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Dal 20 ottobre 2026, alle ore 12:00, prende il via la precompilazione delle domande per il Voucher Cloud e Cybersecurity, l’incentivo promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito con il supporto di Invitalia per sostenere la trasformazione digitale di PMI e lavoratori autonomi.
La misura dispone di 150 milioni di euro, di cui circa 71 milioni riservati al Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), e riconosce un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, per investimenti di almeno 4.000 euro in soluzioni di cloud computing e cybersecurity.
La precompilazione precede l’apertura dello sportello per l’invio ufficiale delle domande, fissata alle ore 12:00 del 10 novembre 2026. Le istanze potranno essere trasmesse fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse, e saranno valutate in ordine cronologico di presentazione.
In vista dell’avvio della procedura, il MIMIT ha aggiornato il 12 ottobre 2026 le FAQ, fornendo importanti chiarimenti sui requisiti di accesso, sulla documentazione necessaria e sulle modalità di acquisizione dei prodotti e servizi agevolabili.
Voucher cloud e cybersecurity: il calendario delle domande
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Data |
Adempimento |
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20 ottobre 2026, ore 12:00 |
Apertura della precompilazione |
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10 novembre 2026, ore 12:00 |
Inizio dell’invio ufficiale delle domande |
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20 gennaio 2027, ore 12:00 |
Chiusura dello sportello, salvo esaurimento anticipato delle risorse |
ATTENZIONE: la precompilazione non equivale alla presentazione della domanda e non attribuisce alcuna priorità nell’accesso alle risorse.
Precompilazione dal 20 ottobre: documenti e procedura
Per accedere alla piattaforma informatica sono necessarie credenziali SPID, Carta d’identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).
Il richiedente dovrà inserire i dati richiesti e predisporre la documentazione relativa all’investimento.
In particolare, occorrono:
- PEC attiva e firma digitale;
- descrizione della situazione tecnologica iniziale e del miglioramento atteso;
- offerte dei fornitori con i codici identificativi dei prodotti e servizi presenti nell’elenco ministeriale e il dettaglio dei costi;
- dichiarazione relativa alla disponibilità di una connessione Internet di almeno 30 Mbps;
- dichiarazione sostitutiva sul rispetto dell’obbligo assicurativo contro i rischi catastrofali, per le PMI soggette a tale obbligo.
Al termine della compilazione, il sistema genera un modulo PDF che deve essere firmato digitalmente e ricaricato sulla piattaforma. Viene quindi attribuito un codice di predisposizione, da utilizzare per l’invio ufficiale a partire dal 10 novembre.
Ogni beneficiario può presentare una sola domanda di agevolazione.
Domanda tramite delegato: chi può firmare?
Le FAQ ministeriali chiariscono che la procedura può essere gestita anche da un soggetto delegato, come un consulente o un professionista, attraverso la funzionalità “Anagrafica e Deleghe” della piattaforma.
Dopo l’accreditamento dell’impresa sulla piattaforma, il legale rappresentante può indicare il soggetto delegato e le relative autorizzazioni. Il modello di delega generato dal sistema deve essere firmato digitalmente e caricato sulla piattaforma.
ATTENZIONE: il delegato alla compilazione o alla presentazione non può firmare il modulo di domanda al posto del legale rappresentante. La sottoscrizione spetta a quest’ultimo oppure al lavoratore autonomo richiedente, salvo il caso del procuratore speciale regolarmente abilitato.
Preventivi firmati: cosa devono contenere
Uno dei principali chiarimenti delle FAQ del 12 ottobre riguarda le offerte commerciali da allegare alla domanda.
Il preventivo deve essere firmato dal fornitore e contenere:
- l’identificazione del fornitore;
- i prodotti e servizi proposti, con i relativi codici identificativi presenti nell’elenco ministeriale;
- il dettaglio delle voci di costo;
- la situazione tecnologica di partenza del beneficiario e il miglioramento garantito dall’investimento oppure, per un nuovo servizio, la sua precedente indisponibilità.
Le offerte possono essere personalizzate in funzione delle esigenze del richiedente, senza obbligo di utilizzare un listino standard.
Il beneficiario dovrà inoltre dichiarare nella domanda lo stato iniziale della propria dotazione tecnologica e il miglioramento previsto, con la possibilità di allegare ulteriore documentazione a supporto.
Connessione Internet: 30 Mbps nominali, escluse le reti mobili
Per accedere al voucher è necessario disporre, alla data di presentazione della domanda, di un contratto di connettività con velocità nominale o massima in download di almeno 30 Mbps. Non è richiesta, quindi, una banda minima garantita di tale valore.
Sono ammesse connessioni in fibra ottica, VDSL, FWA e satellitari, mentre sono escluse quelle basate su rete mobile, comprese le SIM dati.
Il contratto può essere intestato anche a un soggetto diverso dal beneficiario, purché sia dimostrabile il rapporto tra le parti e la connessione sia riferita alla sede indicata nella domanda.
In fase di presentazione è sufficiente dichiarare il possesso del requisito. Il contratto e la documentazione comprovante la disponibilità della connessione saranno richiesti in sede di erogazione e dovranno attestare che il servizio era già disponibile alla data della domanda.
Beneficiari: i chiarimenti per nuove imprese e professionisti
Le FAQ confermano che possono accedere al voucher anche le imprese di nuova costituzione, regolarmente iscritte al Registro delle imprese e attive, pur in assenza di bilanci già depositati.
Per i professionisti, il contributo può essere richiesto dai singoli lavoratori autonomi titolari di partita IVA, mentre sono esclusi gli studi professionali associati, gli Ordini professionali e le relative Fondazioni.
Resta necessario il rispetto di tutti gli ulteriori requisiti previsti dalla misura.
Abbonamenti: esclusi i servizi cloud a consumo
Il MIMIT ha fornito ulteriori precisazioni sulle modalità di acquisizione dei prodotti e servizi finanziabili.
L’investimento può essere realizzato mediante acquisto diretto oppure abbonamento di durata non inferiore a 24 mesi, anche combinando le due modalità.
Per gli abbonamenti sono agevolabili esclusivamente i canoni riferiti ai primi 24 mesi di utilizzo, anche quando il contratto ha una durata superiore. Il relativo importo complessivo deve essere indicato nel piano di spesa.
Sono ammessi anche pagamenti anticipati, per una o più annualità. In questo caso, non è necessario attendere l’effettivo decorso dei 24 mesi per considerare concluso il progetto, purché le spese ammissibili risultino fatturate e pagate nei termini previsti e sia rispettata la durata contrattuale minima.
Non sono invece ammissibili i servizi cloud con tariffazione a consumo (pay-per-use), compresi quelli acquistati mediante crediti prepagati o plafond di utilizzo, poiché non consentono di determinare preventivamente il costo complessivo.
Le FAQ precisano inoltre che i servizi SaaS possono essere acquisiti anche mediante acquisto diretto.
Per quanto riguarda i software gestionali, ERP e CRM sono finanziabili soltanto se erogati in modalità cloud SaaS e non se installati direttamente sui sistemi aziendali (on-premise).
In ogni caso, le soluzioni acquistate devono essere nuove o significativamente migliorative rispetto a quelle già utilizzate. Restano esclusi semplici rinnovi di licenze, aumenti di postazioni e aggiornamenti privi di un sostanziale avanzamento tecnologico.
Erogazione: contributo a rimborso delle spese sostenute
Le FAQ ricordano che il voucher è riconosciuto a rimborso delle spese effettivamente sostenute e pagate.
Il beneficiario deve quindi anticipare i costi dell’investimento e presentare successivamente le fatture e la documentazione attestante i pagamenti.
Il contributo può essere richiesto in due quote, con la prima dopo aver sostenuto e pagato almeno il 50% dell’investimento ammesso, oppure in un’unica soluzione al completamento del progetto. La richiesta non può essere presentata prima che siano trascorsi tre mesi dalla comunicazione della concessione.
La rendicontazione finale deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla conclusione del progetto.
Per gli abbonamenti non occorre attendere l’effettivo decorso dei 24 mesi contrattuali, purché le spese ammissibili risultino fatturate e pagate nei termini previsti.
Le fatture devono riportare il CUP associato alla domanda e il codice identificativo del prodotto o servizio agevolato.
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