di Alessio Russo (*)
Sabato 18 luglio si svolgerà il seminario sul Processo Civile Telematico dalle ore 13,00 alle 16,00 ON LINE. Il seminario è uno dei sette seminari che costituiscono il Corso di ALTA FORMAZIONE in Tecnica della Perizia Giudiziaria: “Teoria, Tecnica e Deontologia della Consulenza Tecnica Giudiziaria”.
OBIETTIVI DEL CORSO
Il Processo Civile Telematico è obbligatorio sia per i giudici ed i legali, che per i professionisti ausiliari (CTU e CTP) in tutto il territorio nazionale. Questo portale del Ministero di Giustizia avrebbe dovuto svolgere le funzioni di semplificazione dell’attività dei Consulenti Tecnici. In realtà è l’ennesima produzione dell’Ufficio Complicazioni Cose Semplici l’unico ufficio che funziona e che ci è invidiato in tutto il mondo.
PERCHE’ PARTECIPARE?
Il corso risulta particolarmente necessario per gli ausiliari del Giudice (CTU) o per i consulenti di parte (CTP) che, nell’ambito del processo civile, necessitano di comprendere come interagire con gli uffici giudiziari, sia nell’acquisizione del fascicolo “telematico” che nell’inoltro telematico dei propri elaborati e della documentazione prodotta a corredo.
A tal fine il corso consente di comprendere il funzionamento del sistema e prendere confidenza con gli strumenti necessari ad interagire, generare ed inoltrare correttamente la “busta telematica”, sviluppando e migliorando le competenze utili allo scopo.
Perché organizzare un corso di specializzazione in Tecnica della Perizia Giudiziaria? Questa è la domanda che mi ha posto un collega.
Perché è necessario rafforzare i diritti del cittadino che chiede giustizia. Il sistema giudiziario italiano presenta molte e svariate manchevolezze. Magistrati non sempre preparati alle necessità. Personale di cancelleria largamente insufficiente, mal preparato e poco motivato. Consulenti tecnici non selezionati adeguatamente. Primo, da una scuola che non seleziona più nulla e nessuno. Secondo, da un sistema giudiziario che non rispetta sempre i codici che dovrebbe invece attuare. Codici che affermano a quali requisiti devono corrispondere le “speciali competenze”. Espressione generica, ma in ogni caso chiara, poiché, se afferma “speciali”, vorrà affermare che non è sufficiente essere laureati in ingegneria, ad esempio, per essere iscritti negli elenchi dei tribunali. Non definisce “speciali”, ma a meno di avere un deficit intellettivo ed un minimo di buona volontà è chiaro che si vuole qualcosa di più.
Perché nessuno chiede referenze, tantomeno attestati, sulla preparazione giuridica degli aspiranti consulenti tecnici. Una semplice convocazione errata e si rallenta un processo o lo si può far saltare.
Perché non si può chiamare a collaborare con il magistrato giudicante, al fine di formare o rafforzare il suo convincimento, un professionista che non si sa se è tale, se ha speciali competenze e preparazione giuridica.
Perché qualcuno dovrà pure provvedere a selezionare anche l’attitudine, l’indipendenza, la rettitudine ed il profilo psicologico dell’aspirante consulente tecnico o perito.
Perché la pretesa semplificazione che si voleva ottenere con la digitalizzazione ed informatizzazione è l’ennesima presa per i fondelli che non solo non ha semplificato un bel niente ma ha complicato quasi tutto tanto da rendere necessario questo seminario e migliaia di altri simili costringendo, inoltre, ogni tribunale della penisola a pubblicare istruzioni per l’uso.
Ritenete sia facile respingere offerte chiare di denaro o altro da parte di chi è pagato Euro 7,34 ora e fino al 2025 3,67 ora senza una chiara dirittura morale? Provate a dirlo alla vostra COLF e vi troverete a pulire la vostra casa in prima persona. E per di più pretendete siano geni (speciale competenza) e specchiata moralità? Vi devono ricoverare in manicomio e forse la ragione per eliminarli è stata che il loro numero era insufficiente in maniera gigantesca.
Pensate sia facile ignorare chiari avvertimenti della malavita per orientare il senso della consulenza o perizia?
Ritenete che tutti i consulenti tecnici o periti di fronte a quesiti che comportano l’assunzione di gravi, eventuali, responsabilità scelgano sempre di dire ciò che è loro convinzione o non possa accadere che scelgano di scrivere ciò che li solleva da qualsiasi futura responsabilità?
Ritenete che tutti i consulenti tecnici o periti non si facciano influenzare da minacce da parte della malavita?
Qualcuno avrebbe detto: “Meditate gente, meditate”.
Si perde di vista, da parte dei responsabili dell’ordinamento giudiziario italiano, che la giustizia è uno dei valori irrinunciabili dell’essere umano. Non è pensabile amministrarlo con neofiti, con dilettanti, con professionisti che tali non sono e neanche che le leggi siano scritte da politici corrotti e impreparati.
A coloro che potrebbero aiutarci e non lo fanno, auguriamo di non essere protagonista in un processo dove il C.T.U. sia uno dei pretesi consulenti che ci telefonano per chiedere aiuto. Tenendo presente che questi non sono neanche i più pericolosi, riconoscendo la loro impreparazione, infatti, hanno l’onestà di comprendere che hanno necessità di un aiuto. I pericolosi sono coloro che non riescono a compiere quest’atto d’onestà intellettuale e decidono di “buttarsi” al buio. A pagare saranno i cittadini e poche cose sono più odiose di questa.
SITUAZIONE
L’attività del Consulente Tecnico, d’Ufficio o di parte, stante l’enorme incremento del contenzioso, ha assunto un ruolo indispensabile, correlato ad una sempre più consistente richiesta del mercato, nell’attuale momento di crisi economica.
Gli sviluppi professionali connessi sono estremamente articolati, in particolare, il Consulente Tecnico di Ufficio esplica la sua attività, a seguito di nomina ufficiale, per Tribunali, Giudici di Pace, Commissioni Tributarie. Il Consulente Tecnico di parte per privati, avvocati, aziende ed enti (Comuni, Province e Regioni).
PREMESSA
L’attuale normativa sulla perizia e sulla consulenza tecnica nel civile, non prevede esplicitamente particolari requisiti circa la formazione del professionista.
Da tale constatazione nasce la necessità dell’istituzione di questi seminari che vogliono essere l’inizio di una maggiore qualificazione della nostra categoria: i consulenti tecnici.
L’impostazione didattica, proposta dal Dipartimento Formazione, permette una immediata utilizzazione operativa delle nozioni apprese.
Il Corso di Alta Formazione, inoltre, consente di acquisire una informazione-formazione di tipo professionale, tale da permettere di individuare le aree deboli e di intervenire con idonei supporti operativi-metodologici.
Il corso è composto da sei seminari di quattro ore ciascuno. Affidamento Incarico + Operazioni Peritali + Relazione Tecnica + Parcella + Accertamento Tecnico Preventivo e altro + Processo Civile Telematico.
Si approfondiscono le responsabilità che si assume un consulente tecnici d’ufficio. I rapporti con i magistrati, con i consulenti tecnici d’ufficio e con i media.
Si approfondiscono tutto ciò che può capitare durante la fase delle operazioni peritali. Complessa e difficile nella quale è difficile non fare errori. Si esamina come scrivere una relazione tecnica d’ufficio e si fa pratica su come compilare una richiesta di liquidazione. Infine si esamina la fase dell’accertamento tecnico preventivo. Si studiano i concetti di stima e valore e di deontologia.
Per informazioni www.collegioperiti.org.
(*) Presidente Nazionale del Collegio Periti Italiani
www.collegioperiti.org info@collegioperiti.it
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