parata di grandi interpreti nella nuova stagione del Municipale di Casale


CASALE MONFERRATO (AL) – Dai classici di Aristofane e Shakespeare alla drammaturgia del Novecento di Bertolt Brecht e Arthur Miller, passando per Eduardo De Filippo, Dario Fo e Franca Rame, fino al teatro civile ispirato alle parole di Gino Strada. Sarà una stagione particolarmente ricca quella che attende il pubblico del Teatro Municipale di Casale Monferrato, dove il sipario è pronto a rialzarsi su un cartellone che punta a mettere insieme tradizione e contemporaneità.

La stagione 2026/2027 propone undici spettacoli in abbonamento, ai quali si aggiunge un fitto calendario di appuntamenti fuori abbonamento. Sul palcoscenico casalese arriveranno alcuni dei nomi più conosciuti dello spettacolo italiano: Maurizio Lastrico, Lella Costa, Lunetta Savino, Elio De Capitani, Lodo Guenzi, Maria Paiato, Elio Germano, Tullio Solenghi e Stefano Fresi.

La campagna abbonamenti entrerà nel vivo già a settembre. Dal 4 al 18 settembre sarà possibile rinnovare i vecchi titoli, mentre dal 18 settembre al 2 ottobre sarà aperta la nuova campagna abbonamenti.

Ad aprire ufficialmente la stagione, il 4 e 5 novembre, sarà Maurizio Lastrico con “Sul Lastrico”. Il comico e attore, diventato popolare anche grazie alla televisione e al suo debutto a Zelig, torna a teatro con uno spettacolo nel quale si incontrano stand-up comedy, racconto personale e linguaggio teatrale. La seconda replica, quella del 5 novembre, sarà fuori abbonamento.

Dal sorriso si passerà poi a uno dei grandi classici della commedia antica. Il 17 e 18 novembre Lella Costa sarà protagonista di “Lisistrata” di Aristofane, con la regia di Serena Sinigaglia. Un testo antico che continua a parlare al presente: al centro c’è la ribellione delle donne contro la follia della guerra, contrapponendo alla violenza il desiderio, la vita e la possibilità di immaginare un futuro differente. La rappresentazione del 17 novembre sarà inoltre audiodescritta nell’ambito del progetto “Teatro No Limits”.

Dicembre porterà sul palco un altro titolo fondamentale della storia del teatro. Il 15 e 16 dicembre sarà la volta di “Madre Courage e i suoi figli” di Bertolt Brecht, con Lunetta Savino protagonista e la regia di Leo Muscato. Le musiche di Paul Dessau saranno eseguite dal vivo attraverso un nuovo arrangiamento rock e contemporaneo. Al centro resta la figura complessa e contraddittoria di Madre Courage, personaggio che attraversa la guerra cercando di sopravvivere e che, a distanza di decenni dalla nascita dell’opera, conserva intatta la propria capacità di interrogare lo spettatore.

Il nuovo anno ripartirà il 12 e 13 gennaio con “Erano tutti miei figli” di Arthur Miller. Primo grande successo del drammaturgo statunitense, il testo indaga responsabilità individuali, rapporti familiari e conflitti generazionali sullo sfondo del secondo dopoguerra. A firmare la regia sarà Elio De Capitani, presente anche in scena insieme al resto del cast.

Pochi giorni più tardi, il 19 e 20 gennaio, il pubblico incontrerà invece Eduardo De Filippo con “Ditegli sempre di sì”. Domenico Pinelli, alla sua prima importante prova dietro le quinte, propone una rilettura che vuole mantenere saldo il rapporto con il testo originale, aprendolo allo stesso tempo a una sensibilità contemporanea. Anche in questo caso è previsto un appuntamento accessibile attraverso “Teatro No Limits”: la replica audiodescritta sarà quella del 19 gennaio.

Particolarmente significativo sarà poi l’appuntamento del 2 e 3 febbraio, nell’anno del centenario della nascita di Dario Fo. Giorgio Gallione affronta per la prima volta il teatro del Premio Nobel portando sul palcoscenico “Morte accidentale di un anarchico”, capolavoro scritto da Dario Fo e Franca Rame e legato alla vicenda di Giuseppe Pinelli e alla strage di Piazza Fontana. Protagonista sarà Lodo Guenzi, conosciuto inizialmente dal grande pubblico come leader de Lo Stato Sociale e ormai da tempo impegnato anche come attore tra cinema e teatro. La sua interpretazione punta a rileggere il personaggio attraverso ritmi comici, satira e toni grotteschi, mantenendo il legame con l’eredità artistica di Fo ma portandovi la sensibilità di un performer contemporaneo.

Un altro incontro con un monumento della storia del teatro arriverà il 2 e 3 marzo. Maria Paiato vestirà infatti i panni di Riccardo III nell’omonima tragedia di William Shakespeare. Il progetto, fortemente voluto dall’attrice, nasce dall’intesa artistica con il regista Andrea Chiodi. Paiato affronterà il ruolo maschile del sovrano usurpatore, crudele e machiavellico, in una messinscena che intende mantenere un rapporto stretto con l’originale shakespeariano.

Il 12 marzo il Teatro Municipale diventerà invece spazio di riflessione sulla guerra contemporanea. Elio Germano e Teho Teardo saranno protagonisti di “La guerra com’è”, spettacolo nato dalle parole di Gino Strada e realizzato in collaborazione con Emergency. La voce dell’attore e la musica di Teardo accompagneranno il pubblico attraverso le esperienze che portarono il giovane chirurgo di Sesto San Giovanni nei luoghi devastati dai conflitti, trasformando testimonianze vissute in prima linea in una riflessione più ampia sulla guerra e sulle sue conseguenze.

Ad aprile arriverà Tullio Solenghi con uno dei capolavori di Carlo Goldoni. Il 6 e 7 aprile sarà in scena “I due gemelli veneziani”, spettacolo del quale Solenghi firma adattamento e regia, oltre ad affrontare la doppia interpretazione dei protagonisti. L’allestimento rende omaggio alla storica edizione del 1963 del Teatro Stabile di Genova e vede, per costumi e scenografia, la collaborazione di Davide Livermore. La rappresentazione del 6 aprile sarà audiodescritta.

Il 13 aprile tornerà inoltre l’appuntamento con “We Speak Dance”, la rassegna di danza diffusa sul territorio regionale ideata da Fondazione Piemonte dal Vivo. Sul palco arriverà “All’arme”, di Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, in collaborazione con la compagnia croata Studio Contemporary Dance Company. Una coreografia che prende le mosse dal ritmo del passo umano per indagare il movimento collettivo e sincronizzato, guardando anche al linguaggio delle coreografie militari.

A chiudere gli spettacoli in abbonamento, il 23 aprile, sarà Stefano Fresi con “Dioggene”, triplo monologo costruito intorno a un solo personaggio e articolato in tre parti, tre mondi e tre lingue differenti, accomunati dal tentativo di raccontare la fragilità e le contraddizioni dell’essere umano.

Un ricco calendario anche fuori abbonamento

La stagione del Municipale non si esaurirà però con gli undici titoli principali. Numerosi saranno gli spettacoli fuori abbonamento, a partire dalla lirica.

Il 21 novembre 2026 sarà rappresentata “La Bohème”, con l’Orchestra B. Bruni e il coro Lirico Francesco Tamagno. Il 27 novembre spazio a “Pinocchio – Il circo delle meraviglie”, con testo e regia di Jacopo Pelliccia, mentre il 6 dicembre arriveranno Anna Mazzamauro e Paolo Bonanni con “Brava, bravissima… anche meno”.

Il 12 dicembre sarà la volta di “Sei personaggi in cerca d’autore”, con la regia di Maurizio Messana, mentre il 16 dicembre il concerto di Natale “Soliva and friends: il regalo perfetto”, curato dall’Associazione Amici della Musica Carlo Soliva ETS, accompagnerà il pubblico verso le festività.

Per la notte di San Silvestro, il 31 dicembre, è previsto il concerto di Capodanno “Music-hall”, con i solisti della Compagnia Corrado Abbati. Il 2027 si aprirà invece il 6 gennaio con “La duchessa di Chicago”, con il corpo di ballo e l’orchestra della Compagnia Elena D’Angelo. Il 20 marzo sarà infine in scena “Delitto al castello”, con regia e adattamento di Jacopo Pelliccia.

Il teatro come luogo d’incontro per la città

La nuova stagione vuole confermare anche il ruolo del Municipale come luogo centrale nella vita culturale di Casale Monferrato. Un concetto sottolineato dal sindaco Emanuele Capra, che ha ricordato come da oltre due secoli il teatro rappresenti uno dei cuori della vita cittadina, capace di riunire generazioni differenti attorno a storie, emozioni e riflessioni.

Il cartellone 2026/2027, nelle intenzioni dell’amministrazione, prosegue proprio lungo questa strada, mettendo insieme grandi interpreti, opere senza tempo e linguaggi contemporanei, con una proposta che attraversa prosa, cabaret, musica, danza e musical. Tra le novità figura anche la rassegna concertistica “Casale Classica, con la direzione del maestro Sergio Marchegiani e la collaborazione dell’Accademia Filarmonica.

Una visione condivisa anche da Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo, che descrive la stagione teatrale come un patto tra il teatro e la comunità, costruito attraverso il dialogo tra artisti, programmatori e pubblico. Una concezione nella quale teatro, danza, musica e circo contemporaneo diventano non soltanto forme di spettacolo, ma strumenti attraverso i quali leggere la complessità del presente e fare del teatro uno spazio pubblico di incontro e ascolto.

L’attenzione all’accessibilità con “Teatro No Limits”

Proseguirà inoltre l’impegno sul fronte dell’accessibilità. Alcune rappresentazioni saranno audiodescritte nell’ambito di “Teatro No Limits”, progetto promosso da Piemonte dal Vivo e realizzato dal Centro Diego Fabbri di Forlì insieme a diversi partner.
Il sistema prevede l’utilizzo di cuffie collegate alla sala di regia: una voce narrante accompagna gli spettatori durante lo sviluppo dello spettacolo, integrando l’audiodescrizione con il copione senza sovrapporsi ai dialoghi o alla colonna sonora.
Per gli spettatori non vedenti e ipovedenti è previsto un ingresso ridotto, mentre l’accompagnatore entra gratuitamente. Le prenotazioni devono essere effettuate entro le 48 ore precedenti lo spettacolo. I dispositivi, fino a esaurimento, potranno inoltre essere utilizzati gratuitamente dall’intero pubblico, con priorità agli spettatori non vedenti e ipovedenti.

Con un calendario che attraversa quasi sei mesi e mette fianco a fianco comicità e tragedia, Shakespeare ed Eduardo, Brecht e Dario Fo, danza contemporanea e teatro civile, il Municipale si prepara così a una stagione costruita sulla varietà. Una proposta che punta sui grandi nomi, ma soprattutto sulla capacità del teatro di continuare a parlare del presente attraverso storie nate in epoche e contesti profondamente diversi.


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Tatiana Gagliano

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