Dalla Tunisia alla Corte penale internazionale, le risoluzioni del 68° Meeting. Alla Corte di Strasburgo il Premio per l’indipendenza giudiziaria 2026
Dal 15 al 21 ottobre 2026 si è svolto a Lisbona il 68° Meeting annuale dell’Associazione internazionale dei magistrati (IAJ-UIM), appuntamento che ha riunito rappresentanti delle associazioni giudiziarie di tutto il mondo per confrontarsi sulle principali sfide che interessano la giustizia e l’indipendenza della magistratura nei diversi ordinamenti. Ai lavori ha partecipato anche la delegazione italiana dell’Associazione nazionale magistrati, composta dal segretario generale Rocco Maruotti, dalla direttrice della rivista La Magistratura, Monica Mastrandrea, e dalle componenti del Comitato direttivo centrale Paola Cesaroni, Paola Ciriaco, Romina Incutti e Giulia Locati.
Il programma dei lavori, articolato in più giornate, ha previsto le riunioni dei quattro Gruppi regionali dell’IAJ (europeo, iberoamericano, africano e asiatico-nordamericano-oceaniano ), gli incontri delle quattro Commissioni di studio, tre sessioni del Consiglio centrale e una Conferenza internazionale. La tutela dell’indipendenza della magistratura, il rispetto della separazione dei poteri e la difesa dello Stato di diritto hanno costituito il filo conduttore dei lavori, in un contesto internazionale segnato da crescenti preoccupazioni per le pressioni esercitate sui giudici, le interferenze nel funzionamento della giustizia e l’indebolimento delle garanzie istituzionali in diversi Paesi.
Le determinazioni del Gruppo europeo: Ucraina, Polonia, Serbia e Albania
Nel corso della riunione del 16 ottobre, l’Associazione europea dei magistrati (EAJ), gruppo regionale europeo dell’IAJ, ha esaminato diverse situazioni di criticità, adottando dichiarazioni riguardanti Ucraina, Polonia, Serbia e Albania. Per quanto riguarda l’Ucraina, è stata richiamata l’attenzione sulle gravi difficoltà che il sistema giudiziario continua ad affrontare nel contesto della guerra, tra carenza di magistrati, carichi di lavoro eccessivi e criticità nelle procedure di valutazione e selezione, con particolare riferimento alla necessità di evitare indebite interferenze nell’attività giurisdizionale.
In relazione alla Polonia, il Gruppo europeo ha nuovamente espresso preoccupazione per la crisi che interessa il Tribunale costituzionale, denunciando gli ostacoli che impediscono a cinque giudici regolarmente eletti di assumere le proprie funzioni e richiamando le autorità al rispetto delle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo. Con riferimento alla Serbia, è stata evidenziata l’inadeguatezza delle condizioni retributive della magistratura, ribadendo che un trattamento economico proporzionato alle responsabilità della funzione giudiziaria rappresenta una garanzia essenziale dell’indipendenza dei giudici. Analoga attenzione è stata dedicata all’Albania, dove le recenti disposizioni legislative in materia di remunerazione dei magistrati hanno sollevato gravi preoccupazioni, anche per il mancato rispetto di una pronuncia della Corte costituzionale e per il rischio di compromettere le garanzie di indipendenza e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Il Consiglio centrale: le risoluzioni sulla tutela della magistratura e della giustizia internazionale
Particolarmente significative le determinazioni assunte dal Consiglio centrale dell’IAJ, riunitosi in tre sessioni il 17, 18 e 19 ottobre, che ha adottato importanti prese di posizione a tutela dell’indipendenza giudiziaria in diversi contesti nazionali e internazionali. Una risoluzione di particolare rilievo è stata dedicata alla Tunisia, dove il progressivo smantellamento delle garanzie istituzionali dell’indipendenza giudiziaria continua a destare profonda preoccupazione. Il Consiglio centrale ha denunciato le interferenze del potere esecutivo nella gestione delle carriere dei magistrati, le sospensioni arbitrarie, i trasferimenti punitivi e il ricorso a procedimenti penali e disciplinari nei confronti di giudici impegnati nella difesa dell’autonomia della giustizia. Ha inoltre condannato le pressioni e le ritorsioni nei confronti dell’Associazione dei Magistrati Tunisini e dei suoi rappresentanti, rinnovando il pieno sostegno al suo presidente, Anas Hmedi, e a tutti i magistrati che continuano a impegnarsi per la tutela dello Stato di diritto. La risoluzione richiama le autorità tunisine al ripristino di effettive garanzie di indipendenza, al rispetto delle decisioni giudiziarie e alla cessazione delle misure di ritorsione contro i magistrati.
Il Consiglio centrale si è inoltre pronunciato sulla situazione del Cile, esprimendo preoccupazione per alcune procedure di rimozione dei giudici e per le possibili violazioni delle garanzie del giusto procedimento, della certezza del diritto e del divieto di doppio giudizio, sollecitando una revisione del sistema di responsabilità giudiziaria.
Con riferimento al Perù, l’IAJ ha denunciato i rischi per l’indipendenza della magistratura derivanti da provvedimenti di mancata conferma, destituzioni e procedimenti disciplinari nei confronti di giudici, ribadendo che tali strumenti non possono essere utilizzati per sanzionare il contenuto delle decisioni giurisdizionali o limitare il legittimo esercizio della libertà di espressione e associazione dei magistrati.
Di particolare importanza anche la risoluzione adottata a sostegno della Corte penale internazionale, con la quale il Consiglio centrale ha condannato le sanzioni imposte dal Governo degli Stati Uniti nei confronti della Corte, dopo quelle già adottate contro singoli giudici e membri del suo personale.
L’IAJ ha qualificato tali misure come un’interferenza senza precedenti e inaccettabile nell’indipendenza giudiziaria, sottolineando che pressioni politiche ed economiche non possono condizionare l’esercizio della giurisdizione internazionale chiamata a perseguire i crimini più gravi. La risoluzione ha inoltre rivolto un appello agli Stati parte dello Statuto di Roma affinché assicurino protezione alla Corte, ai suoi giudici e al suo personale dalle conseguenze delle sanzioni. Un richiamo che riafferma come l’indipendenza della giustizia non conosca confini nazionali e debba essere garantita anche alle istituzioni giurisdizionali internazionali, il cui operato costituisce un presidio essenziale dell’ordinamento giuridico internazionale e della tutela dei diritti fondamentali.
Le quattro Commissioni di studio
Una parte centrale del Meeting è stata dedicata ai lavori delle quattro Commissioni di studio dell’IAJ (https://www.iaj-uim.org/iuw/1st-study-commission/ ), che hanno approfondito temi di rilevanza giuridica e istituzionale attraverso il confronto tra le esperienze dei diversi ordinamenti nazionali. La prima commissione, competente per le questioni relative allo status della magistratura e all’indipendenza giudiziaria, ha affrontato il tema “L’impatto degli attacchi alla magistratura da parte della politica sull’indipendenza giudiziaria: quali risposte?”, esaminando le sfide poste dalle pressioni e dalle delegittimazioni provenienti dal mondo politico e le possibili forme di tutela dell’autonomia della funzione giudiziaria.
La seconda commissione, dedicata al diritto civile e alla procedura civile, si è occupata degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie (ADR), approfondendone il ruolo nella gestione dei conflitti all’interno e all’esterno delle aule giudiziarie. La terza commissione, competente per il diritto penale e la procedura penale, ha esaminato il tema della “valutazione, da parte dei giudici, della credibilità e dell’attendibilità delle prove presentate in giudizio”. La quarta commissione, dedicata al diritto pubblico e sociale, ha affrontato le questioni giuridiche e sociali connesse all’invecchiamento, con particolare attenzione alla discriminazione fondata sull’età, ai sistemi pensionistici e alle normative che regolano i diversi aspetti dell’età avanzata.
I lavori delle Commissioni hanno rappresentato un’importante occasione di approfondimento comparato e di condivisione di esperienze, confermando il valore del confronto internazionale nell’individuazione di principi comuni e buone pratiche.
La Conferenza internazionale e la partecipazione della Relatrice speciale delle Nazioni Unite
Il programma ha previsto anche una Conferenza internazionale, svoltasi il 18 ottobre, che ha offerto un’ulteriore occasione di riflessione sulle sfide che interessano la giustizia e lo Stato di diritto. Tra le presenze di particolare rilievo, quella di Margaret Satterthwaite, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati, che ha tenuto un intervento dedicato alle questioni riguardanti la tutela dell’indipendenza della magistratura e al ruolo delle garanzie istituzionali per l’effettività dello Stato di diritto. La sua partecipazione ha rappresentato un significativo momento di dialogo tra l’associazionismo giudiziario internazionale e i meccanismi delle Nazioni Unite impegnati nella protezione dell’indipendenza della giustizia.
Il Premio per l’indipendenza giudiziaria 2026 alla Corte europea dei diritti dell’uomo
Tra i momenti significativi del Meeting, anche il conferimento del Premio per l’indipendenza giudiziaria 2026 alla Corte europea dei diritti dell’uomo, in riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dalla Corte di Strasburgo nella tutela dello Stato di diritto, dell’indipendenza della magistratura e dei diritti fondamentali.
Nel suo messaggio di ringraziamento, il Presidente della Corte, Mattias Guyomar, ha ricordato come da oltre settant’anni la Corte rappresenti un punto di riferimento per la difesa dello Stato di diritto e dell’indipendenza giudiziaria, sottolineando quanto sia oggi particolarmente importante sostenere i giudici di fronte agli attacchi e alle pressioni cui sono sottoposti.
Il premio è stato ritirato, a nome della Corte, dalla giudice Ana Maria Guerra Martins, eletta in rappresentanza del Portogallo. Il presidente dell’IAJ, Walter Barone, ha espresso il riconoscimento dell’associazione per il contributo essenziale della Corte alla salvaguardia della dignità, della giustizia e dello Stato di diritto, evidenziandone il ruolo nella protezione delle libertà individuali e dei valori democratici in Europa. Tra gli altri destinatari del riconoscimento per il 2026 figurano anche l’associazione Speak Up for Justice e Fernando Cruz Castro, già Presidente della Corte Suprema di Giustizia della Costa Rica.
Un impegno comune che prosegue oltre Lisbona
Il 68° Meeting dell’IAJ si è concluso riaffermando il valore della cooperazione internazionale tra le magistrature e il ruolo delle associazioni giudiziarie nella difesa dei principi dello Stato di diritto. Le risoluzioni adottate, il confronto tra le esperienze nazionali e i lavori delle Commissioni hanno confermato come l’indipendenza della magistratura non rappresenti una prerogativa dei giudici, ma una garanzia essenziale per i cittadini, per la tutela effettiva dei diritti e per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche. In questo quadro, la partecipazione dell’ANM ai lavori dell’IAJ si inserisce in un impegno di collaborazione e solidarietà con le magistrature degli altri Paesi, nella consapevolezza che la difesa dell’indipendenza giudiziaria richiede attenzione costante, strumenti condivisi e una capacità di risposta comune alle minacce che possono comprometterla.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




