C’è una terza via tra continuare a vivere da soli nella propria casa e trasferirsi in una struttura residenziale. È quella che Terza Via Lab intende costruire per gli anziani autosufficienti del territorio astigiano, persone ancora in buone condizioni di salute, che potrebbero mantenere più a lungo la propria indipendenza con qualche servizio di supporto in più.
Per molti, infatti, restare autonomi significa soprattutto poter continuare a vivere nella propria abitazione, nel proprio paese, accanto a quella rete di amicizie, conoscenze e relazioni costruita nel corso di una vita. Un equilibrio che, tuttavia, rischia di diventare sempre più fragile nei piccoli centri dove i servizi alle persone si riducono progressivamente.
La salute, da sola, non basta a garantire la possibilità di vivere serenamente da anziani. La digitalizzazione della burocrazia, la perdita della capacità di spostarsi in automobile, l’assenza o l’insufficienza dei trasporti pubblici, la chiusura dei negozi e la concentrazione dei servizi sanitari in pochi Comuni possono trasformare anche le incombenze più semplici in ostacoli difficili da superare. A tutto questo si aggiungono la progressiva riduzione dei luoghi di socialità e la difficoltà di trovare qualcuno a cui rivolgersi per un aiuto.
Così, anche quando le condizioni di salute non lo richiederebbero, il trasferimento in una casa di riposo può diventare l’unica soluzione percepita come praticabile.
È proprio per rispondere a questo problema che nasce Terza Via Lab, un progetto promosso dalla società cooperativa sociale BMA, già impegnata nell’accoglienza di secondo livello dei migranti, insieme alla cooperativa torinese Liberi Tutti. La sperimentazione prenderà avvio a Berzano San Pietro, attraverso un protocollo di coprogettazione con il Comune e gli anziani, nel quale le due cooperative opereranno a titolo gratuito.
La scelta del paese non è casuale. A sollevare la questione e a interrogarsi su come aiutare gli anziani a restare nelle proprie case è stato proprio il sindaco, Mario Lupo.
Terza Via Lab nasce con un obiettivo preciso: prolungare il più possibile l’autonomia delle persone anziane, intervenendo su quei piccoli bisogni quotidiani che, se trascurati, possono diventare problemi ben più grandi.
Il progetto non intende sostituirsi ai servizi sociali già presenti, né occuparsi di persone non autosufficienti o di situazioni che richiedono assistenza continuativa. Non si sovrapporrà, inoltre, alle competenze delle figure sanitarie e assistenziali specializzate. L’intenzione è piuttosto quella di affiancare i servizi esistenti, offrendo una risposta complementare a esigenze che, per ragioni organizzative o di risorse, non sempre riescono a trovare una soluzione.
Il primo beneficio sarà immediato e concreto: aiutare a risolvere il problema che si presenta di volta in volta. Ma il valore del progetto va oltre la singola necessità soddisfatta. L’obiettivo è costruire una rete di persone e referenti affidabili, a cui gli anziani possano rivolgersi sapendo di trovare una risposta o, almeno, qualcuno disposto ad ascoltarli.
Per chi non può contare sulla vicinanza dei familiari o non dispone delle risorse economiche necessarie per sostenere un’assistenza professionale, sapere di non essere solo rappresenta un elemento fondamentale di sicurezza e tranquillità.
Il percorso sarà graduale. Prima di arrivare alla realizzazione di una piattaforma tecnologica integrata, Terza Via Lab prevede l’attivazione di sportelli gestiti da personale formato, un numero sempre attivo e un’organizzazione concreta dei servizi, a partire dagli accompagnamenti.
Un modello inizialmente basato soprattutto sulle relazioni dirette e sulla presenza di operatori in grado di raccogliere le richieste, orientare le persone e organizzare gli interventi necessari.
In prospettiva, il progetto punta a sviluppare una piattaforma digitale unificata, intuitiva e accessibile anche a chi ha poca familiarità con la tecnologia. Un sistema pensato per coordinare servizi svolti da personale dedicato, come gli accompagnamenti alle visite, le consegne a domicilio e altri interventi di supporto, anche in collaborazione con case di riposo, realtà di housing, servizi sociali e Comuni.
L’ambizione è applicare la tecnologia agli ambienti domestici e ai luoghi di vita degli anziani, costruendo intorno a ciascuna persona una rete di sostegno calibrata sulle sue caratteristiche e necessità. Un percorso che prevede anche un accompagnamento paziente degli utenti, per superare le difficoltà legate all’uso degli strumenti digitali e fare in modo che la tecnologia sia davvero un aiuto, anziché un’ulteriore barriera.
La tecnologia, però, non sarà il punto di partenza né il fine ultimo di Terza Via Lab. Al centro rimane la relazione umana: la possibilità di sapere a chi rivolgersi, di essere ascoltati e di poter contare su persone reali quando emerge una difficoltà.
Perché spesso i problemi che mettono in crisi un anziano non sono necessariamente complessi. Possono essere incombenze di modesta entità, facilmente risolvibili per chi dispone di una rete di supporto, ma capaci di diventare insormontabili per chi deve affrontarle da solo.
Terza Via Lab vuole intervenire proprio in questo spazio, tra i servizi istituzionali e i bisogni quotidiani che rischiano di restare senza risposta. Non soltanto fornendo prestazioni, ma costruendo una relazione sociale continuativa con le persone che si rivolgono alla struttura.
L’obiettivo finale è semplice quanto importante: permettere agli anziani di continuare a vivere il più a lungo possibile nella propria casa e nella propria comunità, senza che la mancanza di servizi o la solitudine diventino ragioni sufficienti per rinunciare alla propria autonomia.
Una rete di sostegno, fatta di organizzazione, competenze e presenza umana, per restituire sicurezza e fiducia a chi vuole continuare a scegliere come vivere la propria vecchiaia.
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