Le Province hanno raggiunto i target assegnati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con oltre 1.600 interventi per un valore superiore a 2,9 miliardi di euro destinati soprattutto a scuole superiori e palestre. Il risultato è stato richiamato nella Cabina di regia riunita il 23 settembre a Palazzo Chigi per l’esame dell’ottava Relazione sullo stato di attuazione del PNRR. Resta però aperta una questione: assicurare la conclusione delle poche opere che non hanno ancora completato il proprio percorso.
Il confronto arriva nella fase finale del Piano. Secondo quanto comunicato dal ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti al termine della Cabina di regia, risultano conseguiti i 156 obiettivi collegati alla decima e ultima rata, del valore di 28,4 miliardi di euro, portando a 576 il totale degli obiettivi del Piano. La spesa registrata, al netto degli strumenti finanziari, ha superato i 133 miliardi di euro.
In questo quadro, il bilancio relativo al PNRR Province evidenzia soprattutto il peso assunto dagli enti intermedi nell’edilizia scolastica e nel sostegno operativo ai Comuni. Ma proprio mentre si certificano i risultati raggiunti, l’Unione delle Province d’Italia chiede al Governo di evitare che la chiusura formale delle misure lasci irrisolti alcuni cantieri ancora da ultimare.
PNRR Province, oltre 2,9 miliardi investiti in scuole e palestre
Il vicepresidente UPI Emanuele Ramella Pralungo, intervenuto alla Cabina di regia, ha ricordato che le risorse del Piano hanno consentito alle Province di realizzare oltre 1.600 interventi per costruire nuove scuole e palestre, mettere in sicurezza gli edifici esistenti e migliorarne l’efficienza energetica.
Il dato è coerente con il quadro già illustrato dall‘UPI nelle scorse settimane: le Province hanno concluso nei tempi previsti oltre 1.600 opere per 2,9 miliardi di euro, concentrate sulla realizzazione, riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento degli edifici scolastici e delle palestre delle scuole secondarie superiori.
Si tratta di un segmento rilevante degli investimenti nazionali sull’edilizia scolastica. Il programma PNRR dedicato alla messa in sicurezza e riqualificazione delle scuole dispone complessivamente di circa 3,9 miliardi di euro e punta a intervenire su oltre 2.100 edifici, interessando milioni di metri quadrati di patrimonio scolastico.
Il ruolo delle Province non si è però limitato agli interventi di propria competenza. Un’altra componente significativa riguarda infatti il supporto fornito ai Comuni, soprattutto quelli con minori strutture tecniche e amministrative.
Secondo la banca dati degli appalti provinciali richiamata dall’UPI, le Centrali Uniche di Committenza delle Province hanno gestito oltre 2.500 gare PNRR per conto dei Comuni. È una funzione che ha consentito a numerose amministrazioni locali di appoggiarsi a strutture sovracomunali per affrontare procedure di gara complesse e rispettare i cronoprogrammi del Piano. Anche Foti, in un precedente incontro con il presidente UPI Enzo Lattuca, aveva riconosciuto il ruolo svolto dalle stazioni appaltanti provinciali nell’assistenza ai piccoli Comuni.
Per l’UPI, l’esperienza costituisce quindi anche un’indicazione sul possibile ruolo futuro delle Province nella programmazione degli investimenti pubblici, oltre la scadenza del PNRR.
Target raggiunti, ma UPI chiede garanzie per le opere ancora aperte
Il raggiungimento degli obiettivi europei non coincide necessariamente con la conclusione materiale di ogni singolo intervento collegato al Piano. È su questa distinzione che si concentra ora la richiesta delle Province.
Ramella Pralungo ha sottolineato che i casi ancora aperti sarebbero numericamente limitati, ma riguardano opere che non possono essere lasciate incomplete, soprattutto quando si tratta di edifici scolastici. Da qui la richiesta al Governo di individuare rapidamente strumenti normativi e risorse che permettano di ultimare i lavori, dando al tempo stesso indicazioni chiare alle strutture tecniche chiamate a gestire la fase finale.
Il problema interessa più in generale l’uscita dalla stagione straordinaria del PNRR. Anche a livello locale, diverse Province stanno evidenziando che gli investimenti realizzati richiederanno negli anni successivi risorse ordinarie per manutenzione e gestione. La Provincia di Siena, ad esempio, ha recentemente richiamato la necessità di finanziamenti strutturali per impedire che il patrimonio scolastico riqualificato con risorse straordinarie torni progressivamente a deteriorarsi.
La questione si sposta quindi dalla sola capacità di spesa alla continuità degli investimenti pubblici. Per l’UPI, uno dei risultati da preservare è anche il modello di collaborazione sperimentato tra Governo, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni durante l’attuazione del Piano.
Dopo il PNRR, il nodo del ruolo futuro delle Province
Il tema si lega anche al più ampio confronto sulla riforma delle Province e sul rafforzamento di funzioni, risorse e ruolo degli enti di area vasta, rilanciato recentemente dall’UPI in Parlamento.
Non a caso, nelle settimane precedenti il ministro Foti e il presidente dell’UPI avevano già discusso del possibile ruolo delle Province nella futura programmazione delle politiche di coesione. L’Unione chiede che l’esperienza maturata con le stazioni appaltanti, la pianificazione territoriale e il supporto tecnico ai piccoli Comuni trovi un riconoscimento stabile anche nelle prossime politiche nazionali ed europee di investimento.
La fase finale del PNRR Province apre dunque due questioni differenti. La prima è immediata: completare le opere residue e assicurare che nessun investimento, soprattutto nel settore scolastico, rimanga incompiuto. La seconda guarda oltre il 2026 e riguarda il patrimonio di competenze e collaborazione istituzionale costruito durante il Piano.
Con la rendicontazione dell’ultima rata, il PNRR entra infatti nella sua fase conclusiva. Per gli enti territoriali, però, la sfida successiva sarà trasformare un modello nato per gestire risorse straordinarie in una capacità ordinaria di programmare, realizzare e mantenere gli investimenti pubblici.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
