La sinistra spagnola è divisa sulla questione della casa


Caricamento player

La crisi abitativa è una questione centrale nella politica spagnola da quasi un decennio, e secondo i sondaggi oggi è il problema che preoccupa di più elettrici ed elettori del paese. La destra è contraria a ogni intervento regolatore: non ci sono grandi differenze fra le posizioni del Partito Popolare, di destra moderata, e quelle di Vox, di destra estrema. Diverso invece è il discorso per la sinistra spagnola, che negli ultimi anni si è spesso divisa sulle misure per rispondere alla crisi, fra chi voleva riforme e modifiche ai regolamenti e chi aspirava a piani più radicali.

La questione abitativa è tornata al centro del dibattito politico spagnolo e non solo nello scorso fine settimana, dopo lo sfratto di una donna invalida di 87 anni, Maricarmen Abascal, dalla sua casa di Madrid. Le grosse proteste che sono iniziate dopo lo sfratto, e che hanno spinto decine di persone ad accamparsi con le tende nella piazza centrale della capitale spagnola, hanno convinto il governo Socialista di Pedro Sánchez a prendere misure immediate. Oggi, martedì 29 settembre, il governo ha approvato due decreti sulla questione della casa, che accolgono molte delle richieste dei manifestanti e rappresentano una sintesi delle diverse posizioni interne alla sinistra spagnola sulla questione abitativa.

In passato i tentativi di approvare una legge erano naufragati, ma ora la pressione popolare ha spinto tutte le forze politiche coinvolte ad approvare i decreti, per provare a fornire una risposta, almeno parziale, a un problema profondo. Sono immediatamente operativi, ma dovranno essere confermati da un voto parlamentare, che potrebbe tenersi già venerdì.

La protesta della piazza Puerta del Sol a Madrid il 26 settembre 2026 (AP Photo/Manu Fernandez)

Finora i due governi di Sánchez, primo ministro dal 2018, non hanno trovato una soluzione a una crisi che negli anni è peggiorata. Secondo la Banca di Spagna, nel paese oggi mancano circa 700mila abitazioni: il numero è stato calcolato mettendo a confronto le case disponibili con il numero di famiglie spagnole, comprese quelle composte da una sola persona.

I Socialisti, sostenuti da alcuni partiti regionali, vorrebbero rendere più semplice costruire più case e in aggiunta regolare solo un po’ di più il mercato per evitare eccessive speculazioni. La sinistra di Sumar e Podemos individua come principali colpevoli della crisi fondi speculativi e società immobiliari: vuole espropri in zone particolarmente problematiche e divieti di acquisto per chi punta ad arricchirsi sulla casa.

In questa legislatura decreti e leggi devono contare anche sui voti dei deputati indipendentisti catalani di Junts. Junts è il partito dell’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, che già negli anni passati in diverse occasioni aveva complicato parecchio la vita al governo di Sánchez, che per garantirsi l’appoggio del partito nel parlamento aveva dovuto fare compromessi che avevano scontentato parte dell’elettorato.

La necessità di avere dalla propria parte i deputati di Junts complica ulteriormente la questione, perché le posizioni di Junts sono più vicine a quelle dei proprietari di casa. A febbraio una legge dai contenuti simili al decreto attuale era stata respinta proprio per l’opposizione di Junts.

Il primo ministro Pedro Sánchez a Barcellona il 28 settembre 2026 (David Zorrakino/Contacto via ZUMA Press)

In questi anni per rispondere all’emergenza il partito Socialista ha proposto una riforma della “legge sul territorio”, che renda i piani regolatori meno stringenti e che faciliti la costruzione di nuove case. Ha cercato di rendere impossibili gli sfratti per le persone vulnerabili e più difficili quelli che coinvolgono immobili di proprietà dei fondi. Ha proposto regole più rigide per gli affitti brevi e un blocco degli aumenti degli affitti fino al 2028. Ha anche avviato a settembre un’agenzia statale, Casa 47, che si occuperà di case popolari e a prezzi calmierati, che però per ora gestisce un numero molto limitato di abitazioni.

Per i partiti più a sinistra queste misure sono del tutto insufficienti e non risolverebbero quasi nulla.

Sumar ha proposto in parlamento una legge che proibisce l’acquisto di case a fondi di investimento e società private: era già stata respinta a novembre del 2025, ma ora il divieto è contenuto nel decreto, e durerà fino alla fine del 2028. Podemos ha chiesto di espropriare circa 650mila abitazioni in mano a fondi e grandi proprietari per destinarle all’affitto sociale. Il partito ha solo quattro deputati nel gruppo misto, ma spesso sono decisivi per la maggioranza, che ha numeri ristrettissimi.

Le proteste a Madrid con lo striscione “Mettiamo fine al renditismo”, cioè il capitalismo di rendita (Juan Carlos Lucas/ZUMA Press Wire)

Il Sindacato delle inquiline e degli inquilini, che sta guidando le proteste di Madrid di questi giorni, ha un’ulteriore richiesta che definisce “non negoziabile”: la trasformazione di tutti i contratti di affitto, che ora durano due o più anni, in “indefiniti”, cioè senza scadenza. Questo permetterebbe di evitare che padroni di casa possano decidere di considerare terminato un contratto, come successo nel caso di Maricarmen Abascal.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che la legislazione spagnola in campo immobiliare limita alcune delle competenze dello stato centrale, garantendole alle Comunità autonome. Le Comunità corrispondono alle nostre regioni, ma con maggiore autonomia: quelle governate dal Partito Popolare possono resistere ai tentativi di regolare per legge il mercato immobiliare portati avanti dal governo centrale, Socialista.

Le distanze all’interno della sinistra avevano già portato a polemiche accese in passato. Nei giorni scorsi l’ex sindaca di Barcellona Ada Colau ha invitato Sumar a lasciare il governo se la risposta alla crisi non sarà soddisfacente.

La differenza di approccio dei vari partiti rispecchia anche una differenza consistente nell’elettorato che li sostiene.

Secondo il Centro de Investigaciones Sociológicas, l’istituto pubblico spagnolo di ricerca sociale e sondaggi, gli elettori del partito Socialista sono mediamente i più anziani (insieme a quelli del Partito Popolare): 56 anni di media, con un terzo dell’elettorato sopra i 65 anni. La crisi abitativa riguarda soprattutto i giovani, mentre secondo l’istituto l’81 degli elettori dei Socialisti possiede una casa e il 55 per cento ha finito di pagarla (non ha un mutuo): solo il 13 per cento vive in affitto.

Gli elettori di Sumar sono invece più giovani e una parte più consistente ha a che fare con mutui e affitti. Podemos e Sumar inoltre sono molto più forti nelle grandi città, dove la crisi abitativa è più grave. A Madrid il prezzo degli affitti è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni, passando da 14,5 euro al metro quadrato nel 2016 a 26,5 euro oggi, e cresciuto del 228 per cento per quel che riguarda gli acquisti (dati del sito specializzato Idealista).




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม