Oltre 1.100. Il numero di proposte arrivate alla nostra domanda aperta rivolta ai milanesi: Che cosa vorresti cancellare da Milano? Abbiamo deciso di evitare le risposte più scontate (es. sindaco e giunta, di gran lunga al primo posto, auto, grattacieli etc.) o strettamente polemici (es. maranza) e abbiamo invece dato spazio a quelle in qualche modo più “costruttive” o circostanziate. Questa la black list che abbiamo dunque ricavato dalle risposte dei milanesi.
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#1 Le ciclabili di corso Buenos Aires e della Ghisolfa

Le piste ciclabili compaiono svariate volte nelle oltre 1.100 risposte, ma alcuni milanesi si concentrano su quelle che proprio non vanno. Tra le tante sono due a emergere nella black list delle ciclabili di Milano. Ad esempio, Sofia Laarabi risponde in modo laconico: «Le ciclabili di Corso Buenos Aires». Più articolato Alberto Collovati, che propone la loro abolizione e rilancia con un «Corso Buenos Aires a 4 corsie». Il corso del commercio è da anni uno dei casi più discussi sul modo di distribuire lo spazio stradale tra biciclette e automobili. Davide Dessì allarga invece il discorso ad altri interventi: «Abbiamo speso milioni per rifare più volte (male) corso Buenos Aires, per fare la pista ciclabile sul ponte della Ghisolfa». Sul cavalcavia Bacula-Ponte della Ghisolfa è già aperta circa metà della nuova ciclabile, con i due tratti protetti che da piazzale Lugano raggiungono la sommità del ponte nei due sensi di marcia. Resta da completare la parte verso via Mac Mahon, prevista nel 2027. Ma, per ora, attira solo un mare di critiche.
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#2 Le piazze tattiche: il caso di via Gentilino

Altro nervo scoperto dei milanesi: le piazze tattiche. Molti denunciano questa “moda” copiata da New York che, dicono, sembra avere troppo preso la mano agli amministratori. Antonio Perchinunno contesta in particolare il loro utilizzo nelle ore notturne, mentre c’è chi lamenta il passaggio da sistemazioni temporanee a interventi definitivi. Laura Thernas indica direttamente «Le Piazze tattiche» e rimanda alla petizione contraria alla nuova piazza di via Gentilino. Proprio qui nel 2026 il Comune ha avviato una nuova piazza scolastica di circa 500 metri quadrati, nell’ambito del programma “Piazze Aperte per ogni scuola”. Tra le tante soluzioni tattiche sembra questa la più criticata dai milanesi.
#3 San Babila, via Torino e le riqualificazioni del centro

Un altro nutrito gruppo di risposte si concentra sulle trasformazioni recenti del centro. Silvia Mirelli indica piazza San Babila, definendola una «spianata di cemento» e contestando in particolare l’assenza di alberi. Nello stesso commento chiede per via Torino il ritorno dei sanpietrini al posto della nuova pavimentazione. L’intervento su questa strada compare anche in tante altre risposte: La Domi Di Milano, ad esempio, indica espressamente «il pavé nuovo in via Torino», mentre un’altra testimonianza mette insieme via Torino e corso di Porta Ticinese/Cesare Correnti, contestando la perdita dell’aspetto precedente.
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#4 ll divieto per le vecchie moto

Una delle risposte più argomentate riguarda il divieto di circolazione per scooter e moto Euro 0, 1 e 2. Catalin Lazar scrive: «Parliamo di 157.000 mezzi nella Provincia di Milano» e sostiene che la misura porterà «la maggior parte dei proprietari a spostarsi con l’auto». Secondo il lettore, «il traffico aumenterà» perché, per motivi lavorativi e per i diversi spostamenti durante la giornata, «non tutti potranno utilizzare i mezzi pubblici». Sul tema delle due ruote l’amministrazione di Milano ha già modificato un’altra limitazione: quella prevista nella ZTL del Quadrilatero della Moda. Nell’aprile 2026 la Giunta ha rinviato al 12 maggio 2028 il divieto di accesso per motocicli e ciclomotori, che fino a quella data potranno continuare a entrare nella ZTL.
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#5 Area B e Area C

Le limitazioni alla circolazione compaiono numerose anche per quanto riguarda le due ZTL più estese. Maurizio Fonsati risponde semplicemente «Area C e B di Milano», indicando entrambe le zone tra le cose da cancellare. Natalia Vasileva si concentra invece su Area C, definendola «ormai diventata inutile e costosa». Sono solo due dei numerosi milanesi che affermano di voler eliminare le due ZTL più famose di Milano.
#6 Il caro affitti

Più essenziali, ma ripetute da diversi lettori, sono le risposte dedicate alla casa. Barbara Lamparelli scrive «Gli affitti», Ludovico Magenta indica «Gli affitti salati» e Fausto Caletti «Il caro affitti». Tantissimi sottolineano quanto gli alti prezzi delle case dovrebbero scomparire o, quanto meno, venire fortemente ridimensionati. A Berlino ha vinto le elezioni il partito che ha dichiarato guerra alle case sfitte e agli affitti stellari: sarà questa una chiave anche per le prossime amministrative di Milano?
#7 Scarsa manutenzione e degrado dello spazio pubblico

L’ultimo folto gruppo di risposte ricorrenti riguarda problemi molto più quotidiani, legati alla scarsa manutenzione e al conseguente degrado dello spazio pubblico. Raffaele Fracchiolla scrive che «la città non viene curata» e cita «buche, marciapiedi con erbacce, binari del tram con buche sull’asfalto», aggiungendo i «cordoli dei marciapiedi rovinati» e il «pavé in piazza IV Novembre con buche e avvallamenti». Daniela Nucaro chiede invece di eliminare «le cacche dei cani e la sporcizia dai marciapiedi». Il tema ritorna nel commento di Davide Dessì, che scrive: «Abbiamo la periferia […] che però viene spesso trascurata (buche, pulizia delle strade ecc…)». L’auspicio di tantissimi milanesi è che la prossima amministrazione della città dia maggior peso alla pulizia, al decoro e, in generale, alla manutenzione della cosa pubblica.
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