obiettivo è individuare rapidamente soluzioni che permettano di ottimizzare gli spazi, semplificare le installazioni e garantire la possibilità di espandere l’infrastruttura nel tempo. Un approccio che richiede competenze specialistiche, capacità di personalizzazione e supporto tecnico continuo».

La crescita del mercato dei data center, che mantiene ritmi di sviluppo nell’ordine del 25% annuo, sta infatti mettendo sotto pressione l’intera catena del valore. Non si tratta soltanto di aumentare la capacità di calcolo: energia, raffreddamento, progettazione, velocità di realizzazione e competenze specialistiche stanno assumendo un peso sempre maggiore nelle strategie di sviluppo.

Per affrontare questa evoluzione servirà una collaborazione più stretta tra tutti gli attori della filiera. «La vera sfida futura sarà mettere a sistema e sintetizzare tutte le competenze distribuite lungo la filiera», conclude Cornalba.


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 Redazione ZeroUno

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