Si è svolto il 20 ottobre scorso, all’Assemblea Regionale Siciliana, il convegno promosso da ANCI Sicilia dal titolo “Piccoli comuni, una grande questione nazionale – Agenda Controesodo Sicilia: risorse, capacità amministrativa e comunità”. Nel corso dell’incontro, il sindaco di Blufi, Calogero Puleo, ha lanciato l’allarme sulle difficoltà dei piccoli Comuni, tra carenza di personale, vincoli sulle assunzioni e risorse insufficienti, chiedendo meno burocrazia e interventi concreti a sostegno delle amministrazioni locali.
Puleo ha denunciato le difficoltà dei piccoli Comuni con meno di mille abitanti, costretti a fare i conti con organici ridotti e uffici sempre più sotto pressione. A Blufi lavorano appena 12 dipendenti, la maggior parte part-time non per scelta politica, chiamati a gestire una quantità crescente di adempimenti amministrativi, sempre più complessi, compresi quelli legati al PNRR.
A pesare sono gli algoritmi e i vincoli rigidi che impediscono di assumere personale a tempo pieno e indeterminato. Una condizione che, secondo Puleo, finisce per penalizzare proprio gli enti finanziariamente virtuosi, incapaci di trasformare l’equilibrio dei conti in una maggiore capacità operativa.
“A cosa serve un Comune finanziariamente sano se poi non è messo nelle condizioni di poter funzionare? Un bilancio in equilibrio non basta per dire che un Comune funziona bene. Dobbiamo chiederci anche se riesce a dare servizi, a rispondere ai cittadini, ad amministrare davvero”, ha affermato il sindaco.
Nel suo intervento il sindaco di Blufi ha affrontato anche le condizioni di lavoro dei dipendenti comunali, richiamando il diritto al riposo e alla vita familiare.
“I dipendenti non sono schiavi del Sindaco e dell’amministrazione pro tempore – ha affermato Puleo – hanno pieno diritto al riposo settimanale, allo svago e a godersi le proprie famiglie, esattamente come tutti gli altri lavoratori”.
Il primo cittadino ha inoltre denunciato la differenza economica tra il personale comunale e quello regionale, chiedendo che gli stipendi dei dipendenti degli enti locali siano equiparati a quelli dei lavoratori della Regione Siciliana.
Puleo ha poi ricordato le iniziative intraprese per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle difficoltà di Blufi e delle aree interne.
“Ad un anno dall’inizio del mio mandato – ha evidenziato Puleo – ho sentito il dovere di scrivere al Prefetto e alle più alte cariche della Regione e dello Stato per denunciare la situazione drammatica del mio Comune e delle aree interne, sollecitando misure fiscali agevolate come l’istituzione delle zone franche montane.
Voglio ricordare che Blufi dal 2014 è diventata porta delle Madonie e non dispone nemmeno di una caserma dei Carabinieri. Sono stato ricevuto in Prefettura, sono stato ascoltato, ma ad oggi non è cambiato nulla. La Regione Siciliana continua a non fare niente, e così anche il Governo nazionale. Questa non è un’accusa contro qualcuno in particolare, ma verso tutti: se lo Stato non capisce quanto sia importante e vitale il supporto ai sindaci, non andremo da nessuna parte”.
A Blufi, intanto, si continua a fare affidamento anche sull’impegno diretto degli amministratori. Puleo ha spiegato che sindaco, Giunta e consiglieri comunali si mettono gratuitamente a disposizione per affrontare le necessità del paese, dalla manutenzione alla pulizia delle strade, dalla cura del verde a quella del parco giochi e del cimitero comunale. Un lavoro svolto con il supporto delle associazioni locali e dei volontari del servizio civile e civico.
“Non lo diciamo per vanto – ha dichiarato Puleo – ma con amarezza e per dovere di verità: se siamo costretti a fare tutto con le nostre mani è perché i piccoli comuni sono stati lasciati soli, tra trasferimenti azzerati e tagli continui. Blufi non cede, ma la nostra resistenza è la risposta all’indifferenza delle istituzioni centrali”.
Da qui le proposte presentate per cambiare le condizioni in cui operano i piccoli Comuni. La prima riguarda l’introduzione di un TUEL specifico per gli enti sotto i 5 mila abitanti, con un quadro normativo più snello e meno vincoli burocratici.
Puleo chiede anche di affiancare ai finanziamenti ottenuti attraverso i bandi risorse dirette e non vincolate, da utilizzare in base alle necessità dei singoli enti. Non soltanto fondi destinati a strade e infrastrutture, quindi, ma risorse che consentano alle amministrazioni di intervenire sulle esigenze più urgenti.
Sul fronte del personale, la proposta è di aumentare stabilmente le ore di lavoro, consentire nuove assunzioni e portare a tempo pieno tutto il personale precario o part-time, oltre a garantire l’equiparazione degli stipendi a quelli regionali.
Il sindaco propone inoltre di aumentare le indennità di funzione di sindaci, presidenti e vicepresidenti del Consiglio comunale e assessori dei piccoli Comuni, con spese interamente a carico della Regione Siciliana, come avviene nel resto d’Italia.
L’ultima proposta riguarda il contrasto allo spopolamento e il rilancio delle aree interne e montane. Puleo indica la possibilità di portare nel comprensorio delle Alte Madonie alcuni corsi universitari strategici, tra cui Scienze forestali e Agraria. L’obiettivo è avvicinare la formazione ai territori in cui queste discipline possono trovare applicazione, creare nuovi presidi di conoscenza, trattenere i giovani e offrire prospettive concrete alle comunità montane.
“Spero che queste proposte vengano prese in considerazione non per cortesia istituzionale, ma per applicare finalmente i principi costituzionali in favore dei cittadini di Blufi e di tutti i piccoli comuni d’Italia”.
Puleo continua a battersi per Blufi e per tutti quei piccoli Comuni che, nonostante le difficoltà, non si arrendono. Lo fa mettendoci la faccia e impegnandosi in prima persona, ma chiedendo alle istituzioni di fare la propria parte. Perché dietro ogni piccolo Comune ci sono persone, famiglie e comunità che meritano attenzione e risposte concrete.
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