Tre reattori spenti, un quarto costretto a dimezzare la produzione e una centrale nucleare che, per qualche ora, si è ritrovata a funzionare con una sola unità a piena potenza. A mettere in difficoltà Gravelines, nel nord della Francia, non è stato un guasto al reattore. Sono state, ancora una volta, le meduse.

La ricostruzione ufficiale di EDF parte da lunedì 10 agosto 2026, quando la centrale di Gravelines, vicino a Dunkerque, ha attivato le procedure previste per gestire l’arrivo di una grande quantità di meduse. Le misure preventive inizialmente non sono bastate. L’afflusso ha provocato l’arresto automatico delle unità 3 e 4, come previsto dai sistemi di protezione. Gli operatori hanno quindi spento anche il reattore 2 e ridotto al 50% la potenza dell’unità 1.

Il reattore 5 era già fermo per manutenzione programmata. A quel punto, dei sei reattori da 900 MW della centrale, soltanto il numero 6 continuava a funzionare a piena potenza. Reuters riferisce che le meduse presenti nell’impianto sono state rimosse anche con mezzi aspiranti e che martedì non ne stavano arrivando di nuove.

EDF ha escluso conseguenze sulla sicurezza degli impianti, sul personale e sull’ambiente. Le stazioni coinvolte si trovano nella parte non nucleare della centrale e servono a garantire l’ingresso dell’acqua di mare utilizzata per il raffreddamento dei circuiti. Il problema nasce quando troppi organismi arrivano contemporaneamente: pregriglie e tamburi filtranti possono intasarsi e la quantità di acqua disponibile per il raffreddamento diminuisce. A Gravelines sapevano già perfettamente che poteva succedere.

Era successo negli stessi giorni del 2025

Tra il 10 e l’11 agosto 2025 le meduse avevano già mandato in protezione la centrale. In quell’occasione si erano fermati automaticamente quattro reattori, le unità 2, 3, 4 e 6. Gli altri due erano già fuori servizio per manutenzione, così per alcune ore Gravelines aveva smesso completamente di produrre elettricità.

La sequenza ricostruita da EDF racconta bene quanto rapidamente fosse peggiorata la situazione. Le prime segnalazioni di intasamento delle pregriglie erano arrivate il 9 agosto. Il giorno successivo erano state effettuate riduzioni preventive della potenza, poi, nel giro di pochi minuti, tre reattori si erano arrestati automaticamente. Il quarto era seguito nelle prime ore dell’11 agosto.

Anche allora EDF aveva escluso conseguenze per la sicurezza e l’ambiente. L’episodio aveva però mostrato un punto debole abbastanza concreto da spingere la società a rivedere procedure e sistemi di sorveglianza.

E qui la storia del 2026 diventa più interessante.

Dopo il primo blocco EDF aveva preparato un piano anti-meduse

Il 29 giugno scorso, appena sei settimane prima del nuovo episodio, EDF raccontava nel dettaglio le misure introdotte dopo l’estate 2025. Sono state installate telecamere sui tamburi filtranti e sul canale di adduzione, così da permettere agli operatori di controllare continuamente la situazione dalla sala di comando. La formazione delle squadre è stata rafforzata e la sorveglianza è stata estesa direttamente al mare.

EDF ha infatti stretto un accordo con l’associazione France Pêche Durable et Responsable: pescatori professionisti e volontari effettuano osservazioni quotidiane e, quando compare qualcosa di sospetto, possono partire campagne di campionamento entro 24 ore per misurare la concentrazione delle meduse in tre aree prestabilite.

Se la quantità diventa eccessiva, possono entrare in azione anche i pescherecci, con interventi mirati tra maggio e settembre per ridurre la concentrazione degli animali vicino alla centrale. Il contratto vale 1,5 milioni di euro in tre anni e comprende anche un gommone destinato alle operazioni di osservazione e campionamento. Altri 30 mila euro l’anno vanno alla SNSM, la società francese di soccorso in mare, che contribuisce alla sorveglianza.

Questa volta il sistema di allerta è servito. Secondo Reuters, i pescatori erano stati mobilitati già sabato dopo una prima segnalazione e il loro intervento avrebbe ridotto l’impatto del banco prima che raggiungesse la centrale. Le meduse sono comunque riuscite ad arrivare alle stazioni di pompaggio e tre reattori si sono fermati.

Perché così tante meduse?

Il passaggio più delicato riguarda le cause. Non ci sono elementi per attribuire direttamente questo specifico episodio al cambiamento climatico. Le proliferazioni di meduse dipendono da diversi fattori e possono essere favorite dalle condizioni dell’acqua, dalla disponibilità di cibo, dalle correnti, dalla pesca eccessiva, dalla riduzione dei predatori e dall’arrivo di specie invasive.

Gli scienziati citati da Reuters avvertono però che episodi di questo tipo potrebbero diventare più frequenti per una combinazione di pressioni sugli ecosistemi marini che comprende anche il riscaldamento globale. Per Gravelines il dato certo, al momento, è un altro: due grandi afflussi di meduse hanno colpito le stesse infrastrutture in due estati consecutive e quasi negli stessi giorni. Nel mezzo EDF ha investito in nuovi strumenti per cercare di anticiparli.

Intanto il caldo complica anche il raffreddamento delle centrali francesi

Il nuovo episodio arriva durante un’estate già complicata per il nucleare francese. Il 25 giugno l’Autorità francese per la sicurezza nucleare e la radioprotezione spiegava che canicola e siccità hanno ripercussioni significative sul funzionamento delle centrali.

Gli impianti che utilizzano l’acqua dei fiumi devono rispettare limiti precisi sui prelievi e soprattutto sulla temperatura dell’acqua restituita all’ambiente. Durante le ondate di calore, con corsi d’acqua più caldi e portate ridotte, può diventare necessario abbassare la potenza dei reattori o sospenderne temporaneamente la produzione. L’ASNR considera inoltre la canicola tra gli eventi climatici che devono essere integrati nella valutazione della sicurezza degli impianti.

Reuters segnala che anche in questi giorni EDF sta facendo i conti con reattori limitati dal caldo e con problemi legati ai bassi livelli dei fiumi, mentre sulla Francia si intensifica una nuova ondata di calore.

A Gravelines l’acqua arriva dal mare e il problema questa volta aveva tentacoli. Il dettaglio quasi grottesco rischia però di nascondere la parte più interessante: per la seconda estate consecutiva la stessa centrale ha dovuto ridurre drasticamente la produzione perché qualcosa è cambiato proprio davanti alle sue prese d’acqua. A Gravelines EDF ha speso milioni per imparare a vedere arrivare le meduse. Un anno dopo, sono tornate.

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 Ilaria Rosella Pagliaro

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