Il nuovo progetto di Palumbo Superyachts porta a 86 metri la Large Yacht Collection. Una piattaforma progettuale aperta alla personalizzazione che valorizza competenze ingegneristiche e capacità costruttiva del cantiere
Non è soltanto un nuovo superyacht. ISA Amarcord 86 è anche una fotografia della trasformazione della cantieristica anconetana, sempre più concentrata sulla fascia alta della nautica internazionale e sulla capacità di gestire progetti complessi, dove design, ingegneria, costruzione e personalizzazione convergono in un unico processo industriale.
Presentato da ISA Yachts, brand di Palumbo Superyachts, il nuovo progetto porta a 86 metri la Large Yacht Collection inaugurata con Amarcord 82. Una piattaforma che il gruppo interpreta non come una gamma rigida di modelli, ma come una base tecnica sulla quale costruire yacht differenti per architettura, configurazione e modalità di vivere il mare. È una logica particolarmente significativa nel segmento dei grandi yacht, dove la capacità di industrializzare il processo senza rinunciare al carattere custom rappresenta uno degli elementi di competitività.
ISA Yachts ha il proprio quartier generale presso il polo Palumbo di Ancona, che il gruppo indica come sede principale della costruzione dei nuovi yacht. Il cantiere si estende su 52 mila metri quadrati ed è collocato all’interno di un distretto produttivo storicamente dedicato alla costruzione di superyacht. Dispone inoltre della più grande piattaforma di sollevamento per superyacht nel Mare Adriatico, con una capacità di 3.300 tonnellate, e opera anche nei segmenti del refitting, della manutenzione e delle conversioni.
È questa infrastruttura industriale a fare da sfondo ad Amarcord 86. Un progetto lungo 86 metri e largo 13,6 che porta a bordo una quantità significativa di contenuti tecnici e progettuali, ma soprattutto traduce in prodotto finito una filiera nella quale la componente manifatturiera si integra con competenze di engineering, project management, design e lavorazioni specialistiche.
La silhouette, firmata da Nuvolari Lenard, è slanciata e caratterizzata da volumi sovrapposti più morbidi e fluidi. Le ampie superfici vetrate, le aperture nello scafo e la continuità visiva fra i ponti alleggeriscono il profilo. Ma la vera novità del progetto è nella distribuzione degli spazi e nella possibilità di utilizzare ogni ponte come un ambiente con una propria funzione.
A poppa, una grande plancetta fissa porta il rapporto con l’acqua al centro dell’esperienza di bordo. Due balconi abbattibili e il grande portellone della beach club ampliano la superficie disponibile. A questo livello trovano spazio una sala massaggi e una palestra affacciata sul mare, collegate alla beach club e all’area wellness attraverso un percorso vetrato che attraversa la sala macchine.
Una scelta che, oltre all’aspetto architettonico, racconta la complessità ingegneristica dei grandi yacht contemporanei: il cuore tecnico dell’imbarcazione diventa parte dell’esperienza di bordo, anziché rimanere semplicemente un’infrastruttura nascosta.
A centro nave un secondo portellone abbattibile crea un ulteriore accesso diretto al mare. Sul ponte principale, invece, una grande piscina panoramica domina il pozzetto, inserita all’interno di una terrazza articolata in aree lounge e conviviali. Il fondo vetrato della piscina lascia filtrare la luce verso il livello inferiore, creando un collegamento visivo con la beach club.
Gli interni seguono la stessa filosofia. Cinque le cabine ospiti, compresa una suite VIP, mentre la suite armatoriale supera i 100 metri quadrati ed è collocata sul ponte superiore. La configurazione è pensata per lunghe permanenze a bordo, con ambienti che cercano deliberatamente le proporzioni di una grande residenza.
Sull’Upper Deck il progetto cambia registro. A prua una piscina centrale è affiancata da due aree lounge, mentre alle sue spalle si apre un grande pozzetto libero, configurabile come terrazza privata oppure come spazio per eventi e ricevimenti. L’area è predisposta anche per operazioni touch and go di elicotteri di medie dimensioni.
Il Bridge Deck è dedicato alla convivialità, con un’area dining e un grande salotto esterno organizzato intorno a un fire pit. Il Sun Deck completa il percorso con bar, piastra teppanyaki, piscina a prua e aree lounge panoramiche.
Sottocoperta, la zona crew dispone di undici cabine per un massimo di 21 persone, mentre il comandante dispone di una cabina doppia sul Bridge Deck.
Dietro la configurazione di Amarcord 86 c’è dunque un modello industriale nel quale la personalizzazione diventa parte del processo produttivo. ISA Large Yacht Collection nasce infatti dall’esperienza maturata da Palumbo Superyachts nella costruzione di grandi yacht e punta a combinare una piattaforma ingegneristica consolidata con la libertà progettuale del full custom. È la stessa impostazione che il brand presenta oggi come evoluzione della propria esperienza nel segmento dei grandi yacht, con progetti ISA fino a 100 metri.
Per Ancona, il valore della partita va oltre il singolo progetto. La presenza di ISA e Palumbo inserisce il capoluogo marchigiano dentro una filiera nautica ad alto contenuto tecnologico e manifatturiero, nella quale il cantiere rappresenta il punto di aggregazione di competenze diverse: progettazione, ingegneria, carpenteria, impiantistica, arredamento, finiture, elettronica, servizi tecnici e attività di assistenza.
Il modello industriale del gruppo conferma inoltre una dimensione che supera la singola costruzione. Palumbo opera infatti nella costruzione e nel refit dei superyacht e dispone di una rete mediterranea di strutture dedicate all’assistenza e alla manutenzione. Per ISA, Ancona rappresenta anche un presidio per il supporto tecnico e il refit, estendendo il ciclo di vita del prodotto ben oltre il momento della consegna.
È un elemento che avvicina la nautica al ragionamento più ampio sulla blue economy: non soltanto prodotti destinati al mare, ma una filiera industriale che vive di infrastrutture portuali e cantieristiche, competenze specializzate, servizi logistici e capacità di movimentare manufatti di dimensioni eccezionali. In questo senso, la posizione di Ancona nell’Adriatico non è soltanto geografica: è anche industriale.
La strategia di Palumbo sta inoltre rafforzando questa dimensione adriatica. Nel 2026 il gruppo ha ampliato la propria presenza industriale con un’area nel porto di Ortona destinata alle attività cantieristiche dei brand della divisione Superyachts, in un’operazione legata anche alla disponibilità di competenze locali nella carpenteria metallica e nella lavorazione dell’acciaio. Il progetto si inserisce nella costruzione di una rete produttiva e logistica più ampia lungo l’Adriatico.
In questo scenario, Amarcord 86 è quindi più di un esercizio di stile. È un prodotto che concentra in 86 metri una parte delle competenze necessarie per competere nella fascia più alta della nautica internazionale e, allo stesso tempo, un’ulteriore conferma del ruolo che Ancona può giocare nella filiera italiana dei superyacht.
La Large Yacht Collection punta a dimostrare proprio questo: partire da una piattaforma tecnica comune per arrivare a prodotti radicalmente differenti. Una capacità che, per un distretto industriale come quello anconetano, significa trasformare il sapere cantieristico in valore aggiunto, internazionalizzazione e capacità di presidiare segmenti della blue economy dove il contenuto tecnologico e progettuale pesa quanto la dimensione del prodotto.
Amarcord 86, in questa prospettiva, non nasce semplicemente per essere più grande. Nasce per dimostrare quanto può diventare sofisticata la capacità industriale di costruire il mare.
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