«Basta disagi, vogliamo far crescere qui i nostri figli», Montalfano chiede risposte a Stogit e Comune


Fine dei disagi, una maggiore informazione, monitoraggio costante della qualità dell’aria, trattenere le risorse sul territorio che da oltre sessant’anni ospita gli impianti che hanno consentito lo sviluppo dell’intero comprensorio. Sono gli impegni precisi che l’assemblea pubblica di martedì sera, 22 settembre, a Montalfano ha chiesto a Snam Stoccaggio Gas (ex Stogit) e Comune di Cupello.

Un appuntamento (il precedente si è tenuto nel 2024 dopo l’incendio all’interno del sito), organizzato dal Comune, molto atteso dalla popolazione della contrada cupellese – sollecitato da tempo anche dalla neonata associazione Rivivere Montalfano – che da decenni convive a strettissimo contatto con il sito di stoccaggio gas “Fiume Treste”, uno più grandi d’Europa.
Ne è nato un confronto serrato durato circa tre ore sulle numerose criticità denunciate dai residenti che ha messo a nudo un altro aspetto dello sviluppo industriale del Vastese [LEGGI] che non tutti conoscono.

A replicare alle istanze dirigenti e tecnici del sito di stoccaggio, la sindaca Graziana Di Florio (coadiuvata dal tecnico comunale Alessio Pomponio) e parte della giunta (Oreste Di Francesco, Valentina Fitti, Rossano Menna); nella sala dell’ex scuola presenti anche i consiglieri di minoranza Roberta Boschetti, Dario Leone e Marco Antenucci. Al centro dell’assemblea erano previsti soprattutto il piano di emergenza esterno e gli aggiornamenti sui lavori in corso, ma la discussione ha preso subito un’altra direzione.

«Estate passata con le finestre chiuse»

«A noi preme la quotidianità, parlare dei disagi che viviamo tutti i giorni», ha esordito la presidente di Rivivere Montalfano, Chiara Scutti. La contrada arriva da un’estate non semplice caratterizzata dalla frequente presenza di cattivi odori.
«Abbiamo passato un’estate con le finestre chiuse. Che cosa abbiamo respirato, che impatto ha sulla salute? Vogliamo soluzioni. Verreste a vivere qui? Portereste i vostri nipoti?». «Dalle 13 alle 15 di ogni giorno, abbiamo avuto una puzza tale da dover chiudere le finestre e tenere i bambini in casa», le parole di un’altra residente.

Al centro, Chiara Scutti, presidente di Rivivere Montalfano

Dall’altro lato, a replicare alla mole di richieste e sollecitazioni, il responsabile dello stabilimento cupellese, e di altri impianti simili in Italia, Alessandro Troiano, che è partito ammettendo il problema: «Ci dispiace aver causato questi disagi. Forse non è stato il periodo migliore per avviare lavori di smantellamento delle tubazioni usate negli anni ’70. Si è trattato di parti impregnate da idrocarburi. Dal punto di vista della salute, non ci sono problemi, siamo ipercontrollati dagli enti preposti. Abbiamo sbagliato il periodo, per questo abbiamo sospeso l’attività. Stiamo vedendo con le imprese come ottimizzare le lavorazioni per minimizzare i disagi».

La criticità, quindi, pur essendo simile a quanto accaduto in passato, ha origine diversa. Su questo punto, il dirigente ha promesso: «Avremo l’accortezza di informare prima della ripresa dei lavori e chiedere un riscontro su eventuali cattivi odori, se ci sono ancora, ci fermeremo nuovamente».

Informazione

A emergere è il filo conduttore di gran parte delle preoccupazioni: una comunicazione ritenuta inefficace. C’è il sito Stogit per Cupello (accessibile anche dal portale istituzionale del Comune), ma sembra non conosciuto dai più o comunque ritenuto insufficiente soprattutto dalle fasce della popolazione che non accedono a internet. Qui, l’ultimo avviso è del mese di maggio, proprio sull’avvio delle operazioni di smantellamento; ce ne sono altri due, del 2026 e del 2024.
«Manca un’informazione diretta, non c’è corrispondenza tra ciò che voi fate e ciò che noi sappiamo – ha continuato Scutti – Nessuna opera viene spiegata, non sappiamo dove andare a leggere».

Nel corso della discussione è stata proposta anche l’adozione di un sistema di messaggistica WhatsApp o Telegram, ma ogni soluzione dovrà passare per il Comune, «Non possiamo farlo noi direttamente – ha precisato Troilo – ma ci rapporteremo con il Comune su questo punto».

Qualità dell’aria

Uno dei punti più sentiti è il monitoraggio della qualità dell’aria che, dai residenti, viene naturalmente associata anche ai cattivi odori: «Possiamo mangiare ciò che coltiviamo?», la domanda ricorrente.
Il tema delle centraline fisse è ormai storico, se ne parla da oltre dieci anni. Nel corso del tempo, sono stati effettuati monitoraggi per brevi periodi con centraline mobili. Questi vengono ritenuti insufficienti.

Dal sito di stoccaggio vengono emessi ossidi di azoto, monossido di carbonio, CO₂ (da combustione) e metano (per dispersione o riconducibili a sfiati di servizio). I tecnici hanno ribadito: «Siamo uno degli impianti più controllati, riceviamo periodicamente le visite dell’Arpa. I monitoraggi della qualità dell’aria avvengono due volte l’anno con una squadra mobile. I dati raccolti sono tutti sotto la soglia prevista dalla legge».

La richiesta reiterata è però per dispositivi e controlli fissi, non così anomala tenendo conto della dimensione del sito (qui, dopo le estrazioni durate fino ai primi anni ’80, si immette metano durante l’estate e lo si preleva in inverno) «che garantisce la sicurezza energetica del Paese», come nelle parole di Troiano.
«Le centraline non possiamo installarle noi – ha continuato il dirigente – C’è bisogno di un ente che le certifichi, cioè l’Arpa, e non spetta a noi chiedere di installarle».

È evidente, quindi, che il tema assume altri connotati. Le centraline fisse sono già entrate nel dibattito politico cupellese in passato. Le forze di minoranza, nel 2022, ne avevano già chiesto l’installazione presentando anche un progetto (sulla scorta di una raccolta di oltre 350 firme) da circa 30mila euro con tanto di indicazione di un’area idonea per l’installazione. Nonostante la discussione e la presa d’atto in consiglio comunale, con l’impegno di recepire anche la disponibilità della Snam Stoccaggi a contribuire, quel progetto è ancora oggi chiuso in un cassetto [LEGGI].

Curve pericolose

A rivestire un’altra buona dose di preoccupazione è la vicinanza delle abitazioni agli impianti. Edifici e terreni ricadono all’interno delle curve di isodanno, cioè nelle aree più esposte in caso di incidente rilevante e per le quali sono previste particolari misure e limitazioni (ad esempio per quanto riguarda l’edificabilità).

«Perché ci avete permesso di costruire le abitazioni?», hanno incalzato alcune residenti. Troiano ha quindi ricordato che «nel 2010 il legislatore nazionale ha inserito questo tipo di impianti nell’elenco di quelli a rischio di incidente rilevante, sottoposte alla legge “Seveso”» che prevede le citate misure e limitazioni prima assenti.

«Stiamo portando avanti lavori per evitare che le abitazioni ricadano più in queste curve», ha spiegato il responsabile del sito che poi ha aggiunto: «Nei nostri confronti c’è anche una importante prescrizione dei vigili del fuoco: a ogni nuovo intervento, non si possono espandere le curve di isodanno». In caso di potenziamento e modifiche degli impianti, cioè, non si possono aumentare le aree di rischio.

L’incendio del 2024

Royalties, compensazioni e sponsorizzazioni

Uno dei punti più delicati soprattutto dal punto di vista politico. Da anni i cittadini di Montalfano lamentano una scarsa attenzione alla contrada dal punto di vista della manutenzione e delle opere pubbliche.
«Ci piacerebbe vedere – ha detto Scutti – come accade a Cupello, più opere con la targa “Realizzata con il contributo di Snam Stoccaggio Gas”. Quante compensazioni sono riconosciute al Comune? E quanto viene riversato su Montalfano?».

A fornire il dettaglio del flusso economico verso il Comune è stata la sindaca Di Florio. Innanzitutto ci sono le royalties di 300mila euro annue. Questi soldi cadono lontano dalla contrada che ospita gli impianti che li genera: «Le royalties – ha detto la prima cittadina – partono dai primi anni del 2000. Sono stati usati inizialmente per mutui per opere pubbliche. Oggi vanno a coprire il bilancio comunale che è in predissesto. Ci servono a tenere in piedi il bilancio».

C’è poi il capitolo compensazioni. Sono dei ristori ambientali normati dalla legge per ogni nuova opera. All’orizzonte, in questo senso, c’è la realizzazione un elettrocompressore da completare entro 2030 (sarà il terzo presente). Da convenzione, al Comune sarà riconosciuta una somma di 1.275.000 euro.
«Finora non abbiamo ricevuto un euro di questa somma – ha detto Di Florio – L’iter è quasi arrivato a conclusione, manca l’accordo Stato-Regione. Questi soldi non andranno in bilancio, ma saranno usati per opere di compensazione. 300/400mila euro resteranno qui, a Montalfano e non saremo noi a decidere cosa farci. Ci rivedremo e deciderete voi, per questo vi invito a raccogliere segnalazioni su cosa serve».

Il caso sponsorizzazioni chiude il capitolo. Con una recente deliberazione, la giunta ha recepito la somma di 20mila euro per Ordine Zero. «Snam ha sempre sponsorizzato manifestazioni cupellesi, somme che passavano per i vari comitati e associazioni – le parole della sindaca – Nel 2025 le richieste sono state tardive. Per questo, a fine 2025, abbiamo chiesto, per quest’anno, come Comune, 60mila euro per Cynara (il festival del carciofo, nda), la Festa dei Compari e e delle comari di Montalfano e Ordine zero. Sono arrivati 15mila euro per Ordine zero e 5mila per l’associazione Terra Nostra di Montalfano che l’ha rifiutati».

Uno squilibrio, questo, particolarmente accusato dai residenti e testimoniato dalle parole di Sante D’Alberto, ex assessore e da sempre impegnato nelle attività sociali della contrada: «La pesantezza di questo impianto è qui, per questo le risorse dovrebbero restare qui. Occorre scegliere un criterio per essere più giusti, per ringraziare questo territorio che ospita gli impianti. Occorre farlo per evitare che la desolazione prenda il sopravvento sulla speranza».

L’impegno della Snam Stoccaggi

Accorato l’intervento finale di Scutti: «Noi vogliamo restare qui, vogliamo far crescere qui i nostri figli. Per questo chiediamo un impegno concreto su una comunicazione più efficace, le centraline, la sicurezza, le risorse economiche sul territorio di Montalfano per ripagarci da danni e disagi, la garanzia che non ci siano più cattivi odori».

La stessa presidente dell’associazione ha invitato Troiano, senza fortuna, a sottoscrivere un verbale con tali impegni: «Per me la parola è sacra», ha replicato il responsabile del sito assicurando la massima apertura alle istanze presentate.
Dello stesso tono gli altri dirigenti presenti: «Non siamo la vostra controparte, siamo vostri ospiti. Vi chiediamo di aiutarci a non farvi arrabbiare. Ci impegniamo a essere più rapidi e presenti cercando di ridurre i disagi».


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