Da oggi, 15 ottobre 2026, alle 12:00, la Regione Lazio riceve via PEC (posta elettronica certificata) le domande di Lazio Next Generation 2026, l’avviso che finanzia a fondo perduto la produzione di nuove opere cinematografiche e audiovisive low budget, cioè con un costo complessivo di produzione fino a 2,5 milioni di euro. Le domande si chiudono alle 17:00 del 4 novembre 2026: circa tre settimane. Non è uno sportello, quindi chi invia il primo giorno non passa davanti a chi invia l’ultimo: decide una graduatoria di merito, su una dotazione di 3 milioni di euro.
Prima dei punteggi, però, c’è un filtro che lascia fuori un film anche se è ben scritto: il radicamento territoriale dell’art. 6, almeno due elementi su cinque, di cui almeno uno qualificante. Il secondo numero da tenere davanti è il 50%: il limite di cumulo con il tax credit produzione (il credito d’imposta della Legge Cinema per chi produce l’opera). Negli esempi che seguono, quando credito d’imposta e altri aiuti superano il 30% del costo dell’opera (il 25% per un’opera prima come quella dell’esempio) è il cumulo, e non il massimale, a fissare il contributo. Più sotto li applichiamo tutti e due a casi numerici, con il calcolo del contributo su tre opere diverse.
Lazio Next Generation 2026 in 30 secondi
- Cosa è: contributo a fondo perduto per opere di finzione, documentari, animazione e cortometraggi con costo complessivo di produzione fino a 2.500.000 euro, approvato con la determinazione G13701 del 7 ottobre 2026.
- Per chi: produttori indipendenti, PMI o anche non PMI, titolari dei diritti dell’opera almeno per l’Italia, con una sede operativa nel Lazio.
- Quanto: dal 20% al 25% dei costi sostenuti nel Lazio, maggiorati del 7% forfettario per i costi indiretti, con premialità fino a un tetto del 30%; massimali di 50.000, 200.000 o 500.000 euro secondo il costo dell’opera.
- Quando: dalle 12:00 del 15 ottobre alle 17:00 del 4 novembre 2026, graduatoria e non sportello.
- Come: domanda firmata digitalmente e inviata solo alla PEC [email protected].
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3 milioniDotazione in euro, fondi regionali 2026
30%Intensità massima, premialità comprese
4 novembreChiusura delle domande, ore 17:00
| Voce | Cosa prevede | Dove sta scritto |
|---|---|---|
| Atto | Determinazione G13701 del 7 ottobre 2026, che approva l’avviso; rettifica e modulistica con la determinazione G13879 del 12 ottobre 2026 | BURL (Bollettino ufficiale della Regione Lazio) n. 81 dell’8 ottobre 2026, da pag. 484; BURL n. 82 del 13 ottobre 2026, da pag. 276 |
| Base | L.R. Lazio 2 luglio 2020, n. 5; Piano annuale cinema 2026, DGR (delibera della Giunta regionale) 439 del 28 maggio 2026, Allegato A, punto 2 | Avviso, art. 1 c. 1; DGR 439/2026 |
| Dotazione | 3.000.000 euro sul capitolo U0000G12523 (Fondo cinema e audiovisivo), esercizio 2026 | Avviso, art. 2 |
| Regime di aiuto | Aiuti alle opere audiovisive, art. 54 del Regolamento (UE) 651/2014 (GBER, il regolamento generale che esenta alcune categorie di aiuti dalla notifica alla Commissione europea); non è un aiuto de minimis (quelli «di importo ridotto», con il tetto di 300.000 euro in tre anni per impresa) | Avviso, art. 1 c. 2 |
| Costo dell’opera | Costo complessivo di produzione non superiore a 2.500.000 euro | Avviso, art. 5 c. 2 |
| Intensità | 20% finzione; 25% documentari, animazione, cortometraggi, opere prime e seconde; premialità +3, +3 e +2 punti; tetto 30% | Avviso, art. 7 |
| Massimali | 50.000, 200.000 o 500.000 euro secondo il costo complessivo; nessun minimo | Avviso, art. 9 |
| Cumulo | Aiuti pubblici sull’opera, tax credit compreso, entro il 50% del costo complessivo (60%, 80% o 100% in tre casi) | Avviso, art. 8 |
| Selezione | Graduatoria: Fase A automatica (50 punti, soglia 20), Fase B qualitativa (50 punti, soglia 30), idonei da 60 su 100 | Avviso, artt. 11, 12, 15 |
| Finestra e canale | Dalle 12:00 del 15 ottobre alle 17:00 del 4 novembre 2026, solo PEC | Avviso, art. 16 c. 1 |
| Gestione | Direzione regionale Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport, Area Cinema e audiovisivo; responsabile del procedimento arch. Andrea De Carolis | Determinazione G13701, dispositivo; avviso, art. 25 |
Da non confondere. Lazio Cinema International è un altro avviso: fondi FESR (il Fondo europeo di sviluppo regionale, programma FESR Lazio 2021-2027), solo opere internazionali con contratto di coproduzione, domanda su GeCoWEB Plus, la piattaforma di Lazio Innova; la prima edizione 2026 si è chiusa alle 17:00 del 21 aprile. Lazio Cinema Futuro, previsto dalla stessa DGR 439 con altri 3 milioni, secondo il Piano riguarda le opere fra 2,5 e 5 milioni di costo: al 15 ottobre 2026 l’avviso 2026 non risulta pubblicato sulla pagina Cinema della Regione. Lazio Next Generation è a fondi regionali, per le opere fino a 2,5 milioni, e passa solo dalla PEC.
Chi può presentare domanda a Lazio Next Generation
L’art. 4 apre l’avviso alle PMI e ai produttori indipendenti anche non PMI. Letta di corsa, la frase sembra indicare due platee alternative. Non è così: tutti devono essere titolari dei diritti di sfruttamento dell’opera almeno per il territorio italiano e avere la qualifica di Produttore Indipendente, che l’avviso non definisce da sé ma prende dall’art. 1, comma 3, lettera g) del D.I. MiC-MEF n. 225 del 10 luglio 2024, il decreto interministeriale del Ministero della Cultura (MiC) e del Ministero dell’economia sul tax credit dei produttori. L’inciso «anche non PMI» allarga ai produttori indipendenti di dimensione maggiore, non alle PMI che indipendenti non sono. Il modello di dichiarazione (Allegato B della G13879) lo conferma: la qualifica di Produttore Indipendente si dichiara in ogni caso.
Gli altri requisiti soggettivi dell’art. 4, comma 2:
- impresa regolarmente costituita e iscritta al Registro delle imprese;
- codici ATECO (la classificazione delle attività economiche dell’ISTAT) coerenti con la produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, «in particolare 59.11», e, dove pertinenti, con la post-produzione (59.12). L’avviso non chiede un codice preciso a pena di esclusione: chiede coerenza;
- DURC regolare (il documento unico di regolarità contributiva verso INPS e INAIL) e regolarità fiscale, verificate di nuovo prima del saldo;
- non essere impresa in difficoltà secondo l’art. 2, punto 18 del GBER, dalla data della domanda alla concessione;
- nessun ordine di recupero pendente per aiuti dichiarati illegittimi dalla Commissione europea (la cosiddetta clausola Deggendorf);
- almeno una sede operativa attiva nel Lazio, che il modello di domanda vuole già al momento dell’invio e che va mantenuta fino al saldo.
Attenzione. Si presenta una domanda, per una sola opera, per Impresa Unica (l’insieme delle imprese collegate fra loro secondo l’Allegato I del GBER). Se due società dello stesso gruppo candidano due film, sono inammissibili tutte e due le domande (art. 4 c. 3). Chi ha sbagliato può rinunciare e ripresentare entro il termine del 4 novembre.
Quali opere sono ammesse e in che stato devono essere
Le tipologie sono quattro (art. 5): finzione per la sala, la televisione o il web; documentari; animazione; cortometraggi, cioè opere fino a 20 minuti. Per «web» l’Allegato F della G13879 intende un servizio di media audiovisivo a richiesta con un fornitore che ha la responsabilità editoriale del catalogo: le opere pensate per piattaforme di condivisione video restano fuori. Sono escluse anche spot, intrattenimento televisivo, reality, televendite e le altre opere elencate all’art. 1 del DM MiC 22 gennaio 2025, rep. 15.
Sullo stato di lavorazione l’avviso è più largo di quanto ci si aspetterebbe. Entrano sia le opere con riprese iniziate nel 2026, anche prima della domanda, sia quelle non ancora iniziate, che però devono partire entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria (non dalla concessione). In entrambi i casi l’opera non deve essere completata, cioè non deve aver consegnato la copia campione (la copia di riferimento dell’opera finita) alla Direzione generale Cinema e audiovisivo del MiC. Le riprese iniziano il primo giorno di riprese effettive; per l’animazione conta l’avvio della fase di animazione. La pre-produzione non conta.
C’è poi l’eleggibilità culturale, cioè la condizione dell’art. 54 del GBER perché l’aiuto sia ammesso. Alla data della domanda servono due richieste già presentate al MiC: quella di idoneità al credito d’imposta (art. 10 del D.I. 225/2024) e quella di nazionalità italiana, anche provvisoria (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, DPCM, dell’11 luglio 2017). Chi ha già presentato l’istanza preventiva di credito d’imposta può allegare quella al posto della richiesta di idoneità. Basta averle chieste: ottenerle serve per l’anticipo e per il saldo, e se l’idoneità o la nazionalità definitiva non arrivano il contributo si revoca.
Il test di radicamento territoriale: due elementi su cinque, almeno uno qualificante
È il requisito che esclude prima di qualsiasi punteggio. L’opera deve soddisfare almeno due dei cinque elementi dell’art. 6, e almeno uno dei due deve essere fra i tre qualificanti: le lettere a), c) ed e). La Direzione lo verifica sui documenti allegati, quindi un elemento che non risulta da sceneggiatura, piano di lavorazione, preventivo o contratti per l’istruttoria non esiste.
| Elemento (art. 6 c. 1) | Soglia | Qualificante | Documento che lo prova |
|---|---|---|---|
| a) Riprese nel Lazio | Almeno il 30% delle giornate di ripresa; per l’animazione una quota equivalente di lavorazione | Sì | Piano di lavorazione |
| b) Ambientazione nel Lazio | Almeno il 30% delle scene | No | Sceneggiatura o trattamento |
| c) Maestranze regionali | Almeno il 20% delle unità di personale tecnico e maestranze fiscalmente residenti nel Lazio | Sì | Preventivo o contratti |
| d) Fornitori del Lazio | Una «parte apprezzabile» dei servizi tecnici da imprese con sede legale o operativa nel Lazio, senza soglia numerica | No | Preventivo e visure o evidenze della sede dei fornitori |
| e) Post-produzione nel Lazio | Almeno una fase completa di post-produzione (tra cui montaggio, edizione, missaggio, color correction o effetti visivi) in strutture con sede operativa nel Lazio | Sì | Preventivo e visure o evidenze della sede delle strutture |
Due casi aiutano a leggerla. Un film girato in Puglia, con il 40% delle scene ambientate a Roma e i noleggi presi da un’impresa romana, soddisfa b) e d): due elementi, ma nessuno qualificante, quindi è inammissibile. Un documentario girato quasi tutto fuori regione che fa a Roma il montaggio e il missaggio, e assume tecnici residenti nel Lazio per almeno il 20% delle unità, soddisfa e) e c): passa, anche con poche giornate di ripresa nel Lazio.
Tre rapporti diversi sulle stesse giornate
L’avviso misura le giornate di ripresa in tre modi diversi, per tre scopi diversi, e confonderli è facile. Prendiamo una finzione da 40 giornate, 24 nel Lazio, di cui 16 in Comuni diversi da Roma Capitale.
| A cosa serve | Rapporto | Nel caso | Esito |
|---|---|---|---|
| Requisito a) dell’art. 6 | Giornate nel Lazio su giornate totali, almeno 30% | 24 su 40 = 60% | Requisito qualificante soddisfatto |
| Premialità a) dell’art. 7, +3 punti di intensità | Giornate fuori Roma Capitale su giornate totali, almeno 40% | 16 su 40 = 40% | Premialità ottenuta, ma sul filo: con 15 giornate sarebbe il 37,5% e niente premialità |
| Tabella A (i punteggi automatici della Fase A), punteggio «fuori Roma» | Giornate fuori Roma Capitale su giornate nel Lazio | 16 su 24 = 66,7% | 3 punti (soglia del 50%); dal 70% sarebbero 5 |
Il modello di piano di lavorazione (Allegato E) calcola i rapporti con le sue caselle, ma il progetto lo decidi prima. A nostro avviso conviene fissare il calendario delle riprese con queste tre soglie davanti: spostare una o due giornate da Roma a un altro Comune del Lazio può valere 3 punti di intensità e qualche punto in graduatoria.
Quanto si ottiene: base di calcolo, intensità e massimali
Il contributo non si calcola sul costo del film. La base sono i costi ammissibili: i costi territoriali diretti, cioè quelli verso persone e imprese fiscalmente residenti o con sede nel Lazio (art. 10 c. 2), più un forfait del 7% per i costi indiretti, calcolato solo sui costi territoriali diretti e senza obbligo di rendicontarlo. L’avviso lo scrive in chiaro: il forfait non si calcola sul costo complessivo di produzione.
Su quella base si applica l’intensità (art. 7): 20% per la finzione, 25% per documentari, animazione, cortometraggi e per le opere prime e seconde come le definisce il D.I. Tax Credit Produttori. Le premialità sono punti percentuali di intensità, non punti di graduatoria:
- +3 se almeno il 40% delle giornate di ripresa si fa in Comuni del Lazio diversi da Roma Capitale;
- +3 se almeno il 50% della spesa territoriale ammissibile è sostenuta presso imprese, professionisti o fornitori con sede operativa nel Lazio;
- +2 per protocolli o misure di sostenibilità ambientale, descritti nel piano di lavorazione.
Sommate fanno 8 punti, ma l’intensità non può superare il 30%. La finzione, che parte dal 20%, con tutte e tre arriva al 28% e il tetto non lo raggiunge; chi parte dal 25% ne può usare al massimo 5. Sulla seconda premialità il testo dell’avviso, da solo, è ambiguo, perché la spesa territoriale è già per definizione spesa verso soggetti laziali. L’Allegato F della G13879 (punto 1.4) indica la base: per l’art. 7, come per la Tabella A, l’incidenza della spesa territoriale ammissibile si calcola sul costo complessivo di produzione. Letta così, la premialità scatta quando la spesa territoriale arriva almeno alla metà del costo dell’opera. Resta da capire se nel conto entri anche il personale residente, perché la premialità nomina solo imprese, professionisti e fornitori: negli esempi che seguono, per prudenza, non la contiamo. Se spetta, la finzione dell’esempio sale dal 25% al 28% e il contributo teorico da 160.500 a 179.760 euro. Prima di indicarla nella domanda conviene chiedere conferma alla Direzione via PEC.
Poi i massimali, che invece si leggono sul costo complessivo di produzione (art. 9):
| Costo complessivo di produzione dell’opera | Contributo massimo |
|---|---|
| Fino a 300.000 euro | 50.000 euro |
| Oltre 300.000 e fino a 1.000.000 euro | 200.000 euro |
| Oltre 1.000.000 e fino a 2.500.000 euro | 500.000 euro |
Esempio di calcolo: finzione, documentario, opera prima
Tre opere, con la quota territoriale tenuta fra il 72% e l’80% del costo complessivo e le premialità a) e c), quelle che dipendono solo da come organizzi le riprese. I numeri sono nostri esempi, non casi reali.
| Voce | Finzione (non opera prima) | Documentario | Opera prima |
|---|---|---|---|
| Costo complessivo di produzione | 800.000 | 250.000 | 2.000.000 |
| Costi territoriali diretti | 600.000 | 180.000 | 1.600.000 |
| Forfait 7% sui territoriali diretti | 42.000 | 12.600 | 112.000 |
| Costi ammissibili (base) | 642.000 | 192.600 | 1.712.000 |
| Intensità | 20% + 3 + 2 = 25% | 25% + 3 + 2 = 30% | 25% + 3 + 2 = 30% |
| Contributo teorico | 160.500 | 57.780 | 513.600 |
| Massimale della fascia | 200.000 | 50.000 | 500.000 |
| Contributo dopo il massimale | 160.500 | 50.000 | 500.000 |
| Tetto di cumulo, 50% del costo complessivo | 400.000 | 125.000 | 1.000.000 |
| Soglia di tax credit e altri aiuti oltre la quale il contributo scende | 239.500 | 75.000 | 500.000 |
Nella finzione non morde nulla: 160.500 euro, ben sotto i 200.000 della fascia. Nel documentario il calcolo arriva a 57.780 euro ma il massimale lo ferma a 50.000; senza premialità, al 25%, sarebbe stato 48.150, quindi le premialità qui valgono appena 1.850 euro. Nell’opera prima le premialità portano al tetto del 30% e il massimale taglia 13.600 euro. I 500.000 euro sono quindi un caso limite: servono un’opera oltre il milione di costo e almeno 1.557.633 euro di costi territoriali diretti al 30%.
Il cumulo con il tax credit produzione può decidere l’importo prima dei massimali
L’art. 8 mette tutti gli aiuti pubblici sulla stessa opera in un unico tetto: il credito d’imposta per la produzione della Legge Cinema e ogni altro aiuto, statale, regionale o europeo, non possono superare insieme il 50% del costo complessivo di produzione. Se intensità e premialità portano oltre, il contributo regionale si riduce fino a rientrare. L’Allegato F lo dice in positivo: tax credit e contributo possono coprire la stessa spesa, perché sono aiuti di natura diversa, purché la somma stia nel limite. Resta il divieto di doppio finanziamento: nessun costo può essere coperto oltre quanto è stato davvero pagato, né ricevere due aiuti della stessa natura o finalità sulla stessa quota di spesa.
In pratica il contributo è il minore fra tre valori: il contributo teorico (base per intensità), il massimale della fascia e il tetto di cumulo meno il tax credit e gli altri aiuti sull’opera. Non scriviamo aliquote del tax credit, perché dipendono dal decreto ministeriale vigente e dal tipo di opera: chiamiamo T il credito d’imposta che ti aspetti. Nella finzione dell’esempio, con T pari a 280.000 euro, il tetto lascia 400.000 meno 280.000, cioè 120.000 euro, e il contributo scende da 160.500 a 120.000. L’ultima riga della tabella sopra è la soglia di T oltre la quale succede: circa il 30% del costo complessivo nella finzione e nel documentario, il 25% nell’opera prima. Se il credito d’imposta che ti aspetti supera quella quota, a fissare il contributo è il cumulo, non il massimale.
| Tipo di opera (art. 8 c. 1) | Tetto di cumulo sul costo complessivo |
|---|---|
| Regola generale | 50% |
| Produzioni transfrontaliere (art. 54 par. 7 lett. a) GBER) | 60% |
| Opere Difficili, come le definisce l’art. 4 c. 3 del D.I. Tax Credit Produttori | 80% |
| Coproduzioni con Paesi DAC (i Paesi beneficiari dell’aiuto pubblico allo sviluppo nell’elenco OCSE) | 100% |
Sulle Opere Difficili l’avviso è più stretto del GBER, che all’art. 54 par. 7 lett. b) consentirebbe il 100%: per Lazio Next Generation vale l’80%. Il rispetto del tetto si controlla due volte, alla concessione e al saldo, su costi e aiuti effettivi; i ricavi di sfruttamento dell’opera dopo il completamento non contano. Se il tax credit poi non lo usi per ragioni diverse dalla perdita dell’idoneità, il contributo non si revoca.
La verifica passa dal RNA, il Registro nazionale degli aiuti di Stato: il contributo viene registrato lì e concessione ed erogazione dipendono dall’esito delle verifiche (art. 8 c. 5). Nella domanda dichiari, con dichiarazione sostitutiva, tutti gli aiuti richiesti od ottenuti sull’opera, e comunichi le variazioni. Il de minimis (il tetto di aiuti di 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni) qui non entra: l’aiuto è in GBER e non consuma il plafond.
Consiglio operativo. Nel piano finanziario (Allegato D) scrivi il tax credit atteso con lo stesso costo complessivo che usi per la fascia del massimale. A nostro avviso è una delle righe che pesano nella macroarea C della Fase B, dove l’Allegato F cita espressamente la «coerenza con gli aiuti pubblici dichiarati e con i limiti di cumulo»: un piano che supera il 50% senza dirlo rischia punti in valutazione, e il contributo viene comunque ridotto fino a rientrare nel tetto.
Quali spese entrano nella base e quali no
Entrano i costi del personale artistico e tecnico, i servizi di produzione, i noleggi, i teatri di posa, la post-produzione, le location, i servizi tecnici e logistici, trasporti, vitto e alloggio (art. 10 c. 3), sempre a condizione che siano territoriali: personale residente nel Lazio per le attività svolte lì, autonomi e artisti con domicilio fiscale nel Lazio, imprese con sede legale o operativa nel Lazio, immobili e attrezzature nel Lazio noleggiati da operatori con sede nel Lazio. Il tecnico residente a Napoli che lavora sul set di Viterbo, quindi, sta nel costo complessivo ma non nella base.
Restano fuori interessi passivi, sanzioni, imposte recuperabili, oneri finanziari, spese di rappresentanza e i costi verso parti correlate. La Tabella C tiene fuori dalla base territoriale anche spese generali, producer’s fee (il compenso del produttore), compensi dei produttori esecutivi, promozione e marketing. Il costo della certificazione del revisore legale è ammesso entro il 3% dei costi ammessi e comunque entro 20.000 euro.
Le spese valgono se riferite a prestazioni e forniture dal 1° gennaio 2026 fino alla consegna della copia campione, anche con contratti firmati prima della domanda, pagate con strumenti tracciabili intestati al beneficiario. Niente compensazioni, permute o pagamenti non monetari.
Come si presenta la domanda via PEC
La domanda parte solo dalla PEC verso [email protected], firmata digitalmente dal legale rappresentante, fra le 12:00 del 15 ottobre e le 17:00 del 4 novembre 2026. La rettifica G13879 ha chiarito che la data della domanda è la data di invio che risulta dalla notifica di avvenuta consegna della PEC, e ha tolto il riferimento a una piattaforma telematica che compariva nel testo originale. La modulistica (Allegati da A a F) sta sulla pagina della determinazione G13879 sul sito della Regione.
Gli allegati dell’art. 16 c. 2:
- piano finanziario (Allegato D) con tutte le coperture e tutti gli aiuti pubblici;
- piano dei costi (Allegato C), con spese territoriali, forfait e, per le opere avviate, spese già sostenute;
- piano di lavorazione (Allegato E), con giornate totali e nel Lazio e Comuni interessati, separando quelle già fatte;
- sinossi o trattamento e, se c’è, sceneggiatura, con le scene ambientate nel Lazio;
- curriculum e filmografia del regista e prove degli altri elementi della Fase A;
- visura camerale aggiornata;
- copia delle richieste di idoneità al tax credit (o dell’istanza preventiva) e di nazionalità;
- dichiarazioni sostitutive sui requisiti e sugli aiuti (Allegato B);
- documento del regista, se chiedi il punteggio per l’età sotto i 35 anni.
Consiglio operativo. Se la Direzione chiede integrazioni, hai 10 giorni dalla richiesta per mandarle; dopo, il procedimento va avanti con quello che c’è (art. 17, comma 2), e un elemento della Fase A senza prova vale zero punti. Ricostruisci il punteggio della Tabella A sui tuoi allegati prima dell’invio: se non arrivi a 20 punti la Fase B non la vedi.
Come si valuta: Fase A, Fase B e graduatoria
La Fase A assegna fino a 50 punti in automatico (Tabella A) e serve almeno 20 per passare oltre. Quattro macroaree:
- Impatto territoriale, fino a 20 punti: giornate nel Lazio sul totale (dal 30% 2 punti, 50% 4, 70% 6, 90% 7); spesa nel Lazio sul costo complessivo (dal 20% 2, 30% 4, 40% 6, 50% 8); giornate fuori Roma Capitale su quelle nel Lazio (dal 30% 2, 50% 3, 70% 5).
- Valorizzazione culturale, fino a 8 punti: ambientazione parziale (almeno il 30% delle scene) 2 o prevalente (almeno il 60%) 4; beni culturali o luoghi identitari presenti 2, centrali 4.
- Next Generation e talenti, fino a 16 punti: la combinazione di impresa e regista, che vale solo per le opere cinematografiche (impresa con meno di 5 anni e opera prima 9 punti, con opera seconda 6; impresa con almeno 5 anni e opera prima 6, opera seconda 3); regista under 35, 3 punti; ponte formativo, fino a 4.
- Distribuzione, fino a 6 punti: lettera di interesse, deal memo (l’accordo preliminare sui termini essenziali) o strategia documentata 3, contratto firmato 6. Per il web contano solo accordi con servizi a richiesta con corrispettivo o minimo garantito.
La finzione dell’esempio, con 24 giornate su 40 nel Lazio, il 75% della spesa nel Lazio e 16 giornate fuori Roma, prende 4 + 8 + 3 = 15 punti dal solo impatto territoriale. Con l’ambientazione prevalente (4) e una lettera di interesse di un distributore (3) arriva a 22 e passa la soglia anche senza punti sui talenti.
La Fase B la fa una commissione di tre membri nominata dal Direttore: qualità artistica 20 punti, regia 14, sostenibilità produttiva e finanziaria 8, diffusione e valorizzazione 8. È idoneo chi prende almeno 30 punti in Fase B e 60 su 100 in totale. La graduatoria esce con determinazione sul sito della Regione e sul BURL e si finanzia in ordine fino a esaurimento. A parità contano, solo se le risorse non bastano, la Fase B, poi la qualità artistica, poi l’opera prima e la seconda, poi il costo minore, infine il sorteggio. L’avviso non fissa tempi per istruttoria e graduatoria.
Dopo la graduatoria: anticipo del 40%, riprese e rendicontazione
La concessione arriva con un atto della Direzione dopo la verifica sul RNA; la data di pubblicazione del provvedimento è la data di concessione. Da lì la sequenza è stretta:
- entro 30 giorni firmi digitalmente l’atto di impegno, altrimenti decadi dopo una diffida;
- per contributi da 150.000 euro in su si applica la disciplina antimafia (D.Lgs. 159/2011) e le informazioni richieste vanno mandate entro 10 giorni dall’invito: nei nostri esempi tocca la finzione e l’opera prima, non il documentario;
- le opere non ancora avviate iniziano le riprese entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria;
- l’opera si completa entro 18 mesi dalla concessione con la consegna della copia campione al MiC, con una sola proroga di massimo 6 mesi per esigenze produttive motivate;
- entro 60 giorni dalla consegna presenti rendiconto, relazione finale, giustificativi e la certificazione di un revisore legale iscritto da almeno tre anni consecutivi nella sezione A del registro, con polizza di responsabilità civile da almeno 3 milioni l’anno e indipendente da te (non può aver tenuto la tua contabilità né preparato il rendiconto).
L’erogazione è in due tranche (art. 21). L’anticipo del 40% si chiede con una fideiussione bancaria o una polizza assicurativa di pari importo, irrevocabile, a prima richiesta, valida almeno 12 mesi oltre la conclusione prevista, e solo dopo aver ottenuto l’idoneità al tax credit e la nazionalità provvisoria. Per la finzione dell’esempio sono 64.200 euro di anticipo e 64.200 di garanzia. Il saldo del 60% arriva dopo l’approvazione del rendiconto, con la nazionalità definitiva, DURC e regolarità fiscale in ordine e la verifica del cumulo sui numeri finali. Il contributo si ridetermina solo verso il basso.
Gli obblighi dell’art. 22 durano oltre il saldo: logo della Regione nei titoli, pubblicazione degli aiuti ricevuti (L. 124/2017, art. 1 cc. 125 e seguenti), impegni presi per i punti della macroarea talenti, documenti conservati per 5 anni dal saldo. Il subentro di un altro soggetto è vietato, salvo operazioni a titolo universale autorizzate; un coproduttore che entra dopo la concessione va autorizzato. In caso di revoca le somme tornano con gli interessi legali, e se mancano gli impegni della macroarea talenti la revoca è parziale, in proporzione ai punti. I controlli a campione riguardano almeno il 10% delle pratiche.
Come si tassa il contributo e cosa cambia dal 2027
L’avviso non dice come qualificare il contributo ai fini fiscali. Il capitolo regionale che lo finanzia (U0000G12523) è indicato nell’art. 2 dell’avviso come «parte in conto capitale», ma è una classificazione del bilancio della Regione, non una qualificazione per il bilancio del produttore. Le due norme che contano sono queste:
- ritenuta del 4% a titolo di acconto che le Regioni operano sui contributi alle imprese, esclusi quelli destinati all’acquisto di beni strumentali: art. 28, comma 2, DPR 600/1973 fino al 31 dicembre 2026, art. 43, comma 2, del D.Lgs. 33/2025 (testo unico versamenti e riscossione) dal 1° gennaio 2027, con lo stesso contenuto;
- sopravvenienza attiva tassata nell’esercizio di incasso per i contributi, esclusi quelli per l’acquisto di beni ammortizzabili e quelli che il testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) considera ricavi, cioè spettanti in base a contratto o esclusivamente in conto esercizio a norma di legge (art. 85, comma 1, lettere g e h): art. 88, comma 3, lettera b) del TUIR (DPR 917/1986), che dal 1° gennaio 2027 diventa l’art. 97 del D.Lgs. 117/2026, il nuovo testo unico delle imposte sui redditi (l’art. 85 diventa l’art. 94).
Il cambio di numerazione non è un dettaglio: la graduatoria non ha una data e l’anticipo segue la concessione, quindi è possibile che le erogazioni arrivino già sotto i testi unici. A nostro avviso la domanda da sciogliere con il commercialista prima dell’atto di impegno è se il contributo finanzia un bene ammortizzabile, cioè l’opera se la iscrivi fra le immobilizzazioni, oppure costi d’esercizio. Dalla risposta dipende l’esercizio in cui il contributo diventa reddito. La qualificazione in bilancio la decide l’impresa con il commercialista, non la Regione. Alla Direzione conviene invece chiedere via PEC, prima di chiedere l’anticipo, se opererà la ritenuta del 4%: è la Regione, come sostituto d’imposta, ad applicarla oppure no, e la sua scelta va coordinata con la tua.
Gli errori che fanno perdere la domanda
- Due elementi di radicamento senza un qualificante: ambientazione e fornitori da soli non bastano.
- Due domande nello stesso gruppo: cadono entrambe.
- Forfait del 7% calcolato sul costo complessivo: gonfia la base e il piano dei costi non torna con la Tabella C.
- Intensità oltre il 30%: 25% più 8 punti non fa 33%, il tetto è 30%.
- Massimale letto sui costi ammissibili: la fascia dipende dal costo complessivo di produzione.
- Tax credit dimenticato nel piano finanziario: il cumulo al 50% lo conta comunque, alla concessione e al saldo, e un aiuto non dichiarato è un’omessa comunicazione, che l’art. 23 mette fra le cause di revoca.
- Richieste al MiC non presentate prima dell’invio: idoneità (o istanza preventiva) e nazionalità vanno allegate.
- Riprese non partite in tempo: per le opere non avviate il termine è di 30 giorni dalla graduatoria, e il mancato avvio è causa di revoca.
Domande frequenti su Lazio Next Generation 2026
Fino a quando si può presentare domanda a Lazio Next Generation 2026?
Fino alle 17:00 del 4 novembre 2026; la finestra è aperta dalle 12:00 del 15 ottobre 2026. Fa fede la notifica di avvenuta consegna della PEC. È una graduatoria, quindi inviare il primo giorno non dà precedenza: conta il punteggio.
Serve avere il codice ATECO 59.11 per partecipare?
L’avviso chiede codici ATECO coerenti con la produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, «in particolare 59.11», e, dove pertinenti, con la post-produzione (59.12). È un requisito di coerenza dell’attività, non l’obbligo di un codice preciso. A nostro avviso, se pensi di cambiare codice apposta per il bando, valutalo prima anche con il consulente del lavoro: l’attività dichiarata conta anche per l’inquadramento previdenziale e assicurativo dell’impresa.
Posso candidare un film che ha già iniziato le riprese?
Sì, se le riprese sono iniziate nel 2026, anche prima della domanda, e l’opera non è completata, cioè non ha consegnato la copia campione al MiC. Le spese valgono dal 1° gennaio 2026. Per le opere già avviate i punti della Fase A si calcolano anche sulle giornate fatte e sulle spese già sostenute alla data della domanda.
Il contributo si somma al tax credit produzione?
Sì, anche sulla stessa spesa, ma la somma di tax credit, contributo e ogni altro aiuto pubblico sull’opera non può superare il 50% del costo complessivo di produzione. Il limite sale al 60% per le produzioni transfrontaliere, all’80% per le Opere Difficili e al 100% per le coproduzioni con Paesi DAC. Se lo superi, il contributo regionale si riduce.
Una PMI che non è produttore indipendente può partecipare?
No. La qualifica di Produttore Indipendente, come la definisce il D.I. 225/2024, serve a tutti i richiedenti, PMI comprese. L’apertura ai soggetti non PMI riguarda i produttori indipendenti di dimensione maggiore, non le PMI che non hanno la qualifica.
Il contributo di Lazio Next Generation rientra nel de minimis?
No. L’aiuto è concesso in base all’art. 54 del GBER, l’articolo del regolamento generale di esenzione dedicato alle opere audiovisive, quindi non consuma il plafond de minimis dell’impresa. Si registra comunque sul Registro nazionale degli aiuti di Stato, e concessione ed erogazione dipendono dalle verifiche lì.
Quando esce la graduatoria di Lazio Next Generation?
L’avviso non fissa termini né per l’istruttoria né per la graduatoria. Uscirà con una determinazione della Direzione pubblicata sul sito della Regione Lazio e sul BURL. Prima ci sono l’istruttoria formale, la Fase A automatica e la Fase B in commissione.
Come si ottiene l’anticipo del 40%?
Con una fideiussione bancaria o una polizza assicurativa di importo pari all’anticipo, irrevocabile, incondizionata e a prima richiesta, valida almeno 12 mesi oltre la data prevista di conclusione. L’anticipo si eroga solo dopo che l’opera ha ottenuto l’idoneità al credito d’imposta e la nazionalità italiana provvisoria.
Ci sono FAQ ufficiali della Regione sull’avviso?
Al 15 ottobre 2026 non ci sono FAQ. Il documento ufficiale di chiarimenti è l’Allegato F «Chiarimenti applicativi» della determinazione G13879, che precisa alcuni punti senza modificare l’avviso. Per le domande l’unico canale indicato negli atti è la PEC [email protected].
Chi ha una quota minoritaria in una coproduzione può usare questo avviso?
L’avviso chiede la titolarità dei diritti di sfruttamento almeno per l’Italia e una sola opera per Impresa Unica; non disciplina in modo specifico le quote di coproduzione. Per chi ha una quota italiana minoritaria esiste una linea nazionale dedicata: la trovi nella nostra guida ai contributi per le coproduzioni cinematografiche minoritarie 2026.
Come procedere entro il 4 novembre
Se le giornate di ripresa nel Lazio restano sotto il 30%, nessuna fase completa di post-produzione si fa in regione e i tecnici residenti nel Lazio non arrivano al 20% delle unità, a nostro avviso non vale la pena preparare la domanda: senza un elemento qualificante la domanda si ferma all’ammissibilità, prima di qualsiasi punteggio. Per gli altri la sequenza che suggeriamo: verifica il radicamento con i tre elementi qualificanti davanti, controlla che le richieste di idoneità e nazionalità al MiC siano presentate, costruisci piano dei costi e piano finanziario con il tax credit atteso dentro il 50%, ricalcola la Tabella A sui tuoi allegati. Se la tua quota nell’opera è minoritaria, guarda anche i contributi del Ministero della Cultura alle coproduzioni minoritarie 2026. Per gli altri avvisi della Regione aperti in questo momento c’è la nostra pagina sui bandi della Regione Lazio 2026, e per le scadenze di tutta Italia il calendario dei bandi a fondo perduto in scadenza.
Vuoi sapere quanto vale il contributo sulla tua opera, tax credit compreso? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo per una valutazione dedicata.
Fonti: Regione Lazio, avviso «Lazio Next Generation, Anno 2026» (Allegato A alla determinazione G13701 del 7 ottobre 2026, PDF) e pagina della determinazione G13701 sul sito della Regione, pubblicata sul BURL n. 81 Ordinario dell’8 ottobre 2026 da pag. 484; determinazione G13879 del 12 ottobre 2026 con rettifica, modulistica e Allegato F «Chiarimenti applicativi», BURL n. 82 Ordinario del 13 ottobre 2026 da pag. 276 (fascicoli consultabili sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio); DGR 439 del 28 maggio 2026, Piano annuale cinema 2026; Regolamento (UE) 651/2014, art. 54; DPR 600/1973 art. 28, D.Lgs. 33/2025 art. 43, TUIR art. 88 e D.Lgs. 117/2026 art. 97, letti su Normattiva. Atti e stato della misura verificati il 15 ottobre 2026.
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