Non chiedere ai giovani di salvare le aree interne, ma mettere le aree interne nelle condizioni di essere scelte dai giovani. È da questa idea che nasce la piattaforma di ALI Next Gen e Give Back: 17 proposte che mettono insieme lavoro, casa, servizi, mobilità, formazione e nuove opportunità per chi vuole costruire il proprio futuro lontano dai grandi centri.
Il punto di partenza è cambiare prospettiva. Non considerare più lo spopolamento come un fenomeno inevitabile e non limitarsi a chiedere ai giovani di restare per senso di appartenenza. Perché restare, tornare dopo un’esperienza fuori o scegliere un piccolo Comune come luogo in cui vivere deve essere prima di tutto una possibilità concreta.
Da qui nasce una proposta che guarda soprattutto agli under 35 e prova a intervenire sulle ragioni che spesso rendono difficile vivere nelle aree interne: poche opportunità di lavoro, difficoltà nell’accesso alla casa, collegamenti insufficienti, carenza di servizi, problemi di connettività e amministrazioni che spesso non hanno abbastanza personale e competenze.
Il diritto di restare, ma anche quello di tornare
La prima proposta è anche quella che tiene insieme tutte le altre: riconoscere ai giovani il diritto di restare, tornare e scegliere.
Restare senza essere costretti ad andare via per trovare un lavoro o accedere ai servizi. Tornare dopo un percorso di studio o un’esperienza professionale altrove, portando con sé nuove competenze. Ma anche scegliere un’area interna pur non essendoci nati, perché offre condizioni adeguate per costruire un progetto di vita.
In questa direzione va anche la proposta di creare misure specifiche per favorire il rientro degli under 35 che hanno studiato o lavorato fuori dal proprio territorio.
Incentivi alle imprese che assumono giovani
Uno dei capitoli principali riguarda il lavoro.
ALI Next Gen propone incentivi forti e stabili per le imprese che assumono under 35 nelle aree interne, con l’obiettivo di favorire occupazione qualificata e contratti di qualità.
Accanto al lavoro dipendente c’è poi il sostegno a chi decide di mettersi in proprio. La proposta prevede strumenti dedicati ai giovani che vogliono aprire un’attività attraverso fiscalità di vantaggio, contributi, credito e garanzie.
Non soltanto startup tecnologiche, ma anche artigianato, commercio, professioni, cooperative, turismo, cultura e servizi alla comunità. Attività che possono creare lavoro e allo stesso tempo mantenere vivi i territori.
Terra ai giovani e nuove opportunità
Tra le 17 proposte c’è anche quella di facilitare l’accesso dei giovani a terreni agricoli e forestali pubblici o abbandonati.
L’idea è rafforzare le banche della terra e gli incentivi al primo insediamento, permettendo agli under 35 di avviare nuove attività agricole, forestali o legate alla cura del territorio.
Recuperare terreni inutilizzati, in questa prospettiva, significa creare nuove opportunità economiche ma anche contrastare l’abbandono e migliorare la manutenzione del territorio.
Una casa per poter restare
Il lavoro, però, da solo non basta. Per costruire un progetto di vita serve anche una casa.
ALI Next Gen propone una politica dell’abitare specifica per gli under 35 delle aree interne: affitti accessibili, recupero delle abitazioni vuote, utilizzo del patrimonio pubblico inutilizzato e strumenti di garanzia per favorire una residenzialità stabile.
Anche in questo caso l’obiettivo è mettere insieme due esigenze: offrire una possibilità ai giovani e recuperare un patrimonio immobiliare che in molti piccoli centri rischia altrimenti di rimanere inutilizzato.
Banda ultralarga e spazi per lavorare
Vivere lontano da una grande città non può significare avere meno possibilità di studiare, lavorare o fare impresa.
Per questo una delle proposte riguarda la connettività. Banda ultralarga e copertura mobile devono diventare servizi essenziali anche nelle aree interne, accompagnati dalla creazione di coworking, hub territoriali e spazi dedicati allo smart working e all’innovazione.
La possibilità di lavorare da remoto o avviare un’attività digitale può diventare uno strumento importante per rendere questi territori più attrattivi, ma solo se esistono infrastrutture adeguate.
Portare università e formazione nei territori
Un altro punto riguarda scuola e formazione.
La proposta prevede il rafforzamento dei presìdi educativi e la costruzione di una sorta di università diffusa delle aree interne, attraverso accordi con università, ITS e centri di ricerca.
Corsi, laboratori, formazione specialistica e attività di ricerca potrebbero così essere portati direttamente nei territori, riducendo la distanza tra le opportunità formative disponibili nelle grandi città e quelle presenti nei piccoli centri.
La distanza non si misura in chilometri
Anche la mobilità viene affrontata partendo dalla vita quotidiana.
La domanda proposta da ALI Next Gen è molto concreta: quanto tempo serve a un giovane per raggiungere la scuola, l’università, il posto di lavoro, un ospedale o una stazione?
Per ridurre questi tempi vengono proposti trasporto a domanda, collegamenti serali e festivi e una maggiore integrazione tra i diversi servizi di mobilità.
L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero di collegamenti, ma fare in modo che spostarsi dalle aree interne non diventi ogni giorno un ostacolo allo studio, al lavoro o alla vita sociale.
Non basta lavorare, bisogna poter vivere
Una delle proposte lo dice in modo molto diretto: non basta avere un lavoro se intorno mancano tutti gli altri servizi necessari per vivere.
Per questo la piattaforma chiede di rafforzare sanità territoriale, telemedicina, cultura, sport, biblioteche, associazionismo e luoghi di aggregazione.
La possibilità di scegliere un territorio dipende infatti anche dalla qualità della vita quotidiana e dalla presenza di servizi che permettano di costruire relazioni e comunità.
Giovani competenze anche dentro i Comuni
Un capitolo specifico riguarda le amministrazioni locali.
ALI Next Gen propone un programma nazionale per inserire under 35 qualificati nei Comuni delle aree interne, rafforzando settori come progettazione europea, digitale, ambiente e gestione dei servizi.
L’obiettivo è duplice: offrire opportunità professionali ai giovani e aumentare contemporaneamente la capacità amministrativa degli enti, soprattutto quelli più piccoli.
La piattaforma propone inoltre di superare una definizione delle aree fragili basata soltanto sul numero degli abitanti o sulla distanza dai grandi centri.
L’idea è costruire un indice che tenga conto anche di spopolamento, presenza dei giovani, accesso ai servizi, mobilità, connettività e capacità amministrativa. Per questo si propone anche di superare la soglia rigida dei 5 mila abitanti, permettendo l’accesso alle misure anche a Comuni fino a 15 mila abitanti quando presentano reali condizioni di fragilità o isolamento.
I giovani anche nei luoghi dove si decide
I giovani non dovrebbero essere soltanto destinatari delle politiche, ma partecipare direttamente alla loro costruzione.
Per questo la piattaforma propone una rappresentanza stabile degli under 35 nella governance delle Strategie d’Area e la creazione di Forum territoriali attraverso i quali contribuire alla scelta delle priorità e dei progetti.
Un modo per evitare che le politiche rivolte alle nuove generazioni vengano decise senza coinvolgere chi dovrà poi viverle.
Un Fondo Next Gen per le aree interne
Per rendere queste politiche durature viene proposta la creazione di un Fondo nazionale pluriennale per le opportunità generazionali nelle aree interne.
Le risorse dovrebbero sostenere lavoro, impresa, casa, formazione, mobilità, innovazione e servizi, prevedendo una quota strutturalmente riservata agli under 35.
A questo si aggiunge la proposta di un sostegno temporaneo per chi decide di restare o tornare. Non un semplice bonus, ma uno strumento collegato a un progetto concreto di autonomia: lavoro, formazione, impresa o attività utile alla comunità.
Portare anche l’Europa nei piccoli territori
L’ultima proposta riguarda l’accesso alle opportunità europee.
ALI Next Gen propone sportelli territoriali dedicati ai programmi dell’Unione europea e il rafforzamento di strumenti e reti locali come GAL e Green Communities.
L’obiettivo è fare in modo che vivere in un’area interna non significhi avere più difficoltà ad accedere a programmi di mobilità, formazione o finanziamento.
Le 17 proposte seguono così un unico filo: non chiedere ai giovani di adattarsi alla mancanza di opportunità, ma creare le condizioni perché vivere nelle aree interne possa essere una scelta vera.
Perché il futuro di questi territori non dipende soltanto da quante persone riusciranno a trattenere, ma dalla capacità di offrire lavoro, servizi, relazioni e prospettive a chi decide di costruire lì la propria vita.
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