Regione e Asl 2 incontrano quindici sindaci dell’area. Settantadue ore in più di specialistica tra Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna, potenziamento della radiologia e nuova organizzazione del 118. Il progetto si inserisce nella riforma della medicina territoriale avviata con il PNRR. Resta il nodo della carenza di medici nelle sedi periferiche.
Portare più visite specialistiche, diagnostica e assistenza sanitaria nei piccoli centri del Sangro-Aventino, riducendo la necessità per i residenti di percorrere decine di chilometri per raggiungere gli ospedali e le strutture dei centri maggiori.
È l’obiettivo del piano illustrato dalla Regione Abruzzo e dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti ai sindaci di quindici comuni dell’area, che avevano chiesto un confronto sul futuro dell’assistenza sanitaria territoriale.
Al tavolo convocato dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì hanno partecipato i primi cittadini di Casoli, Altino, Roccascalegna, Sant’Eusanio del Sangro, Taranta Peligna, Torricella Peligna, Montenerodomo, Fara San Martino, Gessopalena, Palena, Lama dei Peligni, Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Lettopalena e Palombaro, insieme ai vertici della Asl e della sanità regionale.
Il confronto arriva in una fase importante della riorganizzazione sanitaria abruzzese: pochi giorni fa il Dipartimento Sanità ha validato i nuovi atti aziendali delle quattro Asl e, alla fine di agosto, la Giunta regionale ha approvato anche la nuova rete dell’emergenza-urgenza 118.
Il percorso parte da più lontano e si inserisce nella riforma nazionale dell’assistenza territoriale avviata con il PNRR e con il DM 77 del 2022.
Il principio è spostare una parte dell’assistenza sanitaria fuori dagli ospedali e avvicinarla ai luoghi nei quali vivono i cittadini attraverso Case della Comunità, assistenza domiciliare, servizi distrettuali e una maggiore integrazione tra medicina generale, specialistica e servizi sociosanitari.
Un modello particolarmente importante per un territorio come il Sangro-Aventino, caratterizzato da numerosi piccoli comuni, popolazione mediamente anziana e distanze che possono rendere difficile raggiungere rapidamente i principali presidi sanitari.
Casoli è già entrata concretamente in questo percorso. La Casa della Comunità, realizzata nell’area dell’ex presidio territoriale, rientra negli interventi della Missione Salute del PNRR e dispone di un finanziamento di 660mila euro. Secondo la piattaforma nazionale Agenas, la struttura risulta operativa dal dicembre 2024.
Anche Lama dei Peligni è stata inserita nel programma di rafforzamento della medicina territoriale, con un intervento PNRR da 200mila euro destinato alla realizzazione della Casa della Comunità nell’attuale sede distrettuale.
Il passaggio successivo riguarda ora ciò che dovrà essere erogato concretamente all’interno di queste strutture.
La Asl ha pubblicato un bando per incrementare complessivamente di 72 ore le prestazioni specialistiche nelle sedi di Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna.
Il potenziamento riguarda dermatologia, ginecologia, geriatria, psichiatria, neurologia, reumatologia, chirurgia vascolare e fisiochinesiterapia.
Un ampliamento significativo soprattutto per la popolazione anziana e per i pazienti cronici, che rappresentano una quota importante della domanda sanitaria delle aree interne.
L’obiettivo è semplice: fare in modo che una visita che non necessita di un ospedale possa essere effettuata il più vicino possibile al luogo di residenza.
Un altro intervento riguarda la diagnostica.
A Casoli le prestazioni di radiologia saranno aumentate, passando dagli attuali 15 a 20 giorni di attività. Il potenziamento dovrebbe avere un duplice effetto: aumentare l’offerta sanitaria disponibile nell’area e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa, distribuendo una parte delle prestazioni sui presidi territoriali.
È uno dei cambiamenti più concreti annunciati nel corso dell’incontro, perché consente di utilizzare la medicina territoriale anche per alleggerire la pressione sulle strutture maggiori.
Il piano si intreccia con un altro passaggio avvenuto nei giorni scorsi: la validazione dei nuovi atti aziendali delle quattro aziende sanitarie abruzzesi.
L’atto aziendale non è un semplice documento amministrativo: stabilisce l’organizzazione della Asl, definisce strutture, funzioni, responsabilità e rapporti tra ospedale e territorio.
La revisione punta proprio a rendere più integrato il sistema sanitario, superando un modello eccessivamente concentrato sugli ospedali e attribuendo maggiore peso alla rete territoriale.
Per il Sangro-Aventino significa inserire Casoli, Lama dei Peligni, Torricella Peligna e gli altri punti di assistenza all’interno di una rete nella quale i diversi presidi dovrebbero svolgere funzioni complementari.
Parallelamente cambia la rete dell’emergenza.
Il 31 agosto la Giunta regionale ha approvato la rimodulazione del 118, modificando l’assetto introdotto nel 2023.
La nuova organizzazione prevede complessivamente in Abruzzo 111 postazioni: 32 medicalizzate H24, 48 con equipaggio infermieristico, 20 mezzi di soccorso di base e avanzato e 11 postazioni stagionali.
Il modello utilizza in maniera integrata ambulanze medicalizzate, mezzi infermieristici e automediche. L’obiettivo dichiarato è inviare sull’emergenza il mezzo più appropriato e utilizzare in maniera più flessibile medici, infermieri e mezzi disponibili.
Per le aree interne il parametro decisivo sarà però rappresentato dai tempi effettivi di intervento.
Regione e Asl sostengono che la nuova organizzazione dovrebbe consentire di ridurre i tempi di percorrenza. Il sistema sarà sottoposto a monitoraggio proprio per verificare eventuali criticità dopo la sua entrata a regime.
Il potenziamento previsto incontra però un ostacolo che Regione, Asl e sindaci hanno riconosciuto durante il confronto: la difficoltà di reperire medici disponibili a lavorare nelle strutture più periferiche.
È probabilmente questo il vero banco di prova della riforma.
Realizzare o riqualificare una Casa della Comunità e aumentare sulla carta le ore di specialistica non è sufficiente se successivamente non si riescono a coprire i turni con i professionisti necessari.
La Asl ha assicurato di voler utilizzare gli strumenti disponibili per reperire personale. Proprio l’esito del bando sulle 72 ore aggiuntive permetterà di capire quanto rapidamente il potenziamento annunciato potrà tradursi in nuove prestazioni effettivamente prenotabili dai cittadini.
Se il programma verrà attuato integralmente, il cambiamento più importante per i cittadini del Sangro-Aventino sarà la possibilità di trovare una quota maggiore di assistenza vicino casa.
Più visite specialistiche a Casoli, Lama dei Peligni e Torricella Peligna significano meno spostamenti verso Lanciano, Chieti o altri centri; il potenziamento della radiologia può contribuire a distribuire meglio la domanda diagnostica; la nuova rete del 118 punta invece a intervenire sul problema più delicato delle aree interne, quello della distanza nell’emergenza.
È su questi risultati concreti che dovrà essere valutata la riorganizzazione.
«La sanità di prossimità non è uno slogan, ma un modello operativo organizzato e finanziato», ha sottolineato Verì al termine dell’incontro.
Dopo la fase degli investimenti PNRR, della programmazione e della revisione dell’organizzazione sanitaria, per il Sangro-Aventino si apre quindi quella più importante: trasformare strutture, bandi e nuovi modelli organizzativi in visite, diagnostica, assistenza domiciliare e tempi di soccorso effettivamente migliori per chi vive nei piccoli comuni.
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