14/09/2026 – Il Governo valuta il ritorno dell’Ecobonus al 65% per alcuni interventi di efficientamento energetico degli edifici, come la sostituzione degli infissi, l’isolamento termico dell’involucro, le pompe di calore, i sistemi ibridi, il solare termico, le schermature solari e i sistemi di building automation.
Secondo lo scenario allo studio, l’aliquota maggiorata potrebbe essere riservata all’abitazione principale. Per gli altri immobili potrebbe essere confermata la detrazione del 36%.
L’ipotesi, anticipata dal Sole 24 Ore, potrebbe entrare nella legge di Bilancio 2027, della quale però non è stato ancora presentato un testo normativo; non risultano quindi definiti aliquota, beneficiari, lavori ammessi e coperture.
La novità è circolata nelle stesse ore in cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla Festa Udc, ha indicato i vincoli finanziari entro cui dovrà essere costruita la Manovra.
Fino alla fine del 2026 continuano ad applicarsi le detrazioni del 50% per l’abitazione principale e del 36% negli altri casi.
Ecobonus al 65%, quali lavori potrebbero rientrare
Secondo le anticipazioni, la detrazione del 65% potrebbe essere riconosciuta agli interventi in grado di ridurre i consumi energetici degli edifici, tra cui:
- sostituzione di finestre comprensive di infissi;
- isolamento termico delle strutture opache, compresi i cappotti;
- sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza;
- installazione di sistemi ibridi costituiti da pompa di calore e caldaia, integrati e controllati da un’unica centralina;
- installazione di collettori solari per la produzione di acqua calda;
- posa di schermature solari;
- sistemi di building automation.
L’elenco riprende sostanzialmente le tipologie già comprese nell’Ecobonus. Il perimetro della futura misura potrebbe però essere modificato durante la preparazione e l’esame parlamentare della legge di Bilancio.
Per i condizionatori, l’attuale Ecobonus non agevola la semplice installazione di un apparecchio destinato esclusivamente al raffrescamento estivo ma la sostituzione integrale o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale con una pompa di calore ad alta efficienza.
Come funziona l’Ecobonus nel 2026
La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato per un anno le aliquote applicate nel 2025. Per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, l’Ecobonus riconosce una detrazione del:
- 50% per gli interventi sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, se le spese sono sostenute dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento;
- 36% negli altri casi.
Le stesse aliquote si applicano nel 2026 al bonus ristrutturazioni e al sismabonus.
La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo. L’Ecobonus conserva limiti massimi di detrazione differenziati in base alla tipologia di intervento, mentre il limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare riguarda il bonus ristrutturazioni.
Restano escluse dall’Ecobonus le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Dal 2027 sono previste aliquote più basse
In assenza di un nuovo intervento legislativo, dal 1° gennaio 2027 le aliquote dell’Ecobonus scenderanno al:
- 36% per l’abitazione principale;
- 30% negli altri casi.
Il possibile ritorno al 65% eviterebbe questa riduzione per una selezione di interventi energetici e reintrodurrebbe un’aliquota più alta rispetto agli altri lavori edilizi.
Secondo lo scenario emerso ieri, il 65% potrebbe essere riservato all’abitazione principale, mentre per gli altri immobili potrebbe essere confermata la detrazione del 36%. Anche questa articolazione deve essere considerata un’ipotesi.
Dovrà inoltre essere chiarito se l’aliquota maggiorata sarà riconosciuta per ogni singolo intervento già compreso nell’Ecobonus o se sarà subordinata al conseguimento di determinati risultati energetici.
La flessibilità europea e le risorse per l’Ecobonus
Il possibile rafforzamento dell’Ecobonus viene collegato alla flessibilità di bilancio prevista a livello europeo per gli investimenti destinati alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.
La Commissione europea ha adottato gli orientamenti che consentono di estendere la clausola nazionale di salvaguardia ad alcune misure per la sicurezza energetica. La flessibilità sarà utilizzabile fino al 2028 per interventi capaci di rendere il sistema energetico più resiliente e accelerare la transizione dalle fonti fossili, come indicato dalla Commissione europea.
L’Italia ha avviato la procedura per chiedere l’attivazione della clausola. Nel Consiglio dei ministri del 10 settembre scorso, il Ministro Giorgetti ha svolto un’informativa sulla lettera inviata alla Commissione europea.
Secondo le ricostruzioni disponibili, lo spazio potenziale per le misure energetiche ammonterebbe a circa 14 miliardi di euro cumulati fino al 2028. Questa cifra non è destinata integralmente all’Ecobonus ma indica il margine entro cui potrebbero essere finanziate diverse politiche energetiche, previa verifica della loro ammissibilità.
L’Italia dovrà indicare le misure che intende finanziare e stimarne i costi. La Commissione europea dovrà valutarle prima dell’eventuale attivazione della clausola da parte del Consiglio.
Infissi e pompe di calore trainano gli investimenti
Il Rapporto annuale ENEA 2026, riferito agli interventi conclusi nel 2025, mostra quali lavori hanno mobilitato i maggiori investimenti attraverso l’Ecobonus.
La sostituzione degli infissi ha attivato investimenti per circa 2 miliardi di euro. Gli interventi di isolamento termico hanno mobilitato circa 600 milioni, mentre alle pompe di calore sono stati associati investimenti per circa 371 milioni.
Le schermature solari hanno generato circa 300 milioni di euro di lavori e i sistemi ibridi poco meno di 80 milioni. Considerando anche il solare termico, la building automation e gli altri interventi ammessi, l’Ecobonus ha attivato complessivamente circa 3,6 miliardi di euro.
Sulla base di questi valori, l’incremento dal 50% al 65% per l’abitazione principale comporterebbe, secondo le stime riportate dalla stampa, circa 500 milioni di euro di ulteriori detrazioni, distribuiti nei dieci anni di fruizione del beneficio. Si tratta di una simulazione effettuata sull’attuale volume degli investimenti, non di una quantificazione ufficiale del Governo.
Le regole del nuovo Ecobonus devono essere definite
La legge di Bilancio dovrà chiarire:
- se l’aliquota del 65% sarà riservata all’abitazione principale;
- quali soggetti potranno utilizzare la detrazione maggiorata;
- quali interventi e tecnologie saranno ammessi;
- i requisiti energetici da rispettare;
- i massimali di spesa o di detrazione;
- l’applicazione agli interventi sulle parti comuni condominiali;
- la durata dell’agevolazione;
- il coordinamento con i limiti alle detrazioni previsti per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro.
Non risultano indicazioni su una possibile riapertura dello sconto in fattura o della cessione del credito. In assenza di una disposizione specifica, l’incentivo continuerebbe a essere utilizzato come detrazione fiscale.
Fino all’approvazione di nuove norme, restano valide le aliquote del 50% e del 36% previste per il 2026.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

