Laghi del Lazio, quali sono quelli dove è meglio NON fare il bagno secondo le rilevazioni di Goletta 2026


Diciotto campioni su ventiquattro rientrano nei limiti di legge. Gli altri sei no, e cinque di questi sono classificati come “fortemente inquinati”. È la sintesi numerica con cui la Goletta dei Laghi ha chiuso, il 21 luglio a Sabaudia, la tappa laziale 2026. La Goletta dei Laghi è, insieme alla più nota Goletta Verde dedicata al mare, una delle due campagne storiche con cui Legambiente monitora da oltre vent’anni la salute delle acque interne italiane. Nel Lazio, giunta alla ventunesima edizione, la campagna ha toccato dieci laghi tra il 7 e il 9 luglio: Bolsena, Vico, Bracciano, Albano, Canterno, Turano, del Salto, Fogliano, Fondi e Sabaudia. Il quadro che ne emerge, secondo quanto riportato dalla stessa Goletta dei Laghi, è a due velocità.

I laghi promossi

Bracciano, Albano, Vico, Canterno, Turano e Salto risultano tutti entro i limiti nei punti campionati. A Bolsena e Vico, dove sono stati prelevati otto campioni complessivi, solo uno è risultato inquinato, e comunque in miglioramento rispetto all’anno precedente. Su Bracciano, in particolare, sono risultati conformi il canale tra via della Rena e via San Pietro a Trevignano, la foce del fosso della Lobbra e il lungolago delle Muse ad Anguillara. Anche il Lago di Canterno, in Ciociaria, conferma l’assenza di criticità microbiologiche nei due punti monitorati, presso il fosso del Diluvio e sulla sponda ovest a Ferentino.

Le tre bocciature pontine

Il problema resta lì da anni, e Legambiente lo scrive senza giri di parole: a Sabaudia, Fogliano e Fondi la depurazione è ancora insufficiente. Sul Lago di Paola a Sabaudia i tre punti monitorati (l’arrivo del canale di Strada Selva Piana, quello di via Orsolini Cencelli e il fosso sotto via dei Bersaglieri) sono risultati tutti fortemente inquinati, tanto da spingere l’associazione a esporre sul lungolago lo striscione “Che vergogna”.

@ Il lago di Paola

A Fogliano l’unico punto campionato, la foce del canale sulla Litoranea in località Cicerchia, è fortemente inquinato ormai dal 2018, con le sole eccezioni del 2021 e del 2024. Il Lago di Fondi restituisce invece un quadro meno lineare: il canale San Magno, l’anno scorso entro i limiti, è peggiorato fino a diventare fortemente inquinato, mentre il canale San Vito a Monte San Biagio ha fatto il percorso opposto e oggi rientra nei parametri. Queste le parole di Stefano Raimondi, portavoce Goletta dei laghi e responsabile biodiversità Legambiente:

È positiva la fotografia che emerge dai monitoraggi della Goletta dei laghi 2026 sui laghi laziali. Sembrano infatti diminuire le criticità e i punti che storicamente hanno mostrato concentrazioni fuori dai limiti di legge. Speriamo che questi risultati siano il frutto di interventi strutturali e non casuali. Non si può dire lo stesso, invece, dei laghi costieri latinensi e i canali che li alimentano (Fogliano, Fondi e Sabaudia) che continuano a mostrare forti criticità legate alla scarsa o mancata depurazione, che vanno monitorati con attenzione e richiedono interventi strutturali.

Oltre i batteri: la crisi idrica del Lago Albano

Il monitoraggio microbiologico non è l’unico tassello. Nelle tappe di Canterno, Fondi, Albano e Turano, Legambiente ha rilanciato l’allarme sugli effetti della crisi climatica sui bacini lacustri (potete leggere il report Laghi sotto pressione). Il caso più netto è quello del Lago Albano, che non riceve apporti da fiumi o torrenti e dipende unicamente dalla falda del Vulcano Laziale: negli ultimi anni ha perso oltre 45 milioni di metri cubi d’acqua, con un abbassamento del livello che supera i sei metri.

lago di albano

@ Il lago di Albano

Per l’associazione la soluzione passa dai Comuni dei Castelli Romani, chiamati a fermare il consumo di suolo e a lasciare che la pioggia si infiltri nel terreno invece di scorrere via sull’asfalto. Sul Lago di Canterno la denuncia riguarda invece una forte eutrofizzazione, mentre a Vico, ultima tappa regionale, il 23 luglio, Legambiente segnala livelli allarmanti di fosforo e carenza di ossigeno nelle acque.

lago di canterno

@ Il lago di Canterno

Il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, si è espresso così:

I risultati di Goletta dei Laghi mostrano sempre meno criticità nei laghi laziali, nei luoghi che abbiamo monitorato e dove abbiamo denunciato problemi per oltre vent’anni un grande successo per l’ambiente e della nostra campagna; ma abbiamo anche visto un aumento delle problematiche sui laghi pontini. In particolare, qui dove presentiamo i nostri dati annuali, sul Lago di Sabaudia, esponiamo lo striscione con scritto “Che Vergogna” perché in questo lago tutti i prelievi danno un risultato di acqua fortemente inquinata. Non consegniamo patenti di balneabilità o valutazioni sullo stato complessivo dei laghi, tantomeno vogliamo sostituirci alle autorità competenti ma è sempre più evidente che grandi e note criticità mettano in pericolo lo stato ecologico del lago e, potenzialmente anche del mare antistante: ci sono troppi scarichi non depurati che entrano qui e in tutti i laghi pontini, criticità che vanno aggredite e finalmente risolte come altrove si è riuscito a fare in questi anni. Il rifugio climatico naturale che i laghi rappresentano e l’importanza sempre più strategica di una risorsa idrica preziosa e delicata, nell’era della febbre del pianeta, sono elementi evidentissimi, curarne qualità dell’acqua e tenuta dei bacini è una priorità assoluta verso lo scenario climatico territoriale futuro: noi non ci fermeremo mai finché ci sarà ancora anche solo un fattore inquinante che ne mette a repentaglio la bellezza e il valore, in chiave di servizi ecosistemici assolutamente indispensabili a tutti noi.

Come funziona il monitoraggio

I prelievi laziali sono stati effettuati tra il 7 e il 9 luglio da tecnici e volontari di Legambiente Lazio, in barattoli sterili conservati in frigorifero fino all’analisi, condotta entro 24 ore, quasi sempre lo stesso giorno del campionamento. I parametri sotto osservazione sono due, entrambi microbiologici, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli. Superarne i limiti di legge vuol dire finire nella casella “inquinato”, superarli di oltre il doppio significa “fortemente inquinato”, secondo la soglia fissata dal Dlgs 116/2008 e dal decreto attuativo del 30 marzo 2010 sulle acque di balneazione. È bene precisare quanto il lavoro svolto da Legambiente non costituisca un controllo atto a sostituire quelli ufficiali, né che certifichi la balneabilità, si tratta insomma di uno strumento utile a Legambiente per costruire, anno dopo anno, un quadro di lungo periodo e per presentare esposti a Comuni, gestori idrici e Regione.

Qui sotto trovate il report completo.

Fonte: golettaverde.legambiente.it 

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 Marco Crisciotti

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