Cosa fa l’Unione montana Alta Valle del Metauro. Gambini presidente: “Associare più servizi”


di CARLA DELLE VEDOVE

URBINO – Maurizio Gambini è il nuovo presidente dell’Unione montana Alta Valle del Metauro. Il sindaco di Urbino ha ora il ruolo di guidare l’unione che raccoglie undici comuni con territorio montuoso della provincia di Pesaro e Urbino. La sua intenzione, racconta al Ducato, è di “aumentare i servizi associati tra i comuni”, “mettere in pratica progetti per la tutela dei fiumi e per la valorizzazione delle zone boschive e delle coltivazioni” e “potenziare la Polizia municipale associata”.

Cos’è e cosa fa l’Unione montana Alta Valle del Metauro

L’Unione montana Alta Valle del Metauro ha sede a Urbania ed è stata istituita nel 2015, quando una legge ha abolito le comunità montane. Per un comune, far parte di un’unione montana significa partecipare a una struttura organizzativa che gestisce in modo associato con altri enti diversi servizi e progetti per amministrare meglio il territorio. Come spiega al Ducato Emanuele Feduzi, parte del Consiglio e sindaco di Fermignano, attualmente l’Unione ha 16 dipendenti e 17 vigili urbani.

Uno dei servizi che associa è quello della Polizia municipale: i vigili urbani vengono condivisi tra alcuni dei comuni che fanno parte dell’organizzazione. L’unione coordina poi il Suap (Sportello unico per le attività produttive), servizio a disposizione di 30 comuni della provincia a cui si rivolge chi vuole avviare un’attività economica o vuole organizzare una manifestazione. L’Unione ha anche un ufficio Forestazione, che gestisce i progetti legati a fondi europei per le foreste, come al Furlo o sul Monte Mondiego, e supervisiona la raccolta e la commercializzazione di funghi e tartufi. Recentemente ha acquisito inoltre il mattatoio di Urbania, salvandolo dalla chiusura. Aprirà a ottobre. L’istituzione si occupa anche del Centro Francesca di Urbania, che supporta persone con disabilità. All’Unione fanno poi capo servizi come la gestione della privacy nei comuni e delle gare di appalto.

L’Unione si occupa inoltre della gestione delle foreste, delle bonifiche, di energia, dissesto idrologico e della sistemazione di aree dissestate, concessioni demaniali e dei servizi socio assistenziali come il Centro socio educativo Francesca, Scuola per tutti e Centro autismo. Ha un bilancio di circa otto milioni di euro, i finanziamenti vengono dai fondi statali ripartiti e distribuiti dalla Regione Marche, dal Pnrr e dalle quote dei singoli comuni.

Urbania, capoluogo dell’Unione montana Alta Valle del Metauro

Potenziare la Polizia municipale, salvare il mattatoio di Urbania

“Dobbiamo aumentare i servizi associati: ne hanno bisogno soprattutto i comuni più piccoli, dove c’è meno personale. Bisogna far risparmiare e far funzionare meglio i comuni, sempre assicurando ai cittadini ciò di cui hanno bisogno nel territorio più vicino a loro” spiega Gambini. Secondo il nuovo presidente, si può “intervenire sul progetto già avviato di una Cuc, Centrale unica di committenza che gestisce le gare d’appalto per le amministrazioni, e associare servizi demografici e relativi ai tributi”. L’intenzione è di sviluppare un unico servizio demografico per tutta la Valle del Metauro, facendo risparmiare le amministrazioni e sostenendo quelle con meno risorse disponibili. “È da potenziare in particolare la Polizia municipale associata, che riunisce alcuni dei comuni dell’Unione” aggiunge Gambini.

Per il sindaco di Urbino, c’è da lavorare nell’ambito dell’energia rinnovabile e sulla costruzione delle comunità energetiche: “Sono già in itinere progetti di realizzazione di impianti”. E bisogna attivarsi anche per il settore primario: “Dobbiamo avviare il mattatoio di Urbania, che era a rischio chiusura. È l’unico nella nostra zona. Va poi potenziata la gestione forestale e del demanio, con la valorizzazione dei fiumi e dei boschi e la pulizia dei percorsi pedonali per i turisti. Vanno tenute presenti le opportunità derivanti dai crediti di carbonio”.

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Non basta far parte dell’Unione montana per essere “montani”

Alcuni dei comuni appartenenti all’Unione montana Alta Valle del Metauro, come Urbino, per la legge però non sono “montani“. I criteri approvati a febbraio dal governo infatti tolgono questo status a diversi comuni che prima lo avevano, impedendo loro di poter beneficiare della nuova legge Montagna. È stato proprio Gambini a farsi promotore di una revisione dei criteri, andando a manifestare insieme a un gruppo di sindaci da tutt’Italia a Roma davanti a Montecitorio, chiedendo ai politici del suo stesso colore di non voltare le spalle ai territori delle aree interne. “Ora grazie alla nuova carica sono membro ufficiale dell’Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) – spiega Gambini – e continuerò con questa battaglia per far riconosce il nostro territorio come montano”. Nelle prossime settimane i rappresentanti di tutte le categorie che non possono ora beneficiare della legge Montagna – come chi si occupa di scuola, agricoltura e sanità – scenderanno di nuovo in piazza a Roma.

Gambini chiama a raccolta i colleghi

Il consiglio dell’Unione ha anche stabilito che è Livio Talozzi, primo cittadino di Peglio, a ricoprire la carica di vicepresidente. Fanno parte della Giunta i sindaci Emanuele Feduzi di Fermignano, Romina Pierantoni di Borgo Pace e Giuseppe Rossi di Sant’Angelo in Vado. In Consiglio i primi cittadini Massimo Bartolomei di Isola del Piano, Alessandro Urbini di Piobbico, Donatella Paganelli di Montecalvo in Foglia, Marco Ciccolini di Urbania, Giovanni Angelini di Petriano, e Alfiero Marchetti di Mercatello sul Metauro. Gambini chiama a raccolta le forze di tutti loro: “Ho accettato l’incarico di presidente, ma non sono proprio disoccupato in questo momento. Assessori e consiglieri devono essere attivi e collaborare”. Gambini, prima vicepresidente dell’Unione, rivestiva nei fatti la carica attuale già da qualche mese, dopo che Stefano Parri, ex sindaco di Sant’Angelo in Vado, aveva lasciato il suo ruolo in occasione delle amministrative nel suo comune, senza però essere riconfermato.




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