UNA SEDE CHE NON C’È. CHIEDIAMO CONTO A SINDACA E ASSESSORA


Maria Grazia Ciolfi (M5S): “Il 17 giugno sono stata l’unica a votare contro la sede di Via Don Minzoni. Avevo parlato di spazi inadeguati e non dignitosi per una Fondazione che dovrebbe rappresentare il Centenario della nostra città. Oggi chiedo di sapere dove sia la Fondazione, se il Comune abbia adempiuto ai propri obblighi e che fine abbiano fatto i 100mila euro annunciati per i lavori della casa del custode della scuola di Piazza Dante”

Il 17 giugno 2026, nel Consiglio comunale chiamato ad approvare la concessione temporanea alla Fondazione Latina 2032 di alcuni locali comunali di Via Don Minzoni, l’unico voto contrario fu quello della consigliera del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Ciolfi.

Una scelta tutt’altro che pregiudiziale, ma motivata da una precisa valutazione politica: quegli spazi erano inadeguati e non dignitosi rispetto al ruolo e all’importanza che la Fondazione Latina 2032 dovrebbe avere per la città di Latina e per le celebrazioni del suo Centenario.

“Quel giorno – ricorda Ciolfi – non mi sono limitata a dire no. Ho spiegato in Consiglio comunale perché ritenevo quella soluzione inadeguata e, soprattutto, ho messo sul tavolo alternative concrete, indicando possibili spazi che avrebbero potuto garantire alla Fondazione una sede realmente rappresentativa, funzionale e dignitosa”.

Tra le ipotesi indicate dal Movimento 5 Stelle, una parte del Garage Ruspi, una porzione dell’ex Banca d’Italia o del Palazzo M, immobili che, pur presentando differenti situazioni sotto il profilo della disponibilità, della proprietà e dei rapporti con altri soggetti istituzionali, avrebbero potuto essere oggetto di una valutazione politica seria.

“È chiaro – sottolinea la consigliera M5S – che Garage Ruspi e Banca d’Italia sono oggi nella disponibilità dell’Università in virtù di concessioni pluriennali e che Palazzo M è un immobile del Demanio dello Stato, attualmente utilizzato da importanti istituzioni. Ma è proprio questo il compito della politica: non limitarsi a dire che una soluzione è impossibile, ma sedersi ai tavoli istituzionali, costruire interlocuzioni e trovare soluzioni”. Ed è proprio su questo che, secondo Ciolfi, emerge oggi tutta l’inadeguatezza dell’Amministrazione Celentano.

“Perché, dopo mesi, siamo ancora qui a chiederci dove sia la Fondazione Latina 2032?”. La domanda nasce dalla stessa deliberazione consiliare n. 45 del 17 giugno 2026, con la quale il Consiglio comunale, all’unanimità, fatta eccezione per il solo voto contrario della sottoscritta, ha approvato in fretta e furia la concessione dei locali di Via Don Minzoni, dichiarando l’atto immediatamente eseguibile proprio per garantire l’avvio delle attività e la piena operatività della Fondazione”.

Su mia esplicita domanda posta in Commissione, rispetto al fatto che fosse stata verificata l’agibilità e la piena fruibilità della sede temporanea individuata per la Fondazione in Via Don Minzoni – ricorda Ciolfi – l’assessora Rodà mi liquidò dicendo che dava per scontato che fossero stati effettuati dei sopralluoghi. Eppure, oggi, per quanto ci risulta, quegli spazi continuano a essere vuoti”.

Da qui nasce la nuova interrogazione presentata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle, indirizzata alla sindaca Matilde Eleonora Celentano e all’assessora al Patrimonio, al Bilancio e alle Partecipate Antonina Rodà, per chiedere conto, con precisione, di tutti gli adempimenti compiuti dal Comune nei confronti della Fondazione.

“Nell’interrogazione chiedo di sapere – afferma Ciolfi – se la convenzione prevista dalla deliberazione del 17 giugno sia stata effettivamente sottoscritta, se sia stato redatto il verbale di consegna, se la Fondazione abbia preso possesso dei locali e, soprattutto, dove stia concretamente operando oggi la Fondazione Latina 2032”. Ma la questione della sede temporanea è soltanto una parte del problema.

La deliberazione consiliare n. 27 del 13 maggio 2025, con la quale il Comune di Latina approvò l’adesione alla Fondazione Latina 2032 in qualità di socio fondatore, prevedeva infatti che il Comune concorresse alla costituzione del fondo di dotazione della Fondazione attraverso la concessione in uso gratuito dell’ex casa del custode presso la Scuola O. Montiani di Piazza Dante, con un valore di canone concessorio annuo quantificato in 9.600 euro.

“Qui arriviamo al punto più importante – evidenzia Ciolfi – perché non stiamo parlando semplicemente di trovare quattro stanze dove mettere una scrivania. Il Comune di Latina ha assunto un preciso impegno come socio fondatore della Fondazione. E chiedo di sapere se quell’impegno sia stato effettivamente adempiuto”.

La sede di Piazza Dante, però, non è mai diventata operativa. Gli stessi atti comunali ricordano infatti che i locali dell’ex casa del custode non erano fruibili e necessitavano di interventi di manutenzione. Nel frattempo, secondo quanto emerso nel corso dell’iter amministrativo, era stata indicata una cifra di circa 100mila euro per rendere disponibile la sede.

“E allora la domanda è semplice: quei 100mila euro sono stati realmente stanziati? In quale capitolo? Con quale atto? I lavori sono stati affidati? Sono iniziati? Quando termineranno? Oppure siamo davanti all’ennesimo annuncio rimasto sulla carta?”.

L’interrogazione chiede inoltre di verificare se il Comune abbia già effettuato il conferimento previsto per il fondo di dotazione, con quale modalità, con quale valore e attraverso quali atti amministrativi e contabili.

“Perché, se la sede di Piazza Dante rappresentava l’apporto del Comune al fondo di dotazione della Fondazione, bisogna capire se oggi il Comune abbia effettivamente adempiuto agli obblighi che si è assunto. E, se non lo ha fatto, deve spiegare perché”. Per Ciolfi, il paradosso è evidente.

“Abbiamo una Fondazione nata per organizzare e promuovere le celebrazioni del Centenario della città. Abbiamo un Consiglio comunale che il 17 giugno ha votato quasi all’unanimità, fatta eccezione per il voto contrario del M5S, una delibera dichiarata urgente per darle una sedeoperativa. E oggi ci troviamo, per quanto ci risulta, con quei locali ancora vuoti e con la sede originariamente individuata a Piazza Dante ancora indisponibile”.

“Questa non è una questione burocratica. È una questione politica. Perché dietro ogni atto amministrativo ci sono scelte, responsabilità e priorità”. E Ciolfi chiama direttamente in causa la sindaca Celentano e l’assessora Rodà. “La sindaca Celentano e l’assessora Rodà devono spiegare alla città che cosa sta accadendo. Non è sufficiente approvare una delibera in Consiglio comunale, battere le mani e dichiarare l’urgenza. Dopo gli atti devono arrivare i fatti”.

Un passaggio che riguarda anche il ruolo politico avuto dalla sindaca Celentano e dal senatore Nicola Calandrini nella costruzione e nella promozione della Fondazione Latina 2032.

“La sindaca Celentano e il senatore Calandrini sono stati protagonisti e sostenitori convinti della nascita della Fondazione. Bene. Ma oggi è arrivato il momento di dimostrare che a quella scelta politica corrisponde una capacità amministrativa concreta. Perché una Fondazione che dovrebbe rappresentare il Centenario di Latina non può essere lasciata senza una sede, senza spazi adeguati e, soprattutto, senza certezze sugli impegni che il Comune ha assunto nei suoi confronti”.

Chiediamo chiarimenti anche al presidente della Fondazione, Vincenzo Zaccheo, non solo in merito alla sede, ma anche rispetto alle progettualità sulle quali la Fondazione dovrà operare e, soprattutto, impegnare gli ingenti fondi pubblici previsti dalla relativa legge.

Quali progettualità sono state presentate, ad oggi, alla Fondazione dal Comune di Latina e dagli altri soci fondatori? O da altri soggetti proponenti? Perché il primo anno è già passato, i primi fondi sono arrivati e siamo in attesa di conoscere, attraverso la pubblicazione sul sito del Comune – al momento adibito a sito temporaneo della Fondazione, che non ha ancora predisposto un proprio sito – come siano stati spesi e, soprattutto, attraverso la pubblicazione del prossimo bilancio di previsione della Fondazione, come saranno spesi nei prossimi anni.

Al presidente Zaccheo torno infine a ricordare che nella legge sul Centenario di Latina, all’art. 3, comma 4 , lettera b, è stato tradotto uno dei dieci emendamenti presentati dal M5S e approvati nella Commissione parlamentare competente, che dispone, tra le attività che competono alla Fondazione, anche la valutazione dell’impatto degli eventi, per un efficace utilizzo delle risorse impegnate, tuttavia per effettuare tale funzione, al momento, non ci risulta essere stato istituito alcun organo competente. Ne auspichiamo, pertanto, una rapida previsione.

“Il Centenario di Latina non può essere gestito con stanze provvisorie, delibere urgenti e promesse che restano sulla carta, ma soprattutto senza progetti seri che abbiano un impatto concreto e significativo sulla nostra città e sul nostro territorio. Se questa Amministrazione ha davvero a cuore il Centenario e la Fondazione che dovrebbe rappresentarlo, è arrivato il momento di dimostrarlo con i fatti”.




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