Se segui la pagina della Regione, puoi perdere il contributo per una questione di date. La pagina dice che il contributo del Bando neoimpresa della Valle d’Aosta si chiede «entro i 6 mesi successivi all’avvio dell’attività». La DGR n. 1169 del 9 ottobre 2026, che detta le regole per il 2027, fa partire i 6 mesi dalla consegna del business plan, «pena la mancata erogazione del contributo» (allegato, art. 6, comma 2). Sono due orologi diversi, e conta quello dell’atto.
La misura accompagna una persona disoccupata, residente in Valle d’Aosta e tra 18 e 60 anni, dall’idea all’apertura: consulenza individuale per scrivere il business plan, colloquio di selezione, contributo a fondo perduto di 8.000 euro per una nuova impresa o 5.000 euro per un’attività di lavoro autonomo o libero professionale, con 1.000 euro in più se a candidarsi è una donna, e consulenza nella fase subito dopo l’avvio. Le domande si presentano dal 7 gennaio al 15 novembre 2027 e sono accettate fino a esaurimento delle risorse. Al 13 ottobre 2026 la misura è approvata ma non ancora aperta: oggi ci si può solo preparare.
Per il contributo del 2027 la Regione ha messo 200.000 euro. Per i nostri conti bastano per circa 25 contributi da 8.000 euro: se le domande sono di più, chi arriva tardi rischia di restare fuori pur avendo i requisiti, quindi conta arrivare presto e conta non sbagliare le date.
Bando neoimpresa Valle d’Aosta 2027 in breve
- Cos’è: un percorso regionale in quattro azioni (consulenza sul business plan, contributo a fondo perduto, accompagnamento dopo l’avvio, corso per chi non supera il colloquio), approvato con la DGR n. 1169 del 9 ottobre 2026.
- Per chi: disoccupati con DID, tra 18 e 60 anni, residenti in Valle d’Aosta, senza impresa attiva al Registro e senza partita IVA attiva per il lavoro autonomo, che nei 5 anni precedenti non hanno avuto contributi per avviare un’attività ai sensi di precedenti Piani regionali di politica del lavoro.
- Quanto: 8.000 euro per una nuova impresa, 5.000 per lavoro autonomo o libera professione, 1.000 in più per le candidate; importo fisso in de minimis, senza spese da rendicontare.
- Quando: domande dal 7 gennaio al 15 novembre 2027, fino a esaurimento; il contributo va chiesto entro 6 mesi dalla consegna del business plan.
- Come: domanda in bollo da 16 euro agli uffici della Struttura politiche del lavoro e della formazione; le pagine regionali chiedono un appuntamento con lo Sportello Imprese.
- Vincoli: attività aperta e prevalente occupazione nell’impresa per 36 mesi, partita IVA movimentata, altrimenti il contributo si restituisce per intero, con gli interessi.
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8.000 euroContributo per una nuova impresa, 9.000 se chiede una donna
22/30Punteggio minimo al colloquio di selezione
7 gennaio 2027Apertura delle domande, fino al 15 novembre
Il percorso del Bando neoimpresa in Valle d’Aosta, tappa per tappa
Il contributo non si chiede subito. Prima si entra nel percorso, si supera un colloquio, si lavora con un consulente al business plan, poi si apre l’attività e solo allora arriva la domanda del contributo. Ogni passaggio ha il suo termine, e quello che decide i soldi è il quinto.
| Tappa | Cosa succede | Termine | Dove sta scritto |
|---|---|---|---|
| 1. Domanda di ammissione (Azione 1) | Domanda in bollo da 16 euro agli uffici della Struttura, che verificano i requisiti e passano l’elenco al consulente incaricato dalla Regione | Dal 7 gennaio al 15 novembre 2027, fino a esaurimento delle risorse | Allegato, art. 5, c. 1, lett. a) e b) |
| 2. Colloquio di selezione | Commissione di tre membri nominati dalla Struttura, più un rappresentante del consulente con funzione solo consultiva; servono almeno 22 punti su 30 | La commissione si riunisce una volta al mese | Art. 5, c. 1, lett. c); art. 8 |
| 3. Consulenza e business plan | Prestazioni individuali su organizzazione, marketing, analisi finanziaria e accesso al credito, competenze digitali e relazionali; alla fine un business plan in 7 punti e una relazione di fattibilità | Il consulente consegna i due documenti alla Struttura entro 15 giorni dalla loro elaborazione | Art. 3, c. 1; art. 5, cc. 1, 2 e 3 |
| 3 bis. Sotto i 22 punti: il corso (Azione 4) | Formazione all’imprenditorialità di 16 ore, valida con almeno l’80% di presenza; l’attestato si allega alla nuova domanda | Una sola nuova candidatura, dopo almeno 3 mesi dal colloquio | Art. 7 |
| 4. Apertura dell’attività | Impresa iscritta al Registro con stato «attivo», oppure partita IVA per le attività non iscrivibili; coerente con il business plan e con sede in Valle d’Aosta | Dopo la fine dell’Azione 1: è la sequenza che l’atto presuppone (art. 4, c. 2; art. 6, c. 1) | Art. 4, c. 2; art. 6, cc. 1 e 5 |
| 5. Richiesta del contributo (Azione 2) e dell’accompagnamento (Azione 3) | Un’unica istanza in bollo da 16 euro | Entro 6 mesi dalla consegna del business plan, pena la mancata erogazione | Art. 6, cc. 1 e 2 |
| 6. Concessione | Provvedimento dopo la verifica dei requisiti e delle esclusioni; parte la consulenza dell’Azione 3 | Fino a esaurimento delle risorse | Art. 6, cc. 3 e 4 |
| 7. Obblighi | Partita IVA movimentata, attività aperta e prevalente occupazione nell’impresa | Verifica dopo 10 mesi; vincoli per 36 mesi dall’avvio | Art. 6, c. 5; art. 12 |
Le Azioni 1, 3 e 4 le eroga un unico operatore scelto dalla Regione con una gara ai sensi del D.Lgs. 36/2023 (allegato, art. 3, c. 2), pagato con i 150.000 euro del capitolo U0028132. La DGR ne rinvia la scelta ad atti successivi, che al 13 ottobre 2026 non abbiamo trovato. I bolli sono due, 32 euro in tutto, tre se si ripresenta la domanda.
La base giuridica è il Piano triennale di politica del lavoro e di formazione professionale 2024-2026 (deliberazione del Consiglio regionale n. 3969/XVI del 2 ottobre 2024), nel quadro della l.r. 16 luglio 2024, n. 11; la DGR inquadra la misura fra i livelli essenziali delle prestazioni delle politiche attive previsti dal D.Lgs. 150/2015. Le ultime edizioni erano disciplinate dalla DGR 1510/2024, prorogata per il 2026 dalla DGR 297/2026: non le abbiamo lette, quindi qui trovi solo le regole del 2027.
Chi può entrare nel Bando neoimpresa: i requisiti alla prima domanda
I requisiti dell’Azione 1 si possiedono al momento della domanda e si dichiarano con una dichiarazione sostitutiva (artt. 46 e 47 del DPR 445/2000). La Regione controlla le dichiarazioni su tutte le domande ammesse, non a campione (art. 10, c. 4).
- Disoccupato con DID. Senza lavoro, oppure con un reddito da lavoro dipendente o autonomo la cui imposta lorda non supera le detrazioni dell’art. 13 del TUIR, e con la dichiarazione di immediata disponibilità rilasciata in via telematica (art. 2 e art. 4, c. 1, lett. a).
- Tra 18 e 60 anni (art. 4, c. 1, lett. b).
- Residente in Valle d’Aosta (lett. c).
- Nessuna impresa attiva: non iscritto al Registro delle imprese, o iscritto con stato «inattivo»; per il lavoro autonomo o la libera professione, nessuna partita IVA attiva, verificata presso l’Agenzia delle Entrate (lett. d).
- Nessun contributo analogo negli ultimi 5 anni: per la creazione d’impresa o l’avvio di un’attività professionale nell’ambito di precedenti Piani di politica del lavoro (lett. e).
- Nessun ruolo di rappresentanza nella gestione di società di qualsiasi settore (lett. f).
- Nessuna partecipazione, nei 12 mesi precedenti, a società con oggetto o attività uguali a quelle che vuoi avviare (lett. g).
Per il contributo, poi, servono il business plan chiuso con l’Azione 1, l’attività avviata in coerenza con quel piano e la sede in Valle d’Aosta. Se apri una società, chi ha fatto il percorso deve avere una quota paritaria o maggioritaria rispetto agli altri soci (art. 4, c. 2).
Chi resta fuori, anche con tutti i requisiti personali
L’art. 4, c. 3 esclude le cooperative sociali del titolo III della l.r. 27/1998; la pesca, l’acquacoltura, la produzione primaria agricola e gli altri settori esclusi dall’art. 1 del Reg. UE 2023/2831; lotterie, scommesse e case da gioco; le attività dei procacciatori d’affari e degli agenti di commercio; le attività d’impresa per cui non è prevista l’iscrizione al Registro delle imprese.
Rilevare un’attività esistente non vale. Sono escluse le iniziative avviate con un contratto di affitto o di subentro d’azienda (art. 4, c. 3, lett. d). Se il tuo progetto è prendere in gestione il bar o il negozio di qualcun altro, con questo bando non entri: deve essere un’attività nuova.
Sei punti in cui la pagina della Regione e la DGR 1169/2026 non coincidono
Abbiamo confrontato riga per riga le due pagine regionali sul bando (Lavoro e Sportello imprese, con lo stesso testo sui punti che seguono) con l’allegato alla DGR. Le differenze sono sei, e una settima riguarda una FAQ delle pagine.
| Tema | Pagine regionali, lette il 13 ottobre 2026 | DGR 1169/2026, allegato | Cosa cambia per te |
|---|---|---|---|
| Età | «Essere maggiorenni» | Tra 18 e 60 anni (art. 4, c. 1, lett. b), come nel modulo di adesione | Da 61 anni in su sei fuori, anche se la pagina non lo dice |
| Termine per chiedere il contributo | Entro 6 mesi dall’avvio dell’attività | Entro 6 mesi dalla consegna del business plan, pena la mancata erogazione (art. 6, c. 2) | Di norma il conto parte prima dell’apertura: chi aspetta 6 mesi dall’avvio rischia di arrivare fuori termine |
| Contributi già ricevuti | Non averne fruito, senza limite di tempo | Non averne fruito nei 5 anni precedenti la domanda (art. 4, c. 1, lett. e) | Un contributo ricevuto più di 5 anni prima della domanda non ti esclude |
| Partita IVA | Non citata fra i requisiti | Per il lavoro autonomo o la libera professione, nessuna partita IVA attiva (art. 4, c. 1, lett. d) | Una partita IVA ancora aperta, anche ferma, va chiusa prima della domanda |
| Chi prende 5.000 euro | «Nuove attività libero-professionali» | «Nuove attività di lavoro autonomo o libero professionali» (art. 9, c. 1, lett. b) | Rientra anche il lavoro autonomo senza albo professionale |
| Settori esclusi | Art. 1 del Reg. UE 1407/2013 | Art. 1 del Reg. UE 2023/2831 (art. 4, c. 3, lett. b) | Il riferimento giusto è il regolamento de minimis in vigore dal 2024 |
La FAQ delle pagine secondo cui la partita IVA va aperta «entro i 6 mesi successivi all’avvio dell’attività» non ha riscontro nell’atto. Le pagine sono informative; le regole sono quelle dell’allegato, che la stessa DGR approva come disposizioni attuative. Dove le due fonti divergono, ti conviene seguire quella più stretta. Sul termine dei 6 mesi, di norma, è la DGR, perché l’atto presuppone che il business plan sia pronto prima dell’apertura; se apri prima della consegna, invece, scadono prima i 6 mesi dall’avvio. Rispetta la data che arriva per prima.
Il colloquio da 22 punti su 30: come viene valutato il progetto
Il colloquio arriva prima della consulenza. Ti presenti con la tua idea, non con un business plan scritto da un professionista: quello lo costruisci dopo, con il consulente, solo se passi. La commissione assegna 30 punti su tre criteri (art. 8, c. 2).
| Criterio | Punti | Voci |
|---|---|---|
| Fattibilità e sostenibilità | Fino a 12 | Coerenza fra idea e mercato di riferimento (4); consapevolezza dei costi minimi di avvio e gestione e delle risorse disponibili (4); fattibilità operativa (4) |
| Competenze | Fino a 13 | Chiarezza espositiva del progetto (6); curriculum vitae (4); test psicoattitudinale sull’attitudine all’imprenditoria (3) |
| Motivazione e prospettive | Fino a 5 | Obiettivi di stabilità e fidelizzazione (5) |
Con una soglia a 22 si possono perdere al massimo 8 punti su 30. La voce singola più pesante è la chiarezza espositiva, 6 punti: vale una volta e mezza il curriculum, che si ferma a 4. La seconda leva su cui hai margine è la consapevolezza dei costi: arrivare con un conto, anche approssimativo, di quanto serve per aprire e per stare aperto i primi mesi, e con quali soldi lo copri. Sul modo in cui le commissioni leggono un progetto d’impresa abbiamo scritto una guida su cosa valuta davvero la commissione in un business plan.
Chi resta sotto i 22 punti non è fuori per sempre. Può ripresentarsi una sola volta, dopo almeno 3 mesi dal colloquio, a patto di frequentare il corso di 16 ore dell’Azione 4 (almeno l’80%, cioè 12,8 ore su 16) e di allegare l’attestato alla nuova domanda (art. 7). Con le domande che chiudono il 15 novembre, chi fa il primo colloquio dopo l’estate rischia di non avere il tempo materiale per ripresentarsi nel 2027.
Quanto si ottiene con il Bando neoimpresa: importi fissi e la maggiorazione femminile
Il contributo è un importo fisso legato all’avvio, non una percentuale delle spese (art. 9). Non c’è un elenco di costi da finanziare e non c’è un rendiconto da presentare: i soldi servono a partire e li usi come serve all’attività.
| Chi chiede | Tipo di attività | Contributo | Articolo |
|---|---|---|---|
| Candidato | Nuova impresa | 8.000 euro | Art. 9, c. 1, lett. a) |
| Candidata | Nuova impresa | 9.000 euro | Art. 9, c. 1, lett. a) e c. 2 |
| Candidato | Lavoro autonomo o libera professione | 5.000 euro | Art. 9, c. 1, lett. b) |
| Candidata | Lavoro autonomo o libera professione | 6.000 euro | Art. 9, c. 1, lett. b) e c. 2 |
Le pagine regionali scrivono «fino a 8.000 euro» e, nella stessa frase, la maggiorazione di 1.000 euro per le imprenditrici: 8.000 è l’importo standard di una nuova impresa, il massimo è 9.000 per una nuova impresa avviata da una candidata.
Quanti contributi ci stanno nei 200.000 euro del 2027
La DGR approva una spesa di 350.000 euro per l’annualità 2027, divisa su due capitoli: 150.000 euro per le prestazioni del consulente (Azioni 1, 3 e 4) e 200.000 euro per il contributo dell’Azione 2 (punto 5 del dispositivo). Il numero di contributi dipende dal tipo di attività e da chi la avvia. Il calcolo è nostro, l’atto non lo scrive:
| Se tutte le domande fossero | Importo | Contributi pieni con 200.000 euro |
|---|---|---|
| Nuove imprese di candidati | 8.000 euro | 25 |
| Nuove imprese di candidate | 9.000 euro | 22 |
| Lavoro autonomo di candidate | 6.000 euro | 33 |
| Lavoro autonomo di candidati | 5.000 euro | 40 |
Nella realtà il mix starà nel mezzo: circa 25 contributi da 8.000 euro, qualcuno in più se arrivano attività di lavoro autonomo, qualcuno in meno con la maggiorazione femminile. Non è un massimo fissato dalla norma, è una divisione.
Perché conviene muoversi a gennaio. L’atto dice due volte «fino a esaurimento delle risorse»: per le domande dell’Azione 1 (art. 5, c. 1, lett. a) e per la concessione del contributo (art. 6, c. 4). Non dice che l’ammissione al percorso prenoti gli 8.000 euro, né che le risorse si assegnino in ordine di arrivo delle domande. La lettura prudente è che il contributo si consumi alla concessione, cioè dopo che hai aperto: chi chiude prima consulenza e apertura arriva prima alla cassa. C’è poi il calendario: la DGR fissa il 15 novembre come ultimo giorno «in modo tale da consentire» di chiudere il percorso entro il 31 dicembre 2027 (punto 2 del dispositivo), e le risorse sono stanziate sull’annualità 2027 (punto 5). Il 31 dicembre non è un termine a pena di decadenza, ma l’atto non dice cosa succede alle richieste di contributo che arrivano nel 2028: secondo la nostra lettura, chi entra in autunno si prende questo rischio.
I 6 mesi che decidono il contributo: un esempio con le date
Il termine dell’art. 6, c. 2 non parte da un giorno che scegli tu. Parte dalla consegna del business plan, che non fai tu: la fa il consulente, agli uffici della Struttura, entro 15 giorni da quando il piano è pronto (art. 5, c. 3).
| Passaggio | Seguendo la DGR | Seguendo la pagina regionale |
|---|---|---|
| Business plan pronto | 8 marzo 2027 | 8 marzo 2027 |
| Consegna alla Struttura (al più tardi) | 23 marzo 2027 | Non conta |
| Apertura della partita IVA o iscrizione al Registro | 2 agosto 2027 | 2 agosto 2027 |
| Ultimo giorno per chiedere il contributo | 23 settembre 2027 | 2 febbraio 2028 |
Chi si fida della pagina crede di avere più di quattro mesi in più e perde l’intero contributo. E se il consulente consegna il piano prima dei 15 giorni, il termine si accorcia ancora. L’atto non dice come ti viene comunicata la data di consegna, e non prevede che una scadenza di sabato o di domenica slitti al primo giorno feriale: se cade nel fine settimana, deposita entro il venerdì.
Fatti dare la data per iscritto. Appena il business plan è pronto chiedi al consulente o alla Struttura in che giorno è stato consegnato, e segna in calendario la scadenza dei 6 mesi meno qualche settimana di margine. Se apri l’attività a ridosso di quella data, l’istanza la prepari prima, non dopo.
Se prendi la NASpI. L’anticipazione della NASpI per avviare un’attività autonoma va chiesta all’INPS, a pena di decadenza, entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (D.Lgs. 22/2015, art. 8, c. 3) e dal 2026 si paga in due rate, 70% e 30% (art. 8, c. 3 bis, introdotto dalla L. 199/2025, art. 1, c. 176). Vale per lavoro autonomo, impresa individuale o quota di cooperativa (art. 8, c. 1): chi apre un altro tipo di società resta fuori dalla lettera della norma. Ha un suo calendario, che corre dall’apertura e non dal business plan: con questo bando hai due termini da tenere insieme, e nessuno dei due aspetta la concessione della Regione. La DGR non dice nulla sul rapporto fra le due misure.
Dopo la concessione: 36 mesi di vincoli e i casi di revoca
Una volta aperta, l’attività passa due verifiche previste dall’atto: l’avvio con il Registro delle imprese o l’Agenzia delle Entrate, la movimentazione della partita IVA dopo 10 mesi (art. 6, c. 5). In più la Struttura può mandarti questionari e fissare incontri durante le Azioni 1 e 3 (art. 6, c. 6), e può fare controlli in qualsiasi momento, anche tramite soggetti esterni: i documenti si consegnano entro 10 giorni dalla richiesta (art. 10).
Il contributo viene revocato (art. 12, c. 1) se:
- chiudi l’attività entro 36 mesi dall’avvio;
- la partita IVA non si muove a partire dai 10 mesi successivi all’avvio;
- la partita IVA resta ferma per più di 12 mesi nei 36 successivi all’avvio;
- non mantieni la prevalente occupazione nell’impresa nei primi 36 mesi;
- rifiuti o rendi impraticabile la consulenza dell’Azione 3;
- non fornisci i documenti richiesti in un controllo;
- rinunci al contributo.
Con la revoca restituisci le somme già incassate più gli interessi calcolati sulla media ponderata del tasso ufficiale di riferimento del periodo (art. 12, c. 2). L’atto non prevede una restituzione in proporzione ai mesi: chiudendo al trentacinquesimo mese il capitale da restituire è lo stesso che al quinto, e gli interessi crescono con il periodo. Se rinunci dopo l’incasso restituisci entro 60 giorni dal provvedimento di revoca, con gli interessi legali (art. 11). Le dichiarazioni false portano, oltre alla revoca, al divieto di accesso ad altri contributi per due anni (art. 75, c. 1 bis del DPR 445/2000) e alle sanzioni dell’art. 316 ter del codice penale: reclusione da 6 mesi a 3 anni oppure, per un contributo erogato fino a 3.999,96 euro, una sanzione amministrativa da 5.164 a 25.822 euro, al massimo tre volte il contributo (art. 13). Il contributo di questo bando parte da 5.000 euro, quindi per un contributo percepito per intero senza diritto il ramo è quello penale, con la pena aumentata da un terzo alla metà dall’art. 76 del DPR 445/2000.
Il punto aperto è la «prevalente occupazione». L’atto non la definisce. Nella nostra lettura significa che l’impresa deve essere il tuo lavoro principale: un impiego dipendente a tempo pieno accanto all’attività la mette a rischio, uno breve o a orario ridotto va valutato. Prima di accettare un lavoro nei 36 mesi, chiedi alla Struttura come lo considera.
L’atto non dice invece quando e in quante rate viene pagato il contributo: non prevede anticipi né saldi. Il modulo di richiesta chiede soltanto l’IBAN del conto aziendale.
Fisco, bilancio e de minimis del contributo neoimpresa
Il contributo dell’Azione 2 e la consulenza dell’Azione 3 sono aiuti in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831): il tetto di 300.000 euro di aiuti che un’impresa unica, cioè l’impresa insieme a quelle che controlla o da cui è controllata, anche indirettamente, può ricevere nell’arco di tre anni, su base mobile (art. 3, par. 2; allegato, art. 9, cc. 3 e 5). Ai fini del de minimis l’aiuto va all’attività avviata (ditta, società o partita IVA), non al candidato in quanto disoccupato. Anche la consulenza dell’Azione 3 conta nel plafond «per le P.IVA destinatarie» (art. 9, c. 4), ma l’atto non dice quanto vale per ciascun beneficiario. Le Azioni 1 e 4 non sono qualificate come aiuto. La Regione controlla il plafond sul Registro nazionale degli aiuti di Stato (art. 9, c. 6) e, se lo sforamento c’è, propone di ridurre l’importo (art. 9, c. 10, che rinvia all’art. 14, c. 4 del DM 115/2017). Per un’attività nuova di una persona senza altre partecipazioni il plafond è quasi sempre intatto; il calcolo per chi ha già società collegate è nella nostra guida al calcolo del plafond de minimis.
Ritenuta: l’atto non scrive l’aliquota
L’art. 9, c. 11 dice soltanto che si applicano «le ritenute a norma di legge». La regola generale per i contributi pagati da enti pubblici alle imprese, esclusi quelli per l’acquisto di beni strumentali, è la ritenuta d’acconto del 4%. Per i pagamenti di questa edizione, tutti dal 2027, la norma è l’art. 43, c. 2 del D.Lgs. 33/2025, che si applica dal 1° gennaio 2027 e riprende l’art. 28, c. 2 del DPR 600/1973. Una ditta individuale è un’impresa; se e come la Regione applichi la ritenuta, l’atto non lo dice. Se la Regione la applica, su 8.000 euro ne arrivano 7.680 e i 320 trattenuti si scomputano in dichiarazione. La norma parla di imprese: per il lavoro autonomo e la libera professione chiedi alla Struttura come opera.
Come si tassa e come si scrive in bilancio
- Imposte sui redditi. Per un’impresa il contributo è tassabile. Se lo si qualifica in conto esercizio è un ricavo (art. 94, c. 1, lett. h del D.Lgs. 117/2026, testo unico in vigore dal 2027; prima art. 85 del TUIR); se lo si tratta come contributo non legato alla gestione è una sopravvenienza attiva, tassata nell’anno dell’incasso (art. 97, c. 3, lett. b; prima art. 88 del TUIR). L’atto non lo qualifica, e la scelta sposta l’anno in cui paghi: va fatta con il commercialista. Per una ditta in contabilità semplificata conta comunque l’incasso (art. 75 del D.Lgs. 117/2026, prima art. 66 del TUIR).
- Regime forfettario e professionisti. L’atto non dice nulla e non abbiamo trovato un chiarimento della Regione su questo bando. Prima di scegliere il regime con cui aprire, fai valutare al commercialista anche il trattamento di questi 5.000 o 8.000 euro.
- IRAP. La paga la società; le persone fisiche che esercitano un’attività d’impresa o una professione ne sono esenti dal 2022 (L. 234/2021, art. 1, c. 8).
- IVA. Fuori campo: è un contributo senza una prestazione in cambio (D.Lgs. 10/2026, art. 5, c. 3, lett. a, testo unico IVA in vigore dal 2027; prima DPR 633/1972, art. 2, c. 3, lett. a).
- Bilancio. In una società in contabilità ordinaria va fra gli altri ricavi e proventi, alla voce A5 come contributo in conto esercizio, nell’esercizio in cui il diritto diventa certo, di norma quello del provvedimento di concessione (OIC 12). I vincoli dei 36 mesi non spostano la rilevazione; se una causa di revoca diventa probabile, serve un fondo rischi (OIC 31).
Con quali altri aiuti si somma
Con aiuti che non sono aiuti di Stato, fino al valore del bene finanziato; con altri de minimis concessi in base al Reg. UE 2023/2832; con quelli dei regolamenti 1408/2013 e 717/2014 entro il tetto di 300.000 euro dell’art. 3, par. 2 del Reg. UE 2023/2831; con altri aiuti di Stato sugli stessi costi, entro l’intensità o l’importo più alti fissati dal regolamento di esenzione o dalla decisione della Commissione (art. 9, cc. 7, 8 e 9). Il limite vero, però, spesso lo mette l’altra misura, come nel caso che segue.
Neoimpresa o Autoimpiego Centro-Nord: per chi apre in Valle d’Aosta si sceglie
La Valle d’Aosta è fra le dodici regioni di Autoimpiego Centro-Nord, la misura nazionale gestita da Invitalia. Ma il decreto di Autoimpiego (DM 11 luglio 2025, art. 15) esclude il cumulo con qualsiasi altra agevolazione nazionale, regionale o europea, salvo poche eccezioni fra cui non c’è un contributo regionale come questo. Le due misure non si sommano: si sceglie.
Bando neoimpresa Valle d’Aosta
Disoccupati tra 18 e 60 anni residenti in regione. Contributo fisso di 8.000 euro (5.000 per il lavoro autonomo, più 1.000 per le donne) senza spese da rendicontare, con consulenza prima e dopo l’apertura. L’atto presuppone che la partita IVA si apra dopo il business plan.
Autoimpiego Centro-Nord
Dai 18 anni compiuti ai 35 non ancora compiuti, inoccupati, inattivi o disoccupati, compresi i disoccupati GOL. Voucher fino a 30.000 euro (40.000 con la maggiorazione) o contributo sul programma di investimento, con spese da sostenere e rendicontare. L’attività si avvia nel mese che precede la domanda, o nello stesso mese secondo le FAQ di Invitalia, e deve risultare ancora inattiva alla domanda.
Per chi ha già compiuto 35 anni la scelta non si pone: resta solo la misura regionale. Per un under 35 con un investimento importante, Autoimpiego vale molto di più; per chi apre con poche spese, il contributo regionale non chiede di rendicontare quello che spendi. Tutti i requisiti, gli importi e il simulatore di Autoimpiego sono nella nostra guida ad Autoimpiego Centro-Nord 2026. Il quadro delle altre strade per chi apre una partita IVA è nella guida al fondo perduto per le nuove partite IVA, e se l’attività è un negozio di prossimità guarda anche i contributi valdostani agli esercizi di vicinato, che hanno regole e finestre proprie.
Domande frequenti sul Bando neoimpresa della Valle d’Aosta
Ho 61 anni e sono disoccupato: posso partecipare al Bando neoimpresa?
No. L’atto chiede un’età tra 18 e 60 anni alla domanda (art. 4, c. 1, lett. b), anche se le pagine regionali scrivono solo «maggiorenni». Vale la DGR.
Prendo la NASpI: per il bando sono disoccupato?
L’atto non cita la NASpI. Guarda alla definizione dell’art. 2: sei disoccupato se sei senza lavoro, o con un reddito da lavoro così basso che l’imposta lorda non supera le detrazioni, e se hai rilasciato la DID. Se ti manca la DID, rilasciala prima di gennaio.
Ho una partita IVA aperta ma ferma da anni: devo chiuderla?
Se vuoi avviare un lavoro autonomo o una professione, sì: l’atto chiede di non essere titolare di una partita IVA attiva, verificata presso l’Agenzia delle Entrate. Per un’impresa conta invece l’iscrizione al Registro, che deve mancare o risultare «inattiva».
Posso rilevare un bar con un affitto d’azienda e chiedere il contributo?
No. Le iniziative avviate con contratto di affitto o di subentro d’azienda sono escluse (art. 4, c. 3, lett. d). Il bando finanzia attività nuove.
Apro una società con un socio: chi deve fare il percorso?
Chi ha fatto l’Azione 1 deve avere una quota paritaria o maggioritaria (art. 4, c. 2, lett. b). L’importo di 8.000 euro è previsto «per le neo imprese»; l’atto non dice se due soci che fanno entrambi il percorso abbiano due contributi per la stessa società. Su questo chiedi conferma alla Struttura prima di costituire.
Ho già avuto un contributo per aprire un’attività: posso ripartecipare?
Dipende dalla data. Sono esclusi solo i contributi per la creazione d’impresa o l’avvio di un’attività professionale ricevuti «ai sensi di precedenti Piani di politica del lavoro» nei 5 anni precedenti la domanda (art. 4, c. 1, lett. e): un contributo da una misura nazionale non conta per questo requisito. L’atto non precisa se conti la data della concessione o quella dell’incasso: nel dubbio usa la più recente.
Non ho superato il colloquio: posso riprovare?
Una sola volta, dopo almeno 3 mesi dal colloquio, frequentando almeno l’80% del corso di 16 ore dell’Azione 4 e allegando l’attestato alla nuova domanda (art. 7). Restano fermi tutti i requisiti dell’art. 4.
Posso sommare il Bando neoimpresa e Autoimpiego Centro-Nord?
No. Il problema non è il bando regionale, che ammette il cumulo nei limiti del de minimis: è Autoimpiego, che all’art. 15 del DM 11 luglio 2025 vieta di sommarlo ad altre agevolazioni nazionali, regionali o europee.
Il contributo è tassato?
Sì, per un’impresa concorre al reddito, e l’atto prevede «le ritenute a norma di legge» senza indicare l’aliquota. Per le imprese la regola generale è il 4% d’acconto. Come si qualifica, e quindi in che anno si tassa, va deciso con il commercialista; per forfettari e professionisti l’atto non dà indicazioni.
Quando arrivano i soldi?
L’atto non lo dice: disciplina concessione e revoca, non tempi e modalità di pagamento. Il modulo di richiesta chiede l’IBAN del conto aziendale. Tieni conto che l’attività va aperta prima, quindi i primi costi li anticipi tu.
Cosa fare tra ottobre e dicembre 2026 per arrivare pronti a gennaio
- Controlla di avere la DID attiva e di rientrare nella definizione di disoccupato dell’art. 2.
- Se hai una partita IVA aperta o un’impresa iscritta e attiva, valuta con il commercialista come chiuderla prima della domanda.
- Ricostruisci i contributi ricevuti per avviare attività negli ultimi 5 anni e le cariche in società degli ultimi 12 mesi.
- Prepara l’idea per il colloquio: mercato, costi minimi di avvio e gestione, con quali risorse li copri, un curriculum aggiornato.
- Se l’attività è un subentro o un affitto d’azienda, cambia progetto o cambia strada: qui non entra.
- Dal 7 gennaio prendi appuntamento: le pagine regionali indicano lo Sportello Imprese, ai numeri 0165 274703 e 0165 274718.
- Quando il business plan è pronto, fatti dire la data di consegna e calcola i 6 mesi da lì.
Se ti serve una misura che si possa usare prima del 2027, guarda le scadenze nel nostro calendario dei bandi a fondo perduto di questo mese, oppure il confronto su quale bando scegliere per aprire un’attività nel 2026.
Vuoi aprire in Valle d’Aosta nel 2027 e capire se il Bando neoimpresa fa per te? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per controllare requisiti, tempi e alternative sul tuo caso.
Fonte ufficiale: deliberazione della Giunta regionale n. 1169 del 9 ottobre 2026 con l’allegato «Disposizioni attuative per l’applicazione della misura Bando neoimpresa», Regione autonoma Valle d’Aosta. La pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale non è stata verificata.
Pagine lette il 13 ottobre 2026: pagina del Bando neoimpresa sul sito Lavoro della Regione e scheda dello Sportello imprese, con la modulistica aggiornata al 12 ottobre 2026.
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