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Perché riorganizzare casa migliora l’autonomia quotidiana
Vivere con la sclerosi multipla richiede un adattamento continuo, e la casa deve rappresentare un rifugio sicuro, non un percorso a ostacoli.
Uno dei concetti cardine per gestire al meglio la quotidianità è la “conservazione delle energie” (energy conservation). La fatica, infatti, rappresenta uno dei sintomi invisibili più comuni e invalidanti della patologia, capace di esaurire rapidamente le forze muscolari anche dopo sforzi all’apparenza minimi.
Riorganizzare gli spazi domestici non significa trasformare la propria abitazione in una clinica, né tantomeno rinunciare all’estetica e al calore familiare. Piuttosto, l’obiettivo consiste nell’apportare piccole modifiche strategiche per prevenire infortuni, limitare il rischio di cadute e ridurre lo stress a carico delle articolazioni. Adottare soluzioni intelligenti permette di muoversi e svolgere i propri compiti con maggiore sicurezza e serenità. Di seguito, esploriamo 7 interventi pratici, suddivisi per ambienti, per semplificare la vita domestica in modo concreto.
Ingresso e corridoio: percorsi liberi e luci automatiche
Sensori di movimento per l’illuminazione notturna
La scarsa visibilità aumenta esponenzialmente il pericolo di inciampo. Installare luci LED passo-passo dotate di sensore di movimento lungo il corridoio e vicino alle porte elimina la necessità di cercare gli interruttori al buio. Questo accorgimento si rivela provvidenziale durante i risvegli notturni o nei momenti di forte spossatezza, illuminando il cammino in modo automatico e riducendo drasticamente il rischio di cadute.
Messa in sicurezza dei pavimenti (niente tappeti liberi)
La rigidità muscolare (spasticità) o i cali di sensibilità agli arti inferiori rendono la camminata meno fluida. Rimuovere i classici tappeti non fissati al pavimento rappresenta uno dei passi più importanti per la sicurezza generale. Se non si desidera rinunciarvi per ragioni di arredo, risulta fondamentale intervenire in questo modo:
- Fissare i tappeti a terra tramite l’applicazione di apposite reti antiscivolo.
- Utilizzare nastro biadesivo specifico per bloccare gli angoli in modo permanente.
Queste accortezze evitano che i bordi sollevati si trasformino in pericolosi ostacoli per i piedi o per eventuali ausili alla mobilità (come bastoni o deambulatori).
Bagno accessibile: maniglioni di supporto e doccia a filo
Maniglioni di sicurezza nei punti strategici
Il bagno nasconde diverse insidie legate alle superfici bagnate e ai frequenti cambi di postura. Fissare maniglioni di sicurezza vicino al WC e all’interno della doccia offre un appoggio solido e affidabile per alzarsi e sedersi. Occorre scegliere modelli con finitura zigrinata antiscivolo e assicurarsi di ancorarli saldamente alla parete portante. Bisogna assolutamente evitare di aggrapparsi a portasciugamani, mensole o supporti improvvisati, poiché questi elementi non sopportano il peso corporeo e cedono facilmente, causando incidenti.
Sedia da doccia ed eliminazione dei tappetini scivolosi
L’igiene personale richiede un notevole dispendio di energie. Inserire una sedia da doccia o uno sgabello robusto e resistente all’acqua consente di lavarsi da seduti, risparmiando forze preziose e gestendo in sicurezza eventuali disturbi dell’equilibrio. Eliminare i classici tappetini in tessuto a favore di pedane antiscivolo integrate trasforma il momento della doccia in una pausa di puro relax, allontanando lo spettro dello sforzo fisico.
Cucina a portata di mano: riorganizzare dispensa e utensili
Disposizione degli oggetti ad altezza busto
L’ergonomia in cucina segue una regola d’oro essenziale: posizionare gli oggetti di uso quotidiano nella fascia spaziale compresa tra l’altezza delle spalle e quella delle ginocchia. Spostare piatti, bicchieri e i cibi più consumati nei ripiani centrali della dispensa evita di doversi piegare dolorosamente verso il basso o di doversi allungare instabilmente su sgabelli per raggiungere le mensole più alte. Questa riorganizzazione riduce l’affaticamento e garantisce un accesso immediato a ciò che serve.
Utensili con impugnatura maggiorata e stoviglie leggere
La perdita temporanea di forza nelle mani o i tremori ostacolano la preparazione e la consumazione dei pasti. Per compensare questi deficit e lavorare in autonomia, risulta utile introdurre i seguenti strumenti:
- Posate ergonomiche dotate di impugnatura maggiorata, che facilitano la saldezza della presa e alleggeriscono il lavoro articolare.
- Apribarattoli facilitati, studiati per svitare i coperchi facendo leva con il minimo sforzo.
- Piatti realizzati in materiali leggeri ma resistenti al calore e agli urti, molto più maneggevoli della classica ceramica o del vetro.
Camera da letto: facilitare il riposo e i trasferimenti
Lenzuola ad alto scorrimento e sponde di supporto
Il riposo notturno svolge una funzione riparatrice fondamentale per ricaricare le energie, ma i cambi di posizione nel letto diventano complessi quando la mobilità si riduce. Sfruttare un trucco pratico, come l’impiego di lenzuola in raso o in tessuti particolarmente scivolosi, abbassa drasticamente l’attrito tra il corpo e il materasso. Questo agevola le rotazioni durante il sonno senza richiedere spinte muscolari eccessive. Inoltre, l’installazione di una sponda di supporto laterale o l’innalzamento del telaio del letto aiutano enormemente a stabilizzare il passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta al momento del risveglio.
Terapia occupazionale: quando consultare un professionista
Modificare l’ambiente domestico con il fai-da-te risolve molti problemi pratici quotidiani, ma il supporto medico offre garanzie funzionali nettamente superiori. In questo contesto interviene la figura del Terapista Occupazionale, un professionista sanitario specializzato nel valutare l’ambiente di vita del paziente e le sue specifiche limitazioni motorie o energetiche. Il terapista studia le abitudini del soggetto e indica soluzioni personalizzate o ausili tecnologici in base allo stadio di avanzamento della patologia, focalizzandosi sul raggiungimento di obiettivi concreti di indipendenza.
Poiché ogni sclerosi multipla presenta una storia clinica a sé, si raccomanda sempre di fare riferimento al proprio neurologo curante o all’équipe multidisciplinare per elaborare un piano di gestione su misura, capace di evolvere insieme alle necessità della persona.
Fonti consultate
- Medical News Today
- Healthline
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