Il bando «Aiuti per progetti di collaborazione per l’innovazione» di Sardegna Ricerche copre al 100% i progetti delle reti soggetto di almeno tre micro, piccole o medie imprese (MPMI), anche da costituire entro 60 giorni dalla comunicazione degli esiti, e all’80% quelli delle imprese singole. Le singole, però, entrano solo se hanno aderito a uno dei 22 Progetti di innovazione collaborativa (PIC) ammessi a finanziamento con la graduatoria del 31 luglio 2026. Chi non entra in una rete e non compare in quei PIC resta fuori, e la rettifica del 16 settembre 2026 non l’ha cambiato.
La domanda si precompila sulla piattaforma regionale SIPES dal 1° settembre 2026, ma è presentata solo quando trasmetti il codice di convalida ricevuto via PEC, dalle 12:00 del 15 ottobre 2026 al 30 novembre: l’ordine di trasmissione decide chi entra fra i progetti che superano la valutazione, finché ci sono fondi. L’atto è la determinazione della Direttrice generale di Sardegna Ricerche n. 336 del 26 maggio 2026, pubblicata sul BURAS (il Bollettino ufficiale della Regione) n. 30 del 4 giugno e rettificata con la n. 685 del 16 settembre.
In sintesi: il bando collaborazione per l’innovazione di Sardegna Ricerche
- Cosa finanzia: progetti di innovazione di prodotto, processo, organizzativa o di mercato coerenti con la Strategia di specializzazione intelligente (S3) della Sardegna.
- Chi può chiederlo: reti soggetto di almeno tre MPMI, già costituite o da costituire; imprese singole solo se hanno aderito a uno dei 22 PIC finanziati.
- Quanto vale: 100% per le reti su progetti da 150.000 a 300.000 euro, 80% per le singole su progetti da 25.000 a 100.000 (al massimo 80.000 euro), in de minimis, il regime degli aiuti di piccolo importo.
- Quando: precompilazione su SIPES già aperta; trasmissione del codice dalle 12:00 del 15 ottobre al 30 novembre 2026, con ora di chiusura non indicata.
- Come si passa: almeno 60 punti su 100 e i minimi di quattro criteri, poi l’ordine di trasmissione fino a esaurimento dei 3 milioni delle reti e dei 4 milioni delle singole.
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100%Contributo per le reti, su progetti da 150.000 a 300.000 euro
22 PICL’unico accesso per le imprese che fanno domanda da sole
15/10, 12:00Da qui conta l’ora di trasmissione del codice
| Voce | Cosa prevede il bando | Fonte |
|---|---|---|
| Atto | Determinazione della Direttrice generale di Sardegna Ricerche n. 336 del 26/05/2026, pubblicata sul BURAS n. 30, supplemento straordinario n. 62, del 04/06/2026 | Avviso pubblico; BURAS, inserzione 61804 |
| Rettifica | Determinazione n. 685 del 16/09/2026, comunicata con avviso del 18/09/2026 | Avviso di rettifica |
| Programma | PR Sardegna FESR 2021-2027, Priorità 1, Azione 1.1.2 «Reti di collaborazione tra imprese e circuito della conoscenza» | Art. 1 |
| Dotazione | 7.000.000 euro: 3.000.000 per le reti, 4.000.000 per le imprese singole dei PIC finanziati | Art. 2 |
| Contributo | Fondo perduto: 100% dei costi ammissibili per le reti, 80% per le imprese singole | Art. 7, commi 2 e 3 |
| Regime di aiuto | De minimis, Regolamento (UE) 2023/2831: 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni | Art. 7, commi 1 e 4 |
| Dimensione dei progetti | Reti da 150.000 a 300.000 euro; imprese singole da 25.000 a 100.000 euro | Art. 5, comma 2, lett. e) e f) |
| Procedura | Valutativa a sportello: almeno 60/100 e i minimi di quattro criteri, poi ordine di trasmissione fino a esaurimento dei fondi | Art. 10 |
| Date | Precompilazione su SIPES dalle 9:00 del 01/09/2026; trasmissione del codice dalle 12:00 del 15/10/2026 al 30/11/2026, senza ora finale | Art. 9, commi 2 e 7 |
| Durata del progetto | Al massimo 18 mesi, con conclusione entro il 31/03/2029 | Art. 4 |
Dove non è indicato altro, gli articoli sono quelli delle disposizioni attuative rettificate con la determinazione n. 685.
Chi può fare domanda: rete soggetto di almeno tre MPMI o impresa di un PIC finanziato
| Voce | Linea reti | Linea imprese singole |
|---|---|---|
| Chi presenta | Rete soggetto di almeno tre MPMI, già costituita o da costituire | MPMI che ha aderito a un PIC ammesso a finanziamento |
| Settori | Solo le sezioni ATECO 2025 dell’Appendice 3: C, F, H, J, K, N, S | Tutti i codici ATECO, esclusi pesca e acquacoltura, produzione agricola primaria e i settori esclusi dal de minimis e dal FESR |
| Bilancio approvato | Non è fra i requisiti dell’art. 3; la rettifica l’ha tolto anche dalla dichiarazione delle imprese di una rete da costituire | Almeno uno, obbligatorio |
| Dotazione | 3.000.000 euro | 4.000.000 euro |
| Progetto | Da 150.000 a 300.000 euro | Da 25.000 a 100.000 euro |
| Contributo | 100% dei costi ammissibili, da 150.000 a 300.000 euro | 80%, da 20.000 a 80.000 euro |
| Beneficiario | La rete: l’aiuto è imputato interamente all’aggregazione (art. 11, comma 6) | L’impresa |
| Vincoli di contenuto | Project manager obbligatorio fra i servizi; progetto fra gli scopi strategici del contratto, con risultati per tutte le imprese | Progetto coerente con il PIC a cui l’impresa ha aderito |
| Disponibilità da dichiarare | Il 20% del progetto non coperto dagli anticipi (Allegati N e N ter) | Almeno il 20% del progetto, per la quota privata (Allegato N bis) |
| Sportello di trasmissione | LINEA AGGREGAZIONI | LINEA IMPRESE |
La linea reti: tre MPMI in rete soggetto, per almeno cinque anni
La rete deve essere una rete soggetto: contratto di rete con organo comune e fondo patrimoniale comune, che acquista soggettività giuridica con l’iscrizione nella sezione ordinaria del Registro delle imprese (art. 3, comma 4-ter del D.L. 5/2009). Senza soggettività non è beneficiaria; la differenza la spieghiamo nella guida su quando un contratto di rete diventa un soggetto giuridico. Servono almeno tre MPMI, ciascuna in una sola aggregazione, e una durata di almeno cinque anni (art. 3).
Le imprese collegate contano come una sola (Allegato I del Regolamento UE 651/2014): se così si scende sotto tre, si aggiunge un’impresa indipendente, e la composizione deve essere regolare alla data della domanda (FAQ del 18 settembre 2026). Il progetto deve ricadere nelle sezioni ATECO 2025 dell’Appendice 3: C manifattura, F costruzioni, H trasporto e magazzinaggio, J editoria e contenuti, K telecomunicazioni e informatica, N attività professionali, scientifiche e tecniche, S attività artistiche, sportive e di divertimento. Mancano commercio (G) e alloggio e ristorazione (I); valgono anche i codici secondari in visura, se il progetto riguarda quelle attività.
La sede legale può stare fuori regione, ma alla data della domanda serve una sede operativa in Sardegna o l’impegno ad aprirla prima di avviare il progetto. Il percorso di accompagnamento per costruire le reti, con manifestazioni d’interesse chiuse il 26 giugno 2026, non è un requisito (FAQ).
Rete già costituita
Alla data della domanda servono il contratto depositato al Registro delle imprese, con una clausola che consenta di partecipare al bando, l’organo comune con poteri di rappresentanza, il fondo patrimoniale comune e la delibera dell’organo decisionale. Firma il legale rappresentante della rete; il DURC (la regolarità contributiva) si verifica solo sulla rete, e vale il requisito r) sui settori.
Rete da costituire
Tutte le imprese firmano la lettera d’intenti (Allegato E) e ognuna l’Allegato C; la domanda la firma il capofila e il DURC si verifica su ogni impresa. Il contratto, per atto pubblico o scrittura privata autenticata e con i contenuti dell’Allegato F, va inviato entro 60 giorni dalla comunicazione degli esiti, altrimenti l’agevolazione può decadere.
Se la rete nasce per questo bando, metti in conto anche le spese notarili, che non sono ammissibili, e tre anni di vincoli su beni e attività dopo il saldo. Per tre imprese che il progetto comune lo farebbero comunque sono impegni coerenti; costruire una rete solo per incassare il 100% vuol dire prendersi cinque anni di obblighi per un progetto che dura al massimo diciotto mesi.
Non va confuso con «Sostegno all’innovazione per reti di imprese del settore turismo», un’altra misura di Sardegna Ricerche, con scadenza alle 12:00 del 15 novembre 2026 secondo l’elenco dei bandi dell’ente.
La linea imprese singole: solo dentro uno dei 22 PIC finanziati
I PIC vengono dal bando «Progetti di Innovazione Collaborativa» di Sardegna Ricerche (determinazione n. 964 dell’11 dicembre 2025, domande dal 12 gennaio al 27 febbraio 2026, 13 milioni di euro), che finanziava organismi di ricerca pubblici in collaborazione con almeno cinque PMI, destinatarie delle attività senza contributi. La graduatoria definitiva, determinazione n. 588/2026 del 31 luglio, ne ha ammessi a finanziamento 22; molti altri sono rimasti «ammessi non finanziati».
Oltre ai requisiti generali dell’art. 3, comma 11, la singola deve essere una MPMI attiva, aderente a un PIC ammesso a finanziamento, iscritta al Registro delle imprese fuori dai settori esclusi, con almeno un bilancio approvato e le risorse per la quota privata. Il progetto deve essere coerente con il PIC: basta un nesso riconoscibile, non la stessa attività, ma va spiegato nel formulario (Allegato A) e conta nel punteggio di qualità.
Prima di tutto, cerca il nome della tua impresa nell’elenco delle imprese e dei partner dei 22 PIC finanziati (determinazione n. 662/2026 del 7 settembre 2026). Se non ci sei, oggi la linea singole non è per te: un PIC «ammesso non finanziato» non basta (FAQ n. 25 del bando PIC, risposta «No»). Anche nell’elenco restano fuori le imprese che fanno solo produzione primaria agricola o della pesca e quelle senza un bilancio approvato.
Se resti fuori da tutte e due le linee, dallo stesso ente risulta aperto il bando per la ricerca e sviluppo delle MPMI nella Piattaforma Energie Rinnovabili fino alle 12:00 del 30 giugno 2028, secondo la pagina di Sardegna Ricerche, che non pubblica le risorse residue; vale però solo per progetti di ricerca e sviluppo con attività in quella piattaforma. Le altre misure aperte, in Sardegna e fuori, sono nella nostra panoramica mensile dei bandi a fondo perduto attivi.
La corsa allo sportello: precompilazione su SIPES, codice alla PEC, trasmissione dal 15 ottobre
- Accedi a SIPES (sipes.regione.sardegna.it) con SPID, che non vale per le persone giuridiche, CIE o TS-CNS, e crea il profilo IMPRESA, oppure AGGREGAZIONE con i profili delle imprese associati. Servono PEC e firma digitale del legale rappresentante: può compilare anche un operatore, ma il PDF definitivo lo firma il legale rappresentante o un suo procuratore speciale.
- Compila, carica gli allegati (file fino a 10 MB, anche zip, xls e xlsx), premi VERIFICA e genera il PDF definitivo.
- Firmalo digitalmente e ricaricalo con lo stesso nome del file scaricato.
- Premi REGISTRA: la domanda diventa immodificabile e alla PEC del profilo arriva il codice di convalida, con gli estremi della domanda.
- Dalle 12:00 del 15 ottobre, su sportellosipes.it, apri lo sportello della tua linea, inserisci il codice di convalida e il codice fiscale con cui hai registrato la domanda, conferma e stampa il promemoria.
Gli sportelli sono due, LINEA IMPRESE e LINEA AGGREGAZIONI, e un codice inserito in quello sbagliato viene respinto. L’indirizzo della linea aggregazioni non è ancora pubblicato: le istruzioni rimandano all’elenco degli sportelli attivi su sportellosipes.it. Il bando non indica nemmeno l’ora di chiusura del 30 novembre, ma su uno sportello a esaurimento fine novembre conta poco.
Tre letture sbagliate da evitare. Il codice di convalida arriva alla PEC, ma si trasmette dalla pagina web dello sportello. Registrare la domanda prima degli altri non dà precedenza: l’ordine lo fissano solo data e ora di trasmissione del codice (art. 9). E le spese valgono da quel momento, non dalla precompilazione.
Chi arriva al 15 ottobre senza il codice in mano parte in ritardo. Nel bando di Sardegna Ricerche per la transizione digitale delle MPMI sarde, stesso ente e stessa piattaforma, precaricamento e invio sono stati sospesi alle 18:00 del 17 marzo 2026, il giorno dopo l’apertura: 337 domande per 49 milioni di euro, 2,23 volte la dotazione. La dotazione è poi salita a 34.050.540 euro e la copertura, in ordine cronologico, arriva alla posizione 249 dell’elenco (20 di quelle domande risultano non ammesse): tutte le posizioni coperte sono state trasmesse fra le 12:00:00 e le 12:00:21 del 16 marzo 2026, la prima alle 12:00:00,645 e l’ultima, coperta solo in parte, alle 12:00:21,805 (elenco delle domande aggiornato con la DET DG 642/2026 del 7 agosto 2026). In pratica, anche con la dotazione aumentata, chi non ha trasmesso entro le 12:00:21 è rimasto fuori, in attesa di economie e rinunce, e al 30 settembre 2026 non c’è un avviso di riapertura. Qui platea e dotazione sono diverse e il paragone non è una previsione; e questo bando non prevede sospensioni, dice solo che si finanzia fino all’esaurimento dei fondi.
Cosa allegare, linea per linea
Per tutte le linee servono la domanda generata da SIPES con il bollo da 16 euro, il progetto (Allegato A), il piano di lavoro dei servizi con i curricula (B), i preventivi dei beni e la dichiarazione ex ante DNSH (D), sul principio di non arrecare danno significativo all’ambiente. La singola aggiunge C bis (de minimis) e N bis (disponibilità finanziaria); la rete costituita C ter, N ter, il contratto con la clausola di partecipazione e la delibera; la rete da costituire N, la lettera d’intenti (E) e un Allegato C per impresa. Sopra 150.000 euro di contributo richiesto, cioè per ogni progetto di rete oltre il minimo, serve anche l’antimafia (Allegato P). Domanda e allegati vanno firmati digitalmente, pena l’irricevibilità (art. 9, comma 3).
Cosa ha cambiato la rettifica del 16 settembre, e cosa è rimasto com’era
Letta in fretta, la determinazione n. 685 sembra aver tolto a tutti le esclusioni di settore e il bilancio approvato. Quelle due modifiche toccano invece solo la dichiarazione che firma ciascuna impresa di una rete da costituire, l’Allegato C, e i requisiti delle singole sono rimasti com’erano.
| Punto | Prima | Dopo la n. 685 | Per chi vale |
|---|---|---|---|
| Art. 3, comma 11, lett. r): settori ammessi e separazione contabile | Uno dei requisiti generali del comma 11, senza distinzioni | Richiesto solo se chi presenta è una rete già costituita | Reti già costituite |
| Art. 6, comma 1: elenco delle spese | Lettere da b) a e): il tetto del 15% del personale rimandava al personale stesso | Lettere da a) a d): il 15% si calcola su servizi e beni | Tutti |
| Allegati G, I e I bis | Esperto per la rendicontazione obbligatorio fra i servizi delle reti | Obbligo tolto; resta obbligatorio il Project manager | Reti |
| Allegato C | Ogni impresa dichiarava di non operare nei settori esclusi e di essere attiva da almeno un anno con un bilancio approvato | Le due dichiarazioni sono state tolte | Imprese di una rete da costituire |
| Art. 3, requisiti delle imprese singole | Esclusioni di settore e almeno un bilancio approvato | Invariato | Imprese singole dei PIC |
Per le reti la FAQ del 18 settembre aggiunge che i settori si controllano sulla rete da costituire e sulle attività del progetto, non sulla singola impresa: in rete può entrare anche un’impresa di un settore escluso, purché il progetto stia nei settori ammessi (art. 1, par. 1 del Regolamento UE 2023/2831 e Appendice 3). Alla rete già costituita resta il requisito r): solo settori ammessi, o separazione contabile e funzionale delle attività escluse.
Moduli: due archivi, e uno è cambiato il 29 settembre. Sulla pagina del bando, «Allegati rettificati» ha le versioni valide di C, G, I e I bis; «Allegati», ricaricato il 29 settembre 2026 alle 17:49, ha gli altri moduli ma anche le versioni originarie di quei quattro, e un Allegato D modificato quel giorno senza un avviso che dica cosa è cambiato. Prendi C, G, I e I bis dal primo archivio e riscarica l’Allegato D se l’avevi preso prima del 29.
Perché la rete arriva al 100%: il de minimis fissa un tetto, non un’intensità
Tutte e due le linee sono in de minimis (art. 7). Il Regolamento (UE) 2023/2831 non fissa un’intensità massima ma un tetto per impresa unica, cioè per l’insieme delle imprese legate da rapporti di controllo: 300.000 euro nell’arco di tre anni (art. 3, par. 2), ricalcolati su base mobile a ogni nuova concessione. Il 100% delle reti è quindi una scelta di Sardegna Ricerche, non una regola europea.
Il tetto si misura alla concessione, quando nasce il diritto all’aiuto (art. 3, par. 3), non al bonifico. Per le reti si verifica sulla rete beneficiaria, sommando gli aiuti de minimis delle altre imprese se la rete fa parte con loro di un’impresa unica (FAQ del 18 settembre 2026); nella rete da costituire ogni impresa firma comunque la dichiarazione de minimis contenuta nell’Allegato C.
Un progetto di rete da 300.000 euro coincide con l’intero plafond triennale: lo prende per intero solo una rete, con la sua eventuale impresa unica, senza aiuti de minimis nei tre anni prima della concessione. Una singola che chiede 80.000 euro deve avere almeno 80.000 euro di plafond libero. Se il residuo non basta, per il regolamento il nuovo aiuto che fa superare il tetto non beneficia del de minimis (art. 3, par. 7), e il bando non dice se Sardegna Ricerche riduca il contributo al residuo o respinga la domanda. Controlla prima gli aiuti ricevuti nel Registro nazionale degli aiuti (RNA) e fai il conto con il metodo in tre passi per il plafond de minimis residuo.
Cumulo: su spese diverse sì, sulle stesse spese no
L’art. 8 ammette il cumulo con altri aiuti su costi diversi, e anche sugli stessi costi entro intensità e massimali del Regolamento generale di esenzione (GBER, Reg. UE 651/2014). Ma il requisito p) dell’art. 3 esclude altri aiuti pubblici «per la stessa iniziativa» e «per le spese oggetto dell’agevolazione», l’art. 5 i progetti interamente finanziati da altri fondi, il Vademecum (Allegato G) le spese già agevolate; prima di liquidare, Sardegna Ricerche controlla il doppio finanziamento nel RNA, e la violazione del divieto di cumulo porta alla revoca. La nostra lettura è quella stretta: nessun altro aiuto sulle stesse fatture. Le disposizioni non dicono nulla sul trattamento fiscale del contributo: come si tassa, e in quale anno, dipende da come il progetto divide beni e servizi, e va deciso con il commercialista prima della domanda.
Quanto vale il progetto: il conto con personale e spese generali forfettari
Le soglie del bando misurano il progetto, cioè le spese ammissibili, non il contributo, che ne è l’80% o il 100%. Personale e spese generali sono forfettari: il primo vale al massimo il 15% di servizi più beni, le seconde il 7% dei costi diretti (art. 6). Con S uguale a servizi più beni e personale al massimo, il progetto vale S, più il 15% di S, più il 7% di queste due voci insieme: 1,2305 volte S.
| Caso | Servizi e beni | Personale (15%) | Spese generali (7%) | Progetto | Contributo |
|---|---|---|---|---|---|
| Impresa singola, minimo | 20.316,94 | 3.047,54 | 1.635,51 | 25.000,00 | 20.000 (80%) |
| Impresa singola, massimo | 81.267,78 | 12.190,17 | 6.542,06 | 100.000,00 | 80.000 (80%), quota privata 20.000 |
| Rete, minimo | 121.901,67 | 18.285,25 | 9.813,08 | 150.000,00 | 150.000 (100%) |
| Rete, massimo | 243.803,33 | 36.570,50 | 19.626,17 | 300.000,00 | 300.000 (100%) |
Conto nostro sull’art. 6, in euro, con personale al massimo e valori arrotondati al centesimo (nelle due righe delle singole la somma differisce di un centesimo dal totale). Letta al contrario, la tabella dà il minimo di servizi e beni: sotto 20.316,94 euro una singola non arriva ai 25.000 del progetto minimo, sotto 121.901,67 una rete non arriva a 150.000, nemmeno con il personale al massimo, che si calcola proprio su servizi e beni.
Due trappole nei moduli. Gli Allegati A e N scrivono spese generali al 7% «del totale del piano», il Vademecum al 7% «dei costi totali ammissibili»: così, su 100.000 euro, le spese generali salirebbero a 7.000 euro e servizi e beni scenderebbero a 80.869,57, con 457,94 euro di spese generali in più. Una nota del Vademecum calcola poi il 15% del personale sui soli servizi del Catalogo. Finché l’ente non chiarisce, noi seguiamo l’art. 6 delle disposizioni.
Sulla capienza, un conto nostro e non un dato dell’ente: i 3 milioni delle reti bastano per 10 progetti tutti al massimo o 20 tutti al minimo, i 4 milioni delle singole per 50 domande da 80.000 euro o 200 da 20.000. Quante imprese possano davvero chiedere non si ricava dall’elenco dei 22 PIC, circa 290 righe fra imprese e partner, con nomi ripetuti e soggetti che non sono imprese. Il bando non dice nemmeno se le risorse non usate da una linea passino all’altra: prevede solo che la dotazione possa essere aumentata o ridotta (art. 2).
Spese ammesse: servizi dal Catalogo, beni al costo intero, personale in Sardegna
| Voce | Come entra nel progetto | Cosa resta fuori |
|---|---|---|
| a) Personale | Forfait fino al 15% di servizi più beni: in rendicontazione niente buste paga né timesheet, ma i documenti si conservano per i controlli. Solo dipendenti a tempo indeterminato o determinato, apprendisti con contratto professionalizzante per tutta la durata, soci senza cariche con contratto e iscrizione al Libro unico del lavoro, in servizio nella sede in Sardegna e con incarico formale anteriore all’avvio | Collaborazioni occasionali, personale in distacco o in comando, borsisti e dottorandi |
| b) Servizi | Consulenze e servizi con riferimento al Catalogo regionale dei servizi avanzati e qualificati (Allegato M); fornitore scelto liberamente ma indipendente; per le reti è obbligatorio il Project manager, anche fuori dai profili di temporary management del Catalogo, con lettera d’incarico | Consulenze ordinarie fiscali, legali, amministrative e contabili; prestazioni di soci, amministratori, dipendenti e loro parenti fino al secondo grado, imprese collegate o dello stesso gruppo |
| c) Beni | Beni materiali e immateriali necessari al progetto (macchinari, attrezzature, strumentazione, software, brevetti, licenze, know how), per il costo intero di acquisto e non per la quota di ammortamento | Veicoli commerciali, elettrici e non, anche in un progetto sulla logistica (FAQ del 18 settembre 2026); infrastrutture e sistemi di ricarica |
| d) Spese generali | Forfait del 7% dei costi a), b) e c): nessun giustificativo in rendicontazione, ma devono risultare sostenute in caso di controllo | Nessuna voce specifica: valgono le esclusioni generali |
Fuori in ogni caso: l’IVA, salvo quella che resta davvero a tuo carico; imposte, interessi, bolli e spese notarili; autofatture; le spese fatturate da soci, amministratori, loro parenti fino al secondo grado, imprese collegate o con soci in comune (art. 6, comma 8, e Vademecum). Le consulenze hanno una tariffa massima nella nota metodologica (Allegato O): per un prestatore che è un’impresa 83, 47 o 30 euro l’ora secondo il livello, alto, medio o basso, e la congruità la valuta la commissione. Si paga con bonifico o RIBA, con il CUP (il Codice unico di progetto) in causale e la dicitura del bando in fattura; carta di credito aziendale solo in via residuale, niente compensazioni né assegni.
Sul personale delle reti il bando lascia un dubbio: il Vademecum ammette solo personale assunto dal beneficiario, che è la rete e non le imprese che la compongono. Se il 15% deve venire da dipendenti delle imprese aderenti, chiedi prima a Sardegna Ricerche come li tratta.
Come si valuta: 60 punti su 100, quattro minimi e 120 giorni di istruttoria
La procedura è valutativa a sportello (art. 10): prima l’ammissibilità formale (ricevibilità, requisiti di chi presenta e del progetto) e sostanziale (coerenza con il PR FESR, la S3 e le strategie regionali, principi orizzontali, DNSH), poi il merito, affidato a una commissione di tre componenti nominata da Sardegna Ricerche. Passa chi raggiunge almeno 60 punti su 100 e i minimi dei criteri a), b), d) ed e).
| Criterio | Punti massimi | Minimo |
|---|---|---|
| a) Qualità del progetto | 40 | 20 |
| b) Innovazione di prodotto, processo o mercato e competitività | 20 | 12 |
| c) Capacità tecnico organizzativa | 15 | Nessuno |
| d) Sostenibilità economico finanziaria | 15 | 7 |
| e) Sostenibilità ambientale | 5 | 2 |
| f) Pari opportunità e responsabilità sociale | 5 | Nessuno |
| Totale | 100 | Almeno 60 |
La qualità del progetto vale da sola 40 punti, con un minimo di 20, ed è lì che per le singole conta la coerenza con il PIC. Per la FAQ valgono anche innovazioni organizzative e di servizio e soluzioni già diffuse altrove, se sono nuove per le imprese e per il territorio; i beni strumentali pesano solo se servono a un’innovazione effettiva.
Se manca qualcosa, Sardegna Ricerche può chiedere integrazioni con un termine non superiore a 10 giorni, e prima di un rigetto manda il preavviso dell’art. 10-bis della legge 241/1990, con 10 giorni per le osservazioni. L’istruttoria si chiude entro 120 giorni dal giorno dopo la presentazione, e le richieste di integrazione sospendono il termine. Si esce per firma digitale mancante, requisiti del proponente o del progetto non rispettati, punteggio sotto 60 o sotto un minimo. Chi passa entra nell’elenco degli ammessi sul sito, riceve la comunicazione di concessione e firma il disciplinare; la rete da costituire, prima, ha i suoi 60 giorni per il contratto.
Dopo la concessione: anticipo con fideiussione, e il 20% che anche la rete deve avere
Il contributo si può incassare tutto a fine progetto, con la domanda di pagamento finale entro 60 giorni dalla conclusione, oppure in tre tranche (art. 11):
| Tranche | Quando arriva | Rete, progetto da 300.000 euro | Impresa singola, progetto da 100.000 euro |
|---|---|---|---|
| Anticipo del 40% | Dopo il disciplinare, con fideiussione conforme all’Allegato L | 120.000 | 32.000 |
| Secondo 40% | Dopo la verifica positiva della spesa dell’anticipo | 120.000 | 32.000 |
| Saldo | Dopo la rendicontazione finale, da presentare entro 60 giorni dalla fine; pagato entro 80 giorni dalla domanda di saldo | 60.000 | 16.000 |
| Disponibilità da dichiarare in domanda | Allegati N, N bis e N ter | 60.000 | Almeno 20.000, la quota privata |
Conto nostro sull’art. 11 e sugli Allegati N. Il saldo arriva solo dopo la rendicontazione, quindi quella parte la anticipi tu: è la disponibilità che anche la rete al 100% dichiara in domanda, il 20% del progetto «non coperta da anticipazione». La singola prova la sua quota con dichiarazione della banca, finanziamento deliberato, aumento di capitale o attestazione di un commercialista o di un revisore legale sulla capacità di generare cassa. La fideiussione per l’anticipo può essere bancaria, assicurativa o di un intermediario iscritto all’albo del Testo unico bancario (D.Lgs. 385/1993), e si svincola dopo il saldo e i controlli di primo livello.
Nessuna tranche si paga con debiti fiscali o contributivi aperti; per la liquidazione servono anche sede o unità locale in Sardegna dove si è svolto il progetto, DURC regolare, antimafia in regola, nessun aiuto dichiarato illegale da restituire (la clausola Deggendorf), rispetto del DNSH e rendicontazione sulla piattaforma regionale SMEC. La contabilità del progetto va tenuta separata o codificata con il CUP, e in contabilità semplificata serve un conto corrente dedicato (art. 3, comma 11, lett. s).
Variazioni, vincoli e revoca
Le variazioni si chiedono prima di farle, non oltre 60 giorni prima della scadenza del piano; Sardegna Ricerche risponde in 30 giorni e non aumenta mai l’aiuto. Nella rete le imprese possono cambiare, purché ne restino almeno tre, chi entra abbia i requisiti e il progetto non cambi natura: scendere sotto il minimo porta alla revoca.
Per tre anni dalla fine del progetto, se sei una PMI, l’attività non deve cessare né uscire dalla Sardegna e l’operazione non deve cambiare natura; per tre anni dal saldo i beni agevolati non si vendono e l’attività non si cessa né si trasferisce. I documenti si conservano, e i controlli possono arrivare, fino a cinque anni dopo il saldo. In caso di revoca il contributo si restituisce con gli interessi al tasso ufficiale di riferimento vigente alla data del provvedimento, più le sanzioni previste dalla normativa (art. 15). Chi non rispetta l’obbligo di comunicazione (loghi del PR FESR sui materiali, poster almeno A3 in sede) rischia una riduzione del contributo fino al 3%.
Cosa fare prima delle 12:00 del 15 ottobre
- Scegli la linea. Rete: almeno tre MPMI, con le collegate contate come una, progetto nelle sezioni ATECO dell’Appendice 3, sede operativa in Sardegna o impegno ad aprirla. Singola: nome nell’elenco dei 22 PIC, almeno un bilancio approvato, attività che non sia solo produzione primaria agricola o della pesca.
- Conta il plafond de minimis dell’impresa unica o della rete: conviene che il contributo ci stia per intero.
- Parti da servizi e beni, con preventivi di fornitori indipendenti, tariffe entro l’Allegato O e, per le reti, il Project manager.
- Prepara la prova del 20% e usa i moduli giusti: C, G, I e I bis rettificati, Allegato D scaricato dopo il 29 settembre.
- Controlla firma digitale, PEC e credenziali del legale rappresentante, l’eventuale procura speciale e la marca da bollo da 16 euro.
- Registra su SIPES, verifica che il codice di convalida sia arrivato alla PEC e trasmettilo il 15 ottobre dalle 12:00, dallo sportello della tua linea.
Sui dubbi che il bando non scioglie (adesione recente a un PIC, liberi professionisti, 18 o 24 mesi, personale delle imprese in rete) si scrive a Sardegna Ricerche per PEC, a [email protected], e le risposte vengono pubblicate in forma anonima fra le FAQ. Per i problemi tecnici di SIPES c’è [email protected].
Domande frequenti sul bando collaborazione per l’innovazione in Sardegna
Se aderisco adesso a un PIC già finanziato, posso chiedere l’80% da solo?
Il bando non lo chiarisce. Le regole dei PIC ammettono nuove adesioni durante la realizzazione, con comunicazione all’organismo di ricerca e manifestazione d’interesse a Sardegna Ricerche, e l’elenco delle imprese è «aggiornato al 07/09/2026». Ma il bando chiede l’adesione alla data della domanda e nessuna FAQ dice se basti un’adesione recente: chiedilo per PEC prima di preparare la domanda.
La mia impresa è in un PIC ammesso ma non finanziato: posso partecipare?
No: la FAQ n. 25 del bando PIC risponde «No», e la linea singole è riservata ai PIC ammessi a finanziamento. Se altri PIC venissero finanziati più avanti, nessun atto dice cosa succederebbe per questa linea.
Una startup senza bilancio approvato può partecipare?
Da sola no: per le imprese singole l’art. 3 chiede almeno un bilancio approvato, e la rettifica del 16 settembre non l’ha toccato. Può invece entrare in una rete da costituire, se ha gli altri requisiti, perché l’Allegato C rettificato non chiede più un anno di attività con un bilancio approvato.
Sono un libero professionista dentro un PIC finanziato: posso fare domanda da solo?
Non è chiaro. L’art. 3, comma 2 equipara i liberi professionisti alle PMI, ma fra i requisiti delle imprese singole c’è l’iscrizione al Registro delle imprese (lett. c). Serve una risposta scritta di Sardegna Ricerche prima di compilare.
Le spese fatte mentre precompilo la domanda sono ammissibili?
No: valgono dal giorno in cui la domanda è presentata, cioè da quando trasmetti il codice dallo sportello, o da una data di avvio successiva indicata in domanda (art. 6, comma 7).
Il progetto dura 18 o 24 mesi?
Diciotto, con conclusione entro il 31 marzo 2029 (art. 4 delle disposizioni). I disciplinari tipo (Allegati I e I bis) scrivono «entro 24 mesi» anche dopo la rettifica: finché Sardegna Ricerche non chiarisce, pianifica su 18. La proroga, fino a 6 mesi, arriva solo per cause comprovate non imputabili al beneficiario.
Stai mettendo insieme una rete, o la tua impresa è in uno dei PIC finanziati? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per rivedere con te requisiti, plafond de minimis e piano dei costi prima dell’apertura dello sportello.
Fonti ufficiali: avviso pubblico con la determinazione della Direttrice generale di Sardegna Ricerche n. 336 del 26 maggio 2026; disposizioni attuative rettificate, in PDF; avviso di rettifica della determinazione n. 685 del 16 settembre 2026; inserzione 61804 sul BURAS n. 30, supplemento straordinario n. 62, del 4 giugno 2026; pagina del bando su sardegnaricerche.it, con FAQ, istruzioni e moduli; sportello di trasmissione della LINEA IMPRESE su sportellosipes.it.
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