L’Italia è ufficialmente un Paese forestale, i boschi hanno superato i campi agricoli: ecco la mappa delle aree più verdi


Quando si parla di foreste si pensa spesso a biodiversità, assorbimento di CO₂ e lotta alla crisi climatica. Ma i boschi sono molto di più: rappresentano un patrimonio economico, sociale e culturale capace di sostenere le comunità locali e contrastare lo spopolamento delle aree interne.

A dimostrarlo è il nuovo rapporto Foreste in Comune, la prima indagine socio-economica sul patrimonio forestale dei comuni italiani di PEFC Italia, con il supporto e la collaborazione dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), di Legambiente, del Sistema Informativo Forestale Nazionale (SINFor) e del Consorzio Caire, che analizza la presenza del bosco, comune per comune, svelando l’Indice di Boscosità, e mette in relazione la sua diffusione con economia, popolazione e dinamiche economico-sociali dei territori.

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Secondo lo studio, oltre il 75% della superficie forestale nazionale è concentrata nei Comuni montani: qui le aree verdi superano ormai quelle agricole e diventano motore di sviluppo per le comunità locali. Si tratta, infatti, di territori che ospitano appena il 13,5% della popolazione italiana ma custodiscono la maggior parte del capitale naturale del Paese.

Il report

Il Comune più boscoso d’Italia è Marcetelli, piccolo centro in provincia di Rieti, dove il 98,49% del territorio è coperto da foreste.

Seguono:

  • Bormida, in Liguria
  • Percile, nel Lazio

entrambi con una copertura forestale superiore al 96%.

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Nella top ten trovano poi posto piccoli comuni distribuiti tra Liguria, Piemonte, Toscana, Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, tutti accomunati da una presenza forestale superiore al 95%.

Guardando invece all’estensione complessiva dei boschi, il primato spetta a Gubbio, in Umbria, con oltre 26mila ettari di foresta, seguita da San Giovanni in Fiore, in Calabria, e da Città di Castello. Qui il bosco non è solo una componente del paesaggio, ma un elemento identitario che ha modellato storia, economia e cultura locale.

Superficie forestale Superficie forestale

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Lo studio evidenzia inoltre una forte concentrazione del patrimonio forestale nelle aree montane: quasi il 76% delle foreste italiane si trova nei comuni di montagna, territori che ospitano appena il 13,5% della popolazione nazionale ma custodiscono gran parte del capitale naturale del Paese. Al contrario, circa metà dei comuni italiani presenta una copertura forestale inferiore al 20% e, pur ospitando oltre due terzi degli italiani, concentra meno del 10% delle foreste nazionali.

Indice boscosita Indice boscosita

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Ma il dato forse più interessante riguarda il rapporto tra boschi e sviluppo. La ricerca sfata infatti l’idea che le aree forestali siano necessariamente sinonimo di isolamento o arretratezza. Sempre più comuni caratterizzati da un’elevata presenza di foreste stanno attirando nuovi residenti, investimenti e attività economiche grazie alla qualità ambientale, alla vicinanza con la natura e a una migliore qualità della vita.

Anche dal punto di vista economico emerge una relazione positiva tra patrimonio forestale e sviluppo locale. I territori più dinamici sono spesso quelli che riescono a integrare gestione sostenibile dei boschi, agricoltura di qualità, turismo lento e valorizzazione dei servizi ecosistemici. Un segnale che le foreste non rappresentano soltanto un patrimonio da conservare, ma una risorsa strategica per il futuro delle aree interne, capace di generare benessere, occupazione e resilienza di fronte alle sfide climatiche.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda il rapporto tra foreste e qualità della vita. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i territori caratterizzati da una forte presenza di boschi non sono necessariamente aree marginali o economicamente deboli. Sempre più persone scelgono infatti di vivere in contesti caratterizzati da elevata qualità ambientale, aria pulita, paesaggi naturali e ritmi meno frenetici. In molti casi le aree forestali stanno diventando luoghi attrattivi per nuovi residenti, attività economiche e investimenti.

Le realtà più dinamiche sono quelle che riescono a integrare la gestione sostenibile delle foreste con agricoltura di qualità, turismo lento, valorizzazione delle risorse naturali e servizi ecosistemici.

Quanto vale davvero un bosco?

Le foreste forniscono benefici spesso invisibili ma fondamentali: regolano il ciclo dell’acqua, proteggono il suolo dall’erosione, migliorano la qualità dell’aria, conservano la biodiversità e immagazzinano grandi quantità di carbonio.

Un esempio emblematico arriva proprio da Marcetelli: qui il valore economico dei servizi ecosistemici generati dal patrimonio forestale è stato stimato in circa 8 milioni di euro all’anno. Un capitale naturale che produce benefici non solo per chi vive nel territorio, ma anche per le comunità a valle che usufruiscono di acqua, aria pulita e protezione dai rischi idrogeologici.

Un alleato contro la crisi climatica

Il rapporto conferma quanto le foreste siano percepite dagli italiani come una risorsa strategica. Secondo una recente indagine sulla percezione dei boschi, il 94% dei cittadini considera le foreste alleate fondamentali nella lotta alla crisi climatica, il 90% le vede come rifugi per la biodiversità e l’85% le associa al benessere psicofisico.

Eppure resta ancora poco conosciuto il ruolo della gestione forestale sostenibile, uno strumento sempre più importante per rendere i boschi resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici, agli incendi e agli eventi meteorologici estremi.

I dati di Foreste in Comune raccontano una realtà spesso trascurata: i boschi non sono soltanto aree naturali da proteggere, ma infrastrutture verdi che producono valore, servizi e opportunità. Investire nella loro gestione significa investire nel futuro delle comunità locali, nella tutela della biodiversità e nella capacità del nostro Paese di affrontare le sfide climatiche dei prossimi decenni.

Fonte: PEFC

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 Germana Carillo

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