La Puglia cambia nel segno della longevità.
Una trasformazione che chiede di ripensare le politiche pubbliche: non solo più assistenza, ma maggiore prevenzione, autonomia, relazioni e opportunità di partecipazione.
Di questo si è discusso nella giornata tematica “Puglia 65+”, ospitata nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, all’interno del percorso “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme” dove Comuni, Aziende sanitarie, Università, Terzo Settore, associazioni e realtà dello sport e della cultura hanno portato esperienze e suggerimenti per costruire una risposta condivisa alle trasformazioni demografiche e sociali della regione.
La giornata è stata alimentata anche dalle proposte raccolte attraverso la call pubblica promossa dalla Regione in vista della Fiera.
Sono state, inoltre, presentate le politiche e gli interventi già adottati dalla Regione Puglia, che hanno anticipato bisogni e trasformazioni demografiche, producendo risultati significativi nella promozione dell’invecchiamento attivo e nel sostegno a un percorso di maggiore longevità, autonomia e qualità della vita.
“La longevità è una conquista, ma la vera sfida è trasformarla in un’occasione di equità.
Vivere più a lungo deve significare poter continuare a scegliere, muoversi, coltivare relazioni, imparare e contribuire alla propria comunità.
Con ‘Puglia 65+’ vogliamo portare prevenzione, sport, cultura e socialità più vicino alle persone, sostenere nuove forme dell’abitare e valorizzare l’esperienza degli over 65.
È un cambio di prospettiva: non guardare soltanto ai bisogni, ma alle opportunità che possiamo creare perché le persone continuino a essere protagoniste”, ha dichiarato Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
La prevenzione è uno degli assi principali. Attività motoria, sport adattato, gruppi di cammino, prevenzione delle cadute, corretti stili di vita, cultura e formazione possono sostenere autonomia e benessere.
L’obiettivo è rendere queste opportunità accessibili anche nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici.
Sul fronte dell’abitare, l’Assessorato al Welfare regionale guarda a modelli di silver housing e cohousing capaci di integrare case accessibili, servizi di prossimità e spazi condivisi, creando condizioni favorevoli all’autonomia e alla socialità.
Un altro tassello è rappresentato dai centri dell’anziano a bassa soglia, da valorizzare e, dove possibile, ampliare anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati. Luoghi aperti per incontrarsi, svolgere attività, fare cultura e rafforzare i legami di comunità.
La partecipazione passa anche dal Servizio Civico Senior Regionale, pensato per coinvolgere gli over 65 nella cura dei beni comuni e nelle attività di interesse generale.
A questo si affianca il sostegno a iniziative del Terzo Settore come portinerie di comunità, banche del tempo, orti sociali, volontariato e progetti tra generazioni.
Una particolare attenzione sarà riservata alle aree nelle quali servizi e opportunità sono più difficili da raggiungere.
Anche la mobilità è welfare: poter arrivare a un presidio sanitario, a un’attività sportiva, a uno spazio culturale o a un luogo di aggregazione è una condizione concreta per esercitare i propri diritti e mantenere una vita sociale attiva.
“Puglia 65+” punta così a mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio, collegando welfare, salute, sport, cultura, abitare, mobilità e innovazione e concentrando gli interventi dove emergono maggiori fragilità.
Il confronto avviato alla Fiera proseguirà con Comuni, ASL, università e ricerca, Terzo Settore, associazioni, realtà sportive, culturali e imprese, per trasformare le proposte raccolte in interventi concreti e valutarne gli effetti sulla vita delle persone.
Più autonomia, servizi più vicini, maggiori occasioni di incontro e partecipazione, meno isolamento.
È questa la direzione di “Puglia 65+”, una politica che parte dagli over 65 ma riguarda l’intera comunità.
Perché città accessibili, servizi di prossimità, spazi pubblici vissuti e relazioni tra generazioni più forti migliorano il benessere di tutte e tutti.
La Puglia cambia nel segno della longevità.
Una trasformazione che chiede di ripensare le politiche pubbliche: non solo più assistenza, ma maggiore prevenzione, autonomia, relazioni e opportunità di partecipazione.
Di questo si è discusso nella giornata tematica “Puglia 65+”, ospitata nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, all’interno del percorso “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme” dove Comuni, Aziende sanitarie, Università, Terzo Settore, associazioni e realtà dello sport e della cultura hanno portato esperienze e suggerimenti per costruire una risposta condivisa alle trasformazioni demografiche e sociali della regione.
La giornata è stata alimentata anche dalle proposte raccolte attraverso la call pubblica promossa dalla Regione in vista della Fiera.
Sono state, inoltre, presentate le politiche e gli interventi già adottati dalla Regione Puglia, che hanno anticipato bisogni e trasformazioni demografiche, producendo risultati significativi nella promozione dell’invecchiamento attivo e nel sostegno a un percorso di maggiore longevità, autonomia e qualità della vita.
“La longevità è una conquista, ma la vera sfida è trasformarla in un’occasione di equità.
Vivere più a lungo deve significare poter continuare a scegliere, muoversi, coltivare relazioni, imparare e contribuire alla propria comunità.
Con ‘Puglia 65+’ vogliamo portare prevenzione, sport, cultura e socialità più vicino alle persone, sostenere nuove forme dell’abitare e valorizzare l’esperienza degli over 65.
È un cambio di prospettiva: non guardare soltanto ai bisogni, ma alle opportunità che possiamo creare perché le persone continuino a essere protagoniste”, ha dichiarato Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
La prevenzione è uno degli assi principali. Attività motoria, sport adattato, gruppi di cammino, prevenzione delle cadute, corretti stili di vita, cultura e formazione possono sostenere autonomia e benessere.
L’obiettivo è rendere queste opportunità accessibili anche nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici.
Sul fronte dell’abitare, l’Assessorato al Welfare regionale guarda a modelli di silver housing e cohousing capaci di integrare case accessibili, servizi di prossimità e spazi condivisi, creando condizioni favorevoli all’autonomia e alla socialità.
Un altro tassello è rappresentato dai centri dell’anziano a bassa soglia, da valorizzare e, dove possibile, ampliare anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati. Luoghi aperti per incontrarsi, svolgere attività, fare cultura e rafforzare i legami di comunità.
La partecipazione passa anche dal Servizio Civico Senior Regionale, pensato per coinvolgere gli over 65 nella cura dei beni comuni e nelle attività di interesse generale.
A questo si affianca il sostegno a iniziative del Terzo Settore come portinerie di comunità, banche del tempo, orti sociali, volontariato e progetti tra generazioni.
Una particolare attenzione sarà riservata alle aree nelle quali servizi e opportunità sono più difficili da raggiungere.
Anche la mobilità è welfare: poter arrivare a un presidio sanitario, a un’attività sportiva, a uno spazio culturale o a un luogo di aggregazione è una condizione concreta per esercitare i propri diritti e mantenere una vita sociale attiva.
“Puglia 65+” punta così a mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio, collegando welfare, salute, sport, cultura, abitare, mobilità e innovazione e concentrando gli interventi dove emergono maggiori fragilità.
Il confronto avviato alla Fiera proseguirà con Comuni, ASL, università e ricerca, Terzo Settore, associazioni, realtà sportive, culturali e imprese, per trasformare le proposte raccolte in interventi concreti e valutarne gli effetti sulla vita delle persone.
Più autonomia, servizi più vicini, maggiori occasioni di incontro e partecipazione, meno isolamento.
È questa la direzione di “Puglia 65+”, una politica che parte dagli over 65 ma riguarda l’intera comunità.
Perché città accessibili, servizi di prossimità, spazi pubblici vissuti e relazioni tra generazioni più forti migliorano il benessere di tutte e tutti.
La Puglia cambia nel segno della longevità.
Una trasformazione che chiede di ripensare le politiche pubbliche: non solo più assistenza, ma maggiore prevenzione, autonomia, relazioni e opportunità di partecipazione.
Di questo si è discusso nella giornata tematica “Puglia 65+”, ospitata nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, all’interno del percorso “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme” dove Comuni, Aziende sanitarie, Università, Terzo Settore, associazioni e realtà dello sport e della cultura hanno portato esperienze e suggerimenti per costruire una risposta condivisa alle trasformazioni demografiche e sociali della regione.
La giornata è stata alimentata anche dalle proposte raccolte attraverso la call pubblica promossa dalla Regione in vista della Fiera.
Sono state, inoltre, presentate le politiche e gli interventi già adottati dalla Regione Puglia, che hanno anticipato bisogni e trasformazioni demografiche, producendo risultati significativi nella promozione dell’invecchiamento attivo e nel sostegno a un percorso di maggiore longevità, autonomia e qualità della vita.
“La longevità è una conquista, ma la vera sfida è trasformarla in un’occasione di equità.
Vivere più a lungo deve significare poter continuare a scegliere, muoversi, coltivare relazioni, imparare e contribuire alla propria comunità.
Con ‘Puglia 65+’ vogliamo portare prevenzione, sport, cultura e socialità più vicino alle persone, sostenere nuove forme dell’abitare e valorizzare l’esperienza degli over 65.
È un cambio di prospettiva: non guardare soltanto ai bisogni, ma alle opportunità che possiamo creare perché le persone continuino a essere protagoniste”, ha dichiarato Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
La prevenzione è uno degli assi principali. Attività motoria, sport adattato, gruppi di cammino, prevenzione delle cadute, corretti stili di vita, cultura e formazione possono sostenere autonomia e benessere.
L’obiettivo è rendere queste opportunità accessibili anche nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici.
Sul fronte dell’abitare, l’Assessorato al Welfare regionale guarda a modelli di silver housing e cohousing capaci di integrare case accessibili, servizi di prossimità e spazi condivisi, creando condizioni favorevoli all’autonomia e alla socialità.
Un altro tassello è rappresentato dai centri dell’anziano a bassa soglia, da valorizzare e, dove possibile, ampliare anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati. Luoghi aperti per incontrarsi, svolgere attività, fare cultura e rafforzare i legami di comunità.
La partecipazione passa anche dal Servizio Civico Senior Regionale, pensato per coinvolgere gli over 65 nella cura dei beni comuni e nelle attività di interesse generale.
A questo si affianca il sostegno a iniziative del Terzo Settore come portinerie di comunità, banche del tempo, orti sociali, volontariato e progetti tra generazioni.
Una particolare attenzione sarà riservata alle aree nelle quali servizi e opportunità sono più difficili da raggiungere.
Anche la mobilità è welfare: poter arrivare a un presidio sanitario, a un’attività sportiva, a uno spazio culturale o a un luogo di aggregazione è una condizione concreta per esercitare i propri diritti e mantenere una vita sociale attiva.
“Puglia 65+” punta così a mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio, collegando welfare, salute, sport, cultura, abitare, mobilità e innovazione e concentrando gli interventi dove emergono maggiori fragilità.
Il confronto avviato alla Fiera proseguirà con Comuni, ASL, università e ricerca, Terzo Settore, associazioni, realtà sportive, culturali e imprese, per trasformare le proposte raccolte in interventi concreti e valutarne gli effetti sulla vita delle persone.
Più autonomia, servizi più vicini, maggiori occasioni di incontro e partecipazione, meno isolamento.
È questa la direzione di “Puglia 65+”, una politica che parte dagli over 65 ma riguarda l’intera comunità.
Perché città accessibili, servizi di prossimità, spazi pubblici vissuti e relazioni tra generazioni più forti migliorano il benessere di tutte e tutti.
La Puglia cambia nel segno della longevità.
Una trasformazione che chiede di ripensare le politiche pubbliche: non solo più assistenza, ma maggiore prevenzione, autonomia, relazioni e opportunità di partecipazione.
Di questo si è discusso nella giornata tematica “Puglia 65+”, ospitata nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, all’interno del percorso “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme” dove Comuni, Aziende sanitarie, Università, Terzo Settore, associazioni e realtà dello sport e della cultura hanno portato esperienze e suggerimenti per costruire una risposta condivisa alle trasformazioni demografiche e sociali della regione.
La giornata è stata alimentata anche dalle proposte raccolte attraverso la call pubblica promossa dalla Regione in vista della Fiera.
Sono state, inoltre, presentate le politiche e gli interventi già adottati dalla Regione Puglia, che hanno anticipato bisogni e trasformazioni demografiche, producendo risultati significativi nella promozione dell’invecchiamento attivo e nel sostegno a un percorso di maggiore longevità, autonomia e qualità della vita.
“La longevità è una conquista, ma la vera sfida è trasformarla in un’occasione di equità.
Vivere più a lungo deve significare poter continuare a scegliere, muoversi, coltivare relazioni, imparare e contribuire alla propria comunità.
Con ‘Puglia 65+’ vogliamo portare prevenzione, sport, cultura e socialità più vicino alle persone, sostenere nuove forme dell’abitare e valorizzare l’esperienza degli over 65.
È un cambio di prospettiva: non guardare soltanto ai bisogni, ma alle opportunità che possiamo creare perché le persone continuino a essere protagoniste”, ha dichiarato Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
La prevenzione è uno degli assi principali. Attività motoria, sport adattato, gruppi di cammino, prevenzione delle cadute, corretti stili di vita, cultura e formazione possono sostenere autonomia e benessere.
L’obiettivo è rendere queste opportunità accessibili anche nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici.
Sul fronte dell’abitare, l’Assessorato al Welfare regionale guarda a modelli di silver housing e cohousing capaci di integrare case accessibili, servizi di prossimità e spazi condivisi, creando condizioni favorevoli all’autonomia e alla socialità.
Un altro tassello è rappresentato dai centri dell’anziano a bassa soglia, da valorizzare e, dove possibile, ampliare anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati. Luoghi aperti per incontrarsi, svolgere attività, fare cultura e rafforzare i legami di comunità.
La partecipazione passa anche dal Servizio Civico Senior Regionale, pensato per coinvolgere gli over 65 nella cura dei beni comuni e nelle attività di interesse generale.
A questo si affianca il sostegno a iniziative del Terzo Settore come portinerie di comunità, banche del tempo, orti sociali, volontariato e progetti tra generazioni.
Una particolare attenzione sarà riservata alle aree nelle quali servizi e opportunità sono più difficili da raggiungere.
Anche la mobilità è welfare: poter arrivare a un presidio sanitario, a un’attività sportiva, a uno spazio culturale o a un luogo di aggregazione è una condizione concreta per esercitare i propri diritti e mantenere una vita sociale attiva.
“Puglia 65+” punta così a mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio, collegando welfare, salute, sport, cultura, abitare, mobilità e innovazione e concentrando gli interventi dove emergono maggiori fragilità.
Il confronto avviato alla Fiera proseguirà con Comuni, ASL, università e ricerca, Terzo Settore, associazioni, realtà sportive, culturali e imprese, per trasformare le proposte raccolte in interventi concreti e valutarne gli effetti sulla vita delle persone.
Più autonomia, servizi più vicini, maggiori occasioni di incontro e partecipazione, meno isolamento.
È questa la direzione di “Puglia 65+”, una politica che parte dagli over 65 ma riguarda l’intera comunità.
Perché città accessibili, servizi di prossimità, spazi pubblici vissuti e relazioni tra generazioni più forti migliorano il benessere di tutte e tutti.
La Puglia cambia nel segno della longevità.
Una trasformazione che chiede di ripensare le politiche pubbliche: non solo più assistenza, ma maggiore prevenzione, autonomia, relazioni e opportunità di partecipazione.
Di questo si è discusso nella giornata tematica “Puglia 65+”, ospitata nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, all’interno del percorso “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme” dove Comuni, Aziende sanitarie, Università, Terzo Settore, associazioni e realtà dello sport e della cultura hanno portato esperienze e suggerimenti per costruire una risposta condivisa alle trasformazioni demografiche e sociali della regione.
La giornata è stata alimentata anche dalle proposte raccolte attraverso la call pubblica promossa dalla Regione in vista della Fiera.
Sono state, inoltre, presentate le politiche e gli interventi già adottati dalla Regione Puglia, che hanno anticipato bisogni e trasformazioni demografiche, producendo risultati significativi nella promozione dell’invecchiamento attivo e nel sostegno a un percorso di maggiore longevità, autonomia e qualità della vita.
“La longevità è una conquista, ma la vera sfida è trasformarla in un’occasione di equità.
Vivere più a lungo deve significare poter continuare a scegliere, muoversi, coltivare relazioni, imparare e contribuire alla propria comunità.
Con ‘Puglia 65+’ vogliamo portare prevenzione, sport, cultura e socialità più vicino alle persone, sostenere nuove forme dell’abitare e valorizzare l’esperienza degli over 65.
È un cambio di prospettiva: non guardare soltanto ai bisogni, ma alle opportunità che possiamo creare perché le persone continuino a essere protagoniste”, ha dichiarato Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
La prevenzione è uno degli assi principali. Attività motoria, sport adattato, gruppi di cammino, prevenzione delle cadute, corretti stili di vita, cultura e formazione possono sostenere autonomia e benessere.
L’obiettivo è rendere queste opportunità accessibili anche nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici.
Sul fronte dell’abitare, l’Assessorato al Welfare regionale guarda a modelli di silver housing e cohousing capaci di integrare case accessibili, servizi di prossimità e spazi condivisi, creando condizioni favorevoli all’autonomia e alla socialità.
Un altro tassello è rappresentato dai centri dell’anziano a bassa soglia, da valorizzare e, dove possibile, ampliare anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati. Luoghi aperti per incontrarsi, svolgere attività, fare cultura e rafforzare i legami di comunità.
La partecipazione passa anche dal Servizio Civico Senior Regionale, pensato per coinvolgere gli over 65 nella cura dei beni comuni e nelle attività di interesse generale.
A questo si affianca il sostegno a iniziative del Terzo Settore come portinerie di comunità, banche del tempo, orti sociali, volontariato e progetti tra generazioni.
Una particolare attenzione sarà riservata alle aree nelle quali servizi e opportunità sono più difficili da raggiungere.
Anche la mobilità è welfare: poter arrivare a un presidio sanitario, a un’attività sportiva, a uno spazio culturale o a un luogo di aggregazione è una condizione concreta per esercitare i propri diritti e mantenere una vita sociale attiva.
“Puglia 65+” punta così a mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio, collegando welfare, salute, sport, cultura, abitare, mobilità e innovazione e concentrando gli interventi dove emergono maggiori fragilità.
Il confronto avviato alla Fiera proseguirà con Comuni, ASL, università e ricerca, Terzo Settore, associazioni, realtà sportive, culturali e imprese, per trasformare le proposte raccolte in interventi concreti e valutarne gli effetti sulla vita delle persone.
Più autonomia, servizi più vicini, maggiori occasioni di incontro e partecipazione, meno isolamento.
È questa la direzione di “Puglia 65+”, una politica che parte dagli over 65 ma riguarda l’intera comunità.
Perché città accessibili, servizi di prossimità, spazi pubblici vissuti e relazioni tra generazioni più forti migliorano il benessere di tutte e tutti.
La Puglia cambia nel segno della longevità.
Una trasformazione che chiede di ripensare le politiche pubbliche: non solo più assistenza, ma maggiore prevenzione, autonomia, relazioni e opportunità di partecipazione.
Di questo si è discusso nella giornata tematica “Puglia 65+”, ospitata nel Padiglione 152 della Fiera del Levante, all’interno del percorso “Tutta la Puglia, abbiamo un programma da realizzare insieme” dove Comuni, Aziende sanitarie, Università, Terzo Settore, associazioni e realtà dello sport e della cultura hanno portato esperienze e suggerimenti per costruire una risposta condivisa alle trasformazioni demografiche e sociali della regione.
La giornata è stata alimentata anche dalle proposte raccolte attraverso la call pubblica promossa dalla Regione in vista della Fiera.
Sono state, inoltre, presentate le politiche e gli interventi già adottati dalla Regione Puglia, che hanno anticipato bisogni e trasformazioni demografiche, producendo risultati significativi nella promozione dell’invecchiamento attivo e nel sostegno a un percorso di maggiore longevità, autonomia e qualità della vita.
“La longevità è una conquista, ma la vera sfida è trasformarla in un’occasione di equità.
Vivere più a lungo deve significare poter continuare a scegliere, muoversi, coltivare relazioni, imparare e contribuire alla propria comunità.
Con ‘Puglia 65+’ vogliamo portare prevenzione, sport, cultura e socialità più vicino alle persone, sostenere nuove forme dell’abitare e valorizzare l’esperienza degli over 65.
È un cambio di prospettiva: non guardare soltanto ai bisogni, ma alle opportunità che possiamo creare perché le persone continuino a essere protagoniste”, ha dichiarato Cristian Casili, assessore al Welfare e allo Sport della Regione Puglia.
La prevenzione è uno degli assi principali. Attività motoria, sport adattato, gruppi di cammino, prevenzione delle cadute, corretti stili di vita, cultura e formazione possono sostenere autonomia e benessere.
L’obiettivo è rendere queste opportunità accessibili anche nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nei quartieri periferici.
Sul fronte dell’abitare, l’Assessorato al Welfare regionale guarda a modelli di silver housing e cohousing capaci di integrare case accessibili, servizi di prossimità e spazi condivisi, creando condizioni favorevoli all’autonomia e alla socialità.
Un altro tassello è rappresentato dai centri dell’anziano a bassa soglia, da valorizzare e, dove possibile, ampliare anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati. Luoghi aperti per incontrarsi, svolgere attività, fare cultura e rafforzare i legami di comunità.
La partecipazione passa anche dal Servizio Civico Senior Regionale, pensato per coinvolgere gli over 65 nella cura dei beni comuni e nelle attività di interesse generale.
A questo si affianca il sostegno a iniziative del Terzo Settore come portinerie di comunità, banche del tempo, orti sociali, volontariato e progetti tra generazioni.
Una particolare attenzione sarà riservata alle aree nelle quali servizi e opportunità sono più difficili da raggiungere.
Anche la mobilità è welfare: poter arrivare a un presidio sanitario, a un’attività sportiva, a uno spazio culturale o a un luogo di aggregazione è una condizione concreta per esercitare i propri diritti e mantenere una vita sociale attiva.
“Puglia 65+” punta così a mettere in rete esperienze e competenze già presenti sul territorio, collegando welfare, salute, sport, cultura, abitare, mobilità e innovazione e concentrando gli interventi dove emergono maggiori fragilità.
Il confronto avviato alla Fiera proseguirà con Comuni, ASL, università e ricerca, Terzo Settore, associazioni, realtà sportive, culturali e imprese, per trasformare le proposte raccolte in interventi concreti e valutarne gli effetti sulla vita delle persone.
Più autonomia, servizi più vicini, maggiori occasioni di incontro e partecipazione, meno isolamento.
È questa la direzione di “Puglia 65+”, una politica che parte dagli over 65 ma riguarda l’intera comunità.
Perché città accessibili, servizi di prossimità, spazi pubblici vissuti e relazioni tra generazioni più forti migliorano il benessere di tutte e tutti.
“Puglia 65+”, la Regione mette al centro autonomia, benessere e partecipazione
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