Azzardo, allarme nei piccoli Comuni


Non sono soltanto le grandi città a raccontare la crescita dell’azzardo online. A fotografare un fenomeno sempre più capillare è la terza edizione di Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani, rapporto promosso da Fondazione Isscon e Federconsumatori, che prende in esame i 3.146 Comuni italiani con una popolazione compresa fra 2.000 e 9.999 abitanti. Nel 2025 questi Comuni hanno raccolto complessivamente, considerando gioco fisico e online, 34,7 miliardi di euro, con perdite per 4,6 miliardi. Ma è soprattutto il canale digitale a segnare il cambiamento: 21,95 miliardi di euro, pari al 63,3% della raccolta complessiva nei piccoli Comuni. La media annua del gioco online è stata di 2.066,06 euro per ogni residente tra 18 e 74 anni, contro i 2.365,81 euro calcolati considerando tutti i Comuni italiani.

Lombardia, i numeri più alti del Nord

È la Lombardia a presentare, tra le regioni del Nordovest, i casi più vistosi. La media della raccolta online nei piccoli Comuni lombardi è stata di 1.726,08 euro pro capite, contro i 1.903,32 euro considerando l’insieme dei Comuni lombardi. Un dato inferiore alla media nazionale dei piccoli Comuni, ma che nasconde situazioni locali molto più accentuate. Il caso più evidente è quello di Polaveno, nel Bresciano: nel 2025 la raccolta online ha raggiunto 22.955,48 euro pro capite, oltre nove volte la media nazionale di tutti i Comuni italiani. Nel 2024 erano stati 6.198,90 euro; in un solo anno il valore è quindi aumentato in maniera particolarmente marcata. Sempre in provincia di Brescia si trova Mairano, con 11.429,53 euro pro capite. Nel 2024 il dato era di 10.374,60 euro e nel 2023 di 8.676,91 euro: in questo caso il fenomeno appare dunque meno legato a un singolo balzo annuale e più a una sequenza di valori elevati. Altri valori significativi compaiono in diverse aree della regione: Cernusco Lombardone, nel Lecchese, arriva a 8.619,47 euro pro capite; Gravedona ed Uniti, nel Comasco, a 6.834,72; Dubino, in provincia di Sondrio, a 6.116,51; Trescore Cremasco, nel Cremonese, a 6.029,48. Sono cifre che vanno però lette con cautela. Il rapporto stesso avverte che nei Comuni di piccole dimensioni anche uno o pochi giocatori con volumi molto elevati possono modificare sensibilmente la media pro capite. Proprio per questo gli autori invitano a osservare non soltanto il valore assoluto, ma anche l’andamento nel tempo.

Piemonte: episodi di forte concentrazione

La media della raccolta online nei piccoli Comuni piemontesi è di 1.709,88 euro pro capite, mentre il dato riferito all’insieme dei Comuni della regione sale a 1.863,32 euro. Tra i casi segnalati dal rapporto spicca Sommariva Perno, nel Cuneese, dove nel 2025 si sono registrati 7.557,41 euro pro capite. Il dato era di 3.737,08 euro nel 2024 e di 2.113,16 euro nel 2023: nell’arco di due anni, dunque, la cifra è più che triplicata. Un altro caso è quello di Cerano, nel Novarese, che nel 2025 raggiunge 6.653,77 euro pro capite. Qui il confronto con gli anni precedenti è particolarmente interessante: nel 2024 il valore era stato di 8.115,97 euro, mentre nel 2023 si fermava a 1.833,91 euro. E’ proprio questa forte variabilità, secondo il rapporto, uno degli elementi che richiede maggiore attenzione: in alcune realtà i grandi volumi possono comparire improvvisamente e ridursi drasticamente l’anno successivo.

Il caso particolare della Liguria

La Liguria presenta una caratteristica particolare rispetto alle altre due regioni: nei piccoli Comuni la raccolta online raggiunge 2.301,41 euro pro capite, mentre considerando tutti i Comuni liguri il dato è di 2.241,09 euro. E’ uno dei pochi casi in Italia in cui la media dei piccoli Comuni risulta superiore a quella dell’intero territorio regionale. Il rapporto segnala infatti proprio la Liguria, insieme a Umbria, Basilicata e Puglia, tra le regioni nelle quali nel 2025 nei piccoli Comuni si è giocato mediamente più che nel complesso dei Comuni regionali. Tra i casi individuali spicca Ventimiglia, in provincia di Imperia, con 5.623,33 euro pro capite nel 2025. Un dato particolarmente significativo se confrontato con la media dei piccoli Comuni liguri.

Un fenomeno che non è più soltanto meridionale

Il quadro generale continua a mostrare una forte concentrazione dell’azzardo online nel Mezzogiorno. Ma la novità evidenziata dal rapporto è la presenza sempre più evidente di aree del Nord nelle quali i volumi raggiungono livelli anomali. Nella fotografia delle 113 “crisi acute da azzardo”, cioè i piccoli Comuni nei quali la raccolta media pro capite supera almeno il doppio della media nazionale, il rapporto conta otto Comuni lombardi e quattro piemontesi. La Liguria compare invece con un quadro regionale particolare, caratterizzato da una media dei piccoli Comuni superiore a quella complessiva regionale. Il dato nazionale aiuta a capire la dimensione del fenomeno: nel 2025 l’azzardo italiano, fisico e online, ha raccolto 165,34 miliardi di euro, di cui oltre 100 miliardi attraverso il canale a distanza. Rispetto al 2024, il gioco online è cresciuto del 9,5%. E’ soprattutto qui che cambia la geografia del fenomeno. Lo smartphone e il computer eliminano la necessità di avere una sala, un’agenzia o una macchina da gioco sotto casa. Il rapporto sottolinea che l’accesso può avvenire in qualunque momento e luogo e che il canale online ha caratteristiche profondamente diverse da quello fisico. Per Lombardia, Piemonte e Liguria la fotografia del 2025 consegna quindi tre situazioni differenti: la Lombardia presenta alcuni dei picchi comunali più elevati d’Italia; il Piemonte mostra forti anomalie concentrate in singole realtà; la Liguria si distingue per una media dei piccoli Comuni superiore a quella regionale complessiva. Numeri che non permettono, da soli, di stabilire quante persone giochino e con quale frequenza: una media comunale molto alta può infatti essere determinata da un numero ristretto di conti con movimentazioni eccezionali. Ma proprio per questo, suggerisce il rapporto, il dato comunale rappresenta un punto di partenza per capire dove approfondire. E nel Nordovest, il campanello d’allarme riguarda ormai anche i piccoli centri.


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