L’ultimo saluto a Roberto Franceschet: “La sua carità operativa ha dato frutto”. Le Pro Loco: “Costruttore di comunità”


Una comunità commossa e unita nel dolore nella giornata di lutto cittadino proclamata a Pieve di Soligo in occasione delle esequie in Duomo di Roberto Franceschet, presidente del Consorzio delle Pro Loco del Quartier del Piave, scomparso a 81 anni. Oltre 500 persone hanno gremito nel pomeriggio la chiesa di Santa Maria Assunta.

“Sostiamo in questo pomeriggio davanti a un vuoto che si chiama Roberto Franceschet – ha esordito l’arciprete-parroco monsignor Luigino Zago -. Un vuoto che questo luogo non riesce a contenere. Non è solo il vuoto della famiglia, è il vuoto di un’intera comunità, di un intero modo di intendere il bene comune e il servizio al nostro territorio”.

“Chi lo ha conosciuto, e noi tutti lo abbiamo conosciuto – ha proseguito – sa che per lui il bene della comunità, gli amici, le persone delle Pro Loco, le considerava la sua grande famiglia. Non un incarico, non semplicemente un compito da svolgere”.

Franceschet era stato ideatore e promotore dell’iniziativa “Frutto di un sostegno sociale”, che sostiene comunità e case alloggio per le persone con disabilità: “È singolare che proprio Roberto sia stato ideatore di una delle iniziative di solidarietà che ha avuto come principale attore il frutto della terra. La mela, le cassette di mele che hanno dato il senso e il frutto di un sostegno sociale, capace di coinvolgere tantissime piazzuole e volontari a sostegno della comunità e delle persone con disabilità. Roberto aveva intuito che il bene, quando è vero, produce sempre frutto. Lo produce nel tempo, senza fretta, senza clamore, per tutti. Soprattutto per i più bisognosi, nessuno escluso”.

Nel 2024 a Franceschet era stato assegnato il Premio Giuseppe Toniolo, sezione “Azione&Testimoni”: “Per Roberto fare rete non era uno slogan, ma un modo di vivere per realizzare la solidarietà – ha ricordato il parroco –. Ha preso le potenzialità di tanti e le ha annodate in un consorzio unico. Il beato trevigiano ci ha insegnato che senza la carità e l’amore gratuito, il dono di sé, la cooperazione umana diventa una macchina arida; con la carità, ogni opera sociale diventa un mezzo di Regno di Dio sulla Terra: è esattamente questa, la carità operativa, che Roberto ha scelto di incarnare nel suo impegno e nella sua dedizione verso gli altri”.

A nome della famiglia, ha parlato alla fine dell’omelia Nicola Sergio Stefani, vice presidente del Consorzio Pro Loco QdP: “Ci lascia un uomo che ha fatto della generosità il centro del proprio impegno. Non ha vissuto il volontariato come un semplice incarico, ma come un modo di essere: una presenza costante, discreta e generosa, sempre pronta a mettere il proprio tempo, le proprie energie e le proprie capacità gratuitamente e con entusiasmo al servizio degli altri”.

“Ha saputo interpretare con passione il significato più autentico dell’associazionismo: unire le persone, valorizzare il territorio, custodirne le tradizioni e allo stesso tempo costruire occasioni di incontro e di crescita per tutti. Ha creduto che una comunità viva nasca dalla partecipazione, dalla collaborazione e dal desiderio di fare insieme”.

Il ricordo delle Pro Loco: “Ha costruito una casa comune, un modello per tutti”

Prima della cerimonia si era tenuto un momento di commemorazione pubblico da parte delle Pro loco nell’Auditorium comunale “Battistella Moccia” in piazza Vittorio Emanuele II, come segno di gratitudine verso l’opera generosa e instancabile di Franceschet, in passato anche alla guida della Pro Loco di Pieve di Soligo, e sempre promotore della memoria e della valorizzazione delle tradizioni, dai Panevin allo spiedo, fino alla fondazione del Fondaco del Gusto.

In tanti hanno preso la parola, mentre sul palco scorrevano le immagini e le parole che ripercorrevano l’impegno di Franceschet e i suoi insegnamenti, come un “buon maestro”, al mondo del volontariato, capace di coordinare un mondo unico nella sua vivacità e vitalità.

Tra i vari interventi, il sindaco Stefano Soldan ha voluto rendere omaggio alle intuizioni lungimiranti e alla franchezza di Franceschet, ricordandone il ruolo chiave come vicepresidente IPA nel porre tasselli fondamentali per la valorizzazione del territorio e per la rete Unesco. Il primo cittadino ha sottolineato come i confronti con Franceschet siano stati un prezioso dono, testimoniando un’eredità fatta di lavoro instancabile, entusiasmo e impegno concreto a favore della comunità.

Toccante il saluto di Giovanni Follador, presidente di Unpli Treviso, compagno di idee e attività, oltre che amico di Franceschet: egli ha ricordato il cammino percorso fianco a fianco con Roberto Franceschet, con il quale condivideva una visione profonda e valori chiari, sempre orientati a guardare avanti. Sotto la sua guida – ha ricordato Follador – è stata costruita una vera e propria casa comune capace di unire 22 Pro Loco e 12 Comuni, trasformandola in un laboratorio di idee e in un punto di riferimento. “Padre di famiglia” delle Pro Loco, dal cuore sensibile, attento e sempre vicino a chi si trovava in difficoltà, una persona costantemente pronta ad aiutare tutti, amico sincero, uomo generoso e colonna fondamentale per l’intero territorio, Franceschet lascia “un’eredità immensa” che invita ora a percorrere la strada che lui stesso ha tracciato con passione: custodire le radici, valorizzare la propria terra e farlo ogni giorno con la sua stessa dedizione.

Rino Furlan, presidente di Unpli Veneto, ha sottolineato la straordinaria capacità di Franceschet nel gestire, organizzare e dare visibilità al territorio, rendendo il Consorzio Pro Loco Quartier del Piave un modello di riferimento per tutti gli altri. Nel suo intervento è stato ribadito che fare rete rappresenta l’unico modo autentico per far crescere una comunità, definendo Franceschet e i volontari dei veri e propri “costruttori di comunità” capaci di promuovere una socialità sincera e profonda.

Nel corso della commemorazione, si sono succeduti varie testimonianze, ed è giunto anche un messaggio di cordoglio da parte della presidenza nazionale delle Pro Loco, letto dal consigliere Giuseppe Pengo, che ha ricordato come Franceschet abbia fatto “del servizio agli altri la sua missione di vita”.

Ai funerali e alla commemorazione erano presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni, di enti e di associazioni che operano nel territorio di tutta la Marca trevigiana e non solo, compresa una delegazione di Banca Prealpi SanBiagio (Franceschet era stato consigliere di amministrazione) guidata dal presidente Carlo Antiga. Oltre al sindaco Soldan, hanno partecipato il sindaco di Refrontolo Mauro Canal, il sindaco di Revine Lago Massimo Magagnin, la sindaca di Cison di Valmarino Cristina Da Soller e l’assessore Cristina Munno, il sindaco di San Pietro di Feletto Cristiano Botteon, la vicesindaca di Sernaglia della Battaglia Eleonora Antoniazzi, la vicesindaca di Miane Giada Recchia, l’assessore di Farra di Soligo Michele Andreola.

(Autrice: Beatrice Zabotti)
(Foto: Qdpnews.it)
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 Beatrice Zabotti

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