La criminalità informatica continua a crescere con attacchi sempre più numerosi e pericolosi. Secondo il Rapporto Clusit del 2026, negli ultimi cinque anni il numero di incidenti cyber è aumentato costantemente e ha raggiunto un nuovo picco proprio nel 2025; nell’ultimo anno, infatti, gli incidenti sono cresciuti del 48,7%, facendo segnare l’incremento annuo più elevato di sempre. Parallelamente, è cresciuta anche la gravità degli attacchi, che gli analisti fanno rientrare nelle categorie High o Critical nell’84% dei casi, contro il 79% dell’anno precedente. A favorire questa escalation hanno contribuito l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa e il riaccendersi delle tensioni geopolitiche, che stanno alimentando nuove forme di antagonismo digitale.
L’Italia continua ad essere uno dei Paesi più colpiti. Nel 2025 ha concentrato il 9,6% di tutti gli incidenti rilevati a livello globale, una percentuale sproporzionata rispetto al peso economico del Paese a livello globale. In più, gli incidenti sono aumentati del 42% rispetto al 2024, confermando come il rischio cyber rappresenti una priorità assoluta per organizzazioni pubbliche e private. «Questi dati dimostrano una crescente consapevolezza, da parte delle aziende, della necessità di rafforzare le proprie misure di cybersecurity», spiega Zoé Goudarzi, Senior Cybersecurity Manager di Tata Communications.
Sicurezza multilivello: una risposta completa a una minaccia multiforme
Per Zoé Goudarzi il punto da cui partire è chiaro: «La sicurezza deve essere applicata a tutti i livelli e, soprattutto, deve essere commisurata al livello di criticità dell’azienda». La sicurezza multilivello consiste nell’implementare misure di protezione differenti su più livelli, con l’obiettivo di difendere sistemi e dati da minacce sempre più eterogenee. Questo approccio si basa sul principio secondo cui nessuna misura di sicurezza è efficace al 100%: combinare più livelli di difesa è l’unico modo possibile per aumentare in modo significativo il livello di protezione complessivo dell’organizzazione.
L’obiettivo della sicurezza multilivello è fare in modo che siano attivi contemporaneamente più meccanismi di sicurezza, così da individuare le diverse vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate nel corso di un attacco. Se un livello di protezione viene compromesso, entrano in azione quelli successivi, in grado di rilevare l’attacco e/o rallentarne la propagazione. «Non si tratta di ripetere lo stesso meccanismo di difesa più volte, ma di sovrapporre diversi tipi di misure di sicurezza, che proteggono da vettori di attacco diversi», sottolinea Goudarzi.
Con la diffusione dell’Internet of Things (IoT) e dei sistemi di Operational Technology (OT), è diventato sempre più importante per le organizzazioni introdurre nuovi livelli di sicurezza, poiché emergono continuamente nuove vulnerabilità. Implementando misure come l’autenticazione dei dispositivi, la crittografia delle comunicazioni e l’aggiornamento tempestivo dei sistemi, le aziende possono proteggere il proprio ecosistema IoT dalle minacce informatiche.
«Negli ambienti industriali, dove i sistemi OT governano le infrastrutture più critiche, l’adozione di misure come la segmentazione della rete e i sistemi di rilevamento delle intrusioni consente alle aziende di proteggere gli asset maggiormente esposti. Una necessità ancora più evidente alla luce di quanto emerso negli ultimi anni, tra 2025 e 2026, con l’aumento degli attacchi alla supply chain: si tratta di attacchi capaci di propagarsi da un anello all’altro della filiera, amplificando rapidamente l’impatto operativo di una compromissione iniziale», precisa Goudarzi. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che Tata Communications ha sviluppato un’ampia gamma di servizi gestiti di cybersecurity, progettati per supportare le organizzazioni nell’implementazione di una strategia di sicurezza multilivello.
Tra sistemi legacy e controllo dei costi: ripensare la protezione dei sistemi informativi
Il concetto di sicurezza multilivello, o multilayer, va però interpretato in modo corretto da parte delle aziende: «Nel corso degli anni le soluzioni di sicurezza si sono moltiplicate, finendo spesso per sovrapporsi», osserva Goudarzi, e questa stratificazione di strumenti non comporta solo un aumento dei costi, ma non garantisce necessariamente una copertura ottimale delle diverse vulnerabilità. Proprio per questo la sicurezza multilivello deve essere progettata come un’architettura integrata e coerente, non come una semplice somma di tecnologie implementate una dopo l’altra.
Come spiega Zoé Goudarzi: «Semplifichiamo il lavoro quotidiano dei responsabili della sicurezza informativa supportandoli nell’attuazione della roadmap che loro stessi hanno definito sulla base degli obiettivi di business e dei principali fattori di rischio». Un esempio è rappresentato dalle soluzioni WAAP (Web Application firewall and API Protection), che integrano in un’unica piattaforma diversi livelli di protezione, offrendo una difesa omogenea contro molteplici vettori di attacco. La soluzione WAAP proposta da Tata Communications include inoltre funzionalità di protezione Anti-Bot e Anti-DDoS.
Logicamente, adottare un approccio di sicurezza multilivello significa superare un modello di protezione che, oggi, non è più in grado di garantire un livello di difesa adeguato: «I responsabili IT devono fare delle scelte e dismettere le soluzioni che non hanno più ragione di esistere», conclude Zoé Goudarzi. Per questo è fondamentale svolgere audit periodici e approfonditi, così da individuare eventuali sovrapposizioni tra gli strumenti di sicurezza e mantenere soltanto quelli realmente efficaci. I criteri di scelta? Privilegiare le soluzioni in grado di offrire la copertura più ampia rispetto alle diverse minacce e il più elevato livello di automazione.
L’importanza dei servizi gestiti di sicurezza multilivello
L’approccio multilivello alla cybersecurity si sta affermando come un principio guida per i fornitori di servizi di sicurezza gestiti. «Questa strategia consente di coprire l’intero spettro delle possibili minacce, offrendo una protezione solida in un panorama cyber in continua evoluzione», spiega Goudarzi.
Basare la propria strategia di difesa su un’architettura di sicurezza multilivello permette alle organizzazioni di ridurre la superficie di attacco e limitare l’impatto di eventuali incidenti. Tuttavia, raggiungere questo obiettivo richiede competenze specialistiche, monitoraggio continuo e la capacità di adattare rapidamente le misure di protezione all’evoluzione delle minacce. Per molte organizzazioni, affrontare questa sfida esclusivamente con risorse interne è tutt’altro che scontato. «Le organizzazioni non sono sole di fronte a questa sfida quotidiana per la sicurezza dei sistemi informativi», sottolinea Zoé Goudarzi. Affidarsi a un partner di servizi gestiti qualificato significa poter condividere la responsabilità della protezione, rafforzare la propria resilienza e contare su competenze sempre aggiornate in un contesto in costante cambiamento. «Insieme possiamo affrontare queste sfide con maggiore efficacia, contribuendo a costruire un futuro più sicuro per tutte le imprese», conclude Goudarzi.
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Redazione ZeroUno
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