Lo sfratto dell’87enne Maricarmen Abascal, portata via in barella dall’abitazione di Madrid nella quale aveva vissuto per settant’anni, ha trasformato l’emergenza abitativa in uno dei principali terreni di scontro politico in Spagna. Lo riporta Lapresse in un servizio a firma di Lucrezia Clemente.
La bocciatura al Congresso dei deputati dei due decreti varati dal governo per intervenire sulla crisi della casa ha alimentato le proteste e aperto una nuova fase di instabilità per il premier Pedro Sánchez, che potrebbe valutare la convocazione di elezioni anticipate.
Contro la conversione dei provvedimenti hanno votato insieme il Partito popolare, Vox e gli indipendentisti catalani di Junts. Questi ultimi avevano sostenuto nel 2023 l’investitura di Sánchez dopo una lunga trattativa con il Partito socialista.
Lo sfratto diventato simbolo della protesta
La vicenda di Maricarmen Abascal ha provocato un’ondata di indignazione in tutto il Paese. L’immagine dell’anziana portata fuori dalla propria casa in barella è diventata il simbolo delle difficoltà affrontate dalle persone più vulnerabili.
Nelle manifestazioni è comparso lo slogan «Ni una Maricarmen más», con il quale i partecipanti chiedono misure concrete affinché casi simili non si ripetano.
Le proteste si sono concentrate anche davanti al Congresso dei deputati, dove i manifestanti hanno seguito la votazione sui decreti governativi. Dopo la bocciatura, dalla piazza è partita la richiesta di uno sciopero generale.
Lo scontento si è esteso ad altre zone del Paese. Nel fine settimana sono previste manifestazioni nelle principali città spagnole, mentre a Madrid alcuni attivisti sono accampati da una settimana con le tende nella centrale Puerta del Sol.
I decreti bocciati dal Parlamento
I due decreti contenevano diverse misure destinate a contrastare l’emergenza abitativa.
Tra gli interventi previsti figuravano il blocco degli sfratti fino al 2030 per le persone vulnerabili, limiti all’acquisto di appartamenti da parte dei fondi speculativi e il rinnovo automatico dei contratti di locazione.
Junts ha chiesto al Governo di ritirare i provvedimenti, sostenendo che le nuove regole avrebbero prodotto un effetto contrario a quello desiderato, scoraggiando i proprietari dal mettere le abitazioni sul mercato degli affitti.
Il Psoe ha invece deciso di confermare i testi e portarli al voto senza modifiche. L’allineamento di Junts con il Partito popolare e Vox ha determinato la bocciatura.
L’appello di Sánchez: «La storia vi giudicherà»
Il dibattito parlamentare è durato più di quattro ore. Prima della votazione è intervenuto a sorpresa Pedro Sánchez, che ha invitato i deputati a «fare la cosa giusta».
«La storia vi giudicherà», ha affermato il presidente del Governo. «Se oggi i decreti dovessero decadere, il danno sarebbe immenso».
Sánchez ha poi indicato direttamente la responsabilità politica dei parlamentari contrari: «La responsabilità non ricadrebbe sulla Troika, né sulle banche, bensì su coloro che dai propri scranni voteranno no».
L’appello non è stato sufficiente a evitare la bocciatura dei provvedimenti.
Sánchez riflette sulle elezioni anticipate
Il premier potrebbe ora decidere di convocare elezioni anticipate, puntando a trasformare la crisi della casa in un tema centrale della campagna elettorale e attribuendo alle destre la responsabilità dello stop alle misure.
Secondo quanto riferito ai media spagnoli da fonti della Moncloa, Sánchez si prenderà il fine settimana per riflettere sulle prossime mosse.
La Costituzione spagnola attribuisce al presidente del Governo il potere di proporre lo scioglimento anticipato delle Cortes prima della conclusione naturale della legislatura.
Diversi dirigenti socialisti e membri dell’esecutivo si sarebbero già espressi a favore del ritorno alle urne. Al momento, tuttavia, non è stata adottata alcuna decisione definitiva.
Feijóo chiede lo scioglimento delle Camere
Il leader del Partito popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha invitato Sánchez a non prolungare l’incertezza e a sciogliere le Camere.
Partito popolare e Vox accusano l’esecutivo di utilizzare l’emergenza abitativa per distogliere l’attenzione dai casi di corruzione e dalla gestione della crisi di Ceuta.
Il Governo è stato indebolito dalle inchieste e dalle accuse che hanno riguardato esponenti socialisti, tra i quali l’ex braccio destro del premier José Luis Ábalos e l’ex presidente del Governo José Luis Rodríguez Zapatero.
Alle difficoltà giudiziarie e politiche si è aggiunta la recente gestione della crisi a Ceuta, diventata un ulteriore terreno di attacco da parte delle opposizioni.
Le critiche arrivano anche da sinistra
La mobilitazione per il diritto alla casa non si traduce automaticamente in un sostegno al Governo.
Una parte dei manifestanti ritiene che, negli otto anni trascorsi alla guida del Paese, Sánchez non abbia fatto abbastanza per contrastare i fondi che acquistano immobili con finalità speculative.
Anche lo spazio politico alla sinistra del Psoe attraversa una fase complessa. L’area è impegnata in una riorganizzazione dopo le divisioni interne e il passo indietro della leader di Sumar Yolanda Díaz.
La crisi abitativa potrebbe mobilitare l’elettorato progressista, ma resta da capire se il malcontento premierà il Psoe o le formazioni collocate alla sua sinistra.
La casa è la prima preoccupazione degli spagnoli
L’accesso all’abitazione è diventato la principale preoccupazione dei cittadini spagnoli, secondo il sondaggio realizzato a settembre dal Centro di ricerca sociologica.
Un’analisi pubblicata a marzo da Oxfam Intermón ha rilevato che il 61% degli inquilini non riesce ad accumulare risparmi a causa del peso elevato degli affitti.
La questione abitativa rappresenta così uno dei principali fattori di disuguaglianza, con conseguenze particolarmente rilevanti per i giovani e per le famiglie con redditi più bassi.
Affitti quasi raddoppiati in dieci anni
La crescita dell’economia spagnola, superiore al 2%, e l’aumento dell’occupazione non si sono ancora tradotti in un miglioramento generalizzato delle condizioni materiali.
I giovani spagnoli continuano a essere tra gli ultimi in Europa a lasciare la casa dei genitori, anche a causa dei prezzi degli immobili e delle locazioni.
Secondo i dati della piattaforma Idealista, l’affitto medio è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni. Il prezzo al metro quadrato è passato dagli 8,20 euro del 2016 ai 15,10 euro del 2026.
Il Governo ha inoltre rilevato che il 26% degli spagnoli in affitto destina mediamente il 40% del proprio reddito alla casa e alle utenze. La media europea indicata è del 18%.
Il richiamo dell’Ocse
Anche l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha chiesto all’esecutivo spagnolo di rafforzare le misure contro l’emergenza abitativa.
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