Dal comitato Centro storico Crotone sette punti per rilanciare il borgo


CROTONE Un quartiere storico privo di residenti non può salvarsi unicamente con i flussi turistici. Questo è il presupposto dal quale muove la nota indirizzata dal comitato Centro Storico Crotone al sindaco Vincenzo Voce e agli assessori Giovanna Lamanna e Simona Ferraina. 

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Il documento evidenzia come il cuore antico della città stia affrontando da anni un progressivo impoverimento, caratterizzato dalla perdita delle sue funzioni essenziali: abitare, lavorare, acquistare, incontrarsi e usufruire dei servizi. Di fronte a questa situazione, il comitato, in collaborazione con Confcommercio Calabria centrale – Crotone, ribadisce l’urgenza di istituire un Tavolo di lavoro permanente per avviare una strategia condivisa con l’amministrazione comunale.

Le sette proposte chiave del Comitato Centro Storico

Riportare residenti nel centro storico: incentivi sui tributi comunali (esenzione Imu e Tari per 3-5 anni) per chi si trasferisce, recupera immobili vuoti o apre nuove attività, favorendo il frazionamento delle grandi unità abitative.

Affrontare il disagio abitativo e il sovraffollamento: verifiche rigorose sulla regolarità dei contratti d’affitto e sulle condizioni degli immobili per contrastare speculazioni e sovraffollamento, affiancate da una gestione equilibrata dell’edilizia residenziale pubblica.

Riportare commercio, lavoro e investimenti: sostegno all’artigianato, alla ristorazione, ai servizi e agli studi professionali, creando al contempo le condizioni per attrarre marchi commerciali capaci di generare attrattività.

Un centro storico vivo tutto l’anno: programmazione annuale di fiere, mercati tematici, eventi culturali e mostre d’artigianato con l’istituzione di un premio cittadino e il coinvolgimento di sponsor privati.

Servizi, decoro, sicurezza e collegamenti: piano organico per pulizia, illuminazione, viabilità e sicurezza; realizzazione dell’oasi felina comunale e integrazione di centro storico, Castello Carlo V e lungomare in un unico circuito urbano.

Partire dalle risorse già disponibili: utilizzo integrato delle opportunità legate alle aree Zes, ai bandi ministero della Cultura e Invitalia (Cultura Crea, Resto al Sud 2.0, On), e ai contributi della Regione Calabria per strutture ricettive e B&B.

Un Tavolo permanente e operativo: istituzione di una sede stabile di confronto tra amministrazione, residenti, commercianti, associazioni, uffici tecnici e forze dell’ordine per definire tempi, responsabilità e coperture finanziarie degli interventi.

Incentivi fiscali e ripopolamento per riportare gli abitanti nel quartiere

Il primo pilastro programmatico mira a riportare una popolazione stabile e diversificata all’interno del borgo antico. Per raggiungere questo obiettivo, si propongono agevolazioni sui tributi comunali, in particolare esenzioni su Imu e Tari per un periodo di 3-5 anni in favore di chi trasferisce la propria residenza nel centro storico, recupera immobili vuoti o avvia una nuova attività commerciale. Il piano incentiva la riqualificazione e il frazionamento delle grandi unità abitative sottoutilizzate, in modo da accogliere famiglie, giovani, professionisti e lavoratori.

Lotta al sovraffollamento e politiche per l’edilizia residenziale pubblica

Un altro snodo fondamentale riguarda la prevenzione del disagio abitativo e delle situazioni di sovraffollamento. Il comitato richiede verifiche stringenti sulla regolarità dei contratti d’affitto e sulle condizioni igienico-sanitarie degli immobili, richiamando ai propri doveri i proprietari. La fragilità sociale ed economica non deve trasformarsi in una fonte di profitto speculativo attraverso abitazioni inadeguate. Parallelamente, viene sollecitato un intervento mirato sull’edilizia residenziale pubblica, per garantire una gestione equilibrata che eviti la concentrazione di marginalità in specifiche aree del quartiere.

Sostegno al commercio tradizionale e attrazione di marchi commerciali

Per riaprire le troppe saracinesche chiuse, la proposta prevede una combinazione tra tutela delle realtà artigianali ed economiche storiche e apertura verso l’esterno. Oltre ad agevolare la nascita di botteghe, studi professionali, ristoranti e imprese culturali, si ritiene indispensabile creare le condizioni strutturali per attrarre marchi commerciali capaci di generare un forte richiamo e incrementare l’afflusso di visitatori. La ripresa economica e la residenzialità devono svilupparsi in maniera sinergica: l’incremento degli abitanti stimola il commercio, mentre la presenza dei servizi rende attrattivo risiedere nel centro antico.

Eventi, decoro urbano e integrazione del sistema turistico cittadino

Superando la logica degli eventi occasionali, si richiede una programmazione culturale ed espositiva attiva durante tutto l’anno, arricchita da fiere, mercati tematici, street art e da un appuntamento fisso dedicato all’artigianato creativo con relativo premio cittadino. Sul fronte del decoro urbano e dei servizi, il programma sollecita interventi prioritari su pulizia, illuminazione, sicurezza e viabilità, includendo anche la realizzazione dell’oasi felina comunale per una gestione corretta degli animali del territorio. Infine, si propone una visione integrata del sistema urbano, capace di collegare funzionalmente il centro storico, il Castello Carlo V e il lungomare mediante percorsi pedonali dedicati, arredo urbano coordinato e segnaletica turistica.

Opportunità di finanziamento e governance del progetto di rilancio

Il piano del comitato sottolinea come molte delle risorse necessarie siano già disponibili attraverso bandi e strumenti regionali e nazionali. Tra questi rientrano i fondi dedicati alle aree Zes, le misure del Ministero della Cultura e di Invitalia (come Cultura Crea, Resto al Sud 2.0 e On – Oltre nuove imprese a tasso zero), affiancati dalle agevolazioni della Regione Calabria per la ricettività e i B&B. Il Comune deve assumere un ruolo guida nell’orientare cittadini e imprenditori verso l’accesso a questi contributi. L’intero percorso necessita tuttavia dell’immediata operatività del Tavolo permanente, una struttura di confronto periodico che coinvolga amministrazione, commercianti, residenti, uffici tecnici e forze dell’ordine per trasformare le linee guida in interventi certi con tempi, responsabili e coperture finanziarie definiti.


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