Una casa a 150 metri dalla spiaggia. Nel profondo sud. Raphael, 32 anni, e Luisa, 33 anni, hanno realizzato il loro sogno. Ma il prezzo da pagare è stato alto. Non è una metafora. Per rendere l’abitazione abitabile hanno dovuto sborsare fior di quattrini. Eppure non si sono pentiti. “Oggi possiamo dire di essere felici della nostra decisione” dicono in un articolo scritto in prima persona plurale sul Der Spiegel.
Luisa e Raphael hanno tre figli di età compresa tra i cinque mesi e i cinque anni. Vengono dai dintorni di Braunschweig, in Germania, nel Land della Bassa Sassonia. Lui manager in una multinazionale con una Ral di 105mila euro l’anno, lei psicoterapeuta con un assegno parentale di 1.400 euro al mese. Al bilancio familiare si aggiungono inoltre 777 euro di assegni familiari. Piccolo dettaglio: quando hanno iniziato a cercare la loro casa dei sogni, circa cinque o sei anni fa, le loro entrate erano la metà di quelle attuali.
La casa dei sogni in Italia, a due passi dal mare
Non potendo permettersi di comprare in Germania, i due hanno tentato l’azzardo. Perché non puntare su un immobile all’estero, magari in un Paese Mediterraneo? “Una casa in una località turistica doveva offrirci due cose: splendide estati e, a lungo termine, un investimento redditizio” racconta la coppia. L’idea è quella di sfruttare la casa per le vacanze, ma metterla a reddito nei periodi in cui è disabitata.
Nella primavera del 2022, i due viaggiano a lungo in Italia, da Nord a Sud. “Quando siamo arrivati in Sicilia, non eravamo del tutto sicuri di cosa cercassimo. Una casa al mare? Una proprietà in montagna? L’isola offre entrambe le cose: splendide coste e spettacolari paesaggi montani”. Alla fine si innamorano del piccolo borgo costiero di Tre Fontane, una frazione di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani. Qui trovano la casa che cercavano. È a due passi dal mare e può ospitare fino a 10 persone, eppure il prezzo è accessibile: solo 80mila euro (più 10mila di spese e tasse).
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Niente male. Ci sono però due problemini: la casa è quasi “al grezzo” e per di più è stata costruita abusivamente, salvo poi essere condonata. I due sanno che stanno per imbarcarsi in un’avventura, ma si buttano comunque. Nel frattempo, mentre portano avanti le trattative, Luisa impara anche l’italiano. “Abbiamo conosciuto i precedenti proprietari, siamo andati a cena insieme e ci siamo fatti una prima impressione del posto e delle persone che ci vivevano. Nel dicembre del 2022 – raccontano – abbiamo firmato il contratto di acquisto”.
“La nostra casa non dovrebbe nemmeno esistere”
“A quel punto, sapevamo già che le cose stavano per farsi avventurose. A rigor di termini, la casa dei nostri sogni non dovrebbe nemmeno esistere” spiegano sempre sul Der Spiegel. La sanatoria del resto non cancella tutti i paletti. “Possiamo ristrutturare casa, ma non ampliarla. Persino la ricostruzione dopo una distruzione completa, ad esempio a causa di un terremoto, sarebbe legalmente possibile solo a condizioni molto specifiche”.
Luisa e Raphael non sono due sprovveduti. Sanno di correre un rischio: “Ma ci siamo detti: queste case esistono da decenni. E a quel prezzo, non troveremmo niente di simile da nessun’altra parte”. D’altra parte sono perfettamente consci che gli abusi edilizi erano piuttosto frequenti qualche decennio addietro. Così vanno avanti.
La ristrutturazione e i 210mila euro di prestiti
I guai iniziano dopo aver comprato l’immobile. La ristrutturazione si annuncia particolarmente onerosa. E nessuno banca italiana vuole dare un mutuo a una coppia straniera che ha comprato un edificio non ancora ultimato. Alla fine ottengono due finanziamenti da 74 e 35mila euro in Germania. Ma si rendono ben presto conto che quei soldi non bastano. “Il calcestruzzo era gravemente danneggiato dalla vicinanza al mare e l’armatura in acciaio si era già sgretolata in molti punti” raccontano. “Abbiamo dovuto effettuare ampi lavori di ristrutturazione della struttura portante e riparare gran parte dell’integrità strutturale”.
Anche la trafila burocratica si rivela estenuante. Siamo pur sempre in Italia. “Ci sono voluti quasi due anni per ottenere il permesso di costruire”, spiegano. “Alla fine del 2024 avevamo negoziato prezzi fissi con tutti gli artigiani. I costi comprendevano la ristrutturazione, le finiture interne e le attrezzature tecniche”. Il tutto alla modica cifra di 210mila euro. “Demolire e ricostruire sarebbe stato decisamente più economico” notano con amarezza i due coniugi. Che per un po’ coltivano anche l’idea di usufruire del Superbonus al 110%, ma la tagliola decisa dal governo Meloni mette fine ai loro sogni di abbassare radicalmente i costi.
Così si rimettono a caccia di denaro. “Alla fine siamo riusciti a raccogliere i 210.000 euro tramite prestiti privati e i nostri risparmi”. Oggi i lavori sono a buon punto. Entro fine anno Luisa e Rapahel avranno la loro casa dei sogni in Sicilia. Per una spesa totale di 300mila euro. Pochi? Tanti? Sia come sia, ora i due possono contare su un budget familiare molto più elevato, che crescerà ancora quando Luisa tornerà al lavoro dopo la maternità.
La coppia stima di guadagnare 30mila euro dall’affitto dell’immobile
I due contano di sfruttare l’immobile per le loro vacanze in Sicilia in bassa stagione, per poi affittarlo in estate. “Abbiamo personale in loco che si occupa degli ospiti e delle pulizie. Stimiamo una tariffa media a notte di circa 250 € e un tasso di occupazione del 35%. Questo si tradurrebbe in un fatturato annuo di circa 30.000 €. Al netto di tutti i costi di gestione e delle tasse, speriamo di generare un profitto di circa il 30% nel lungo termine”.
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Certo, ci sono ancora i debiti da ripianare. Ma i due non sono affatto pentiti della decisione. “Il nostro consiglio a tutti coloro che sognano di possedere una casa vacanze: siate coraggiosi. Molti parlano di questo sogno, ma solo pochi sono veramente disposti ad assumersi i rischi che comporta”.
Pur consapevoli di avercela fatta anche grazie alla loro rete di contatti, alla fine il risultato è stato portato a casa. “Grazie a metodi di finanziamento non convenzionali e a una grande fiducia nella nostra comunità e nella gente del posto, abbiamo fatto molta strada. Anche se la casa non è ancora del tutto finita, oggi possiamo dire: siamo felici della nostra decisione – assicurano i due coniugi – e non vediamo l’ora di trascorrere tante splendide giornate al mare con i nostri figli”.
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