C’era una volta il turismo “mordi-e-fuggi” limitato alle sole città d’arte. Oggi il viaggiatore internazionale, specialmente chi sceglie la crociera, cerca storie, radici profonde ed esperienze sensoriali irripetibili. In questo scenario si inserisce un fenomeno in forte crescita: lo “Spirits Tourism” o turismo dei distillati, una declinazione ad alto valore aggiunto che sta trasformando la filiera dell’ospitalità italiana.
A fare da apripista è il territorio della Tuscia, dove la vicinanza strategica con il Porto di Civitavecchia — porta d’accesso da oltre 3 milioni di passeggeri l’anno — sta creando una sinergia virtuosa tra grandi flussi marittimi ed eccellenze artigianali di terra.
Il modello NUMA e il turismo “senza pensieri”
Un caso emblematico è quello della Distilleria NUMA di Tarquinia, nel Lazio, nota per aver portato distillati e liquori italiani — Brandy, Vermouth, Gin e Amari — ai vertici della qualità internazionale, la distilleria ha aperto le proprie porte ai tour organizzati per crocieristi.
Accogliere i visitatori direttamente dove nasce la distillazione artigianale si rivela una carta vincente sotto molteplici aspetti:
- sostenibilità e sicurezza: trattandosi di visite gestite tramite bus e navette dedicate dall’escursione navale, i visitatori possono approcciarsi alle degustazioni guidate in assoluta tranquillità, superando alla radice i rischi legati alla guida dopo gli assaggi;
- valore economico sul territorio: il profilo del crocierista medio evidenzia un’elevata propensione alla spesa per acquisti diretti di prodotti enogastronomici da portare a bordo o spedire a casa;
- promozione culturale del Made in Italy: raccontare come nasce un distillato d’eccellenza trasforma il prodotto da semplice bevanda a patrimonio culturale italiano.
Il parere dell’esperto: Roma Cruise Terminal
A confermare la centralità di queste iniziative è John Portelli, Direttore Generale di Roma Cruise Terminal (RCT), infatti ha dichiarato:
“I crocieristi di oggi sono costantemente alla ricerca di autenticità e di esperienze locali che vadano oltre il classico circuito turistico. L’opportunità di scoprire la filiera dei distillati italiani d’eccellenza a pochi minuti di distanza dallo sbarco rappresenta un valore aggiunto straordinario per l’offerta di tutto il nostro distretto portuale.”
D:“Dott. Portelli, Civitavecchia si conferma uno dei principali hub crocieristici d’Europa. Oltre alle classiche escursioni verso la Capitale, nota un interesse crescente da parte dei passeggeri per esperienze esperienziali legate al territorio circostante, come la Tuscia, alla scoperta di tipicità enogastronomiche ed eccellenze artigianali?”
R:«Assolutamente sì. Civitavecchia è senza dubbio la principale porta d’accesso per Roma, ma stiamo assistendo a una chiara evoluzione nelle preferenze dei crocieristi, in particolare di quelli che hanno già visitato la Capitale o che cercano un turismo più intimo e di qualità. C’è una fortissima attenzione verso l’entroterra e la Tuscia, territori capaci di offrire un patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico unico. Proporre esperienze legate alle eccellenze artigianali locali significa intercettare perfettamente questa nuova domanda.»
D:“Il turismo legato ai distillati d’eccellenza e all’artigianalità italiana sta emergendo come nuovo trend. Dal vostro punto di vista, quanto conta per un crocierista la possibilità di vivere degustazioni di altissimo livello in totale sicurezza, potendo contare su trasferimenti organizzati in bus e navette senza il problema della guida?”
R:«È un fattore determinante. La sicurezza e la serenità del viaggiatore sono al centro dell’esperienza crocieristica. Sapere di poter partecipare a tour enogastronomici o degustazioni d’eccellenza contando su una logistica organizzata, con trasferimenti dedicati che azzerano ogni necessità di mettersi alla guida, permette al crocierista di godersi appieno l’esperienza. È un modello che unisce valorizzazione delle tipicità e massima tutela del turista.»
D “Svolte come quelle di realtà storiche e premiate del territorio — che aprono le porte della distilleria per mostrare la culla d’origine di prodotti pluripremiati — quanto possono incidere nell’arricchire l’offerta turistica dell’indotto portuale?”
R: «Incidono in maniera fondamentale. L’apertura delle realtà produttive e artigianali del territorio arricchisce e diversifica enormemente l’offerta per chi sbarca a Civitavecchia. Raccontare la storia che c’è dietro un prodotto italiano premiato nel mondo non è solo promozione commerciale, ma vera valorizzazione culturale del Made in Italy. Iniziative di questo tipo creano un indotto economico reale per tutto il distretto e rafforzano il legame tra il porto e le eccellenze del territorio.»
Una leva strategica per l’intera Penisola
Se il caso di Tarquinia fa scuola nel Tirreno, il potenziale di sviluppo per l’Italia è immenso. Grazie alla naturale conformazione dello stivale, i principali porti crocieristici (da Genova a Venezia, da Napoli a Palermo e Bari) si trovano tutti a breve distanza dalle storiche zone di produzione di grappe, brandy e liquori tradizionali.
Promuovere una rete strutturata di “Distillerie Aperte” non è più soltanto una suggestione per appassionati, ma un asset economico concreto capace di generare un indotto, destagionalizzare i flussi e dare il giusto risalto alle produzioni italiane più premiate al mondo.
Abbiamo poi chiesto a Gianluca Busnengo e Erik Cutigni di Bacco Tours, tour operator specializzati nella gestione dei flussi crocieristici sul territorio, di raccontarci qualcosa in più sulle preferenze e sulle esigenze dei viaggiatori.
D: In qualità di operatore specializzato nel trasporto e nei tour per i crocieristi in arrivo a Civitavecchia, qual è la risposta dei turisti stranieri verso le escursioni esperienziali nell’entroterra, come le visite con degustazione nelle distillerie artigianali?
R: C’è una richiesta crescente di esperienze autentiche e “su misura”. I crocieristi, specialmente quelli internazionali, non cercano più soltanto la visita classica nelle grandi città d’arte, ma vogliono scoprire le tradizioni locali.
L’obiettivo è quello di trasformare il porto di Civitavecchia da semplice punto di transito a vera e propria porta di accesso al territorio, promuovendo esperienze autentiche che valorizzano storia, cultura, enogastronomia, artigianato e le eccellenze della Tuscia e del Lazio, generando ovviamente benefici concreti per l’economia locale. Il turismo legato ai distillati d’eccellenza funziona benissimo perché unisce cultura, storia e prodotti di altissima qualità in un’esperienza immersiva.
D: La logistica e la sicurezza sono spesso elementi critici per chi sbarca da una nave da crociera. In che modo il vostro servizio di transfer dedicato risponde a queste esigenze?
R: Il nostro punto di forza è la massima comodità: preleviamo i turisti con i nostri minibus direttamente sotto la nave banchinata e li riaccompagniamo al ponte di imbarco a fine tour, nei tempi perfetti della crociera. Questo servizio “door-to-door” permette agli ospiti di godersi le degustazioni guidate in totale relax e sicurezza, senza la preoccupazione di dover guidare o di dover gestire i trasporti locali.
Un’opportunità strategica per il sistema Paese
In un momento in cui il turismo esperienziale guida le scelte dei viaggiatori globali, l’integrazione tra logistica marittima, operatori locali e filiera della distillazione artigianale dimostra che la vera ricchezza dell’Italia risiede nella capacità di fare rete.
Dal Tirreno all’Adriatico, la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare ogni porto d’imbarco in una vetrina spalancata sulle eccellenze del Made in Italy, offrendo ai milioni di visitatori in arrivo non solo un viaggio, ma un ricordo indelebile dei profumi e dei sapori autentici della nostra terra.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
<a href="https://www.teatronaturale.it/autore/c-s-1.htm" class="autore">C. S.</a>
Source link





