Due milioni di euro di fondi regionali per sostenere le assunzioni e rafforzare l’occupazione stabile nei territori montani e nelle aree interne dell’Emilia-Romagna. È la dotazione prevista dalla Regione per il nuovo bando rivolto alle imprese che scelgono di investire sul lavoro nei territori più fragili e maggiormente esposti ai rischi di spopolamento.
“La delibera di giunta è un unicum in Italia e sottolinea l’attenzione costante e concreta, da parte della Regione, per la montagna e le aree interne – afferma il consigliere regionale del Pd, Daniele Valbonesi -. I territori montani sono interessati, come il resto del nostro Paese da crisi industriali che causano licenziamenti e chiusura di impianti. Se questo crea difficoltà in pianura, l’impatto è ancora più devastante in montagna dove le possibilità di ricollocamento sono minori per la minore diffusione di imprese. Per questo, con questo provvedimento., stanziamo 2 milioni di euro rivolti alle imprese montane che consentono la ricollocazione dei lavoratori, con contributi fino a un massimo di 17 mila euro per ogni lavoratore”.
“La montagna non è e non deve essere un territorio che vive di sola residenzialità e turismo – prosegue Valbonesi -: il lavoro stabile e a tempo indeterminato, come quello che promuoviamo con questo bando, rimane la variabile più importante per porre le condizioni ai cittadini e alle cittadine di scegliere di rimanere o spostarsi a vivere in questi luoghi. In un contesto nel quale il Governo taglia del 64% le risorse rivolte alla montagna (taglio del Fosmit da 200 a 85 milioni di euro nel 2025), la regione Emilia-Romagna decide di investire risorse rivolte ad ogni tipo di impresa che opera, produce, sviluppa le proprie attività nelle aree montane. Un ringraziamento particolare va al vicepresidente Colla e agli assessori Paglia e Baruffi che hanno voluto, sostenuto e presentato il provvedimento”.
La misura
La misura riguarda 132 comuni, per una popolazione complessiva di circa 530 mila abitanti, e punta a rafforzare il tessuto economico e produttivo locale, favorendo nuove opportunità occupazionali e la permanenza delle persone nei territori. Tra i comuni della provincia ci sono Bagno di Romagna, Borghi, Civitella di Romagna, Dovadola, Galeata, Meldola, Mercato Saraceno, Modigliana e Portico e San Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Santa Sofia, Sarsina, Sogliano al Rubicone, Tredozio e Verghereto.
Il bando è rivolto a lavoratori e lavoratrici che hanno perso un precedente impiego a tempo indeterminato, per cause quali cessazione dell’attività, licenziamento collettivo o per motivi economici e dimissioni per giusta causa. Non sono previsti vincoli relativi alla residenza o provenienza territoriale. Il bando era stato annunciato il 21 luglio scorso nel corso di un’assemblea pubblica a Silla, nel Bolognese, dal presidente della Regione, Michele de Pascale, insieme al vicepresidente, Vincenzo Colla.
“Come avevamo promesso a fine luglio, siamo pronti a investire sul lavoro in montagna e nelle aree interne della nostra regione – affermano il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e gli assessori Giovanni Paglia (Lavoro) e Davide Baruffi (Montagna e Bilancio), promotori del bando -. Non possiamo parlare di contrasto allo spopolamento se non mettiamo al centro la possibilità per le persone di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nei territori in cui hanno scelto di abitare. Per questo interveniamo con un sostegno diretto alle imprese che assumono e investono in occupazione stabile. La tenuta delle montagne e delle aree interne passa anche dalla possibilità di avere un lavoro di qualità, servizi e opportunità. L’obiettivo è rafforzare la capacità dei territori di trattenere e attrarre persone, competenze e attività economiche, accompagnando lo sviluppo delle comunità locali”.
“Siamo convinti – chiudono vicepresidente e assessori – che lo sviluppo industriale in montagna sia possibile, ma occorre pensare a un modello che sfrutti l’innovazione per superare i limiti geografici e logistici dei territori montani. Un luogo di lavoro in Appenino dialoga in tutto il mondo come un punto produttivo di pianura. Vogliamo aiutare questo processo”. Il bando sarà aperto dal 12 ottobre e saranno considerate ammissibili le assunzioni effettuate a partire dal primo settembre fino al 15 dicembre. Potranno accedere agli incentivi tutte le imprese, comprese le grandi aziende, e gli altri soggetti che svolgono attività di impresa e che assumono lavoratrici e lavoratori presso sedi situate in Appennino o nelle aree interne individuate. Sono escluse le pubbliche amministrazioni e il lavoro domestico.
Il bando in dettaglio
Per ogni assunzione a tempo pieno è previsto un contributo a fondo perduto fino a 15 mila euro, con ulteriori 2 mila euro di premialità, alternative tra loro, per le Pmi, per l’assunzione di lavoratori over 45 o di lavoratrici. Sono finanziabili i contratti a tempo indeterminato, anche attraverso la trasformazione di un contratto a tempo determinato, con part-time almeno al 50%e i contratti di apprendistato. Il rapporto deve essere mantenuto per almeno dodici mesi.
Ogni impresa potrà ottenere l’incentivo per un massimo di 10 assunzioni e presentare più domande fino al raggiungimento del limite. Le domande vanno presentate sulla piattaforma ElixForms. La procedura seguirà l’ordine cronologico di presentazione delle richieste, fino all’esaurimento delle risorse. In caso di assunzione part-time, il contributo e l’eventuale premialità saranno dimezzati. L’intervento, finanziato con risorse regionali, si inserisce nel quadro della legge regionale sulla promozione dell’occupazione, della legge regionale sugli investimenti, in linea con gli obiettivi del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale dell’Emilia-Romagna. Gli incentivi saranno concessi in regime ‘de minimis’, secondo il regolamento europeo.
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