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Cari Amici, Care Amiche,
la prossima Legge di Bilancio rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro del nostro Paese. In una fase segnata dall’aumento del costo della vita, dalle difficoltà delle famiglie e dalle incertezze economiche, credo che la politica abbia il dovere di indicare priorità chiare e di dare risposte concrete ai bisogni degli italiani.
La prossima Manovra deve avere una bussola precisa: difendere il ceto medio, sostenere le famiglie e dare ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro.
Per noi dell’UDC la priorità è quella parte del Paese che ogni giorno lavora, produce, paga le tasse, cresce i figli, assiste i propri anziani e contribuisce a tenere unite le nostre comunità. Parliamo di milioni di famiglie, lavoratori, pensionati, professionisti, artigiani e piccoli imprenditori che rappresentano la vera spina dorsale dell’Italia.
È a loro che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, con una politica fiscale più equa, meno tasse sui redditi e misure capaci di difendere concretamente il potere d’acquisto. Perché chi lavora e si assume responsabilità deve poter guardare al futuro con maggiore serenità.
Sappiamo bene che le risorse pubbliche non sono illimitate e che la serietà nella gestione dei conti dello Stato è una condizione indispensabile per garantire stabilità e credibilità al Paese. Ma sono convinto che rigore nei conti pubblici e attenzione alle persone debbano camminare insieme. Una buona Manovra non si misura soltanto attraverso i numeri, ma anche dalla capacità di migliorare la vita quotidiana dei cittadini.
CASA, LA PROPOSTA UDC: IMU DIMEZZATA PER CHI RIMETTE IN AFFITTO GLI IMMOBILI VUOTI
Accanto al sostegno al reddito, c’è una grande questione che non possiamo più rinviare: la casa.
In Italia abbiamo milioni di abitazioni vuote e, contemporaneamente, migliaia di famiglie che non riescono a trovare un affitto sostenibile. Giovani coppie costrette a rinviare i propri progetti di vita, lavoratori che faticano a trovare un alloggio vicino al luogo di lavoro, genitori che devono destinare una parte sempre più consistente del proprio reddito alle spese abitative.
È un paradosso che dobbiamo superare: da una parte case inutilizzate, dall’altra persone che cercano disperatamente un’abitazione.
Per questo, nella prossima Manovra, come UDC proponiamo una misura concreta: dimezzare l’IMU per i proprietari che rimettono sul mercato le abitazioni inutilizzate, affittandole a canone concordato.
Il principio è semplice: meno tasse per chi rimette in affitto una casa vuota, più abitazioni disponibili a prezzi sostenibili per le famiglie.
Vogliamo incentivare i proprietari a recuperare e valorizzare il patrimonio immobiliare esistente, offrendo loro un vantaggio fiscale in cambio della disponibilità a mettere l’immobile sul mercato della locazione a condizioni concordate.
È una proposta che punta a raggiungere un duplice obiettivo: ridurre il peso fiscale sui proprietari e aumentare l’offerta di abitazioni in affitto, contribuendo a rendere il mercato più accessibile, soprattutto per il ceto medio, i giovani e le famiglie.
Non possiamo lasciare che la casa diventi un lusso riservato a pochi. E non possiamo nemmeno ignorare le preoccupazioni di tanti piccoli proprietari, spesso famiglie che hanno investito i risparmi di una vita in un immobile e che oggi esitano ad affittarlo per il timore di morosità, contenziosi e procedure troppo lunghe.
Dobbiamo ricostruire la fiducia tra proprietari e inquilini, garantendo regole chiare, maggiore certezza e strumenti che rendano conveniente rimettere in circolo gli immobili inutilizzati.
La nostra proposta sull’IMU si inserisce in un percorso che abbiamo già avviato in Parlamento, attraverso iniziative legislative per incentivare le locazioni, semplificare le procedure e favorire il recupero del patrimonio immobiliare esistente.
Abbiamo inoltre proposto di estendere la cedolare secca del 21% alle locazioni commerciali, per sostenere chi mette a disposizione negozi, uffici e locali destinati alle attività economiche. Una misura che potrebbe contribuire a riaprire spazi oggi inutilizzati, favorire nuove iniziative imprenditoriali e contrastare lo svuotamento dei centri storici e dei quartieri.
Perché la casa non è soltanto un bene immobiliare. È sicurezza, stabilità, autonomia, possibilità di costruire una famiglia e mettere radici in una comunità.
La sfida non è soltanto costruire nuove abitazioni, ma far tornare a vivere quelle che già abbiamo. Una casa chiusa è una risorsa sprecata. Una casa affittata è un’opportunità per una famiglia e per l’intero Paese.
È questa la politica abitativa che vogliamo portare avanti: pragmatica, equilibrata e capace di tutelare sia chi possiede un immobile sia chi cerca un’abitazione.
Perché senza casa non c’è futuro. LEGGI LE NOSTRE PROPOSTE SULLA CASA
SALUTE, CURE PALLIATIVE E CAREGIVER: NESSUNO DEVE ESSERE LASCIATO SOLO
Un’altra nostra priorità nella prossima Legge di Bilancio riguarda la salute, l’assistenza e la cura delle persone più fragili.
Una società giusta si riconosce dalla capacità di non lasciare sole le persone nei momenti di maggiore difficoltà. Penso agli anziani, alle persone con disabilità, ai malati e alle tante famiglie che ogni giorno affrontano il peso dell’assistenza ai propri cari.
Per questo continuiamo a chiedere maggiori investimenti nell’assistenza territoriale, un rafforzamento delle cure palliative e un sostegno concreto ai caregiver familiari, troppo spesso lasciati soli ad affrontare responsabilità enormi.
Come UDC abbiamo presentato una proposta legislativa per destinare 200 milioni di euro all’anno al potenziamento delle cure palliative, con l’obiettivo di garantire un’assistenza più capillare, ridurre le differenze territoriali e assicurare dignità e qualità della vita alle persone che affrontano malattie gravi.
Allo stesso tempo, ritengo indispensabile riconoscere e sostenere il ruolo dei caregiver familiari. Parliamo di persone che ogni giorno dedicano tempo, energie e spesso sacrificano opportunità lavorative per assistere un familiare non autosufficiente.
Prendersi cura di chi soffre non può diventare una responsabilità lasciata interamente sulle spalle delle famiglie. Lo Stato deve fare la propria parte.
Dobbiamo rafforzare i servizi di assistenza domiciliare, sostenere le famiglie e garantire risposte concrete a chi vive situazioni di fragilità. LEGGI LA NOSTRA PROPOSTA
UNA MANOVRA CHE METTA LA PERSONA E LA FAMIGLIA AL CENTRO
Sono convinto che casa, cura e famiglia non siano capitoli separati della politica economica, ma le fondamenta della sicurezza economica e sociale degli italiani.
Una famiglia che può permettersi una casa, contare su servizi sanitari adeguati e ricevere sostegno nei momenti di difficoltà è una famiglia che può guardare al domani con maggiore fiducia.
E una società nella quale il ceto medio viene sostenuto, i giovani possono costruire il proprio futuro e le persone fragili non vengono abbandonate è una società più forte e più coesa.
Non abbiamo bisogno di promesse a pioggia o di interventi frammentati. Abbiamo bisogno di scelte precise, risorse utilizzate bene e provvedimenti che mettano davvero la persona al centro.
È questa la direzione che, come Unione di Centro, vogliamo indicare nel confronto sulla prossima Manovra: meno pressione fiscale, più sostegno al ceto medio, incentivi per rimettere in affitto le case vuote, maggiore attenzione alle famiglie, ai giovani e alle persone fragili.
Perché la politica deve tornare a occuparsi delle preoccupazioni quotidiane degli italiani: il costo della vita, le tasse, il mutuo, l’affitto, il lavoro, la salute e la possibilità di garantire un futuro migliore ai propri figli.
La nostra bussola rimane la stessa: la persona al centro, la famiglia come pilastro della società e nessuno lasciato solo.
Con questo impegno continueremo a lavorare in Parlamento, con serietà, responsabilità e concretezza.
CONSIGLIO EUROPEO. L’EUROPA CAMBI PASSO: BASTA VINCOLI, PIÙ SOSTEGNO A FAMIGLIE E IMPRESE
Mercoledì scorso in occasione delle comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, sono intervenuto nell’Aula del Senato per ribadire un principio fondamentale: l’Europa deve tornare a mettere al centro le persone, le famiglie, il lavoro e le imprese.
Fuori dalle Aule parlamentari c’è un’Italia che lavora, produce e affronta sacrifici quotidiani. Ci sono famiglie preoccupate per il costo delle bollette, imprenditori alle prese con spese energetiche sempre più pesanti, giovani che chiedono opportunità e lavoratori che vogliono certezze per il proprio futuro.
A queste persone dobbiamo dare risposte concrete. Non burocrazia o ideologia, ma soluzioni.
La richiesta di maggiore flessibilità che il Governo italiano porta a Bruxelles non è una richiesta di favori. È una richiesta di responsabilità nei confronti delle famiglie e delle imprese italiane.
Non possiamo chiedere alle nostre aziende di competere sui mercati internazionali sostenendo costi energetici insostenibili. Non possiamo parlare di rilancio industriale e poi lasciare soli artigiani, commercianti, agricoltori e piccole imprese.
La competitività del nostro sistema produttivo non riguarda soltanto le aziende: significa difendere posti di lavoro, salari, potere d’acquisto e benessere delle famiglie.
Per questo servono strumenti europei più flessibili, interventi contro il caro energia, investimenti nell’innovazione e politiche capaci di rafforzare l’industria e la sicurezza del nostro Paese.
Nel mio intervento ho voluto rispondere anche a chi, dall’opposizione, ha definito un “piattino” la richiesta italiana di maggiore flessibilità.
Ho ricordato che nel 2019 anche il Governo Conte si rivolse a Bruxelles per difendere gli interessi nazionali.
Perché ciò che ieri era responsabilità oggi dovrebbe diventare debolezza? L’interesse nazionale cambia forse a seconda del colore politico di chi governa?
Quando il presidente del Consiglio siede ai tavoli europei non rappresenta soltanto il Governo o la maggioranza parlamentare, ma l’Italia intera.
Difendere gli interessi del nostro Paese dovrebbe essere un obiettivo condiviso, al di là delle appartenenze politiche.
Come UDC crediamo profondamente nel progetto europeo, ma vogliamo un’Europa capace di ascoltare i cittadini, non un’Unione distante, concentrata esclusivamente su vincoli, regole e percentuali.
Crediamo nell’Europa dei popoli, delle famiglie, delle comunità e del lavoro. Un’Europa che mette la persona al centro delle proprie scelte.
Un’Europa che sostenga chi produce, aiuti chi è in difficoltà e offra alle nuove generazioni opportunità concrete di crescita.
Per questo ho rivolto un messaggio chiaro alla presidente Meloni: vada a Bruxelles con determinazione, a testa alta, con proposte serie e con la forza delle ragioni dell’Italia.
L’Italia non chiede privilegi. Chiede rispetto, responsabilità e un’Europa più forte, più giusta e più vicina ai cittadini.
Perché difendere gli interessi dell’Italia non significa essere contro l’Europa.
Significa lavorare per costruire un’Europa migliore, che non lasci indietro nessuno e metta sempre la persona al centro.
DIGITALMEET 2026 E GOVERNARE L’IA | INNOVAZIONE, IMPRESE, LAVORO E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LA PERSONA AL CENTRO DEL FUTURO DIGITALE

L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente il nostro modo di vivere, lavorare e fare impresa. La sfida della politica non è fermare questa rivoluzione tecnologica, ma saperla governare, mettendo sempre al centro le persone.
Con questo obiettivo, venerdì scorso ho promosso e ospitato al Senato della Repubblica due importanti iniziative dedicate all’intelligenza artificiale e al futuro digitale dell’Italia: la conferenza stampa di presentazione di Digitalmeet 2026, durante la quale abbiamo illustrato la prima mappa nazionale delle imprese che sviluppano intelligenza artificiale, e il convegno pomeridiano “Governare l’intelligenza artificiale”, dedicato alla trasformazione della Pubblica amministrazione.
Due appuntamenti che hanno riunito istituzioni, università, ricercatori, imprese e professionisti per affrontare una sfida comune: trasformare l’innovazione in un’opportunità concreta di crescita economica, lavoro e miglioramento dei servizi ai cittadini.
Nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama abbiamo presentato la 14ª edizione di Digitalmeet, il festival dell’alfabetizzazione digitale fondato da Gianni Potti, che quest’anno propone oltre 100 eventi in tutta Italia.
Al centro della conferenza stampa, la presentazione della ricerca “L’economia dell’Intelligenza Artificiale. La mappa delle imprese AI-focused in Italia”, realizzata da InfoCamere e Università di Padova, con il coordinamento scientifico del professor Paolo Gubitta.
I numeri raccontano un’Italia che innova e guarda al futuro.
Alla fine del 2025 risultavano 14.840 imprese AI-focused, quasi il triplo rispetto al 2020. Il 72% è nato tra il 2021 e il 2025 e il 93,1% è costituito da microimprese.
Queste realtà impiegano circa 105.800 addetti e hanno raggiunto, nel 2024, un valore della produzione complessivo di 21,5 miliardi di euro.
È la fotografia di un’imprenditoria giovane, dinamica e innovativa, che rappresenta una grande opportunità per la competitività del nostro Paese.
Ma emerge anche una criticità: molte di queste imprese nascono piccole e incontrano difficoltà nel crescere. Dobbiamo creare le condizioni affinché possano investire, assumere personale qualificato e competere sui mercati internazionali.
Uno dei temi che ho voluto sottolineare riguarda il capitale umano, il vero motore dell’innovazione.
L’Italia dispone di università eccellenti, ricercatori e giovani talenti, ma troppo spesso non riesce a offrire loro opportunità professionali adeguate.
Non possiamo continuare a formare i nostri giovani per poi vederli partire all’estero. Investire nelle competenze significa investire nel futuro del Paese.
Esiste inoltre un divario tra le imprese che sviluppano intelligenza artificiale e quelle che ancora faticano a utilizzarla.
Secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, il 76% delle piccole e medie imprese italiane non ha investito né prevede di investire nell’intelligenza artificiale, mentre soltanto il 7% ha avviato programmi strutturati di formazione.
La trasformazione digitale non può essere un privilegio delle grandi aziende. Deve diventare un’opportunità accessibile anche alle piccole imprese, agli artigiani e ai nostri territori.
Per questo dobbiamo puntare su tre priorità: persone, processi e crescita, investendo nella formazione, accompagnando le imprese nell’innovazione e sostenendo lo sviluppo delle realtà più dinamiche.
GOVERNARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PIÙ EFFICIENTE E VICINA AI CITTADINI
Nel pomeriggio, nella Sala Koch del Senato, ho aperto il convegno “Governare l’intelligenza artificiale: la trasformazione del sistema pubblico tra innovazione, competenze e responsabilità”.
Un importante momento di confronto con il contributo del sottosegretario Alberto Barachini, in collegamento video, di Gianni Potti, Gianni Dal Pozzo e Gherardo Zei, dedicato alle opportunità e alle responsabilità legate all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione.
L’IA può contribuire a semplificare le procedure, ridurre la burocrazia, migliorare la gestione dei dati e rendere più efficienti i servizi pubblici.
Ma dobbiamo avere chiaro un principio: una Pubblica amministrazione potenziata dall’intelligenza artificiale non deve diventare un’amministrazione automatica.
Dietro ogni pratica c’è una persona, dietro ogni richiesta di assistenza c’è una famiglia, dietro ogni domanda rivolta a un ufficio pubblico c’è un cittadino che attende una risposta.
La tecnologia deve aiutare le istituzioni a rispondere meglio a questi bisogni, senza sostituire la responsabilità umana nelle decisioni.
Una particolare attenzione deve essere rivolta ai piccoli Comuni e agli enti territoriali, che spesso dispongono di risorse e competenze limitate. Dopo gli investimenti del PNRR serviranno risorse stabili, formazione continua e strumenti adeguati per garantire la modernizzazione dei servizi.
Non possiamo costruire un’Italia digitale a due velocità. L’innovazione deve avvicinare lo Stato ai cittadini, non creare nuove distanze.
Desidero ringraziare Gianni Potti e la Fondazione Comunica, InfoCamere, l’Università di Padova, il professor Paolo Gubitta e Niccolò Stamboglis per il prezioso lavoro di ricerca.
Un ringraziamento anche a Corrado Creston, Vincenzo Dolce, Francesca Senette, ai relatori del convegno e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita di questa giornata di confronto.
I due appuntamenti hanno dimostrato quanto sia importante fare sistema tra istituzioni, università, imprese e mondo del lavoro per accompagnare la trasformazione digitale del nostro Paese.
L’Italia possiede competenze, professionalità e creatività per essere protagonista di questa nuova stagione tecnologica. Servono però investimenti, una visione di lungo periodo e la capacità di valorizzare le persone.
Governare l’intelligenza artificiale non significa frenare l’innovazione, ma darle una direzione.
Perché il progresso ha davvero valore soltanto quando migliora la vita delle persone. Il futuro digitale che vogliamo costruire deve essere un futuro nel quale la tecnologia sia al servizio dell’uomo e nessuno venga lasciato indietro. LEGGI IL BLOG

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- Casa di Riposo “Dott. Umberto e Alice Tassoni”, Cornedo Vicentino (VI). Selezione per per Operatori Socio Sanitari
- Azienda ULSS n. 3 Serenissima, Venezia. 1 posto di Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
- Azienda ULSS n. 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE). Avviso pubblico per Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico
- Azienda ULSS n. 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE). Avviso pubblico per posti di Infermiere
- Casa di Riposo “San Giovanni Battista”, Montebello Vicentino (VI). Selezione per Infermieri, Fisioterapisti e Logopedisti
- Azienda ULSS n. 8 Berica, Vicenza. Avviso pubblico per assunzione di Infermieri
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzioni di Ostetriche/Ostetrici
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzione di Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro
- Azienda ULSS n. 5 Polesana, Rovigo. Avviso pubblico per assunzione di Assistenti Sanitari
- Pesaro. 1 posto per collaboratori domestici e professioni assimilate
- Fabriano. 1 posto per conduttori di macchinari per la fabbricazione di articoli in plastica e assimilati
- Macerata. 2 posti di conduttori di macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali
- Ascoli. 6 posti per confezionatori di capi di abbigliamento
- Ascoli. 1 posto per Addetti al lavaggio veicoli
- Macerata. 1 posto per Addetti alla contabilità
- Fermo. 1 posto di contabile
- Pesaro. 1 posto per Commessi delle vendite al minuto
- Pesaro. 1 addetto alle pulizie
- Ascoli. 1 posto di segretario amministrativo
- Fermo. 1 posto per segretari amministrativi e tecnici degli affari generali
- Ascoli. 1 posto per addetti al banco nei servizi di ristorazione
- Ascoli. 3 posti per conduttori di carrelli elevatori
- Pesaro. 1 posto per camerieri di albergo
- Ascoli. 1 posto per personale non qualificato addetto alla manutenzione del verde
- Fermo. 1 posto per segretari amministrativi, archivisti, tecnici degli affari generali e professioni assimilate
- Ascoli. 1 posto per tecnici elettronici
- Pesaro. 1 posto per acconciatori
- Pesaro. 1 posto per addetti alle buste paga
- Ascoli. 1 posto per assemblatori in serie di articoli in legno e in materiali assimilati
Vi ringrazio per l’attenzione
Buon proseguimento,
Antonio
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