conciliazione e responsabilità sociale d’impresa


La Csr è la responsabilità sociale d’impresa (in inglese “corporate social responsability”). Ossia l”impegno volontario di un’azienda a integrare temi sociali ed etici e ambientali all’interno delle proprie attività commerciali e nei rapporti con le persone (i cosiddetti “stakeholder”, come dipendenti, clienti e fornitori). Mercoledì 7 ottobre, dalle 14 alle 15 e 30, all’Università Bocconi di Milano, si terrà l’evento “Lavoro a misura di famiglia. La nuova UNI/PdR per aziende responsabili”. E’ dedicato alla UNI/PdR 192:2026 e alle opportunità per le imprese che intendono adottare modelli organizzativi più attenti alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. La UNI/PdR 192:2026, promossa dalla presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento per le Politiche della Famiglia), è entrata in vigore il 14 aprile 2026 ed è la prassi che definisce il sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro. E’ il primo riferimento nazionale che misura l’impegno delle organizzazioni nel supporto a genitorialità, caregiving e benessere familiare-lavorativo. La valutazione è affidata a organismi di certificazione accreditati e avviene sulla base di sette aree. Organizzazione del lavoro: flessibilità, smart working, part-time reversibile. Maternità: tutela, rientro e continuità professionale. Genitorialità: congedi, condivisione dei carichi familiari. Carichi di cura: supporto a caregiver e famiglie fragili. Salute e benessere: prevenzione stress e clima organizzativo. Sostegno economico alle famiglie: welfare, voucher, contributi. Sviluppo professionale: crescita senza penalizzazioni legate alla genitorialità.

Conciliazione vita-lavoro. Foto di Vitaly Gariev: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-laptop-lavorando-giocando-23224911/

Evoluzione

La UNI/PdR 192:2026 è applicabile a organizzazioni private, pubbliche e del terzo settore, di qualsiasi settore e dimensione, purché abbiano almeno un addetto. Sono previste quattro fasce dimensionali: micro, piccola, media e grande impresa. Ne derivano un’evoluzione nel modo di relazionarsi con gli altri e un dato culturale che comporta miglioramenti nell’ambiente di lavoro. Un modo per far entrare in azienda una mentalità, una cultura. Così gradualmente cambia il clima aziendale, il rapporto tra persone, assorbendo valori importanti da condividere e sui quali è vantaggioso investire. Quanto viene introiettato sul lavoro, infatti, viene poi trasferito in famiglia e nella società. Le politiche di supporto alla maternità, paternità e cura familiare producono benefici misurabili: riduzione del turnover, maggiore retention, miglior clima aziendale e reputazione. Investire nel benessere organizzativo non è un’attività accessoria, ma una leva strategica che incide direttamente su produttività, attrazione dei talenti, innovazione e reputazione. Le imprese che investono in attività che migliorano la salute e il benessere dei propri lavoratori e che attuano iniziative dirette alla conciliazione dei tempi di vita familiare e di lavoro hanno anche performance migliori rispetto alle altre. -Favorire la conciliazione tra vita familiare e lavoro non è solo una scelta di responsabilità sociale, ma un vero e proprio motore di competitività e crescita economica per le aziende. A confermarlo sono i dati elaborati da Unioncamere e dal suo Centro Studi Tagliacarne: le imprese che investono in interventi per il benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro registrano performance superiori rispetto alle altre. Nel 2026, il 35% di queste imprese dichiara un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente (contro il 22% di chi non realizza tali investimenti), il 20% segnala un incremento dell’occupazione (a fronte del 10% delle altre) e il 45% ha già adottato o sta per adottare tecnologie digitali (rispetto al 22% delle aziende meno attente a queste tematiche).

conciliazione
Immagine creata con Canva

Certificazione

La certificazione della Conciliazione vita familiare-lavoro aiuta le imprese a rendere le politiche di conciliazione parte integrante dei propri processi organizzativi, attraverso un sistema strutturato, verificabile e orientato al miglioramento continuo. Permette inoltre di accedere a contributi dedicati per coprire i costi di certificazione e a specifici esoneri contributivi aziendali. Migliora la reputazione aziendale, attrae talenti e riduce il tasso di rotazione del personale. Ha validità triennale e richiede verifiche periodiche annuali tramite audit di sorveglianza. Aiuta a organizzare le misure di conciliazione in un sistema strutturato, verificabile e conforme alla prassi UNI/PdR 192:2026.  Così l’impresa, in continuità con la certificazione della parità di genere, può valorizzare ciò che fa e dimostrare con evidenze concrete il proprio impegno verso persone, famiglie e benessere organizzativo. La conciliazione tra lavoro e vita familiare è un pilastro essenziale nel sostegno alle famiglie ed è un fattore di sviluppo sia economico che sociale. La costruzione di ambienti di lavoro accoglienti per i genitori, e in particolare per le mamme che più risentono delle difficoltà nella conciliazione, non è una spesa a fondo perduto ma un investimento fruttifero per tutti: per le famiglie, per le imprese, per la società nel suo complesso. La certificazione sulla conciliazione vita-lavoro va nella direzione di un’alleanza strategica con il mondo del lavoro e dell’impresa. La scelta di associare ad essa uno sgravio contributivo per le aziende certificate rafforza il senso della responsabilità sociale e della promozione di comunità accoglienti e vitali. La certificazione è diretta alle imprese che vogliono strutturare e testare il proprio impegno a favore della conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Csr
Foto di Anrita da Pixabay

Salone Csr

Come rendere la conciliazione tra vita familiare e lavoro una leva concreta di benessere, organizzazione e competitività per le imprese? È il tema al centro della conferenza nell’ambito del Salone della Csr e dell’Innovazione Sociale. L’incontro, organizzato da Unioncamere in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche della Famiglia e il Dipartimento per le Pari Opportunità, sarà dedicato alla presentazione della UNI/PdR 192:2026-Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro-Requisiti per il benessere delle famiglie. La nuova Prassi di Riferimento definisce requisiti e indicatori per accompagnare le organizzazioni nell’adozione di sistemi di gestione orientati alla conciliazione, con particolare attenzione alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura. Un modello pensato per tradurre questi principi in strumenti organizzativi concreti e accessibili anche alle micro, piccole e medie imprese. Durante l’incontro saranno approfonditi anche i principali strumenti di supporto disponibili per le imprese. Dall’assistenza tecnica per il percorso verso la certificazione ai contributi economici per sostenerne i costi, fino alle misure di agevolazione previste per le aziende certificate. Il programma prevede tre momenti di confronto dedicati alla nuova Prassi, al rapporto tra certificazione e welfare aziendale e alle esperienze già avviate da territori, reti e imprese. Le conclusioni saranno affidate alla ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. L’appuntamento rappresenta un’occasione per conoscere da vicino strumenti, incentivi e buone pratiche utili a costruire organizzazioni più attente alle esigenze delle persone e delle famiglie. La partecipazione è gratuita previa registrazione.


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