TgAmbiente 14 luglio. Clima e biodiversità, cresce l’allarme


Nel TgAmbiente del 21 luglio: incendi boschivi, tartarughe marine, lupi e orsi marsicani. I dati e i progetti di monitoraggio raccontano un’Italia alle prese con la tutela della biodiversità e la gestione dei conflitti tra attività umane, crisi climatica e fauna selvatica

Il Mezzogiorno continua a essere l’area italiana maggiormente colpita dagli incendi boschivi. Secondo Legambiente, nei primi sette mesi del 2026 sono stati registrati 547 roghi, con oltre 13.600 ettari bruciati. I dati evidenziano l’urgenza di rafforzare prevenzione, controlli e sostegno ai Comuni.

Parallelamente, la Sicilia si conferma un territorio strategico per la nidificazione delle tartarughe marine. Il Wwf monitora oltre 80 nidi e segue attraverso trasmettitori Gps gli spostamenti di tre esemplari di Caretta caretta, fornendo informazioni utili alla conservazione della specie.

Il rapporto tra fauna selvatica e comunità umane è al centro anche del documentario Lupi in città, che affronta il ritorno del lupo in aree prossime agli insediamenti senza allarmismi né sottovalutazioni. La convivenza richiede monitoraggio, prevenzione e gestione delle fonti di attrazione.

Infine, il monitoraggio genetico dell’orso bruno marsicano ha stimato la presenza di 81 individui sull’Appennino centrale. Il dato conferma la fragilità della sottospecie, ma indica anche una sostanziale stabilità della popolazione nell’area principale di distribuzione.

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Le notizie del #TgAmbiente 21 luglio 2026

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Dal primo gennaio sono stati 547 gli incendi divampati nel sud Italia

Il Mezzogiorno si conferma l’area italiana più esposta agli incendi boschivi. Secondo i dati aggiornati di Legambiente, tra il 1° gennaio e il 15 luglio 2026 sono stati registrati 547 incendi nel Sud Italia. Di questi, 131 si sono verificati nell’ultimo mese considerato, mentre 416 erano già stati rilevati fino al 15 giugno.

I dati, contenuti nel report Italia in fumo 2026, evidenziano una superficie complessiva bruciata pari a 13.640 ettari, equivalente a circa 18.400 campi da calcio.

L’associazione chiede un rafforzamento dei controlli sul territorio e una maggiore attenzione alle attività di prevenzione. La gestione degli incendi, sottolinea Legambiente, non può limitarsi all’intervento durante l’emergenza: è necessario sostenere i Comuni, rafforzare la pianificazione e investire nella prevenzione.

Il tema è stato rilanciato anche da Goletta Verde, che ha manifestato in navigazione il proprio dissenso di fronte alla crescita dei roghi. La stagione estiva conferma quindi l’urgenza di una strategia strutturale contro gli incendi boschivi.

Il Wwf gestisce oltre 80 nidi di tartarughe marine in Sicilia

La Sicilia si conferma uno dei principali territori italiani per la nidificazione delle tartarughe marine. Secondo Wwf Italia, sono oltre 80 i nidi messi in sicurezza e monitorati dai volontari dell’associazione lungo le coste dell’isola.

Le attività comprendono il controllo delle spiagge, l’individuazione delle tracce lasciate dalle femmine e la protezione dei siti di deposizione. Due tartarughe emerse nel Siracusano sono state inoltre dotate di trasmettitori Gps per seguire gli spostamenti successivi alla nidificazione.

Con l’esemplare monitorato nel Ragusano nel 2025, salgono a tre le Caretta caretta seguite dai ricercatori. Una delle tartarughe presentava anche la perdita di una pinna posteriore, probabilmente a causa dell’interazione con attrezzi da pesca.

A Marzamemi, infine, un esemplare ha raggiunto una spiaggia attrezzata e ha richiesto l’intervento di volontari e operatori per essere ricondotto in mare. Episodi che confermano l’importanza del monitoraggio e della gestione delle coste durante la stagione riproduttiva.

Il documentario Lupi in città descrive il fenomeno senza allarmismi né sottovalutazioni

Il ritorno del lupo in aree dell’Italia da cui era scomparso da secoli richiede un approccio basato su conoscenza scientifica e gestione del territorio. Sono circa 3.500 gli esemplari stimati lungo l’Appennino, mentre gli avvistamenti ravvicinati restano relativamente limitati.

Il documentario Lupi in città, presentato in anteprima al Parco Nazionale della Maiella, affronta il fenomeno della crescente prossimità tra lupi e insediamenti umani.

L’espansione dei boschi, l’abbandono delle attività agricole e la maggiore presenza di ungulati hanno favorito l’ampliamento dell’areale della specie. In alcuni casi, tuttavia, la presenza di rifiuti organici accessibili e di cani non sorvegliati può aumentare l’attrattività delle aree urbane.

La convivenza richiede monitoraggio costante, conoscenza dei comportamenti animali e prevenzione delle condizioni che favoriscono l’avvicinamento dei lupi ai centri abitati.

Sono 81 gli individui di orso marsicano censiti sull’appennino centrale

La popolazione dell’orso bruno marsicano è stimata in 81 individui, di cui 43 femmine e 38 maschi, con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 esemplari.

Il dato deriva dal più ampio programma di monitoraggio genetico mai realizzato per la sottospecie, condotto nell’estate 2025 su un’area di oltre 6.000 chilometri quadrati dell’Appennino centrale.

L’attività è stata finanziata attraverso il Pnrr e ha coinvolto il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ispra e numerosi altri enti. Il principale areale di presenza resta il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la relativa zona contigua.

Rispetto alla stima del 2014, i dati indicano una sostanziale stabilità o un lieve incremento degli individui nell’area principale. La sottospecie resta tuttavia gravemente minacciata di estinzione e richiede monitoraggio continuo e interventi di conservazione mirati.

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 Redazione Green Planner

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