Federfarma Lombardia, i dati confermano la crescente integrazione tra farmacie e Ssr


Roma, 20 settembre – Il futuro del sistema di salute nazionale passa attraverso una strada obbligata, che è quella di coniugare prossimità, innovazione e capacità di gestire l’invecchiamento della popolazione, anche attraverso la prevenzione sul territorio.  E questa strada non può in alcun modo prescindere dal riconoscimento e valorizzazione del ruolo delle farmacie di comunità, presidi sempre più centrali grazie alla crescente integrazione farmacie, sempre più integrate nella rete territoriale dei servizi sanitari, dalla prevenzione agli esami diagnostici fino alla telemedicina.

Questo, a ridurlo in estrema sintesi, il messaggio scaturito dal convegno annuale di Federfarma Lombardia Farmacia e salute. Prevenzione, innovazione e prossimità per il benessere delle comunità, tenutosi a Milano il 18 settembre e realizzato insieme a The European House Ambrosetti. L”evento, patrocinato da Regione Lombardia, dal Consiglio regionale di Regione Lombardia e dal Comune di Milano, ha coinvolto, insieme all’intera delle farmacie lombarde, le istituzioni e gli stakeholder-chiave dell’ecosistema della salute regionale.

Gemmato: “Sanità territoriale, fondamentale sviluppare il ruolo delle farmacie”

Tra i rappresentanti istituzionali, va doverosamente registrato l’intervento del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (nella foto), egli stesso farmacista, per il quale i professionisti di salute della prossimità – mmg, pediatri di libera scelta e farmacisti di comunità – debbono essere protagonisti dell’assistenza sanitaria territoriale, “coprendone”  l’ultimo tratto, quello che separa le Case di comunità dalle case dei cittadini. 

“Si tratta di professionisti e presidi di alta professionalità presenti su tutto il territorio, nei Comuni più piccoli e svantaggiati delle aree interne, come nel centro e nelle periferie delle città, e ciò vale in particolare per le farmacie, grazie alla pianta organica” ha affermato Gemmato. Proprio le farmacie, grazie al percorso della “farmacia dei servizi”, ormai in fase di avanzata stabilizzazione, hanno aumentato esponenzialmente le loro prestazioni e oggi garantiscono quotidianamente a milioni di persone l’erogazione di indagini diagnostiche come elettrocardiogramma, holter cardiaco e pressorio e spirometria, consentono di prenotare visite specialistiche attraverso il Cup il Centro unico di prenotazione, di effettuare vaccinazioni e di accedere a prestazioni di telemedicina, ha ricordato il sottosegretario, sottolineando che “tutto questo migliora l’accesso dei cittadini al Servizio sanitario nazionale in re4gime convenzionale. Questa rete territoriale va sfruttata per migliorare le performance del nostro sistema sanitario e l’aderenza terapeutica dei cittadini”, con effetti positivi anche per la sostenibilità del sistema, perché curarsi bene rispettando le indicazioni posologiche significa ridurre esponenzialmente i rischi di sviluppare condizioni di criticità che possono rendere necessarie cure ulteriori o addirittura l’ospedalizzazione, con un conseguente aumento di oneri e costi per il Ssn.
Per Gemmato, la scelta del Governo è stata chiara fin da subito, ed è stata quella di rafforzare e stabilizzare la sanità territoriale, anche attraverso il  riconoscimento alla farmacia un ruolo sempre più importante nella rete dell’assistenza territoriale. E la rete delle farmacie ha risposto molto positivamente, come dimostra l’esempio lombardo: “I risultati si vedono sul territorio: in Lombardia, nei primi mesi del 2025, le farmacie hanno gestito oltre 384mila prenotazioni di visite ed esami tramite Cup, più di 612mila campioni per lo screening del colon retto e circa 170mila prestazioni di telemedicina, cui si aggiungono oltre 566mila vaccinazioni” ha ricordato Gemmato, aggiungendo che “sono servizi che rendono possibili una maggiore prevenzione, accesso alle cure e assistenza ai cittadini e che contribuiscono a sostenere il Servizio sanitario nazionale”.

Per il sottosegretario, “in questo percorso rientrano anche il Testo Unico della legislazione farmaceutica, che punta a semplificare e riordinare una normativa frammentata e a rafforzare le farmacie territoriali come presìdi di prossimità e il decreto sull’accesso personalizzato ai farmaci, che introduce standard nazionali per il deblistering, garantendo uniformità, sicurezza e tracciabilità. È questa la nostra visione”   ha quindi concluso Gemmato. “Portare sempre più servizi vicino alle persone e costruire una sanità territoriale più integrata, accessibile e capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità.
o presenti uniformemente sul territorio, dai Comuni più piccoli, interni, montani e depressi fino al centro cittadino, con una elevata professionalità”.

Racca: “In Lombardia farmacie sempre più integrate nel sistema sanitario regionale”

Il concetto di “rete di presidi territoriali”, in Lombardia, è perfettamente esplicitato dalla 3.042 farmacie attive sul , territori regionale, poco meno di un terzo delle quali (935) rurali che operano in centri piccoli e piccolissimi. In questi fondamentali esercizi di salute, entrano ogni giorno 800mila  cittadini senza dover prendere appuntamenti né chiedere permesso, trovando sempre disponibile, praticamente a ogni ora del giorno, 14mila professionisti ai quali rivolgersi.

A illustrare la realtà della farmacia lombarda, sempre più integrate nel sistema sanitario regionale, è stata la padrona di casa dell’evento milanese, la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca (nella foto), che ha anche fornito dati aggiornatissimi (al 14 settembre) sulla mole dei servizi resi dalla rete regionale dei presidi farmaceutici, dove sono state effettuate più di 2 milioni di operazioni di scelta e revoca del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta e 2,8 milioni di prenotazioni Cup, ma anche distribuiti  più di 4 milioni di kit per lo screening del tumore del colon-retto, raccogliendo più di 3,9 milioni di campioni.

Ovviamente non è tutto: in 1.360 delle poco più di tremila farmacie lombarde è possibile fare le vaccinazioni. Ne sono state effettuate oltre 1,6 milioni contro il Covid, alle quali nell’ultima campagna, si sono aggiunte poco meno di mezzo milione di vaccinazioni antinfluenzali e più di 28.000 vaccinazioni anti-pneumococciche negli over 65. Numeri che cresceranno con l’ormai imminente partenza della vaccinazione contro il papillomavirus umano (Hpv), insieme a quella contro difterite, tetano e pertosse e –  entro la fine dell’anno – contro l’Herpes zoster.

Ma la farmacia lombarda “è anche integrata nel Fascicolo sanitario elettronico” ha ricordato Racca, “eroga prestazioni di telemedicina finanziate dal Servizio sanitario regionale e garantisce una distribuzione sempre più ampia dei farmaci innovativi”. E i servizi, ha concluso la presidente delle farmacie lombarde, avranno presto ulteriori implementazioni, in direzione delle sviluppo dell’aderenza alla terapia e della riconciliazione farmacologica, “per rafforzare la presa in carico e il supporto ai cittadini più fragili”.

Il tutto per potenziare la dimensione della prossimità,  irrinunciabile in un Paese con una popolazione con quote crescenti di over 65 persone che, per soddisfare i propri bisogni di salute, hanno necessità di accedere con facilità a un presidio vicino a casa. Ben si comprende, dunque, ha rimarcato Racca, il ruolo fondamentale (sanitario ma anche sociale) delle farmacie nello scacchiere sanitario in termini di assistenza e di prevenzione.

Considerazioni riprese e rilanciate da Dario Castelli, vicepresidente rurale di Federfarma Milano e segretario di Sunifar Lombardia, che ha a oroposito della  prossimità ha voluto sottolineare il significato vitale che essa assume nei piccoli centri e, ancora di più, nella aree interne dove il fenomeno della desertificazione dei servizi è un fenomeno che mette a rischio la stessa sopravvivenza di molte piccole comunità.  “In queste realtà, dove sono già scomparsi e continuano a chiudere servizi come negozi di prossimità, uffici postali e banche, le farmacie rurali sono sempre più spesso l’unico presidio sanitario rimasto e facilmente accessibile, insieme agli studi medici, questi ultimi non di rado con aperture settimanali contingentate” ha detto Castelli, che ha orgogliosamente ricordato che  “la farmacia rimane”, svolgendo – oltre al suo non vicariabile servizio – anche un’importantissima funzione di rassicurazione sociale, grazie anche al rapporto fiduciario costruito nel tempo con le persone.  Un rapporto, ha spiegato Castelli, che è poi la pietra d’angolo sulla quale “si può costruire una presa in carico vera del paziente”.

Mandelli: “Il farmacista, professionista della salute che intercetta i bisogni del paziente”

Andrea Mandelli, presidente della Fofi (nella foto), ha ricordato il percorso evolutivo della “farmacia dei servizi” che ha portato il farmacista a essere oggi “un professionista della salute, che non solo dispensa farmaci e non solo è in grado, con il laboratorio galenico, di fare una personalizzazione, ma è in grado di intercettare le esigenze del paziente, rispetto ai servizi più comuni come un elettrocardiogramma, una misurazione della glicemia, un approfondimento per quanto riguarda un esame diagnostico di controllo come l’holter, oppure poter fare delle vaccinazioni”.

“Credo che, in un momento di passaggio della sanità italiana, la sinergia tra i professionisti potrà essere sempre più una risposta concreta alle esigenze di una popolazione che invecchia e che, purtroppo, sta patendo gli effetti negativi della denatalità” ha spiegato Mandelli. “La collaborazione con i medici è fondamentale, anche perché il Dm77 dice con chiarezza che bisogna fare squadra e riuscire insieme a risolvere il problema del cittadino, che è al centro dell’azione di tutti i professionisti sanitari. L’aspetto importante è mantenere questo dialogo che, oltre alla collaborazione, porta effetti benefici sul territorio. Ne è un esempio la ricetta dei cronici aperta” ha concluso Mandelli, ricordando che “la Fofi ha messo a punto un sistema per fare in modo che il medico possa avere meno burocrazia, che il cittadino possa essere più controllato e che quella sinergia con il farmacista sia un beneficio sia per lo Stato, ma soprattutto per la salute degli italiani”.

Alparone e Monti (Regione Lombardia): “Dalla farmacia un contributo anche per la sostenibilità” 

In rappresentanza della Regione Lombardia, patrocinatrice del convengo, sono intervenuti Marco Alparone, vicepresidente e assessore regionale al Bilancio ed Emanuele Monti, presidente della Commissione Sostenibilità sociale, Casa e Famiglia del Consiglio regionale e componente del consiglio di amministrazione dell’Aifa (nell’ordine nelle foto).

Alparone, coerentemente con il suo ruolo di “uomo dei conti”, ha affrontato il tema del convengo alla luce della spinosa questione della sostenibilità dei costi, che a suo giudizio non può continuare ad essere affrontato soltsmto in termini di controllo e contenimento dei costi. “Per fare sì che la spesa sanitaria smetta di essere approcciata come un mero costo e sia invece considerata un investimento in salute” ha detto Alparone, “il percorso obbligato è quello di passare  attraverso la standardizzazione e la validazione dei processi e, di conseguenza, la misurazione degli esiti di salute”. E in questo percorso può virtuosamente inserirsi la ‘farmacia dei servizi’,  “svolgendo una funzione non soltanto nell’erogazione delle prestazioni, ma anche nello sviluppo dei servizi cognitivi, nel monitoraggio e nel miglioramento dell’aderenza terapeutica”.

Di sostenibilità ha parlato anche Monti, anch’egli richiamando la necessità di non ridurla solo alla dimensione dei costi. “La vera sfida è garantire ai cittadini l’accesso alle cure e all’innovazione, promuovendo al tempo stesso appropriatezza prescrittiva, aderenza terapeutica e percorsi di presa in carico sempre più efficaci” ha detto il presidente della Commissione Sostenibilità sociale di Regione Lombardia, facendo riferimento in particolare all’aumento delle cronicità, che colpiscono i 40% dei cittadini lombardi.  Sic stantibus rebus, le farmacie – con la loro capacità di intercettare precocemente i bisogni dei pazienti e poi di accompagnarli nel percorso di cura garantendo la continuità e aumentando l’aderenza alla terapia “può contribuire sia agli esiti di salute sia all’impiego più efficiente delle risorse” ha detto Monti.

Che ha voluto poi riservare un cenno all’incrocio tra longevità e innovazione: “Negli ultimi cinquant’anni, da quando il sistema sanitario nazionale è in vigore nel nostro Paese, noi italiani abbiamo conquistato oltre 10 anni di aspettativa di vita in più, pari a tre mesi ogni anno”  ha detto Monti. “In questo senso, la longevità, insieme alla prevenzione e all’innovazione, è un tema centrale sul quale ogni agenda politica deve confrontarsi. Si tratta di molteplici strumenti che possiamo utilizzare per dare risposte assistenziali e terapeutiche vicine al cittadino”. E, va da sé, molte di queste passano o possono passare in farmacia.


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