Madrid approva due decreti regi sulla casa: cosa cambia in Spagna per inquilini e proprietari


Il Governo spagnolo ha approvato martedì due decreti-legge real per cercare di contenere la crisi abitativa, con misure che vanno da una maggiore protezione contro gli sfratti e limiti agli acquisti speculativi fino agli incentivi fiscali, nuove regole per gli affitti e finanziamenti a tasso zero per facilitare l’accesso alla prima casa.


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Il pacchetto arriva in un momento di crescente pressione sociale per il rincaro degli alloggi e le difficoltà di accesso sia all’affitto sia alla proprietà. La ministra della Casa e dell’Agenda Urbana, Isabel Rodríguez, ha definito l’abitazione come “il principale problema degli spagnoli” e ha presentato le misure come una risposta ampia a una crisi che considera particolarmente “complessa”.

L’accordo è articolato in due distinti decreti-legge real.

Il primo raccoglie la maggior parte delle misure ed è organizzato in quattro grandi aree:

La loro approvazione è arrivata tuttavia “in extremis” dopo un’intensa negoziazione all’interno dello stesso governo di coalizione guidato da Pedro Sánchez.

Il Consiglio dei ministri è iniziato con oltre un’ora di ritardo a causa delle divergenze di Sumar, socio minoritario dell’esecutivo, sulle concessioni proposte a Junts, il partito indipendentista catalano i cui voti potrebbero risultare decisivi perché le misure siano poi convalidate dal Congresso.

“È stato un testo molto difficile e complesso”, ha riconosciuto Rodríguez dopo la riunione, ringraziando la “generosità” di chi ha partecipato alla sua elaborazione. Secondo la ministra, il testo ha beneficiato dei contributi di gruppi politici, organizzazioni sociali ed esperti.

Il Governo ora vuole accelerare l’iter parlamentare e ha chiesto al Congresso la convocazione di una seduta plenaria straordinaria già per questo venerdì. “Cercheremo di far sì che questo testo veda la luce il prima possibile”, ha dichiarato Rodríguez, che ha definito la norma “ambiziosa” e ha assicurato che esiste “un grande consenso sociale nel nostro Paese su queste misure per attenuare la crisi della casa”.

Quali misure contengono i quattro grandi blocchi nel primo decreto regio

Il primo e più ampio dei due real decreto-legge è articolato, ha spiegato la ministra, in quattro grandi blocchi di misure pensati per intervenire su diversi aspetti della crisi abitativa.

Il primo punta a rafforzare la protezione contro gli sfratti. “Non vogliamo più casi come quello di Maricarmen“, ha dichiarato Rodríguez. Il Governo propone di prorogare fino al 2030 la validità del cosiddetto scudo sociale, con l’obiettivo di rafforzare la tutela delle persone vulnerabili di fronte alla perdita dell’abitazione.

“Mettiamo un argine alla speculazione”, ha sostenuto la ministra presentando il secondo blocco. L’esecutivo intende frenare gli acquisti speculativi di alloggi e identificare le aziende che effettuano questo tipo di operazioni, per impedire che continuino a speculare su un bene essenziale.

Il Governo vuole intervenire anche sulle acquisizioni effettuate dai cosiddetti fondi avvoltoio e utilizzare la leva fiscale per orientare gli investimenti verso l’abitazione accessibile invece che verso operazioni di natura speculativa.

Il terzo blocco si concentra sulle frodi negli affitti, in particolare sull’uso di contratti stagionali e per stanze per eludere la normativa applicabile alla locazione residenziale.

Rodríguez ha richiamato anche l’attenzione sui appartamenti turistici illegali, che, ha sottolineato, dovrebbero essere chiusi dalle comunità autonome competenti.

A ciò si aggiunge una nuova misura fiscale: il Governo introdurrà un’IVA del 10% per gli appartamenti turistici.

Quali sono le agevolazioni introdotte per la prima casa

Il quarto blocco è diretto a migliorare l’accessibilità e l’accesso alla casa. Tra le misure annunciate figurano agevolazioni fiscali per i proprietari, grazie alle quali, secondo l’esecutivo, alcune famiglie potranno arrivare a risparmiare l’equivalente di una mensilità di affitto.

Il Governo vuole così accompagnare le misure regolatorie con incentivi fiscali, ma anche facilitare il passaggio dall’affitto alla proprietà per coloro che, pur disponendo di redditi sufficienti, hanno difficoltà ad accumulare i risparmi necessari per acquistare una casa.

Per questi casi, Rodríguez ha annunciato “Tu Casa (La tua casa)”, un nuovo meccanismo di finanziamento a tasso zero destinato a facilitare l’accesso alla prima abitazione.

L’esecutivo vuole inoltre aumentare la costruzione di alloggi accessibili e ha annunciato una riduzione dell’IVA al 4% per le abitazioni protette e di promozione pubblica.

Quali sono le misure contenute nel secondo decreto regio

Oltre a questo ampio pacchetto di misure, il Consiglio dei ministri ha approvato un secondo decreto-legge real con misure urgenti per rafforzare la stabilità dei contratti di affitto.

Rodríguez ha spiegato che questo secondo testo affronta “un aspetto molto concreto” della crisi dell’affitto e ha sostenuto che l’esecutivo sta cercando da tempo di modificare l’attuale modello per garantire una maggiore sicurezza a chi vive in locazione.

La ministra ha portato ad esempio Casa 47, dove una delle novità, ha spiegato, è che i contratti sono concepiti “per tutta la vita”.

“Vogliamo offrire quella stabilità per poter vivere in affitto in modo tranquillo”, ha riassunto Rodríguez, descrivendo la filosofia del secondo real decreto-legge.

La divisione in due testi consente così di separare il pacchetto generale di misure, che comprende interventi su sfratti, speculazione, affitti stagionali, appartamenti turistici, fiscalità e accesso alla proprietà, dalle misure rivolte in modo specifico a rafforzare la stabilità dei contratti di affitto.

Perché i partiti Sumar e Junts si sono scontrati sulla casa

L’intesa è arrivata dopo una mattinata particolarmente tesa all’interno dell’esecutivo. Fonti presenti alla trattativa avevano riferito che si stava lavorando su due documenti per cercare di conciliare le posizioni degli indipendentisti catalani conservatori di Junts con quelle di Sumar e Podemos, forze con impostazioni molto diverse in materia di casa.

Fonti della negoziazione hanno riferito a RTVE che i cinque ministri di Sumar sono rimasti per circa 15 minuti fuori dal Consiglio dei ministri, intorno alle 10.30, come misura di pressione per influire su questioni come la regolazione degli affitti stagionali.

A quell’ora, i gruppi parlamentari necessari per la successiva convalida non avevano ancora ricevuto novità. Da Junts sostenevano che il PSOE fosse d’accordo con le loro richieste e indicavano le divergenze con Sumar come principale ostacolo alla chiusura dell’accordo.

Superata la fase del Consiglio dei ministri, la battaglia si sposta ora al Congresso. Il Governo dovrà ottenere sostegni sufficienti per convalidare i testi, in uno scenario segnato dalle posizioni contrapposte di diversi gruppi da cui dipende la maggioranza parlamentare.

Come le mobilitazioni dal basso per la casa hanno influenzato il governo

L’esecutivo raggiunge l’accordo anche sotto la pressione di mobilitazioni per la casa. Il Sindacato degli Inquilini è una delle organizzazioni dietro l’accampamento allestito in Puerta del Sol, oltre alle proteste organizzate in altre città spagnole.

Dopo un’assemblea tra le diverse organizzazioni partecipanti, i manifestanti hanno deciso di mantenere l’accampamento indipendentemente dall’esito del Consiglio dei ministri, per cui l’approvazione dei due real decreto-legge non comporta, al momento, la fine delle mobilitazioni.

La protesta ha aperto inoltre un altro fronte istituzionale. La Comunità di Madrid ha dato 48 ore alla Delegazione del Governo per smantellare l’accampamento e ha avvertito che, in caso contrario, si rivolgerà ai tribunali, ricorrendo anche alla via penale contro il delegato del Governo.

Con i due testi già approvati dal Consiglio dei ministri, l’attenzione si sposta ora sulla seduta plenaria straordinaria chiesta per questo venerdì al Congresso, dove l’esecutivo dovrà tradurre il delicato equilibrio raggiunto all’interno del Governo in una maggioranza parlamentare sufficiente per convalidarli.


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