Turismo, demografia ed estrema destra. Il voto in Europa


Politica. Il turismo influenza i risultati elettorali? Se sì, in che modo? Rispondere a questa domanda può risultare più complicato del previsto, soprattutto in Alto Adige. Quel che è certo è che  la gentrificazione che spesso accompagna l’aumento dei flussi turistici nelle città instaura nuovi equilibri sociologici nelle zone interessate dal fenomeno, mentre a livello economico si registra un boom del settore immobiliare grazie all’aumento degli affitti e del costo delle abitazioni al metro quadro.

Turismo ed elezioni
Jérôme Fourquet direttore del dipartimento “Opinione e strategie aziendali” presso l’ Istituto Francese di Opinione Pubblica (IFOP) ha analizzato quali siano gli effetti “elettorali” della gentrificazione turistica partendo, ovviamente, dalla Francia. Nel suo “Le nouveau clivage” (Les édition du Cerf, 2018) ha esaminato i cambiamenti in atto nelle località turistiche balneari: “In numerosi paesi, le mappe della densità della popolazione mostrano una concentrazione di abitanti sui litorali, una tendenza che si sta accentuando. Che si tratti di pensionati che desiderano approfittare della loro seconda vita in riva al mare o di lavoratori attivi attirati da una migliore qualità della vita, i flussi di nuovi arrivi non si esauriscono. I residenti locali, principalmente i più giovani tra loro, spesso non riescono più a trovare casa in affitto e devono, con la morte nel cuore, ripiegare sull’entroterra. Questo genera risentimento e un sentimento di espropriazione e di declassamento che può tradursi elettoralmente in collera”.
L’autore sottolinea, inoltre, come l’arrivo dei turisti e delle attività a loro collegati modifichi radicalmente l’atmosfera del luogo, mentre molti giovani abitanti delle località balneari vengono espulsi come residenti, ma non come lavoratori, restando impiegati nei servizi turistici e nella ristorazione delle città in cui sono nati ma in cui non possono più abitare. Le elezioni si limitano, quindi, a evidenziare gli effetti di questo risentimento. Analizzando i risultati del secondo turno delle elezioni presidenziali del 2017, Fourquet sottolinea come gli elettori delle località turistiche balneari abbiano nettamente preferito Macron a Marine Le Pen, mentre nell’immediato entroterra il risultato abbia premiato la leader del principale partito della destra francese. Un fenomeno paragonabile a quanto avvenuto in anni recenti a Venezia.

La mappa dei risultati nelle elezioni comunali di Venezia-Mestre del 2026 mostra in giallo le sezioni in cui ha vinto il candidato del centro-destra Simone Venturini (praticamente Mestre e tutto l’entroterra) , in rosso quelle in cui ha vinto il candidato del centro sinistra Andrea Martella (quasi tutta l’area insulare del centro storico veneziano).

A quanto pare, il fenomeno non riguarda unicamente il turismo balneare. Fourquet dedica, infatti, un paragrafo anche alle differenze tra i risultati elettorali delle località che ospitano stazioni sciistiche e quelli del fondovalle. L’analisi del voto presidenziale del 2017 evidenzia come i candidati moderati abbiano ottenuto risultati decisamente migliori nelle località che ospitano stazioni sciistiche, mentre perdono consensi in favore di Marine Le Pen in quelli del fondovalle.
Come precisato da “Fourquet”: “Questo fenomeno non è esclusivo della Francia, poiché si può osservare anche in altre località alpine. Ad esempio, alcune rinomate località sciistiche austriache, la cui economia si basa sul turismo, in particolare quello internazionale, hanno votato molto meno per il candidato di estrema destra rispetto al resto del Paese”
Il passaggio dall’Austria all’Alto Adige/Südtirol cambia radicalmente il contesto e non permette un’analisi simile. La questione etnica e il conseguente dominio di un partito di raccolta modifica notevolmente il panorama elettorale in una provincia che ha sue specifiche e originali caratteristiche anche dal punto di vista dell’offerta turistica e del rapporto tra montagna e fondo valle.

Elezioni e demografia
Passando alla Germania, in particolare ai recenti risultati elettorali nel Land Sassonia-Anhalt, vale la pena osservare un altro fenomeno che secondo molti analisti ha decisamente influito sul successo dell’Afd: il calo demografico. In effetti, gli abitanti della Sassonia-Anhalt sono passati da 2.236.000  del 2016 ai 2.120.000 del 2026. Una calo di oltre 115.000 residenti in soli dieci anni, dovuto in gran parte all’emigrazione, soprattutto dei più giovani, verso altre zone della Germania. Un crollo che ha colpito principalmente i comuni più piccoli che si sono visti privare di servizi pubblici fondamentali per la loro comunità. (Cfr. qui)

Allargando lo sguardo al resto d’Europa, si osserva come in molti altri territori si registri un fenomeno simile. La mappa di Eurostat che mostra i cambiamenti demografici previsti in Europa nei prossimi 50 anni evidenzia come il calo di abitanti già in atto in molte zone dell’ex Ddr, roccaforti dell’Afd, non accennerà a diminuire. Un discorso che sembra valere anche per i dipartimenti francesi che mostrano il calo demografico più evidente: le Ardenne e la Meuse. In entrambi Marine Le Pen ha superato il 55% dei consensi al secondo turno delle elezioni presidenziali del 2022.

Le poche aree europee in cui la popolazione aumenta ed è destinata ad aumentare sono quelle attorno alle grandi città, o quelle del già citato litorale francese e della costa meridionale di Spagna e Portogallo (non di quella italiana).
Un dato interessante che merita un breve approfondimento. Come noto, l’estrema destra fatica a trovare consensi nelle grandi città europee la cui crescita demografica è basata in gran parte sull’immigrazione di nuovi cittadini, mentre nelle aree costiere i risultati elettorali sono meno omogenei.
Per esempio, l’Algarve che continua a crescere dal punto di vista demografico grazie a quei fenomeni evidenziati a inizio articolo, è una roccaforte di Chega! (Basta!) partito della destra radicale portoghese. Un risultato elettorale figlio di una devastante crisi immobiliare dovuta all’acquisto di case da parte di stranieri facoltosi, spesso pensionati, e alla proliferazione degli affitti brevi a scopo turistico. Fenomeni che hanno fatto schizzare verso l’alto i prezzi delle locazioni dei residenti portoghesi i cui stipendi sono rimasti al palo. Il maggior numero di consensi a Chega! è registrato nelle zone dell’Algarve meridionale, che solo di recente sono state colpite dal boom turistico – sarà interessante valutare i fenomeni demografici ed elettorali che entreranno in gioco negli anni a venire.
In conclusione, potrebbe valer la pena di notare come la sinistra si affermi nelle insicure metropoli europee ad alto tasso di immigrazione, mentre nelle zone di emigrazione o in quelle “invase” da ricchi immigrati in pensione, trionfi l’estrema destra.

Demografia ed elezioni in Alto Adige

Prima di chiudere, può essere utile esaminare i risultati delle elezioni provinciali del 2023 in Alto Adige proprio alla luce dei cambiamenti demografici. Analizzando i comuni in cui la destra (Jwa + Süd-Tiroler Freiheit) ha complessivamente superato il 35% dei consensi emergono risposte contraddittorie. In tre di questi comuni: Moso in Passiria (dove le due liste raggiungono il 44%), Selva dei Molini e San Pancrazio, la popolazione è in calo, mentre in altri, San Leonardo e San Martino in Passiria e Vandoies, la popolazione aumenta. Altri fattori, più legati a temi “novecenteschi” sembrano ancora influenzare il voto in maniera decisiva, ma la questione demografica merita comunque di essere monitorata negli anni a venire.




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