Il leasing immobiliare consente alle imprese di acquisire la disponibilità di un immobile rinviandone l’eventuale proprietà al riscatto. Il contributo esamina metodo patrimoniale, deducibilità dei canoni, interessi impliciti, quota terreno, IVA, IRAP e IMU, confrontando infine leasing, acquisto e locazione per individuare gli elementi che orientano la scelta.
Per un’impresa, acquisto, leasing e locazione producono effetti contabili e fiscali differenti. Il leasing immobiliare consente generalmente di dedurre il costo del fabbricato in almeno dodici anni, ma richiede di separare la quota interessi e la parte riferibile al terreno. La locazione garantisce maggiore flessibilità e la deduzione dei canoni per competenza, mentre l’acquisto attribuisce la proprietà ma comporta un recupero fiscale più lento attraverso l’ammortamento.
Il leasing immobiliare: struttura e funzionamento
Con il leasing immobiliare la società concedente acquista (o fa costruire) l’immobile scelto dall’utilizzatore e glielo concede in godimento, a fronte di un corrispettivo periodico, con facoltà di acquistarne la proprietà alla scadenza mediante il pagamento del prezzo di riscatto. Il contratto è oggi tipizzato dall’art. 1, cc. 136-140, L. n. 124/2017, che disciplina in particolare le conseguenze dell’inadempimento dell’utilizzatore.
⏱️ L’articolo in 10 secondi
🏢 Metodo patrimoniale
L’utilizzatore OIC rileva i canoni in B.8 e non iscrive l’immobile tra le attività.
📅 Dodici anni
I canoni immobiliari sono deducibili in un periodo fiscale non inferiore a dodici anni.
💶 Interessi impliciti
Nell’esempio ammontano a 17.500 euro annui e seguono i limiti dell’articolo 96 TUIR.
🌱 Quota terreno
È indeducibile ai fini IRES nella misura forfetaria del 20% o del 30%.
⚖️ Nodo IRAP
L’Agenzia esclude la quota terreno; la Cassazione riconosce la deduzione, esclusi gli interessi.
🔍 Scelta finale
Acquisto, leasing e locazione vanno confrontati sui flussi finanziari netti dopo le imposte.
La contabilizzazione con il metodo patrimoniale

Le differenze per le imprese che applicano l’IFRS 16
Le imprese che adottano i principi contabili internazionali applicano invece l’IFRS 16, che iscrive il diritto d’uso tra le attività e la passività per leasing tra i debiti, con ammortamento del primo e rilevazione degli interessi sulla seconda; il coordinamento fiscale è disciplinato dal D.M. 5 agosto 2019.
Leasing immobiliare: un esempio numerico
Gamma S.r.l. stipula il 1° gennaio un contratto di leasing di durata dodici anni avente a oggetto un fabbricato commerciale (non industriale) del costo di 1.000.000 euro per il concedente. Sono previsti un Maxi-canone di 150.000 euro, canoni annui complessivi di 80.000 euro (144 rate mensili) e un prezzo di riscatto di 100.000 euro, tutti più IVA al 22%.
Tavola 8 – Scritture dell’utilizzatore (primo esercizio e riscatto)
| Conto | Voce di bilancio | Dare | Avere |
| Risconti attivi (Maxi-canone) | D (attivo) | 150.000,00 | |
| IVA a credito | C.II.5-bis | 33.000,00 | |
| a Debiti v/società di leasing | D.14 | 183.000,00 | |
| Canoni di leasing (rate dell’esercizio) | B.8 | 80.000,00 | |
| IVA a credito | C.II.5-bis | 17.600,00 | |
| a Debiti v/società di leasing | D.14 | 97.600,00 | |
| Canoni di leasing (quota di Maxi-canone) | B.8 | 12.500,00 | |
| a Risconti attivi | D (attivo) | 12.500,00 | |
| Fabbricati (al riscatto) | B.II.1 | 80.000,00 | |
| Terreni (al riscatto) | B.II.1 | 20.000,00 | |
| IVA a credito | C.II.5-bis | 22.000,00 | |
| a Debiti v/società di leasing | D.14 | 122.000,00 |
La quota annua di Maxi-canone è pari a 150.000 / 12 = 12.500 euro; il costo annuo complessivo a conto economico è di 92.500 euro.
La deducibilità IRES dei canoni di leasing
Per l’utilizzatore che imputa i canoni a conto economico, la deduzione è ammessa, indipendentemente dalla durata contrattuale, per un periodo non inferiore a dodici anni per i beni immobili (art. 102, c. 7, TUIR, come modificato dalla L. n. 147/2013 per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2014). Il canone va scomposto in:
- quota interessi, determinata secondo il D.M. 24 aprile 1998 ripartendo gli interessi impliciti complessivi (canoni + riscatto – costo sostenuto dal concedente) in proporzione ai giorni di durata; è deducibile nei limiti dell’art. 96 TUIR. Nel caso: (1.110.000 + 100.000 – 1.000.000) / 12 = 17.500 euro annui;
- quota capitale, la quota capitale è pari a 75.000 euro annui, risultante dalla differenza tra il costo imputato a conto economico, pari a 92.500 euro, e gli interessi impliciti, pari a 17.500 euro. La quota riferibile al terreno, determinata forfetariamente nel 20% (30% per i fabbricati industriali), è pari a 15.000 euro e deve essere ripresa a tassazione. La quota capitale fiscalmente deducibile ammonta pertanto a 60.000 euro.
| Componente | Importo |
|---|---|
| Canoni imputati a conto economico | 92.500 euro |
| Quota interessi | 17.500 euro |
| Quota capitale | 75.000 euro |
| Quota terreno indeducibile, 20% | 15.000 euro |
| Quota capitale deducibile IRES | 60.000 euro |
Contratto inferiore a dodici anni: le variazioni fiscali
Se la durata contrattuale è inferiore a dodici anni, i canoni imputati a conto economico eccedono la quota
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