storico, shock di mercato e previsioni


Il PUN è il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, il PSV quello del gas naturale. Dal 2019 a oggi il PUN è passato da una media annua di 52,35 €/MWh a 137,35 €/MWh nei primi otto mesi del 2026, con il picco di 303,10 nel 2022. In mezzo ci sono tre shock di mercato: il Covid nel 2020, la crisi ucraina nel febbraio 2022 e la crisi iraniana nel febbraio 2026. Questa pagina raccoglie i valori, spiega cosa ha fatto il prezzo dopo ciascuno shock e riporta le previsioni a lungo termine in forchetta. I dati sono aggiornati alla data indicata in ciascuna didascalia.

CHE COSA SONO IL PUN E IL PSV

Il PUN, prezzo unico nazionale, è il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica che si forma sul Mercato del Giorno Prima (MGP) della borsa elettrica italiana, gestita dal GME, il Gestore dei Mercati Energetici. Si forma dall’incontro fra offerte di acquisto e di vendita, varia di ora in ora e si esprime in euro per megawattora (€/MWh).

È un prezzo medio nazionale: i prezzi si formano per zona, e il PUN è la media dei prezzi zonali ponderata sugli acquisti. Il valore ufficiale si consulta sul sito del GME, che pubblica il PUN Index GME.

Il PSV, punto di scambio virtuale, è il corrispondente per il gas naturale: il punto in cui si scambia il gas immesso nella rete nazionale. In Italia si esprime tradizionalmente in euro per standard metro cubo (€/Smc), mentre le analisi di mercato e le previsioni lo riportano spesso in €/MWh.

Non sono il prezzo che paghi in bolletta. Sono il costo della sola materia prima all’ingrosso: alla bolletta di un’impresa si aggiungono trasporto, oneri di sistema e imposte, che seguono la regolazione e la legge e non dipendono dal fornitore.

La conversione fra €/Smc e €/MWh

Le due unità misurano la stessa cosa in modi diversi: il metro cubo è un volume, il megawattora è energia. Il ponte fra i due è il potere calorifico del gas, cioè quanta energia contiene un metro cubo.

Si usa un valore convenzionale: 1 Smc corrisponde a circa 0,01057 MWh, cioè 10,57 kWh.

Da cui le due formule:

  • da €/Smc a €/MWh: dividi per 0,01057, che equivale a moltiplicare per circa 94,6
  • da €/MWh a €/Smc: moltiplica per 0,01057

Un esempio: un PSV di 0,50 €/Smc corrisponde a circa 47,3 €/MWh.

È una conversione convenzionale, non una misura: il potere calorifico reale del gas varia leggermente. In questa pagina i valori storici sono nell’unità di pubblicazione, €/Smc, e le previsioni sono riportate in entrambe le unità.

ANDAMENTO DEL PUN DAL 2019

GRAFICO PUN: medie annue 2019-2026
Media annua del PUN in €/MWh, calcolata come media semplice delle medie mensili. Il 2026 comprende i primi otto mesi. Fonte: GME.

Anno PUN medio (€/MWh) Variazione
2019 52,35
2020 38,90 −25,7%
2021 124,99 +221,3%
2022 303,10 +142,5%
2023 127,43 −57,9%
2024 108,42 −14,9%
2025 116,15 +7,1%
2026 (gen-ago) 137,35 +18,3%

[TABELLA 1: PUN medie annue]

La serie si legge in quattro fasi.

2019-2020, prezzi bassi. Il PUN si muove sotto i 55 €/MWh e nel 2020 scende a 38,90, con il minimo assoluto della serie a 21,79 €/MWh nel maggio 2020.

2021-2022, l’esplosione. Il prezzo si moltiplica fino alla media di 303,10 del 2022 e al massimo mensile di 543,15 €/MWh nell’agosto 2022.

2023-2024, la discesa. Il PUN rientra e tocca il minimo del periodo post-crisi con la media di 108,42 del 2024.

2025-2026, la risalita. Il 2025 chiude a 116,15, +7,1%. I primi otto mesi del 2026 valgono 137,35, +18,3% sul 2025 e +26,7% sul 2024.

Questo è il punto che cambia le decisioni. La discesa dal picco del 2022 è stata letta come la fine dell’emergenza, ma il minimo è stato toccato nel 2024 e da allora il prezzo sale da due anni. Agosto 2026 chiude a 180,00 €/MWh, il mese più caro dal dicembre 2022.

E il termine di paragone che conta non è il picco del 2022, che fa sembrare tutto un miglioramento. È il periodo in cui sono stati costruiti i piani industriali oggi in corso: il 2026 vale 2,6 volte il 2019 e 3,5 volte il 2020.

Mese 2026 PUN (€/MWh)
Gennaio 132,66
Febbraio 114,41
Marzo 143,40
Aprile 119,47
Maggio 119,35
Giugno 132,50
Luglio 157,04
Agosto 180,00

[TABELLA 2: PUN 2026, mese per mese]

TRE SHOCK IN SETTE ANNI

La serie copre sette anni e contiene tre shock. Ognuno ha spostato il prezzo, e in tre modi diversi.

2020, il Covid: verso il basso

Il primo shock ha spinto i prezzi in giù, non in su. Con la produzione ferma e la domanda elettrica compressa, il PUN è sceso da 47,5 €/MWh di gennaio 2020 a 21,79 di maggio, il minimo dell’intera serie. La media annua ha chiuso a 38,90, −25,7% sul 2019.

È il promemoria che uno shock non è sinonimo di rincaro: è un’uscita dall’intervallo atteso, in una direzione o nell’altra. Chi in quel periodo ha rinegoziato la fornitura su un prezzo fisso pluriennale ha fissato un valore che nei due anni successivi si sarebbe rivelato molto conveniente, e per ragioni che nessuno aveva previsto.

Febbraio 2022, la crisi ucraina: l’amplificazione

La salita era già cominciata. Nel 2021 il PUN passa da 60,71 €/MWh di gennaio a 281,24 di dicembre, un aumento del 363% prima di qualunque evento del 2022.

La crisi ucraina non ha aperto la fase di rincaro: l’ha portata all’estremo. Nei sei mesi precedenti il febbraio 2022 la media è 203,38 €/MWh; nei sei mesi successivi è 340,04, +67,2%, con il massimo di 543,15 in agosto.

È una distinzione che conta per come si legge una crisi: l’evento visibile spesso accelera una dinamica già in corso, e chi aspetta l’evento per reagire si muove con mesi di ritardo.

Febbraio 2026, la crisi iraniana: lenta e progressiva

Il terzo shock si comporta in modo diverso dal secondo, e la differenza è il dato più utile di questa sezione.

Febbraio 2026 è il mese meno caro dell’anno, con 114,41 €/MWh. Non c’è nessun salto immediato. Quello che segue è una risalita progressiva:

Mese 2026 PUN Variazione su febbraio
Febbraio 114,41
Marzo 143,40 +25,3%
Aprile 119,47 +4,4%
Maggio 119,35 +4,3%
Giugno 132,50 +15,8%
Luglio 157,04 +37,3%
Agosto 180,00 +57,3%

Sei mesi dopo lo shock il prezzo è oltre la metà più alto del mese in cui è iniziato, senza che ci sia mai stato un singolo salto clamoroso.

È il tipo di movimento che non fa notizia e cambia il conto economico. Un rincaro del 57% in sei mesi, distribuito, si nota nel consuntivo, non nel momento in cui accade.

Quello che i tre shock dicono insieme

Sette anni di serie, tre shock: circa uno ogni due anni. Uno verso il basso, due verso l’alto, con tempi di propagazione diversi ogni volta.

Nessuno dei tre era compreso negli scenari elaborati prima che accadesse. È la ragione per cui, più avanti in questa pagina, le previsioni vanno lette per la loro ampiezza e non per il loro valore centrale.

ANDAMENTO DEL PSV DAL 2024

[GRAFICO PSV: valori mensili 2024-2026]
Indice PSV del gas naturale in €/Smc, valori mensili.

Mese PSV (€/Smc) PSV (€/MWh)
Gennaio 2024 0,334246 31,62
Febbraio 2024 0,298198 28,21
Marzo 2024 0,307944 29,13
Aprile 2024 0,326733 30,91
Giugno 2024 0,386564 36,57
Luglio 2024 0,379177 35,87
Agosto 2024 0,434256 41,08
Settembre 2024 0,415722 39,33
Ottobre 2024 0,437466 41,39
Novembre 2024 0,483257 45,72
Dicembre 2024 0,509734 48,22
Gennaio 2025 0,533904 50,51
Febbraio 2025 0,566775 53,62
Marzo 2025 0,455423 43,09
Aprile 2025 0,402739 38,10
Maggio 2025 0,403278 38,15
Giugno 2025 0,419181 39,66
Luglio 2025 0,392802 37,16
Agosto 2025 0,381343 36,08
Settembre 2025 0,373599 35,34
Ottobre 2025 0,353963 33,49
Novembre 2025 0,349105 33,03
Dicembre 2025 0,328248 31,05
Gennaio 2026 0,404227 38,24
Febbraio 2026 0,377232 35,69
Marzo 2026 0,558342 52,82
Aprile 2026 0,493118 46,65
Maggio 2026 0,502400 47,53
Giugno 2026 0,505183 47,79
Luglio 2026 0,606610 57,39

[TABELLA 3: PSV mensile, entrambe le unità]

Maggio 2024 non è disponibile nella serie. I valori in €/MWh sono ottenuti con il fattore convenzionale di 0,01057 MWh per Smc.

Medie annue: 0,3921 €/Smc nel 2024 (undici mesi), 0,4134 nel 2025, 0,4924 nei primi sette mesi del 2026.

Il gas si è mosso prima dell’elettrico, e più dell’elettrico.

Su marzo 2026, il mese successivo allo shock, il PSV segna +48,0% su febbraio, mentre il PUN nello stesso mese fa +25,3%. E sull’intero periodo da dicembre 2025 a luglio 2026 il confronto è netto:

Indice Dicembre 2025 Luglio 2026 Variazione
PSV 0,3282 €/Smc 0,6066 €/Smc +84,8%
PUN 115,49 €/MWh 157,04 €/MWh +36,0%

Questa differenza ha una conseguenza operativa diretta: dove il fabbisogno prevalente è termico, la pressione sui costi è oggi più forte che sull’elettrico, e la priorità va agli interventi sul calore, recuperi termici, isolamenti e sostituzione dei generatori, prima che a quelli elettrici.

PERCHÉ IL PUN SALE QUANDO SALE IL GAS

Il prezzo dell’energia elettrica in Italia dipende dal prezzo del gas più di quanto il mix di produzione lascerebbe supporre.

Il motivo sta in come si forma il prezzo sul mercato. Le offerte di vendita vengono accettate in ordine di prezzo crescente fino a coprire la domanda, e il prezzo che si forma è quello dell’ultimo impianto necessario a soddisfarla. Quando quell’impianto è una centrale a gas, il costo del gas determina il prezzo per tutta l’energia scambiata in quell’ora, anche per quella prodotta da fonti rinnovabili a costo marginale molto più basso.

Da qui la sequenza che si osserva nei dati del 2026: il PSV si muove per primo, il PUN segue con qualche settimana di ritardo e con ampiezza minore.

LE PREVISIONI, E PERCHÉ IL PRIMO ORIZZONTE È GIÀ SUPERATO

Le previsioni sui mercati energetici si danno in forchette, non in valori puntuali.

Orizzonte PSV min PSV max PUN min PUN max Fonti
Breve termine 2025-2026 34,00 €/MWh
0,3594 €/Smc
53,00 €/MWh
0,5602 €/Smc
90,00 €/MWh 125,00 €/MWh Terna (PdS 2025); ARERA; ISPI / RIE
Medio termine 2027-2030 24,00 €/MWh
0,2537 €/Smc
42,00 €/MWh
0,4439 €/Smc
68,00 €/MWh 105,00 €/MWh Documento Descrizione Scenari (Terna-Snam 2024); PNIEC 2024; Aurora Energy Research
Lungo termine 2035-2040 22,00 €/MWh
0,2325 €/Smc
38,00 €/MWh
0,4017 €/Smc
55,00 €/MWh 92,00 €/MWh Scenari Snam-Terna DDS 2024; ARERA (Delibera 112/2025); ECCO Think Tank
Orizzonte Net-Zero 2050 18,00 €/MWh
0,1903 €/Smc
48,00 €/MWh
0,5074 €/Smc
45,00 €/MWh 85,00 €/MWh Scenari De-IT / GA-IT (Terna-Snam); PNIEC LTS 2050; RSE

[TABELLA 4: previsioni in forchetta]

Questi scenari sono stati elaborati prima della crisi iraniana del febbraio 2026, e il confronto con i dati reali lo mostra senza bisogno di commento.

La forchetta di breve termine indica un PUN fra 90 e 125 €/MWh per il 2025-2026.

  • 2025: 116,15 €/MWh, dentro la forchetta
  • 2026, primi otto mesi: 137,35 €/MWh, sopra il tetto
  • Agosto 2026 da solo: 180,00 €/MWh, il 44% oltre il massimo previsto

Sul gas lo stesso confronto è meno netto ma va nella stessa direzione: la media 2026 di circa 46,6 €/MWh è ancora dentro la forchetta 34-53, ma luglio 2026 vale circa 57,4 €/MWh, sopra il tetto.

Come vanno lette allora queste previsioni. Non come una stima di quanto costerà l’energia, perché il primo orizzonte è già stato scavalcato dopo pochi mesi. Ma come l’intervallo che il mercato considera normale in assenza di shock, ed è comunque un’informazione: dice che l’attesa di fondo è di una discesa lenta e progressiva nel lungo periodo, non di un ritorno rapido ai valori del 2019.

E dice soprattutto una cosa sull’ampiezza. Gli shock non stanno all’estremo alto della forchetta: stanno fuori dalla forchetta. In sette anni di serie ce ne sono stati tre, e nessuno era previsto.

CHE COSA SE NE FA UN’IMPRESA

Da questa pagina non esce nessuna decisione. Il prezzo dell’energia è una variabile che si osserva, non si governa.

Quello che un’impresa governa è quanta energia le serve per fare quello che fa. Ed è l’unica leva che regge in tutti gli scenari: agisce sulla quantità, quindi vale sia quando il prezzo scende sia, soprattutto, quando risale.

Tre cose che i dati di questa pagina dicono a chi deve decidere un investimento.

Il livello attuale non è un’emergenza temporanea. È 2,6 volte il 2019 e sale da due anni.

Il valore centrale di una previsione è lo scenario meno probabile. In sette anni, tre shock hanno portato il prezzo fuori dall’intervallo atteso. Per un investimento pluriennale la domanda utile non è quale sarà il prezzo, ma se il margine regge sull’estremo alto.

Se il fabbisogno è termico, la priorità è il calore. Il gas sta correndo più dell’elettrico, e chi deve scegliere da dove cominciare ha in questi numeri l’indicazione.

Il punto di partenza è un conto, non un investimento: quanto pesa l’energia sul tuo margine, e cosa succede a quel margine se il costo raddoppia. Sopra hai visto che raddoppiare non è un’ipotesi di scuola.

COME SI RIDUCE DAVVERO IL COSTO DELL’ENERGIA >>/audit-energetico/

DOMANDE FREQUENTI

Risorse utili


I valori riportati sono medie di dati di mercato, elaborate come indicato in ciascuna didascalia. Contenuto a carattere informativo generale, senza valore di consulenza sui mercati energetici.





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