I bandi per startup sono misure pubbliche, nazionali, regionali ed europee, che finanziano l’avvio e la crescita di un’impresa innovativa con contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero o agevolato, garanzie sul credito e incentivi fiscali. Li gestiscono enti diversi: Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), le Regioni e le loro finanziarie, le Camere di Commercio e, a livello europeo, la Commissione con il programma EIC.
Nessun bando va bene per tutti. Ciascuno fissa limiti su età dell’impresa, territorio, tipo di spese e profilo dei soci, e molti funzionano “a sportello”: le domande si valutano in ordine di arrivo e i fondi possono finire. Un esempio recente: dal 1° luglio 2026 la misura ON non concede più il contributo a fondo perduto perché le risorse dedicate sono esaurite, e le nuove domande ottengono solo il finanziamento a tasso zero.
Questa guida spiega i tipi di agevolazione, chi può partecipare, come scegliere lo strumento adatto, come funziona una domanda, come vengono valutati i progetti e come si rendiconta, e rimanda alle schede dedicate ai singoli bandi. Lo stato delle misure è aggiornata ad ottobre 2026: prima di candidarti verifica sempre il testo ufficiale del bando.
Le tipologie di agevolazione: fondo perduto, tasso zero, garanzie e incentivi fiscali
Un bando può erogare denaro che non restituisci (fondo perduto), denaro che restituisci senza interessi (tasso zero), una garanzia che ti apre il credito bancario, oppure un vantaggio fiscale per chi investe in te. Molte misure combinano più forme.
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Forma |
Cosa ottieni |
Si restituisce? |
Esempio |
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Contributo a fondo perduto |
Una somma a copertura di una quota delle spese ammesse |
No, ma restano obblighi di rendicontazione e mantenimento |
Resto al Sud 2.0 (voucher e contributi per under 35 nel Mezzogiorno) |
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Finanziamento a tasso zero |
Un prestito senza interessi |
Sì, in genere in rate fino a dieci anni |
Smart&Start Italia, ON |
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Mix di fondo perduto e tasso zero |
Prestito agevolato con una quota non rimborsabile |
Solo la parte di prestito |
Smart&Start Italia per le startup del Mezzogiorno |
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Garanzia pubblica sul credito |
La banca presta con la copertura dello Stato |
Sì, il prestito è tuo |
Fondo di Garanzia per le PMI |
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Incentivo fiscale |
Un risparmio d’imposta, di solito per chi investe nella startup |
No |
Detrazione IRPEF del 65% per gli investitori in startup innovative |
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Finanziamento europeo |
Contributo e, in alcuni casi, capitale |
Il contributo no; il capitale è equity |
EIC Accelerator |
Fondo perduto non significa gratis
Il contributo a fondo perduto non si restituisce, ma si ottiene solo dopo aver sostenuto e documentato le spese. Spesso devi anticipare la liquidità, affrontare controlli e mantenere l’investimento per un periodo stabilito dal bando.
Tasso zero non significa regalo
Un prestito a tasso zero è comunque debito. Smart&Start Italia, per esempio, prevede la restituzione in dieci anni. Prima di candidarti verifica che il piano finanziario regga la rata, anche senza contributi non rimborsabili.
Bandi ed equity sono strumenti diversi
I bandi non fanno entrare nuovi soci e non diluiscono i fondatori, ma non sostituiscono un round di investimento: finanziano spese specifiche e richiedono progetti già definiti. Nei casi migliori i due strumenti si sommano, come spieghiamo più avanti nella sezione su bandi e investitori.
Chi può partecipare ai bandi per startup
La maggior parte dei bandi si rivolge a imprese giovani e innovative, ma lo status di startup innovativa non è richiesto da tutte le misure. Il primo passo è capire in quale categoria rientri, perché da quella dipende l’elenco dei bandi a cui puoi accedere.
La Startup Innovativa dopo la legge 193/2024
È una società di capitali, iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese, che rispetta tutti questi requisiti:
- è costituita da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda di iscrizione;
- ha come oggetto lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e non svolge attività prevalente di agenzia o consulenza;
- rientra nella definizione europea di PMI;
- possiede almeno uno tra tre requisiti: una quota minima di spese in ricerca e sviluppo, un team altamente qualificato, la titolarità di un brevetto o di un software registrato.
La legge 193/2024 ha anche ridotto la permanenza standard nella sezione speciale a tre anni, estendibili a cinque se ricorrono requisiti aggiuntivi, con una fase “scale-up” che può portare la permanenza fino a nove anni complessivi. Le regole di dettaglio sono nella circolare MIMIT del 29 luglio 2025: se pianifichi un bando che dura anni, controlla che lo status sia ancora valido alla data di ogni erogazione.
Altri profili ammessi da alcune misure
- Team di persone fisiche che non hanno ancora costituito la società. Smart&Start Italia, per esempio, accetta anche team e cittadini stranieri con visto startup, oltre a imprese estere che aprono una sede in Italia.
- Imprese giovanili o femminili. Misure come ON guardano alla composizione dei soci, non allo status di startup innovativa.
- Giovani under 35 inattivi, inoccupati o disoccupati. Sono il target di Resto al Sud 2.0 e dell’Autoimpiego Centro-Nord.
- PMI e imprese in crescita. Molti bandi regionali e camerali per innovazione e digitalizzazione non richiedono lo status di startup.
Requisiti ricorrenti da controllare in ogni bando
- Sede legale o operativa in Italia e, in molti casi, nella Regione che finanzia il bando.
- Dimensione d’impresa e anzianità massima dalla costituzione.
- Regolarità contributiva e assenza di situazioni di difficoltà.
- Capienza nel regime “de minimis”, da verificare sul Registro nazionale degli aiuti di Stato prima della domanda.
- Progetto non avviato prima della domanda: in molti bandi le spese sostenute prima dell’invio non sono ammissibili.
- Quota di cofinanziamento a carico dell’impresa.
I principali bandi e incentivi per startup nel 2026
Per una startup innovativa il punto di partenza nazionale è Smart&Start Italia; per le imprese giovanili o femminili c’è ON, per gli under 35 senza lavoro stabile Resto al Sud 2.0 e l’Autoimpiego Centro-Nord, per il credito bancario il Fondo di Garanzia, per il capitale europeo l’EIC Accelerator. La tabella riassume lo stato delle misure al 21 ottobre 2026 e rimanda alle schede di approfondimento.
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Misura |
Forma dell’aiuto |
Per chi |
Stato al 21 ottobre 2026 |
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Smart&Start Italia (Invitalia, MIMIT) |
Finanziamento a tasso zero all’80% delle spese (90% per compagini interamente femminili o under 36); in più un 30% di fondo perduto per le startup del Mezzogiorno |
Startup innovative costituite da non più di 60 mesi, con piani di spesa da 100.000 € a 1,5 milioni |
Domande a sportello. Il DM 13 luglio 2026, pubblicato dal MIMIT il 2 settembre, aggiorna le regole, che si applicano dalla circolare attuativa |
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ON, Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (Invitalia) |
Finanziamento a tasso zero fino al 90% delle spese, in dieci anni |
Micro e piccole imprese a prevalenza giovanile o femminile |
Aperta, ma dal 1° luglio 2026 solo con finanziamento: il fondo perduto è esaurito. Il MIMIT ha annunciato il 12 ottobre un rifinanziamento di 59 milioni |
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Resto al Sud 2.0 (Invitalia) |
Solo fondo perduto: voucher fino a 40.000 € (50.000 con maggiorazione) o contributo fino al 75% per programmi fino a 120.000 € |
Giovani 18-35 anni inattivi, inoccupati o disoccupati che avviano un’attività in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia |
Sportello aperto dal 15 ottobre 2025, con 356,4 milioni di dotazione |
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Autoimpiego Centro-Nord (Invitalia) |
Voucher e contributi a fondo perduto |
Giovani under 35 in condizione analoga, nelle regioni del Centro-Nord |
Sportello aperto dal 15 ottobre 2025 |
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Fondo di Garanzia per le PMI |
Garanzia pubblica fino all’80% del prestito bancario, gratuita per le startup innovative |
Imprese e startup che chiedono un finanziamento a una banca |
Regole prorogate fino al 31 dicembre 2026; il MIMIT ha presentato a luglio uno schema di decreto per il 2027 |
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Detrazione IRPEF del 65% per chi investe |
Risparmio d’imposta per l’investitore, fino a 100.000 € investiti all’anno |
Investitori persone fisiche in startup innovative |
Indicata come attiva dal MIMIT, con istanza preventiva della startup; sul 2026 le interpretazioni non sono tutte allineate |
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EIC Accelerator (Commissione europea) |
Contributo fino a 2,5 milioni di euro e capitale tra 1 e 10 milioni |
Startup e PMI deep tech, con tecnologie tra i livelli TRL 6 e 8 |
Candidatura breve sempre aperta; prossimo cut-off per la proposta completa il 4 novembre 2026 |
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Bandi regionali per startup |
Varia da Regione a Regione |
Imprese con sede nella Regione |
Da verificare caso per caso. Esempi: TecnoNidi in Puglia e Rafforza & Innova in Lombardia |
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Bandi per la digitalizzazione |
Voucher e contributi regionali, camerali e nazionali |
PMI e startup che investono in tecnologie digitali |
Cambiano per territorio e periodo |
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Internazionalizzazione (SIMEST) |
Finanziamenti agevolati con quota di fondo perduto |
Imprese che si espandono all’estero |
Linee e requisiti da verificare sul portale SIMEST |
Una nota su Smart&Start Italia
Il MIMIT ha aggiornato la scheda di Smart&Start con il decreto del 13 luglio 2026, che adegua la misura alla nuova definizione di startup innovativa e semplifica la valutazione dei piani. Le nuove disposizioni si applicano però dalla pubblicazione della circolare attuativa: finché non arriva, valgono le regole precedenti. Prima di candidarti controlla quale disciplina è in vigore alla data della domanda.
Dove si trovano i bandi aggiornati
Per le misure nazionali le fonti ufficiali sono i siti di Invitalia e del MIMIT; per quelle regionali i portali delle Regioni e delle loro finanziarie; per l’Europa il portale Funding & Tenders. Gli elenchi pubblicati da blog e consulenti sono utili per orientarsi, ma possono contenere scadenze e importi non aggiornati: verifica sempre sul testo ufficiale.
Come scegliere il bando giusto per la tua startup
Si sceglie partendo dal progetto, non dal bando: prima definisci cosa devi finanziare e con quale profilo societario, poi cerchi le misure compatibili. Candidarsi a un bando costruito per un altro profilo fa perdere settimane di lavoro.
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Se sei in questa situazione |
Guarda per prima |
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Startup innovativa iscritta alla sezione speciale, con un piano da 100.000 € a 1,5 milioni |
Smart&Start Italia |
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Impresa costituita da meno di cinque anni con soci prevalentemente under 36 o donne, in qualsiasi settore |
ON, Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero |
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Giovane under 35 senza lavoro stabile che avvia un’attività nel Mezzogiorno |
Resto al Sud 2.0 |
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Giovane under 35 nelle stesse condizioni, nel Centro-Nord |
Autoimpiego Centro-Nord |
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Hai bisogno di un prestito bancario ma mancano garanzie |
Fondo di Garanzia per le PMI |
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Tecnologia deep tech già validata in laboratorio o in prototipo, con ambizione europea |
EIC Accelerator |
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Sede in una Regione con misure per startup o PMI innovative |
Bandi regionali |
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Devi investire in software, cloud o tecnologie digitali |
Bandi per la digitalizzazione |
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Cerchi investitori privati e vuoi renderli più propensi a entrare |
Detrazione del 65% e Ventive Club Deal |
Otto domande per restringere la scelta
- Quanto è vecchia l’impresa? Molte misure fissano un limite, spesso 60 mesi dalla costituzione.
- Hai lo status di startup innovativa? Se non lo hai, escludi le misure che lo richiedono o valuta se puoi ottenerlo.
- Dove hai la sede? Molti bandi sono regionali o riservati a macroaree come il Mezzogiorno.
- Chi sono i soci? Età e genere possono aprire o chiudere intere misure.
- Che cosa devi finanziare? Macchinari, personale, ricerca e sviluppo, servizi, marketing e capitale circolante non sono ammessi ovunque.
- Quanto vale il progetto? Ogni bando ha un importo minimo e massimo di spesa.
- Quanto puoi anticipare? I contributi arrivano dopo aver speso, e quasi sempre resta una quota a tuo carico.
- Quando ti serve il denaro? Le misure a sportello non hanno scadenza, ma i fondi possono finire; quelle a graduatoria hanno finestre precise.
Cumulo e de minimis
Puoi richiedere più agevolazioni solo se le regole di cumulo lo consentono e se rimani entro i limiti degli aiuti di Stato. Molte misure operano in regime “de minimis”: controlla sul Registro nazionale degli aiuti quanti aiuti hai già ricevuto prima di candidarti.
Come funziona un bando: dalla domanda all’erogazione
Un bando passa per sette tappe: verifica dei requisiti, preparazione del piano, accesso alla piattaforma, invio, istruttoria, concessione e, dopo la realizzazione del progetto, rendicontazione ed erogazione. I tempi cambiano per misura: per Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord, ad esempio, la valutazione avviene entro 90 giorni dalla domanda.
- Verifica dei requisiti sul testo ufficiale. Leggi decreto, avviso e circolare attuativa, non solo le sintesi: sono i documenti che decidono l’ammissibilità.
- Preparazione del piano. Business plan, piano finanziario, descrizione tecnica del progetto e preventivi di spesa, secondo lo schema richiesto dal bando.
- Accesso alla piattaforma. Per le misure Invitalia serve l’area personale, con identità digitale (SPID, CIE o CNS); in molti casi servono anche firma digitale e PEC.
- Invio della domanda. A sportello, in ordine cronologico; oppure entro la scadenza prevista, se il bando è a graduatoria.
- Istruttoria e valutazione. L’ente verifica i requisiti e valuta il progetto. In alcune misure è previsto un colloquio con il team.
- Concessione. Se la domanda è ammessa, si firma il contratto o la convenzione e si avvia il progetto nei tempi fissati.
- Realizzazione, rendicontazione ed erogazione. Le agevolazioni si erogano di norma per stati di avanzamento lavori (SAL) su spese documentate: in Smart&Start Italia, per esempio, fino a cinque SAL. Dopo l’erogazione restano controlli e vincoli di mantenimento.
Sportello o graduatoria
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Sportello |
Graduatoria |
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Come si valutano le domande |
In ordine di arrivo |
Dopo la scadenza, con punteggio comparativo |
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Scadenza |
Spesso nessuna, fino a esaurimento fondi |
Fissata dal bando |
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Rischio principale |
I fondi finiscono: il fondo perduto di ON è esaurito dal 1° luglio 2026 |
Un punteggio inferiore a quello degli altri progetti |
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Come prepararsi |
Avere il fascicolo pronto prima dell’apertura o di un rifinanziamento |
Lavorare sui criteri di punteggio del bando |
Nei bandi a sportello i fondi possono finire in fretta: il Fondo Impresa Femminile, ad esempio, nel 2022 ha chiuso lo sportello il giorno stesso dell’apertura, come ricorda una rassegna di Incentivimpresa. Per questo conviene avere la documentazione pronta in anticipo.
Come vengono valutati i progetti: criteri, punteggi e soglie
I valutatori controllano prima se puoi partecipare, poi quanto è valido il progetto: innovazione, maturità, team, mercato e sostenibilità economica. Ogni bando pubblica la propria griglia: leggerla prima di scrivere il piano è il modo più efficace per costruire una candidatura solida.
Quattro parole da non confondere
- Requisiti di ammissibilità: condizioni che devi avere per entrare (età dell’impresa, territorio, status). Se mancano, la domanda non viene valutata.
- Criteri di merito: gli aspetti del progetto che ricevono un giudizio o un punteggio.
- Premialità: punti o percentuali aggiuntive per caratteristiche specifiche, come una compagine giovanile o femminile.
- Soglie: punteggi minimi, sul totale e talvolta su singole aree. Superare il totale ma restare sotto una soglia di area può escludere il progetto.
I criteri ricorrenti
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Criterio |
Cosa si chiede il valutatore |
Evidenze utili |
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Coerenza con il bando |
Il progetto contribuisce agli obiettivi della misura? |
Collegamento esplicito alle finalità e alle spese ammesse |
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Innovazione |
Che cosa c’è di nuovo o nettamente migliore rispetto alle alternative? |
Confronto con soluzioni esistenti, brevetti, test, benchmark |
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Maturità e fattibilità |
Il progetto può essere realizzato nei tempi previsti? |
Prototipo o MVP, livello TRL, cronoprogramma con milestone |
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Team |
Chi presidia le competenze necessarie? |
Profili dei fondatori, ruoli coperti, consulenti e partner |
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Mercato e modello di business |
Esiste un bisogno reale e come raggiungerai il cliente? |
Interviste, lettere d’intenti, dati di trazione, analisi TAM, SAM e SOM |
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Sostenibilità economico-finanziaria |
L’impresa regge il piano fino in fondo? |
Piano finanziario coerente, fonti di copertura, quota di cofinanziamento |
Innovazione e maturità: due dimensioni diverse
Un progetto molto innovativo ma acerbo viene giudicato promettente da rafforzare; uno maturo ma poco distintivo viene giudicato solido ma non differenziante. Le candidature migliori mostrano entrambe le cose: una novità dimostrabile e un percorso già avviato.
Nei bandi tecnologici la maturità si misura spesso con la scala TRL (Technology Readiness Level), da 1 a 9: l’EIC Accelerator, per esempio, finanzia attività tra i livelli 6 e 8. Per un progetto più semplice bastano prove concrete, come un prototipo, un test con clienti o un pilota.
Trasformare i criteri in evidenze
- Sostituisci le affermazioni generiche (“siamo innovativi”) con dati verificabili: prove, confronti, misure.
- Costruisci una tabella che colleghi ogni criterio del bando a una sezione del piano e a un documento allegato.
- Controlla ogni soglia, non soltanto il totale.
- Mantieni coerenti numeri e descrizioni in tutti i documenti: un’incongruenza tra business plan e piano finanziario pesa sulla credibilità del progetto.
Per costruire il piano da cui partire leggi la guida al business plan per startup e quella al Lean Canvas.
Rendicontazione e spese ammissibili: come non perdere il contributo
Un contributo si ottiene solo per le spese che puoi documentare, e non tutte le spese sostenute vengono riconosciute. La rendicontazione è la fase in cui molti progetti perdono una parte dell’agevolazione, quasi sempre per errori evitabili a monte.
Le cinque cause più frequenti di spese non riconosciute
- Spesa fuori progetto. Il costo non compare nel budget approvato oppure rientra in una categoria non ammessa dal bando.
- Date sbagliate. Ordine, fattura o pagamento cadono prima della domanda o dopo la chiusura del progetto.
- Pagamento non tracciabile. Manca un bonifico riconducibile alla fattura, oppure l’importo non coincide.
- Documentazione incompleta o incoerente. Fatture con descrizioni generiche, intestazioni errate, evidenze tecniche mancanti.
- Costo non congruo o non pertinente. Il prezzo è fuori mercato, manca il confronto tra preventivi o non si dimostra il legame con le attività del progetto.
Controllare queste cinque voci prima di ogni acquisto è la verifica più economica che puoi fare.
SAL e rendicontazione finale
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SAL (stato di avanzamento lavori) |
Rendicontazione finale |
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Quando |
Durante il progetto |
Alla conclusione delle attività |
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Cosa copre |
Spese e attività maturate fino a una data |
L’intero progetto e i risultati complessivi |
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A cosa serve |
Verificare l’avanzamento e, se previsto, ottenere una tranche |
Determinare le spese riconosciute e il saldo |
Documenti da conservare
- Preventivi, ordini e contratti.
- Fatture e documenti di consegna o di completamento della prestazione.
- Bonifici ed estratti conto che dimostrino il pagamento.
- Per il personale: contratti, cedolini e registrazione delle ore dedicate al progetto.
- Evidenze tecniche del lavoro svolto: rapporti di test, versioni di prodotto, verbali, file consegnati.
Tre abitudini che evitano problemi
- Tieni un registro delle spese con stato, fornitore, importo, voce di budget e documenti collegati.
- Fai approvare ogni variazione rispetto al progetto prima di sostenere la spesa, secondo le regole del bando.
- Conserva un archivio digitale ordinato per voce di spesa, perché i controlli possono arrivare anche dopo l’erogazione.
Le regole dettagliate variano per misura e per metodo di calcolo (costi reali, costi standard o forfait): leggi sempre il manuale di rendicontazione dell’ente gestore. Per costruire un budget realistico partire dalla guida alla pianificazione finanziaria aiuta.
Otto errori da evitare quando presenti una domanda
La maggior parte delle domande respinte o ridimensionate cade su errori di impostazione, non sulla qualità dell’idea. Questi sono i più frequenti.
- Scegliere il bando prima del progetto. Adattare l’idea ai requisiti di una misura “perché c’è” produce piani poco coerenti e spese non ammissibili.
- Spendere prima della domanda. In molti bandi i costi sostenuti prima dell’invio non sono agevolabili: verifica la data di avvio ammessa.
- Riciclare lo stesso business plan. Un piano generico non risponde ai criteri di valutazione di una misura specifica.
- Sottovalutare liquidità e cofinanziamento. I contributi arrivano per SAL, dopo aver anticipato le spese, e quasi sempre una quota resta a tuo carico.
- Presentare un budget non credibile. Importi gonfiati o privi di preventivi comparabili vengono ridotti o respinti.
- Dimenticare de minimis e cumulo. Un aiuto già ricevuto può ridurre o escludere quello nuovo.
- Non seguire gli aggiornamenti. Le misure cambiano: il fondo perduto di ON è finito il 30 giugno 2026 e le regole di Smart&Start sono in fase di aggiornamento. Chi ha preparato il piano su vecchie informazioni rischia di dover rifare i conti.
- Trascurare la rendicontazione. Un progetto approvato ma documentato male perde parte del contributo: pianifica la rendicontazione fin dal primo acquisto.
Se hai già un progetto avanzato, prima di candidarti ti conviene verificare che la struttura societaria, il piano finanziario e la documentazione siano coerenti tra loro: lo trovi spiegato nella guida alle fasi di una startup.
Bandi e investitori: come combinare finanza pubblica e capitale privato
Bandi e capitale di rischio si completano: i primi finanziano spese precise senza far entrare nuovi soci, il secondo porta capitale, competenze e rete. Per una startup in fase iniziale la scelta raramente è l’uno o l’altro; più spesso si tratta di decidere l’ordine e il peso di ciascuno.
Dove le due strade si incontrano
- Conversione in fondo perduto. Smart&Start Italia prevede la possibilità di convertire una quota del finanziamento in contributo a fondo perduto in presenza di investimenti nel capitale di rischio. Il decreto 13 luglio 2026 precisa le regole di questo meccanismo, che si applicheranno con la circolare attuativa.
- Incentivo per chi investe. La detrazione IRPEF del 65% rende più conveniente l’ingresso di business angel e piccoli investitori nelle startup innovative. Secondo la scheda MIMIT, l’investimento agevolabile arriva a 100.000 € per periodo d’imposta e la startup deve presentare l’istanza sulla piattaforma prima dell’investimento. Per la startup, inoltre, vale un tetto di 300.000 € di aiuti de minimis in tre esercizi.
- Garanzia sul credito. Il Fondo di Garanzia può affiancare un round di capitale con un prestito bancario garantito fino all’80%, gratuito per le startup innovative.
- Capitale europeo. L’EIC Accelerator combina contributo e capitale: fino a 2,5 milioni di euro di grant e da 1 a 10 milioni di equity.
Un percorso tipo, non una regola
Non esiste un ordine valido per tutti, ma una sequenza frequente è questa: validare il mercato, usare un bando per sviluppare prodotto o prototipo, aprire un round di pre-seed con investitori privati e, nella fase di crescita, affiancare un finanziamento bancario con garanzia pubblica. Le tempistiche dei bandi, però, raramente coincidono con quelle di un round: pianifica entrambe le strade fin dall’inizio.
Attenzione ai vincoli
I bandi impongono sede, categorie di spesa, obblighi di mantenimento e controlli che possono incidere su un accordo di investimento. Coordina documenti societari, patti e cronoprogramma con il consulente legale prima di firmare.
Per approfondire il lato investitori leggi come trovare investitori per la tua startup, la guida ai business angel italiani, senza scordarti quella sulla pre-money valuation.
Domande frequenti sui bandi per startup
Che cosa sono i bandi per startup?
Sono misure pubbliche, gestite da enti nazionali, regionali ed europei, che finanziano l’avvio e la crescita di imprese innovative con contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero o agevolato, garanzie sul credito e incentivi fiscali. Ogni bando fissa requisiti, spese ammesse, importi e modalità di domanda.
Quali sono i principali bandi nazionali per startup innovative nel 2026?
Le misure di riferimento sono Smart&Start Italia per le startup innovative, ON per le imprese giovanili e femminili, Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord per gli under 35, il Fondo di Garanzia per il credito bancario e, a livello europeo, l’EIC Accelerator. Lo stato di ciascuna misura va verificato sul sito dell’ente gestore.
Esistono ancora bandi a fondo perduto per startup?
Sì, ma meno di prima. Il fondo perduto di ON è esaurito dal 1° luglio 2026; restano a fondo perduto Resto al Sud 2.0 per gli under 35 del Mezzogiorno, l’Autoimpiego Centro-Nord, la quota riservata alle startup del Mezzogiorno in Smart&Start Italia, il contributo dell’EIC Accelerator e diversi bandi regionali.
Smart&Start Italia è a fondo perduto?
No, nella forma base è un finanziamento a tasso zero pari all’80% delle spese ammissibili, che sale al 90% per compagini interamente femminili o under 36. Le startup del Mezzogiorno hanno in più una quota a fondo perduto pari al 30% del finanziamento concesso.
Chi può chiedere Smart&Start Italia?
Le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese e costituite da non più di 60 mesi, i team di persone fisiche che intendono costituirne una e le imprese estere che aprono una sede in Italia. Il decreto 13 luglio 2026 estende la platea alle medie imprese, ma con effetto dalla circolare attuativa.
Serve essere una startup innovativa per partecipare a un bando?
No. Molte misure si rivolgono a imprese giovanili o femminili, a giovani under 35 che avviano un’attività, a PMI che investono in innovazione o digitalizzazione. Lo status di startup innovativa è richiesto da misure come Smart&Start Italia e da molti bandi regionali dedicati.
Quanto tempo serve per ottenere un finanziamento?
Dipende dalla misura. Per Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord l’esito arriva di norma entro 90 giorni dalla domanda, ma i contributi si erogano solo dopo la realizzazione e la rendicontazione delle spese, per stati di avanzamento. Considera quindi mesi tra la presentazione e l’incasso.
Posso cumulare più bandi?
Solo se le regole di cumulo e i limiti sugli aiuti di Stato lo consentono. Molte misure operano in regime de minimis: prima di candidarti verifica sul Registro nazionale degli aiuti quanti aiuti hai già ricevuto.
Ventive eroga finanziamenti alle startup?
No. Ventive non offre finanziamenti diretti: affianca le imprese nella ricerca e nell’ottenimento di finanziamenti da investitori, business angel e tramite bandi pubblici, a partire dalla strategia e dalla documentazione.
Dalla mappa alla strategia: come ti affianca Ventive
Un bando è uno strumento, non una strategia: funziona quando è parte di un piano di raccolta che tiene insieme fondi pubblici, credito e investitori.
Ventive non offre finanziamenti diretti, ma affianca startup e imprese innovative nell’analisi del fabbisogno di capitale, nella scelta dei canali di finanziamento più adatti, nella preparazione della documentazione e nell’accesso a investitori, business angel e bandi pubblici.
Se vuoi capire quali misure sono compatibili con il tuo progetto e come inserirle in una strategia di raccolta, scopri il servizio di fundraising per startup e imprese innovative.
Fonti
- MIMIT, Sostegno alle startup innovative (Smart&Start Italia), con il decreto 13 luglio 2026.
- Invitalia, ON, Oltre Nuove imprese a tasso zero, avviso del 30 giugno 2026.
- Innovation Post, Oltre Nuove imprese a tasso zero, altri 59 milioni, sul rifinanziamento annunciato il 12 ottobre 2026.
- Camera di commercio di Bari-Taranto, Resto al Sud 2.0: dotazione, destinatari e apertura dello sportello.
- MIMIT, Incentivo fiscale in de minimis all’investimento in startup innovative.
- Assolombarda, Fondo di Garanzia: le regole 2026.
- USI, EIC Accelerator, per importi e cut-off 2026.
- Agenda Digitale, Startup innovative: verso un modello più selettivo, sulla circolare MIMIT del 29 luglio 2025 e sulla legge 193/2024.
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