Credito IVA: Parte di somma residua da operazioni di acquisto e di vendita, dopo aver pagato i nostri fornitori e consegnato la merce ordinata ai nostri clienti
Eā quella parte di somma che residua dopo aver effettuato le operazioni di acquisto e di vendita, dopo aver pagato i nostri fornitori e consegnato la merce ordinata ai nostri clienti.
Supponiamo di avere unāazienda che produce sedie e tavoli perĀ alberghi e ristoranti e il nostro dottore commercialista, dopo aver annotato tutti i movimenti ordinari in contabilitĆ , registrato le fatture di acquisto e le fatture di vendite, dopo aver provveduto alla liquidazione Iva Trimestrale o Mensile, dopo aver pagato lāIVA a debito tramite F24 e adempiuto alla compilazione della dichiarazione IVA annuale, da presentare in forma autonoma dalla dichiarazione dei redditi, (da questāanno) ci comunica che dalla stessa emerge un credito IVA.
In questo caso abbiamo due modi per recuperare il credito IVA risultante dalla dichiarazione IVA annuale: richiesta a rimborso oppure ricorso allāistituto della compensazione fiscale.
Utilizzo del credito iva con rimborso o compensazione
Il Credito IVA può essere chiesto a rimborso solo in presenza dei requisiti previsti dallāart.30 comma 2-4 del D.P.R 633/72.
In linea generale possiamo dire che il rimborso secondo lāart. 30 spetta tutte le volte in cui il contribuente, esercente unāattivitĆ economica,Ā ha delle eccedenze dāimposta detraibili risultanti dalla dichiarazione IVA annuale e se risultano eccedenze detraibili anche dalle dichiarazioni dei due anni precedenti.
Inoltre ĆØ possibile utilizzare il credito IVA, rinunciando alla richiesta di rimborso, compensandolo, attraverso il pagamento con F24, con lo stesso tributo IVA.
Esempio qualora risulti un debito IVA, anzichĆ© pagare il debito,Ā lo compensiamo con la stessa IVA che risulta in eccedenza, a Credito IVA, dunque non originiamo un esborso materiale di denaro, ma operiamo una compensazione verticale, IVA da IVA, compensazione credito IVA con debito IVA, avente in comune la stessa natura del tributo ossia lāIVA. Con la compensazione verticale non ĆØ previsto un limite allāimporto del tributo da compensare.
Qualora, invece, non avessimo un tributo della stessa natura, ma diverso, esempio se risulta unāimposta diretta da pagare, quale IRPEF, oppure un debito verso lāINPS, in questo caso possiamo compensare la nostra IVA a Credito IVA, con il debito INPS o con lāIRPEF a debito.
Questa tipologia di compensazione si chiama compensazione orizzontale, in quanto si compensa il credito IVA con debiti di diversa natura e non può essere superato lāimporto di 700.000,00 mila euro allāanno.
Per quali importi si chiede il rimborso credito iva
Se il credito IVA che emerge dalla dichiarazione IVA annuale è inferiore a 30.000,00 mila euro è necessario presentare prima la dichiarazione IVA annuale per chiedere il rimborso senza garanzie, né altre dichiarazioni.
Ipotesi diversa ĆØ quella in cui lāazienda presenta un credito IVA superiore a 30.000,00 mila euro, in questo caso il dottore commercialista deve apporre il visto di conformitĆ alla dichiarazione con il quale attesta che lāazienda ĆØ solida e può ottemperare ai suoi adempimenti contributivi e a quelli dei dipendenti.
Contrariamente, se lāazienda esercita la sua attivitĆ da meno di cinque anni, e il dottore commercialista non appone il visto di conformitĆ in presenza di un credito IVA superiore a 30.000,00 mila euro allora il titolare dellāazienda ĆØ tenuto a presentare idonee garanzie.
Casi di esclusione della idonea garanzia credito iva
Lāart. 38-bis comma 7 del D.P.R. 633/72 stabilisce i seguenti casi, in cui i rimborsi previsti dallāart. 30 del D.P.R. 633/72 sono riconosciuti senza prestare idonea garanzia:
- LāattivitĆ ĆØ esercitata dallāimpresa da almeno cinque anni;
- Non sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica, da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dellāimposta dovuta o dellāeccedenza di Credito IVA dichiarata superiore al 10% degli importi dichiarati se questi non superano cento milioni di lire; al 5 per cento degli importi dichiarati se questi superano i cento milioni di lire ma non superano un miliardo di lire;
allā1% per cento degli importi dichiarati, o comunque a 100 milioni di lire se gli importi dichiarati superano un miliardo di lire;
- Eā presentata una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietĆ attestante che il patrimonio netto non ĆØ diminuito rispetto alle risultanze dellāultimo bilancio di oltre il 40%; che la consistenza degli immobili iscritti nellāattivo patrimoniale non Ā si ĆØ ridotta, rispetto allāultimo bilancio approvato, di oltre il 40% per cessioni non effettuate nella normale gestione dellāattivitĆ esercitata; LāattivitĆ stessa non ĆØ cessata nĆ© si ĆØ ridotta per effetto di cessioni di aziende o rami di aziende; se non risultano cedute, nellāanno precedente la richiesta, azioni o quote della societĆ stessa per un ammontare superiore al 50 per cento del capitale sociale; quando sono stati eseguiti i versamenti dei contributi previdenziali e
Visto di conformitĆ credito iva a tutela dei contribuenti
Lāarticolo 22 del decreto ministeriale 164/1999 dispone che i āprofessionisti stipulano una polizza di assicurazione della responsabilitĆ civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonchĆ© al numero dei visti di conformitĆ , delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati e, comunque, non inferiore a tre milioni di euro, al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dallāattivitĆ prestata.ā
LāAgenzia, con circolare 7/2015, ha chiarito che āla polizza assicurativa della responsabilitĆ civile per i danni causati nel fornire assistenza deve garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente, dallo Stato o altro ente impositore (nel caso di dichiarazione modello 730), non includendo franchigie o scoperti, e prevedere il risarcimento nei cinque anni successivi alla scadenza del contrattoā.
La polizza ĆØ uno strumento di tutela che tende a garantire il totale risarcimento ai contribuenti dellāeventuale danno arrecato, nonchĆ© il risarcimento delle sanzioni amministrative irrogate ai soggetti indicati nellāarticolo 35 del D.lgs. 241/1997 che rilasciano il visto di conformitĆ ovvero lāasseverazione infedele.
Diversamente, la garanzia disposta dallāarticolo 38-bisĀ ĆØ volta ad assicurare allāErario la possibilitĆ di recuperare il credito fiscale rimborsato, qualora questāultimo non spetti.
LāAgenzia stabilisce che nel caso in cui venga presentata unāistanza di rimborso corredata da visto di conformitĆ inferiore allāammontare chiesto a rimborso, il visto di conformitĆ ĆØ efficace.
PertantoĀ il contribuente non ĆØ obbligato a prestare idonea garanzia per ottenere ilĀ Credito IVAĀ chiesto a rimborso,Ā salvo che lo stesso non si trovi in uno dei casi di cui al comma 4 dellāarticolo 38-bis.
Sanzioni in caso di errata compensazione credito iva
Se il contribuente utilizza in compensazione credito iva maggiore di quello che risulta dalla dichiarazione va incontro a una sanzione che va dal 100 al 200% della misura del credito stesso; oppure se il contribuente nellāanno compensa crediti per importi che superano il limite dei 700.000,00 mila euro, la sanzione ĆØ pari al 30% del maggior credito utilizzato.
In conclusione possiamo dire che, in merito, al visto di conformitĆ , lāonere della garanzia ĆØ offerta solo nei casi in cui ricorre uno dei rischi previsti dallā art. 38-bis cosicchĆ© il professionista non ĆØ gravato dal peso del costo della garanzia.
Inoltre si ha una duplice tutela: il cittadino che si vede riconosciuto il credito spettante e lo Stato che ha il diritto di esigere i crediti non dovuti al contribuente perché inesistenti o di importo superiore a quelli risultanti dalla dichiarazione IVA annuale.
Ā Se anche tu sei un contribuente che vanta un credito IVA e ti trovi in una delle situazioni sopra Ā menzionate non esitare a contattarci.
Ancora dubbi suĀ Come utilizzare il Credito IVA? Scrivilo nei commenti
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Dr. Andrea Raffaele
Source link





