fondi per imprese e famiglie, scontro sulle “mancette elettorali”


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Una manovra da circa 1,4 miliardi di euro per sostenere imprese e famiglie, fronteggiare il caro carburante e finanziare interventi nei territori, ma anche una nuova occasione di scontro politico all’Assemblea regionale siciliana. L’Ars ha approvato definitivamente il disegno di legge “Coesione e crescita”, che raccoglie una serie di misure economiche e sociali e destina nuove risorse agli investimenti. Al centro delle polemiche, soprattutto il Fondo per gli investimenti territoriali (Fit), contestato dalle opposizioni che parlano di distribuzione di risorse a fini di consenso elettorale.

Il via libera è arrivato con 37 voti favorevoli, nessun contrario e tre astensioni. Pd, Movimento 5 stelle e Controcorrente hanno abbandonato l’Aula per protesta, senza partecipare al voto finale. Tra gli interventi principali figurano la copertura del credito d’imposta per la Super Zes, i sostegni alle categorie colpite dal caro carburante, le agevolazioni per mutui e prima casa, i fondi per la disabilità e le risorse destinate agli enti locali.

Il presidente della Regione Renato Schifani rivendica una manovra capace di rispondere alle esigenze del sistema economico e sociale dell’Isola, mentre dalla minoranza arrivano accuse sulla scelta di destinare una parte consistente delle risorse a interventi territoriali puntuali.

Le risorse per imprese e settori produttivi

Tra i capitoli più rilevanti c’è il credito d’imposta per gli investimenti nella Zona economica speciale. Con il maxi emendamento del governo sono stati stanziati circa 200 milioni di euro per garantire la copertura dell’intero fabbisogno della misura, liberando contestualmente risorse di provenienza extraregionale inizialmente individuate, che potranno essere riprogrammate.

Sul fronte del caro carburante, la manovra prevede interventi per autotrasporto, trasporto turistico con autobus, taxi e Ncc, agricoltura e pesca. Per gli autotrasportatori sono stati aggiunti 15 milioni, portando a 30 milioni il totale previsto nell’anno. Altri 15 milioni sono destinati al trasporto turistico e ai servizi taxi e Ncc. Per l’agricoltura arrivano ulteriori 20 milioni, che si sommano ai 10 già stanziati, mentre al comparto cerealicolo sono destinati 50 milioni e alla pesca 16 milioni. Quattro milioni andranno inoltre all’Irca per sostenere le imprese artigiane, agricole e ittiche.

La legge prevede anche 10 milioni per attenuare l’aumento degli oneri sui mutui delle imprese e altri 6 milioni per consentire lo scorrimento della graduatoria dei prestiti agevolati destinati alle attività commerciali.

Mutui, affitti e disabilità: le misure per le famiglie

Il pacchetto dedicato alle famiglie comprende 9 milioni di euro per i contributi in conto interessi destinati ai giovani under 40 che acquistano la prima casa e altri 9 milioni per sostenere chi deve affrontare l’aumento del costo dei mutui. Altri 9 milioni finanzieranno misure per agevolare l’accesso al credito a sostegno dei consumi, mentre 17 milioni sono previsti per il bonus affitti.

Sul versante sociale, circa 10 milioni serviranno a finanziare i servizi Asacom per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione degli studenti con disabilità. Per gli assegni destinati alle persone con disabilità sono stanziati 25 milioni. Alla riduzione delle liste d’attesa in sanità andranno ulteriori 3 milioni di euro.

Comuni, infrastrutture e Fondo per gli investimenti territoriali

La manovra incrementa di 20 milioni il Fondo ordinario per i Comuni e prevede 190 milioni per investimenti di enti pubblici ed ecclesiastici nelle infrastrutture e nella valorizzazione dei territori. Altri 5 milioni sono destinati agli interventi conseguenti ai danni provocati dal ciclone che ha colpito la Sicilia il 9 ottobre.

È proprio sulla distribuzione delle risorse territoriali che si concentra una parte significativa dello scontro politico. Il Fondo per gli investimenti territoriali, inserito nel maxi emendamento, ammonta a circa 174,3 milioni di euro: 146,4 milioni destinati ai Comuni e 27,9 milioni agli enti ecclesiastici. Secondo la maggioranza, si tratta di finanziamenti per opere e progetti con ricadute sui territori; per le opposizioni, invece, la frammentazione degli interventi rischia di trasformare la spesa pubblica in uno strumento di costruzione del consenso.

Tra le altre disposizioni figurano la progettazione degli impianti necessari a completare la rete regionale dei rifiuti, nell’ambito del sistema che comprende i due termovalorizzatori previsti a Palermo e Catania, e stanziamenti per il settore idrico che interessano quasi tutte le Assemblee territoriali idriche provinciali.

Schifani e la maggioranza: “Risposte concrete alla Sicilia”

Il presidente della Regione difende il provvedimento come una manovra capace di mobilitare nuove risorse grazie alla crescita economica regionale. Schifani ha ringraziato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino e la maggioranza per il sostegno al disegno di legge.

Dagnino sottolinea invece la portata degli interventi, che affiancano agli incentivi agli investimenti misure per contenere i costi di produzione, favorire l’accesso al credito e rafforzare la coesione sociale e territoriale.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Giorgio Assenza rivendica il sostegno ai comparti cerealicolo, della pesca e dell’autotrasporto, oltre alla copertura integrale del credito d’imposta per la Super Zes. Assenza respinge le contestazioni sui finanziamenti territoriali, sostenendo che riguardino interventi importanti, con progetti già pronti per essere realizzati.

Per Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega, il provvedimento offre risposte a famiglie, lavoratori e imprese, dalla sanità al diritto alla casa, dall’agricoltura alle infrastrutture. Il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino attribuisce invece il risultato al lavoro del governo Schifani sui conti regionali e critica l’ostruzionismo di una parte dell’opposizione.

Pd e M5S all’attacco: “Mancette” e consenso elettorale

Di segno opposto le valutazioni delle minoranze, che contestano soprattutto i criteri di distribuzione dei fondi territoriali.

Il deputato del Pd Antonello Cracolici parla di una manovra che rischia di privilegiare la distribuzione di finanziamenti locali rispetto alla soluzione dei problemi strutturali della Sicilia. Cracolici critica in particolare gli oltre 1.500 interventi individuati in circa 250 Comuni, sostenendo che le risorse pubbliche vengano utilizzate per alimentare il consenso elettorale anziché affrontare le emergenze dell’Isola.

Duro anche il giudizio del capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che definisce il provvedimento una delle peggiori manovre della legislatura e contesta la destinazione di quasi 150 milioni di euro a interventi territoriali riconducibili alla maggioranza. Il M5S rivendica, al contempo, di avere contribuito a far stralciare alcune disposizioni ritenute non urgenti.

La maggioranza difende invece la scelta di finanziare opere e progetti locali, presentandola come uno strumento per sostenere i territori. La manovra da 1,4 miliardi si chiude così con un doppio bilancio politico: da una parte le misure economiche e sociali rivendicate dal governo, dall’altra la polemica sulla destinazione di una quota consistente delle risorse pubbliche.


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