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Ben trovati agli ascoltatori di Radio Radicale, ben trovati con questo appuntamento settimanale dedicato alla rassegna stampa sui temi della giustizia, oggi è il 18 settembre 2000 del 2026 e andiamo a leggere quello che nel corso di questa ultima settimana dei giorni che sono appunto trascorsi, ha pubblicato la carta stampata con riguardo ai temi della giustizia e del carcere, il carcere è un’appendice evidentemente del sistema giustizia e offre, diciamo, la versione peggiore della giustizia italiana, un carcere indecente, un carcere illegale senza mezzi termini, e dobbiamo evidentemente evidenziare la distanza che intercorre tra le norme scritte approvate dai legislatori nel corso degli anni e anche dai padri costituenti, oltre che
E diciamo, le norme di diritto sovranazionale e è quella che è la realtà, appunto, di una situazione che si muove totalmente al di fuori del perimetro della della legalità, senza che ci siano interventi ciascuno per.
Diciamo le proprie competenze e, dal nostro punto di vista della politica per un verso il governo per l’altro la magistratura, per un altro verso, andremo a vedere poi questo questo tema senza che ci siano appunto delle iniziative volte ad un immediato rientro nella legalità questa settimana,
Possiamo dare lettura, da questo punto di vista, una rapida lettura, evidentemente ad un numero monotematico del periodico dell’Osservatorio della giustizia liberale.
Diretto dall’avvocato Giandomenico, Caiazza e che.
L’eccezione
Il come dire il sottotitolo di questo giornale è di questo periodico, è la giustizia che non vi raccontano, è un numero monotematico perché è dedicato interamente al carcere e.
Ed è dedicato interamente al carcere in relazione alla estate, che va concludendosi sostanzialmente, che ha raggiunto delle temperature mai prima raggiunte.
E che hanno queste temperature, determinato l’adozione di una serie di provvedimenti per tutti, diciamo le persone per tutte le persone libere meno che per i detenuti che non hanno avuto neanche.
La possibilità di godere non del refrigerio di condizionatori, figuriamoci, ma neppure di banali ventilatori e E la chiamano estate, dietro le sbarre infuocate dal caldo soffoca e muore la dignità di un intero Paese, questo è il.
Titolo centrale della prima pagina del numero del periodico, appunto l’eccezione.
Uscito in edicola il 12 settembre e che vede anche raffigurata in prima pagina una vignetta che la dice lunga su come poi questo Paese intende, appunto la carcerazione, il 46,5% dei detenuti è in terapia psichiatrica, quindi l’assunto è che la metà delle persone che sono in carcere siano affette da patologie psichiatriche o meglio queste patologie psichiatriche vengono certificate al fine di somministrare dei sedativi che tengano sostanzialmente la popolazione detenuta in uno stato di calma.
Farmacologica e tant’è che appunto poi nella vignetta che raffigura questo detenuto con davanti, come dire un buon numero di contenitori di pasticche recita sedazione e rieducazione con un punto interrogativo vari gli articoli che possiamo solo citare, evidentemente ha un numero appunto monotematico, molto lungo di approfondimento per chi volesse appunto,
Saper di più di quello che non viene raccontato praticamente in nella maggior parte dei giornali della carta stampata italiana e quindi vediamo appunto la torrida indecenza e l’editoriale del direttore Gian Domenico Caiazza, ma poi ci sono interventi come quello del professor Giovanni Fiandaca, carcere politica ed ancora di Roberto Giachetti liberazione anticipata alle ragioni di una proposta,
E Giachetti parla appunto della proposta,
Elaborata insieme a Rita Bernardini e agli amici di Nessuno tocchi Caino, e poi c’è l’intervento di Giulia Boccassi, l’intervento della della Unione, delle camere penali, Giulia Boccassi e vicepresidente dell’Unione delle Camere penali, che, appunto, il cui articolo è titolato non c’è più tempo punto esclamativo e,
Segnaliamo anche un intervento di un magistrato di sorveglianza, la lunga estate calda, nelle carceri e e appunto l’approfondimento si conclude con questo in questo numero con l’articolo di Ornella Favero che è direttrice di Ristretti Orizzonti, il giornale della casa di reclusione di Padova.
E il cui titolo è ridurre i danni causati da un carcere, produttore di rabbia.
E perché è evidente che in questo carcere così combinato con tassi di sovraffollamento?
Appunto alle stelle oltre il 140%,
Ci in forma anche questa settimana Damiano Aliprandi sul sul dubbio.
Con questo carcere, appunto, ridotto a contenitori di corpi in condizioni indegne indecenti.
Non fa altro che provocare rabbia, la rabbia provoca poi crimine, e dall’università del crimine quale è il sistema penitenziario italiano, escono sempre più criminali, ovviamente di questo.
Non si non si parla.
Anzi, è una realtà statistica che viene sostanzialmente celata e manipolata attraverso, diciamo, una narrazione.
E che porta il lettore poco informato a ritenere che effettivamente la risposta alla invocata sicurezza sia rappresentata dal carcere è esattamente il contrario, 30.000 escono, 40.000 entrano, ma questo è l’imbuto del carcere e in questo in questo sistema oggi sono custoditi si fa per dire 14.171 detenuti che sono senza condanna definitiva quindi sono presunti innocenti la percentuale è praticamente intorno al 20%, uno su cinque è presunto innocente, uno su cinque dei detenuti delle carceri italiane attende.
Il, la celebrazione del proprio processo in queste, in queste situazioni, e
Di questo in qualche modo parla anche il.
Il l’inserto del del Corriere della Sera, parliamo della dell’inserto, curato da Milena Gabanelli e Andrea Priante, che prende in esame.
In realtà, il carcere di Gorgona, il carcere di Gorgona, è praticamente l’unico carcere italiano che fino a qualche mese fa, doveva rappresentare il modello di carcere costituzionale a Gorgona, appunto fino a poco tempo fa non c’era sovraffollamento, i detenuti che lavorano sono praticamente tutti.
Parliamo di un istituto evidentemente, che non ha un gran numero di detenuti, circa 80 detenuti, però tutti i lavoranti e cosa succede quando il carcere, come dire, si avvicina al modello costituzionale che crolla la recidiva, mentre,
Diciamo in tutto il sistema per tutto il sistema penitenziario italiano produce il 70% di recidiva criminale e quindi produce insicurezza in questi termini nel carcere di Gorgona, dove tutti lavorano dove.
Appunto il sistema.
È più vicino ad essere inverato il sistema costituzionale di recupero ed adattamento alla vita sociale dei detenuti, la recidiva appunto, crolla dal 70 al 30%.
Nel carcere di Gorgona, lavorano tutti, questo è il titolo solo tre detenuti su 10 tornano a delinquere, bello vero, già, ma il futuro è a rischio nel resto d’Italia va così locali sovraffollate giornate senza far nulla 76 suicidi in un anno.
E 1981 tentati suicidi, la prigione, sull’isola toscana è invece una eccezione, o meglio era, perché anche qui i carcerati sono aumentati le ore di occupazione diminuite, quello che era un modello sta perdendo forza e risorse e,
Il racconto del carcere di Gorgona, in questo numero del.
Del del Corriere 7 avviene anche per fotografie
E qui c’è la descrizione appunto del modello Gorgona, l’ultima isola, carcere d’Europa si trova a un’ora di traghetto, da Livorno, qui non si registrano suicidi e uno studio dell’Università, Sant’Anna di Pisa, ha evidenziato un tasso di recidiva del 30% meno della metà del della media nazionale.
In questa sorta di Alcara Alcatraz italiana ci vivono stabilmente soltanto i detenuti e il personale penitenziario. Per scontare la pena alla Gorgona bisogna fare richiesta, ci sono assassini, rapinatori, ladri, gli unici esclusi sono i condannati per terrorismo e per mafia le cellule sono come quelle di qualunque altra prigione, bugigattoli dei muri, scrostati con una differenza, si è obbligati a rimanere dietro le spalle solo dalle 9 di sera alle 7 del mattino, mentre tutto il resto della giornata è occupata da corsi di formazione professionale, di teatro, di musica, di palestra, c’è un campo da calcio, c’è una chiesetta, ma soprattutto si lavora. Il 100% dei re dei reclusi ha assunto con regolare contratto la maggior parte di loro è alle dipendenze dello Stato e provvede all’auto mantenimento del carcere. Ed è così che gli assassini, i rapinatori, i ladri escono che non sono più dopo aver scontato la loro pena, escono e non andranno più a commettere omicidi, rapine e furti, mentre è quel che appunto accade in tutte le altre carceri. È esattamente il contrario, e qui ce lo dice chiaramente il Garante dei detenuti della Toscana Marco Solimano. Il problema è tutto politico, si legge appunto nel nel pezzo di Milena Gabanelli.
Il problema è tutto politico e invece di investire per esposta per esportare il modello Gorgona, nelle altre carceri, si sta importando alla Gorgona, tutto quello che non funziona.
Eh eh, perché appunto anche qui sono in aumento la capienza massima, anche in questo carcere era di 89 reclusi, ma oramai.
Anche qui c’è, diciamo, si va verso una sovraffollamento abbastanza rilevante perché si è superata la soglia dei 120.
Reclusi e anche qui diciamo è in aumento il numero delle persone certifi.
Catering con diagnosi di appunto, patologie psichiche o psichiatriche.
Questa praticamente è la fotografia verso il appunto verso la fine di quest’estate del 2026, di che cosa accade nel nel carcere e parlavamo in esordio dei soggetti che hanno delle responsabilità e.
E qui è Valentina Stella il numero del 16 settembre del dubbio, che mette in evidenza una plateale, chiarissima contraddizione nell’agire dell’associazione rappresentativa privata rappresentativa dei magistrati, l’ANM si spacca sull’indulto, questa è la notizia e.
La motivazione
Stigmatizzata da Valentina Stella, per cui praticamente l’ANM appunto si spacca sull’indulto e perché una parte dell’ANM dice noi non facciamo politica, la domanda viene spontanea, ma come non fate politica, vede preso parte ad una campagna referendaria?
Animato e trainato una campagna referendaria come un vero e proprio partito politico, diciamo con l’opposizione appunto, ad una riforma approvata dal Parlamento e, si dice noi non facciamo politica e leggiamo qualche.
Un pezzo del del dell’articolo di Valentina Stella, sovraffollamento a 142 per 146 suicidi dall’inizio dell’anno situazione nelle carceri drammatica in plateale violazione dell’articolo 27 della Costituzione di Stato illegale, avrebbe parlato Marco Pannella, eppure l’ANM, ossia l’associazione che si autoproclama custode e difensore della Costituzione più bella del mondo non è riuscita ad approvare all’unanimità l’adesione ad un documento a favore dell’indulto.
La motivazione dei contrari non possiamo suggerire al Governo che cosa fare e veramente fa sorridere, peccato che per mesi, infatti evidenzia Valentina Stella, abbiano fatto una campagna politica contro la riforma costituzionale del governo del ministro Nordio, scioperando pure e che proprio la massima Carta prevede atti clemenziale e quindi anche in questo caso il manoscritto da Valentina Stella e che forse anche in questo caso ci sarebbe una carta costituzionale da difendere nell’articolo 27 della Costituzione magari attraverso appunto,
Gli atti di clemenza, che pure sono previsti nella carta stessa, ma qui evidentemente non non è la stessa cosa.
E quindi l’ANM si tira indietro. La verità prosegue. L’articolo di Valentina Stella è che a qualcuno non importa nulla se persone affidata allo Stato muoiono, sebbene sotto la tutela di quello stesso Stato, se quelle persone vengono mangiate vive dalle cimici del letto, se non hanno neanche i tre metri quadri di spazio vitale, se non possono lavarsi con l’acqua calda d’inverno, ne rinfrescarsi in estate. Come facciamo noi nelle nostre comode case e a non importa nulla a queste persone, neanche se appunto i reclusi italiani sono costrette a cucinare, scrive Valentina Stella, insieme a topi e blatte. Ma vediamo nel dettaglio cosa è accaduto sabato al comitato direttivo centrale dell’ANM. Il parlamentino che, ribadendo la necessità di misure concrete di rafforzamento degli uffici dell’esecuzione penale dei tribunali di sorveglianza, ha deciso di aderire al documento che propone l’adozione di un indulto. Dif, differito, ovvero condizionato alla verifica della sussistenza, in continuità con il percorso trattamentale già avviato in carcere, di un percorso di uscita dal carcere, assistito da misure di sostegno professionale e formativo, percorsi di riparazione, mediazione, riconciliazione. Questo risultato è stato raggiunto al termine di un lungo dibattito tra i Gruppi, ma a votare contro è stato il gruppo dei 101 e Magistratura indipendente, tranne Giuseppe tango, presidente dell’ANM. Eppure, tra i sostenitori di questo atto clemenziale c’era. Nicola Mazzamuto, Mazzamuto storico, esponente di Magistratura indipendente. Secondo la corrente conservatrice, però, la gravità del problema, al pari di altri nodi che affliggono la giustizia, richiede soluzioni strutturali e di sistema, non misure settoriali dai contorni incerti destinati ad aumentare il carico della magistratura, senza offrire adeguate garanzie di efficienza. Ma qui è intervenuta Giulia Locati di Magistratura democratica che ha ricordato come nel 1929, di fronte ad una crisi economica importante, tutti gli economisti classici dicevano che nel lungo periodo si sarebbe riequilibrata la situazione, ma quello che è stato il più grande economista del 900 ci si riferisce a case
Rispose che nel lungo periodo saremo tutti morti e ed è insomma un intervento questa dell’esponente della corrente di Magistratura democratica che
Rivolto agli esponenti della corrente di Magistratura Indipendente evidentemente tende a evidenziare come se ci si rifiuta anche di prendere in considerazione misure che sono peraltro previste dalla Costituzione, poi, alla fine probabilmente.
Come dire
Non ci sarà più modo e tempo per recuperare una situazione che francamente, ad oggi vediamo senza via Essere senza via d’uscita.
Il il tasso medio nazionale cavalca oltre il 140%, ci sono carceri che sono ben oltre il 220 230% di sovraffollamento.
E nulla e nulla e nulla si muove.
Ben altra attenzione e cambiamo argomento a questo punto andiamo a vedere quali sono gli altri temi trattati nel corso di questa settimana, una certa attenzione sta richiamando.
La questione, appunto, delle elezioni prossimi del CSM, eh eh eh, come dire.
Le correnti che sono uscite legittimate da una campagna elettorale.
Referendaria
Che poi ha premiato la comunicazioni dei sostenitori del no.
Ovviamente hanno ripreso il comando, hanno ripreso il comando, gestendo
La vita professionale dei magistrati e vedremo un attimo tra un attimo la questione propriamente delle candidature da parte dei giudici togati.
Per le poltrone del Consiglio superiore della magistratura le correnti non ammettono candidati indipendenti, vedremo poi un intervento.
Di.
Vincenzo Paolo De Palma, espulso la Magistratura indipendente perché ha osato candidarsi, appunto come indipendente dalla corrente, e vedremo poi, come dire, tutte le agitazioni che sono dietro la.
Le nuove elezioni del Csm perché perché perché poi il CSM e i membri togati del Csm?
Debbono riportare, diciamo, nel corso della attività amministrativa di quest’organo di rilievo costituzionale, tutto ciò che viene trasmesso, appunto, dalla cinghia di trasmissione della Associazione nazionale, magistrati in termini di clientelismo vero e proprio, e qui si apre una questione perché,
C’è stato un intervento che evidentemente non è stato gradito da parte dell’Associazione nazionale magistrati e dell’Unione delle Camere penali, di cui scrive il dubbio del 18 del 18 settembre di questa mattina, il già accusa dei penalisti, nessun argine allo strapotere delle correnti,
L’Unione delle camere penali contesta il mancato rinnovamento dei criteri e le candidature stesse delle toghe, ma la corrente di sinistra di area replica stizzita.
Alla Unione delle camere penali, dicendo che è ossessionata dalle associazioni dei magistrati e leggiamo brevemente questo pezzo, nonostante la campagna referendaria si è ormai alle spalle, non si placano le polemiche tra avvocatura e magistratura a fornire lo spunto della nuova diatriba, il Comitato direttivo centrale dell’ANM dello scorso sabato durante il quale tra l’altro si è discusso della mancata nomina di Sebastian.
Ardita a procuratore della Dna per presunte pressioni esterne sul Csm come denunciato, ma non nelle sedi giudiziarie, come rilevato dalla corrente di area e quindi, come denunciato con denunce pubbliche da Andrea, mi renda e Nino Di Matteo, l’Unione delle camere penali, in un comunicato ha ricordato che il Comitato direttivo centrale ha bocciato la proposta di Magistratura democratica che voleva attuare quanto richiesto dall’assemblea straordinaria dell’ANM denuda il 16 maggio a valle del confronto referendario. Ovvero introdurre per le nomine criteri di comparazione preventivi oggettivi verificabili destinati a restringere la discrezionalità del Consiglio superiore della magistratura e anche la parola discrezionalità forse non è esattamente la più adatta, ma ovviamente i penalisti quest’anno utilizzato e, continuando a leggere l’articolo del dubbio, vediamo che i penalisti guidati da Francesco Petrelli per i penalisti, guidati da Francesco, Petrelli, si afferma il principio buono, ma immediatamente ci si rifiuta di trarne qualsiasi conseguenza che possa effettivamente incidere sullo status quo nella stessa discussione del comitato direttivo centrale, infatti
Prosegue l’Unione delle camere penali e il dottor Andrea, Reale consigliere presso la Corte d’Appello di Catania, ha detto con parole che non lasciano molto spazio all’interpretazione che tutte le correnti sono obiettivamente pronte a mandare i loro candidati
E che il rinnovamento non ci sarà mai dentro il Consiglio superiore della magistratura e la conclusione è stata altrettanto netta rivolta alla conclusione di del dottor Andrea Reale rivolta ai suoi colleghi, magistrati, diciamo appassionati di correnti e è stato un, ma non prendiamoci in giro reale. Comunque si è astenuto sull’emendamento di Amd, mentre la sua collega di gruppo dei 101 Cristina Carunchio addirittura votato contro, siamo ora alla vigilia del banco di prova della proclamata capacità di autoriforma delle correnti e di tutta la magistratura si iscrive nel dubbio. Apriamo una parentesi, ci sarà consentito questa capacità di autoriforma, delle correnti e di tutta la magistratura, né di questa ne abbiamo sentito parlare per decenni, ma evidentemente per decenni non ha prodotto proprio un bel nulla, e allora il 25 e il 26 ottobre torniamo a leggere i magistrati. Eleggeranno i propri 20 componenti togati del nuovo Csm
Un tentativo di rompere il meccanismo tradizionale esiste e qual è, secondo l’Unione delle camere penali, è il riferimento, è ad altra proposta, altra proposta che ha selezionato attraverso un sorteggio temperato, 10 magistrati, quindi è un’iniziativa presa da altri magistrati, evidentemente non dai tenutari dei.
Del del potere all’interno delle correnti tutt’altro, e quindi questi sono stati selezionati.
D’altra proposta, 10 magistrati attraverso un sorteggio temperato.
E strani, questi magistrati, sorteggiati estranei negli ultimi cinque anni agli incarichi nelle associazioni e nell’ANM e che hanno liberamente accettato di candidarsi senza rappresentare, senza rappresentare il Comitato di altra proposta, che pure li ha individuati, è un tentativo evidenziano l’Unione delle Camere penali che,
Va nella apprezzabile direzione di cercare di sottrarre almeno alcune candidature alla preventiva scelta delle correnti.
Al contrario, il resto però riproduce un passato che già conosciamo correnti che presenta dei bravi candidati, tra questi figurano ancora ex presidenti e segreta ex segretari dell’ANM, esponenti che da anni.
Ah, hanno ruoli di primo piano nei gruppi associativi e che, o che hanno già svolto la funzione di consiglieri del Csm tra i candidati, viene ricordato, lo vedremo poi lo ricorda anche Giovanni Bianconi in un articolo sul Corriere della Sera che,
Diciamo attribuisce a questa candidatura
La produzione, come dire di una certa agitazione
C’è perfino Cosimo Ferri, Cosimo Ferri, noto protagonista della famosa sa e serata dell’Hotel Champagne e dello scandalo Palamara i penalisti aggiungono, c’è poi uno statuto o quella di quello di Magistratura indipendente, che prevede addirittura espressamente la perdita della qualità di socio per chi partecipa alle elezioni come indipendente in competizione con i candidati designati dalla associazione la conclusione che risulta difficile Reef di fronte a questi fatti riconoscere quei cambiamenti che la stessa assemblea straordinaria Dnm aveva indicato come necessari ed urgenti.
Replica prontamente il segretario di area, la corrente di sinistra Giovanni Zaccaro, che risponde ai penalisti e dice ho grande rispetto per l’avvocatura penale, presidio dei diritti dei cittadini e per e per le associazioni forensi, delle quali condivido molte battaglie, non mi capacito però dell’ossessione delle Camere penali verso le associazioni dei magistrati,
Fino addirittura a sponsorizzare espressamente alcuni candidati togati e a denigrare i candidati con precedenze con precedenti esperienze associative.
Per Zaccaro, giudice della Corte d’Appello di Roma, le associazioni dei magistrati come degli avvocati sono le formazioni in cui i singoli sviluppano la loro personalità e da decenni sono il fermento del dibattito politico e giuridico sul tema della giustizia spero che tutti convengano su questo è che le Camere penali si lasciano alle spalle l’agonismo polemico della campagna referendaria.
Insomma, nessuna pace all’orizzonte e l’atmosfera conclude l’articolo del dubbio potrebbe surriscaldarsi dopo il voto.
Fine ottobre abbiamo detto della dello spazio che, attraverso l’articolo di Simona Musco, il dubbio da appunto al magistrato che si voleva candidare, che si candida come indipendente e che è stato espulso dalla sua corrente per questo perché non si può andare contro, diciamo la decisione della corrente.
E stare nella stessa e rimanere nella stessa corrente, quindi diciamo il pluralismo interno alle correnti non pare essere ben ben sopportato e Vincenzo Paolo De Palma dice incostituzionale, la mia espulsione da Magistratura indipendente, basta con le logiche di potere correntizio, che sono esattamente quelle logiche che,
Il corpo elettorale italiano, con il proprio no, ah, forse molto inconsapevolmente finito per difendere il potere correntizio, il grande vincitore della tornata referendaria, e a proposito delle elezioni del Csm, come Antici abbiamo anticipato.
Articolo di Giovanni Bianconi, sul Corriere della Sera, nuovo ceste nuovo Csm via a Risiko, il caso Cosimo Ferri, agita le toghe, giudice ed ex deputato fu coinvolto nel caso Palamara, Giovanni Bianconi, giornalista del Corriere della Sera, che da anni diciamo è di casa a
Palazzo Baxley, presso la sede del Csm e che quindi è colui che ha tutte le imbeccate giuste per sapere che cosa si muove, diciamo tra una stanza e l’altra, ovviamente non ci si può aspettare da Giovanni Bianconi, uno sguardo critico al potere correntizio e ma appunto,
C’è l’evidenza di come il caso di Cosimo Ferri agita, non le toghe, il potere correntizio stesso scacciato lo spettro del sorteggio previsto dalla riforma costituzionale abortita, giudice pm d’Italia si apprestano ad eleggere il prossimo Csm l’appuntamento il 25 e 26 ottobre l’edilizia sono state depositate le alleanze tra candidati quelli designati dalle correnti e i cosiddetti indipendenti.
Che possono scegliere Gronchi apparentarsi, andranno definire entro il 24 settembre, ma la campagna per il voto è già entrata nel vivo, dopo di che toccherà al Parlamento eleggere i 10 componenti laici in una partita tutta da giocare che ha sullo sfondo la nomina del vicepresidente chiamato a guidare il Csm in accordo con il capo dello Stato che lo presiede.
Tra i giudici candidati il nome più dirompente scrive Giovanni Bianconi e quello di Cosimo Ferri, già eletto vent’anni fa appena all’epoca trentacinquenne sotto le insegne di Magistratura indipendente, la corrente più a destra delle toghe di cui divenne leader incontrastato poi nel 2013 il salto in politica Cosimo Ferri è stato sottosegretario alla Giustizia in quota Forza Italia prima di passare conservando l’incarico al Partito Democratico di Matteo Renzi, con il quale venne eletto deputato da nel 2018 per poi incappare nel 2019
Nello scandalo così lo tratteggia Giovanni Bianconi dell’Hotel Champagne, quando rimase.
Qua e no, l’articolo poi qui ne è uscito.
Tagliato quindi.
Possiamo immaginare quando ne rimase implicato, ma evidenzia Bianconi, non ne ha subito conseguenze, salvandosi dai procedimenti disciplinari grazie al voto delle Camere che negò l’uso delle intercettazioni nei suoi confronti. Proprio in quanto deputato ora Ferri, lascia la casacca di deputato dopo aver lasciato quella di Forza Italia per essere passato con il Pd e riveste la casacca di giudice con umiltà e determinazione. Ha detto in alternativa a candidature quasi tutte blindate ed espressione di decisioni prese dalle correnti, ma se dovesse farcela maligna qualcuno potrebbe recitare la parte dell’undicesimo laico del nuovo Csm alla testa di quelli designati dal centrodestra, e queste sono le voci di corridoio o no di che registra Bianconi
La sua mossa ha gettato scompiglio nel gruppo di Magistratura indipendente, da cui provengono almeno un paio di candidati pronti ad agevolare le elezioni di Ferri, apparentandosi con lui e.
Tra i candidati ufficiali prosegue l’articolo della corrente, questa volta della corrente moderata c’è Salvatore Casciaro, come pure il pm napoletano, Giuliano Caputo in lizza, con i centristi di Unicost, mentre l’ex presidente dell’Associazione nazionale, magistrati, Eugenio Albamonte, corre per area la corrente di sinistra ormai separata da Magistratura democratica che conta sugli apparentamenti tra i propri candidati alcuni indipendenti,
Le differenze principali tra le correnti.
Su che cosa poi si?
Si possono registrare?
Scrive Bianconi a parte degli orientamenti politico culturali le differenze principali si misurano sui criteri per le nomine e le valutazioni professionali, ma anche sul ruolo del Csm tra chi vuole confinarlo nella organo di alta amministrazione e chi intende restituirli, una più ampia funzione di garanzia di autonomia e indipendenza della magistratura nei confronti nel confronto con gli altri poteri dello Stato evidentemente non nel confronto con le correnti del la associazione privata, associazione nazionale, magistrati,
E va bene.
Bianconi, parla delle trattative in corso, insomma, tutto quel tutto il repertorio, tutto il repertorio tipico della.
Di quella che Marco Pannella definiva la partitocrazia, in questo caso, appunto, la corrente o Grazia che ha ripreso il tutto il suo vigore.
E il Csm, diciamo, questo uscente ha approvato.
Il questa è un’altra notizia, ha approvato.
Il test per i futuri magistrati test psicoattitudinale diciamo.
Perché poi, in realtà così non è nonostante Isabella Bartolini.
Componente laico del Csm.
Al Riformista rilascia precisamente a Giovanni Jacobazzi rilascia un’intervista da Downing un po’troppo euforici chi decide della libertà delle persone deve avere equilibrio e adeguatezza toghe sotto esame in questo è il titolo dell’intervista appunto rilasciata dalla componente laica del CSM sul Riformista questa mattina, a pagina 6,
Che Bertolini, che pure si è astenuta, perché però si è dichiarata favorevole al test e lo ribadisce assolutamente sì, la volontà del legislatore era chiara introdurre anche per l’accesso in magistratura una verifica psicoattitudinale seria, capace di accertare l’esistenza di condizioni incompatibili con una funzione tanto delicata. Chi decide della libertà, dei diritti e dei beni delle persone deve avere, oltre alla preparazione giuridica, caratteristiche di equilibrio ed adeguatezza attitudinali già così per molte altre delicate funzioni dello Stato. Penso ad esempio proprio alle forze di polizia. Allora perché si è astenuta
Ecco allora, da una parte, i tempi dall’altra, il modo in cui è stato costruito il sistema, perché il Csm avrebbe dovuto dare rapidamente attuazione ad una legge approvata dal Parlamento nel 2024 e sono passati due anni, invece arriviamo ad una prima applicazione effettiva arriveremo forse ad una prima applicazione effettiva nel 2028 nell’individuare le condizioni di idoneità di inidoneità? Inoltre, sono state introdotte categoria molto ampie che rischiano di rendere meno efficace lo strumento, e qui passiamo alla lettura dell’articolo che troviamo a pagina 3, il sul numero del 17, quindi di ieri, del foglio perché ci spiega come appunto poi si
Si approva un percorso, ma immediatamente dopo lo si svuota di qualsiasi significato e ce lo spiega appunto il foglio, il falso scandalo sugli esami ai magistrati, il CSM svuota la norma del governo e partorisce test che non serviranno a nulla.
Prepariamoci al riflesso condizionato i test psicoattitudinali per i magistrati come nuova prova dell’accanimento della politica contro le toghe, si dirà oggi come tentativo di mettere sotto esame chi dovrebbe soltanto amministrare la giustizia, ma la delibera approvata ieri dal plenum del Csm con 6 astensioni racconta una storia più complicata, in realtà, il decreto del 2024 ha introdotto il test soltanto per l’accesso in magistratura e quindi innanzitutto non durante la carriera affidando proprio al Csm la elaborazione secondo gli standard internazionali di psicometria.
Partiamo da un dato semplice,
Test di questo tipo non sono un’umiliazione inventata per i magistrati, accertamenti psico di attitudinali sono già previsti per chi entra nelle forze dell’ordine, nelle forze armate, dei vigili del fuoco e in altri pubblici concorsi, il punto dunque, non è chiedersi perché mai un magistrato possa essere sottoposto ad una verifica alla quale vengono già sottoposti molti altri servitori dello Stato il punto vero è capire a co co co che cosa quella verifica misurerà.
Ed è qui che la vicenda di
Gente interessante quando il governo si prosegue su questo articolo del Foglio a pagina 3 del numero del 17.
Settembre, quando il governo introdusse i test, il ministro Nordio spiegò che l’obiettivo era intercettare eventuali disturbi psichici o di personalità, il Csm, dopo aver ascoltato 19 esperti, ha invece escluso ai test sulla personalità, giudicandoli scarsamente predittivi e ha spostato guarda caso, questo è di chi legge per voi questo commento l’attenzione,
Su altro
Sulle capacità cognitive, sul ragionamento, sulla soluzione dei problemi e sull’adattamento a situazioni nuove, le delibere approvate ieri aggiunge.
Tra le aree da valutare, anche quella emotiva, relazionare etico, valoriale ed organizzativa. Si può quindi discutere molto dell’opportunità dei test, ma prima di gridare alla delegittimazione, conviene osservare il paradosso. La questione concreta non è che ai magistrati venga imposto di sa quale esame psicologico invasivo. È quasi l’opposto. Il rischio da verificare dopo il passaggio al Csm di ieri non è dunque quello di avere un test troppo aggressivo. È l’opposto quello di avere un test così prudente, da diventare innocuo e dunque si conclude il pezzo sul Foglio forse inutile, e quindi anche diciamo tante parole
Spese per difendere la?
Il fatto per cui i magistrati erano esenti da questi test, perché si sarebbe trattato di un’umiliazione, di un attacco, eccetera, eccetera poi, alla fine vedete, come vediamo come.
Le cose diciamo.
Quando fuoriescono dal cono di luce e rimangono tra gli addetti ai lavori si finiscono appunto per svuotare di contenuti, affinché nulla effettivamente cambi.
A proposito sempre della
Protagonismo.
Diciamo di certa magistratura, c’è il tema della intercettazione, che era diventata in qualche modo persino strutturale, autorizzate.
Appunto a Perugia
Tra
I di né nei colloqui tra avvocati e detenuti, una situazione che.
Una situazione che ha portato anche alla proclamazione di un’astensione dalle udienze, unitamente alla denuncia, diciamo, come motivazione di questa astensione, l’attacco appunto alla avvocatura e al diritto di difesa da parte di chi la magistratura autorizza intercettazioni tra difensori e,
Assistiti, ma anche la stessa indecente condizioni delle carceri, per cui appunto l’Unione delle camere penali ha proclamato un’astensione dal 23 al 29 settembre e, mentre l’articolo che abbiamo sotto gli occhi è un articolo di Valentina Stella di questa pubblicato questa mattina sul dubbio a pagina 4 e 5 perché c’è una risposta c’è la risposta di Nordio,
Del ministro Nordio, ad una interrogazione di Maggi e Zanettin che appunto avevano denunciato in sede parlamentare la vicenda delle intercettazioni presso la casa circondariale di Perugia, capanni da parte della polizia.
Giudiziaria
Interrogazione, appunto, presentata da Maggi e Zanettin e ovviamente poi subito si era detto che comunque queste intercettazioni non avrebbero avuto un utilizzo processuale, la risposta di Nordio.
Tranchant, si tratta di un fatto di evidente gravità,
Rispetto alle tutele apprestate anche dalla Costituzione, al rapporto tra l’avvocato difensore e il proprio assistito e il potere della magistratura e
Il mancato impiego processuale evidenzia Nordio non elimina affatto la lesione, la grave lesione, la evidente grave lesione della segretezza del colloquio tra avvocato e il proprio assistito.
Passiamo ad altro.
Leggiamo un po’di notizie sparse, potremmo dire giustizia penale, tempi ridotti del 40%,
Leggiamo questa notizia dal Sole 24 ore in edicola il 16 settembre.
A pagina 3 e chi firma i, l’articolo è Giovanni Negri, meno di un anno in primo grado più veloci anche in appello e Cassazione, la riduzione complessiva fa meglio dell’obiettivo del 25% fissato da p n r r.
Nel penale di primo grado al di sotto di un anno, la durata complessiva del processo si riduce del 38 e 8% rispetto al 2019 prescrizioni, crollo in appello e calo davanti al giudice unico e quindi vediamo come questo sia.
Se questi numeri verranno confermati, una buona notizia per la giustizia italiana.
La durata complessiva di un processo in primo grado penale è passata ad essere da 1.398 giorni nel 2019 a 856 giorni nel primo semestre del 2026, un miglioramento quasi del 40% che va oltre quel 25% che era stato concordato con l’Europa in sede di PNRR, il ministero della Giustizia ha diffuso ieri i dati consolidati al 30 giugno 2026, che fotografa una diminuzione dei tempi che interessa tutte le fasi del giudizio meno 23% nei tribunali, meno 42% nelle corti d’appello, meno 56%, i tempi in Cassazione è proprio la Cassazione raggiunge una durata media di 73 giorni, ha il valore più basso dell’intero periodo considerato, ma il primo grado passa da 392 a 299 giorni all’appello da 841 483
Giorni, questi dati evidenziano una diffusione significativa dei risultati su tutto il territorio nazionale.
E ci sono appunto una serie di ulteriori numeri che fanno riferimento poi ai vari circondari per il ministro Carlo Nordio, i risultati del settore penale confermano e rafforzano il percorso di profonda trasformazione intrapreso dalla giustizia italiana, il superamento degli obiettivi europei insieme ai traguardi raggiunti nel civile è il frutto delle riforme adottate, degli investimenti realizzati e soprattutto dell’impegno straordinario dice Nordio dei magistrati, del personale amministrativo e di tutte le professionalità che operano nelle.
E negli uffici giudiziari
A giocare a favore di risultati senza dubbio straordinari una pluralità di fattori, dalla progressiva messa a regime anche sul piano dei modelli organizzativi dell’Ufficio, del processo a supporto dei magistrati alla digitalizzazione che faticosamente sta avanzando a misure straordinarie ancora sui carichi di lavoro ascritte ai capi degli uffici.
Il taglio della durata ma in generale il recupero di efficienza del sistema penale a immediate conseguenze su uno dei tradizionali, i punti critici della giustizia penale, la prescrizione, mentre nel Parlamento, al Senato, dopo aver ottenuto il sì della Camera, è in discussione l’ennesimo intervento di riforma,
Sospensione di 24 mesi dopo condanna di primo grado e di 12 dopo la conferma in appello.
In caso di mancato rispetto dei tempi per la prescrizione, ricominci questa ricomincia a decorrere comprendendo anche i tempi di sospensione, questo è il contenuto della.
Intervento di riforma
Che è pendente appunto in Parlamento.
E dicevamo una approfondimento, appunto, dei dati resi noti dal ministero, rende evidente il calo in primo grado e il crollo in appello dei numeri dei procedimenti estinti per prescrizione, cruciali davanti ai tribunali, il dato del giudice monocratico con le prescrizioni che diminuiscono del 14%,
Passando
Tra il primo e il secondo semestre, tra il primo semestre del 2015 e il primo semestre del 2016, da 12.000 a 10.000, ma forse qui era il 2025 2026, no 2015 2016 e va bene poi ci sono un po’di infografiche nella pagina del Sole 24 ore che dà conto appunto di questo importante risultato intervenuto sul piano della celerità dei giudizi penali e quindi sul piano del rispetto del diritto ad avere una ragionevole durata del proprio processo.
Vediamo come
Appunto un raffronto anche che viene evidenziato dal Sole 24 ore tra la prescrizione vera e propria come istituto di diritto sostanziale e l’improcedibilità.
Cioè quella meccanismo introdotto dal governo Draghi quando ministro era la Cartabia e che, appunto ha introdotto questo meccanismo, questa tagliola, sostanzialmente di tipo processuale, sulla secondo grado di giudizio frutto evidentemente partorita questa tagliola da un compromesso.
Raggiunto tra opposti, i quali potevano essere, per esempio, forse giustizialiste come quelle del Movimento 5 Stelle da una parte e diciamo formazioni parlamentari che almeno diciamo a parole si dichiarano più garantiste come Forza Italia.
O Italia Viva e appunto questo compromesso diede vita a questa in questo istituto processuale dell’improcedibilità, allora meno 57% è il numero diciamo delle prescrizioni, il crollo.
I dati del primo semestre del 2026 attestano una netta diminuzione del numero di prescrizioni in Corte d’appello e questa diminuzione è pari al 57%, cioè se nel primo semestre del 2025 erano pro dichiarate
13.000 prescrizioni.
Oggi questi numeri sono scesi a 5.900 prescrizioni, primi segnali anche sul fronte dell’improcedibilità, che nei sei mesi del 2026 salgono in appello da 70 primi sei mesi del 2025 a 252.
Quindi vediamo che c’è un rapporto, le prescrizioni diminuiscono, ma salgono le improcedibilità in Corte d’Appello, un elemento chiave, appunto, ricorda il Sole 24 ore della riforma Cartabia, quest’ultimo intervento si applica ai reati commessi dal 1 gennaio 2020 e prevede lo stop determini dopo la sentenza di primo grado scatta l’improcedibilità se i giudizi di impugnazione superano i tetti massimi stabiliti in due anni per l’appello ed in un anno per il ricorso in Cassazione e con questo diciamo, abbiamo finito le pagine relative
Ai terreni, più in generale della giustizia al tempo.
Terminato quindi, peraltro, ci rimanevano da segnalare solo appunto casi di cronaca su cui si è applicata alla stampa, con un certo successo
E quindi il commerciante bengalese che aveva molestato la tredicenne è finito in carcere a seguito del ricorso della Procura, appunto di Torino, ricorso avanzato a furor di popolo e anche il giudice del tribunale del riesame a furor di popolo hanno mandato nel carcere di,
Torino.
Il bengalese molestatore.
Il tribunale del popolo che invoca la galera ha ottenuto il suo risultato.
Altre notizie solo da segnalare.
Crolla il teorema della Procura di Milano sulle cosiddette sugli abusi edilizi, che hanno caratterizzato una stagione di racconti giornalistici, ecco, sono uscite, le motivazioni della prima sentenza di assoluzione è il risultato, è che tutto il costrutto fattuale e giuridico della procura di Milano ne è rimasto disintegrato.
Ne scrive il Foglio, ma il tempo è finito qui e quindi vi salutiamo e ci diamo appuntamento alla prossima settimana, ovviamente, con l’augurio di un buon ascolto degli ulteriori programmi di radio radicale
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