Affitti brevi, la Puglia dà più poteri ai Comuni. Nobiletti: “A Vieste cittadini senza casa, servono sanzioni”


La Puglia prova a mettere un freno agli effetti del turismo di massa sul mercato immobiliare. Il Consiglio regionale ha approvato, con 29 voti favorevoli e 12 contrari, la nuova legge sugli affitti brevi, che consentirà ai Comuni capoluogo e ad altri 39 centri a maggiore vocazione turistica di introdurre limitazioni alle locazioni destinate ai vacanzieri. Una svolta che interessa direttamente anche il Gargano, dove la crescita delle strutture ricettive ha reso sempre più difficile trovare abitazioni disponibili per i residenti.

Tra i sindaci che accolgono favorevolmente il provvedimento c’è Giuseppe Nobiletti, primo cittadino di Vieste e presidente della Provincia di Foggia. Intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, Nobiletti considera la nuova normativa una risposta alle richieste avanzate da tempo dalle amministrazioni locali.

“Sicuramente si tratta di un provvedimento che, almeno da quanto emerso, va nella direzione giusta”, afferma il sindaco, precisando di non aver ancora esaminato il testo nel dettaglio.

Il problema principale riguarda la progressiva trasformazione di interi quartieri in aree destinate quasi esclusivamente all’ospitalità turistica, con conseguenze sulla disponibilità di abitazioni per chi vive e lavora stabilmente nelle località interessate.

Nobiletti ricorda che Vieste aveva già cercato di intervenire attraverso un regolamento comunale, limitando le locazioni turistiche in alcuni quartieri originariamente destinati all’espansione residenziale e successivamente trasformati, di fatto, in un grande albergo diffuso.

La questione decisiva, secondo il sindaco, sarà però l’effettiva possibilità di far rispettare le nuove regole. Occorrerà infatti chiarire quali sanzioni potranno applicare i Comuni nei confronti di chi non rispetterà le limitazioni.

Cosa cambia con la nuova legge sugli affitti brevi

Il provvedimento regionale attribuisce ai Comuni interessati la facoltà di individuare specifiche aree nelle quali introdurre criteri e limiti per le locazioni turistiche.

Le amministrazioni potranno valutare il rapporto tra posti letto destinati ai turisti e popolazione residente, la disponibilità di abitazioni per gli affitti ordinari, la presenza di alberghi e altre strutture ricettive e le conseguenze del turismo sulla qualità della vita.

Sarà inoltre possibile stabilire un rapporto tra superficie degli immobili e numero massimo degli ospiti, insieme a requisiti relativi all’accessibilità, alle condizioni igienico-sanitarie, al decoro e ai servizi.

Le eventuali restrizioni dovranno essere introdotte gradualmente, prevedendo un regime transitorio per le attività già legittimamente esercitate. Sono escluse dalle limitazioni le locazioni effettuate dagli host nella propria residenza principale e le fattispecie espressamente esentate, tra cui i trulli.

Sul piano amministrativo, la legge distingue le attività imprenditoriali, per le quali è prevista la Scia, da quelle non imprenditoriali, soggette alla comunicazione di inizio attività. Entrambe le procedure saranno gestite telematicamente attraverso il Suap comunale.

Decaro: “Il turismo vale il 17% del Pil, ma serve equilibrio”

Il presidente della Regione Antonio Decaro ha difeso la necessità di intervenire su un settore che rappresenta una componente fondamentale dell’economia pugliese.

Secondo i dati riportati, nel 2025 la Puglia ha superato i 6,6 milioni di arrivi e i 22,7 milioni di presenze turistiche, mentre le locazioni turistiche attive hanno oltrepassato quota 45mila.

Decaro ha sottolineato il peso economico del turismo, indicato nel 17% del Pil regionale, rispetto al 6% attribuito all’agricoltura. Una crescita alla quale gli affitti brevi hanno contribuito in maniera significativa, ma che, secondo il governatore, richiede ora un riequilibrio territoriale per contrastare l’allontanamento dei residenti dai centri storici e dalle località balneari.

La Lega attacca: “Una legge che non risolve il problema della casa”

Di segno opposto la valutazione di Fabio Romito, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, che in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno critica l’impostazione del provvedimento, approvato con i voti della maggioranza.

Secondo Romito, la difficoltà di trovare abitazioni a prezzi accessibili non può essere attribuita esclusivamente alla diffusione degli affitti turistici. Il consigliere richiama il numero di immobili inutilizzati, che stima tra 20mila e 25mila, e sostiene che occorrerebbero maggiori garanzie per i proprietari, oltre a una programmazione urbanistica capace di ampliare l’offerta residenziale.

Il rappresentante della Lega ritiene inoltre che le nuove restrizioni possano favorire gli operatori già presenti sul mercato, penalizzando chi intende avviare nuove attività.

Romito riconosce la necessità di contrastare l’abusivismo e le situazioni di degrado nelle strutture ricettive, ma invita a salvaguardare anche la libertà economica e il diritto di proprietà. Sull’eventualità di un’impugnazione della legge da parte del Governo, precisa che la valutazione spetterà agli uffici competenti di Palazzo Chigi.

Anche Bari pronta a intervenire

Soddisfazione arriva anche dal sindaco di Bari Vito Leccese, che considera la legge un primo strumento per affrontare le distorsioni del mercato abitativo.

L’amministrazione comunale barese intende utilizzare le nuove disposizioni per individuare interventi capaci di conciliare lo sviluppo turistico con il diritto alla casa, particolarmente sentito anche dalla popolazione studentesca.

Leccese sottolinea tuttavia che le limitazioni agli affitti brevi non saranno sufficienti senza nuove residenze, interventi contro l’abusivismo e politiche pubbliche per aumentare la disponibilità di alloggi a prezzi accessibili.

Per i Comuni del Gargano si apre ora una fase concreta: tradurre le possibilità offerte dalla legge regionale in regolamenti locali, individuando le aree più esposte alla pressione turistica e definendo misure che tengano insieme l’economia dell’accoglienza e le esigenze abitative dei residenti.

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