È il punto di non ritorno


Von der Leyen a tutto campo. Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione europea, di fronte alla plenaria del Parlamento, la presidente della commissione europea tocca tutti i dossier più caldi: dal pericolo russo alle insidie dell’economia cinese, dalla crisi di Ceuta all’apertura verso il Canada come nuovo “membro associato”. Ma non nasconde le difficoltà. 

Von der Leyen esordisce citando l’incipit di un classico della letteratura inglese: “Le due città” di Charles Dickens. “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”. “È anche una descrizione appropriata del mondo in cui viviamo oggi” spiega. “La velocità con cui avvengono i cambiamenti è incredibile. Le sfide sono eccezionali. Se guardo all’Europa di oggi, la mia conclusione è questa: lo stato della nostra Unione è più forte che mai. Ma lo stato della nostra Unione può anche apparire precario come non mai.”

“Queste due affermazioni possono sembrare incompatibili”, prosegue la presidente della commissione. “Ma sono entrambe vere. E riflettono questi tempi eccezionali. Quest’epoca complessa di grandi possibilità e grandi pericoli, che tutti i Paesi cercano di affrontare”.

Il pericolo russo

Von der Leyen rivendica che l’Ue “sta garantendo la propria prosperità” e si sta “liberando dalla sua tossica dipendenza dai combustibili fossili russi”, diventando, dal punto di vista militare, “più capace di difendersi che mai”, perché ha saputo rivedere “il proprio approccio alla sicurezza aumentando la spesa per la difesa di quasi l’80% negli ultimi cinque anni”. “Questa è un’Europa che si schiera per gli uni e per gli altri, come stiamo facendo stando al fianco dell’Ucraina mentre combatte per il proprio futuro e per la nostra libertà. O quando ci siamo schierati per la Groenlandia quando era minacciata. O quando droni, attacchi ibridi o disinformazione prendono di mira le nostre democrazie”.

“Quest’estate, ogni giorno, le città ucraine sono state colpite da un attacco dopo l’altro”, afferma von der Leyen. “A Odessa, i droni russi hanno colpito un centro commerciale affollato in pieno giorno. Poi hanno colpito una seconda volta, prendendo di mira deliberatamente i soccorritori accorsi sul posto. Questa non è solo una guerra. Questa è una deliberata strategia terroristica”.

“L’Europa difenderà ogni metro quadrato di territorio”

“La guerra in Ucraina ci ha mostrato l’importanza degli abilitatori strategici” spiega quindi la leader Ue. “Si tratta di risorse di supporto fondamentali e di moltiplicatori di forza su cui si fonda qualsiasi difesa credibile: dalla difesa aerea e missilistica al trasporto strategico e al rifornimento in volo; dallo spazio al dominio cibernetico. Questi sistemi sono essenziali e ne abbiamo bisogno in misura maggiore”.

“Solo unendo le forze l’Europa dispone della massa critica necessaria per realizzarli. Ecco perché posso annunciare un nuovo Strumento europeo sugli abilitatori strategici, pienamente allineato con la Nato. Perché solo una postura di difesa europea forte e credibile garantirà la nostra sicurezza. E su questo non vi è alcun dubbio: l’Europa difenderà ogni singolo metro quadrato del proprio territorio”.

Von der Leyen contro “ultranazionalisti e interferenze russe”

“Vogliamo unirci attorno all’idea europea che insieme possiamo decidere il nostro destino? Oppure lasciamo che le nostre democrazie vengano minate dai burattini e dai prestanome dei regimi autoritari?” si chiede la leader Ue. “Che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropeisti, di interferenze russe o disinformazione, i nomi possono essere diversi, ma l’obiettivo è lo stesso. Disprezzano i nostri valori e vogliono distruggere la nostra unità europea. Quindi non limitiamoci a contrastarli, ma lottiamo insieme per il nostro ideale europeo”.

Von der Leyen sostiene che l’economia europea abbia “resistito all’impatto delle guerre in Medio Oriente meglio del previsto”, con la disoccupazione che “è quasi ai minimi storici”, ma “le pressioni derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei costi di finanziamento si fanno sentire sia per i cittadini che per le imprese”. Per questo “sarà necessario compiere scelte fiscali chiare per garantire la sostenibilità del sistema, tutelando al contempo gli investimenti. Rilanciare l’economia europea – dice ancora Von der Leyen – è la nostra priorità assoluta”.

Il deficit commerciale cinese un “punto di non ritorno”

Il discorso si sposta sulla Cina e sul gigantesco deficit commerciale verso l’Ue che ormai ha raggiunto 1 miliardo di euro al giorno e ha “raggiunto il punto di non ritorno”. “Alcuni dicono che si stia avvicinando il secondo shock cinese, ma è già qui. Si manifesta nelle nostre comunità e nelle fabbriche di tutta l’Unione. Sta portando alla deindustrializzazione nei centri industriali d’Europa. Questa situazione è insostenibile”. “Voglio essere chiara” sottolinea von der Leyen, “useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per riequilibrare il nostro rapporto. Le parole sono importanti, ma i fatti lo sono ancora di più”. 

Le materie prime e l’energia

Quindi ribadisce che l’Ue ha più che mai bisogno di diversificare le fonti di materia prime critiche perché “in quest’epoca la nostra prosperità e la nostra sicurezza non può essere costruita solo in patria “. Il riferimento è agli accordi commerciali con Australia, India, il blocco Mercosur, Messico e Indonesia. “Queste partnership rappresentano una scelta strategica per l’Europa – dice von der Leyen -, ma rispondono anche alla frattura nel sistema internazionale basato sulle regole”.

“L’Europa – ammonisce però la presidente Ue – non può rimanere una potenza industriale se i prezzi dell’energia sono strutturalmente troppo alti. Dobbiamo puntare con decisione sulle nostre energie pulite, economiche e prodotte localmente. Che si tratti di energie rinnovabili o nucleari, di biometano o di altre fonti. Tecnologicamente neutre. Ma queste energie devono garantirci l’indipendenza e far scendere i prezzi dell’energia”.

Il Canada come “membro associato” dell’Unione europea

La presidente della commissione apre quindi all’ingresso nell’Ue del Canada, con cui sono già state avviate interlocuzioni. La presenza nell’emiciclo del primo ministro canadese Mark Carney non è casuale. “Mark, l’Europa e il Canada credono nella democrazia. Credono che il potere non appartenga ai più forti, ai più ricchi e ai più rumorosi , ma a tutti noi” dice von der Leyen, “Credono che le democrazie abbiano la libertà di scegliere con chi collaborare. Perciò uniamo le forze volontariamente.” L’obiettivo, dice la leader Ue, è “portare la partnership con il Canada al livello più alto possibile” e che bisogna “aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’Unione europea”.

“Il confine di Ceuta è un confine europeo”

Non poteva mancare un passaggio sull’immigrazione. “Siamo noi europei a decidere chi entra nella nostra Unione e in quali circostanze. Non i trafficanti e i contrabbandieri” spiega alla platea von der Leyen. E rivolgendosi agli spagnoli assicura: “Il confine di Ceuta è un confine europeo, perché Ceuta è Spagna e Ceuta è Europa , e l’Europa sarà lì per voi”.”Gli eventi di quest’estate – ammonisce – dimostrano che i nostri strumenti devono evolversi, soprattutto per le situazioni di emergenza”. L’Ue, aggiunge, ha bisogno di difendere i propri confini specie quando “i movimenti di massa sono pianificati e strumentalizzati”. 


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