Firenze, 8 ottobre 2026 – Affittare casa a Firenze costa sempre di più. Nonostante i primi segnali di rallentamento del mercato immobiliare italiano, il capoluogo si conferma una delle città più care d’Italia per chi cerca un’abitazione in locazione. Nel terzo trimestre del 2026, secondo l’ultimo report del portale immobiliare Idealista, il canone medio a Firenze ha raggiunto i 21,7 euro al metro quadro, con un aumento dell’1,1% rispetto al trimestre precedente.
Un dato che colloca Firenze al secondo posto nella classifica nazionale, alle spalle soltanto di Milano, dove gli affitti raggiungono i 22,4 euro al metro quadro. Supera così Venezia (20,5 euro), Roma (19,2) e Bologna (16,6), confermandosi uno dei mercati più onerosi per gli inquilini.
Caro affitti, Firenze è seconda soltanto a Milano (Foto Gianluca Moggi/ NewPressPhoto)
Per avere un’idea concreta della spesa, prendendo come riferimento i valori medi rilevati, un appartamento di 70 metri quadrati a Firenze arriva a costare circa 1.519 euro al mese, contro i 1.568 euro di Milano e i 1.344 euro di Roma. Si tratta naturalmente di una stima basata sui canoni medi al metro quadro, che può variare sensibilmente a seconda della zona e delle caratteristiche dell’immobile.
Toscana in controtendenza: prezzi in calo del 3,7%, ma resta la seconda regione più cara
Se Firenze continua a registrare aumenti, il quadro regionale racconta una storia diversa. Nel terzo trimestre del 2026 la Toscana segna una diminuzione dei canoni del 3,7%, una delle flessioni più consistenti in Italia, dietro a Molise (-6,1%) e Basilicata (-4,3%).
Il calo, tuttavia, non basta a rendere il mercato toscano più accessibile rispetto al resto del Paese. Con una media di 20 euro al metro quadro, la Toscana è infatti la seconda regione più cara d’Italia per gli affitti, superata soltanto dalla Valle d’Aosta, che raggiunge i 25,6 euro.
Alle sue spalle si collocano la Lombardia, con 18,9 euro al metro quadro, il Lazio (15,8) e la Sardegna (14,7). Il valore toscano rimane inoltre nettamente superiore alla media nazionale, pari a 14,6 euro al metro quadro.
Il mercato regionale presenta quindi un’apparente contraddizione: i prezzi diminuiscono nel complesso, ma il livello dei canoni resta particolarmente elevato. Un andamento che emerge ancora più chiaramente osservando le differenze tra le province.
Da Livorno a Lucca, la Toscana viaggia a due velocità
Le maggiori oscillazioni si registrano proprio nei territori toscani. A livello dei capoluoghi, Livorno mette a segno un aumento dell’11,9% nel trimestre, uno degli incrementi più consistenti a livello nazionale, superato soltanto da Trani (+12,2%). Il capoluogo labronico figura anche tra le città che hanno raggiunto il massimo storico dei canoni dall’inizio delle rilevazioni di Idealista. Nella stessa situazione si trovano Carrara e Pistoia, a conferma di come in diverse aree della regione la pressione sui prezzi continui a farsi sentire.
Caro affitti, Firenze è seconda soltanto a Milano (Foto Gianluca Moggi/ NewPressPhoto)
Situazione opposta sul fronte provinciale, dove spiccano due delle flessioni più importanti d’Italia. La provincia di Lucca registra un calo del 15,5%, mentre Grosseto perde il 12% rispetto al trimestre precedente. Si tratta delle due diminuzioni più marcate tra le province italiane monitorate. In controtendenza Massa-Carrara, che registra invece un aumento del 6,7%, terzo incremento provinciale più elevato a livello nazionale dopo Aosta (+11,4%) e Belluno (+10,4%).
Lucca è la provincia più cara d’Italia, davanti anche a Milano
Il dato più sorprendente arriva proprio da Lucca. Nonostante la forte diminuzione trimestrale, la provincia resta la più cara d’Italia per gli affitti, con una media di 46 euro al metro quadro. Un valore che supera nettamente quello delle altre province ai vertici della classifica e su cui influisce inevitabilmente il peso della Versilia: Aosta si ferma infatti a 25,6 euro al metro quadro, Belluno a 24,9 e Milano a 21,5. Restando in Toscana, Grosseto si colloca al quinto posto con 21,1 euro al metro quadro, mentre Firenze segue con 19,8 euro. Si tratta però come accennato di medie provinciali che possono risentire della composizione dell’offerta e del peso delle località a forte vocazione turistica, come la Versilia per Lucca appunto.
Il confronto con l’Italia: prezzi ancora in crescita, ma il mercato rallenta
Mentre la Toscana registra una flessione complessiva, a livello nazionale gli affitti continuano a salire, anche se con un ritmo decisamente più contenuto rispetto ai trimestri precedenti. Nel terzo trimestre del 2026 i canoni italiani crescono dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti, portando la media a 14,6 euro al metro quadro. Su base mensile si registra invece una lieve diminuzione dello 0,2%, mentre rispetto a un anno fa l’aumento è dell’1,8%. Tra i principali capoluoghi, gli incrementi più significativi riguardano Genova (+7,3%) e Torino (+5,6%). Seguono Bologna (+2,1%), Roma (+1,9%), Palermo (+1,3%), Firenze (+1,1%) e Milano (+0,9%). In lieve calo, invece, Bari (-0,1%) e Napoli (-0,4%).
Complessivamente, 55 dei 94 capoluoghi monitorati, pari al 59%, hanno registrato un aumento dei canoni. A livello provinciale la quota dei territori in crescita sale al 61%, mentre tra le regioni sono 11 su 20 quelle che chiudono il trimestre con il segno positivo.
Affitti, verso una fase di stabilizzazione?
Secondo Idealista, i dati del terzo trimestre potrebbero rappresentare un primo segnale di normalizzazione del mercato delle locazioni. “Il terzo trimestre 2026 parrebbe segnare un cambiamento di passo nel mercato delle locazioni: i canoni rallentano sensibilmente, con un effetto calmante che potrebbe essere legato al costante ritorno di prodotto sul mercato”, spiega Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di Idealista.
I canoni rallentano sensibilmente, con un effetto calmante che potrebbe essere legato al costante ritorno di prodotto sul mercato
La crescita annua dell’1,8% risulta inoltre inferiore all’inflazione generale, che secondo i dati richiamati dal report ha raggiunto il 3,3% ad agosto. Questo significa che, pur continuando ad aumentare in termini nominali, gli affitti a livello nazionale mostrano una diminuzione in termini reali. Resta però da capire se il rallentamento sia destinato a consolidarsi oppure rappresenti soltanto una pausa temporanea.
Per Firenze e la Toscana, intanto, la fotografia del mercato rimane articolata: da una parte il calo dei valori medi regionali e i forti ribassi in alcune province, dall’altra un capoluogo che continua a rincarare e diverse città che aggiornano i propri record. Il risultato è una regione in cui gli affitti mostrano segnali di raffreddamento, ma trovare casa continua a essere particolarmente costoso rispetto alla media italiana.
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